Rai, l’allarme di Articolo 21: Mineo sarà cacciato nelle prossime ore. Un leghista al suo posto?

Nelle prossime ore il direttore di Rainews24 Corradino Mineo potrebbe essere allontanato dal suo posto e sostituito da una figura esterna gradita alla Lega Nord. A lanciare l’allarme è il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti e il senatore del Pd Vincenzo Vita.

FirenzeCorradino Mineo nelle prossime ore potrebbe essere allontanato dalla direzione di Rainews e sostituito da una figura gradita alla Lega Nord. A lanciare l’allarme è Articolo 21. <<Altro che ricerca del dialogo. Nelle prossime ore gli imbavagliatori, e i loro delegati alla Rai cercheranno di mettere le mani anche su Rainews allontanando il direttore Corradino Mineo, mortificando le richieste della redazione e addirittura mettendo al suo posto un esterno gradito alla Lega>>. Ad affermarlo è il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti e il senatore del Pd Vincenzo Vita. <<Se tutto ciò dovesse essere confermato aggiungono Giulietti e Vita -, per la prima volta nella storia della Rai una maggioranza avrebbe il controllo di 10 testate giornalistiche su 11 con l’aggravante di un premier proprietario dell’altra’ metà dell’etere e tuttora ministro ad interim delle telecomunicazioni>>. Giulietti e Vita sostengono che gli farebbe piacere essere smentiti ma hanno <<l’impressione che la direzione generale non potrà farlo neanche questa volta. Per quanto ci riguarda – proseguono – non abbiamo intenzione alcuna di aspettare le loro mosse. Quindi daremo mandato immediato ai nostri legali per preparare un nuovo esposto alla Corte dei conti contro queste scelte arroganti e dilettantesche, i continui ribaltoni, i dirigenti messi a disposizione>>. <<Per valutare altresì – concludono Giulietti e Vita – se non si sia in presenza di una truffa ai danni dei cittadini che pagano il canone e che sono sempre piu privati del diritto di scelta>>.

L’appello di Articolo 21

Editoria, nuovo colpo di mano: il governo abroga le tariffe agevolate.

Abrogate dal governo le tariffe agevolate a favore dell’editoria.

FirenzePubblichiamo le dichiarazioni dei deputati Giuseppe Giulietti e Vincenzo Vita sulla decisione, assunta dal governo, di abrogare tutte le tariffe agevolate a favore dell’editoria.

«Dal primo aprile, e non è uno scherzo, saranno abrogate tutte le tariffe agevolate a favore della editoria con particolare riferimento alla spedizione degli abbonamenti» . A evidenziare questo nuovo colpo inflitto al comparto editoriale, Giuseppe Giulietti e Vincenzo Vita. «Tutti gli editori italiani – aggiungono – dai più grandi ai più piccoli riceveranno una vera e propria pugnalata alle spalle che in alcuni casi potrà portare all’immediata chiusura delle testate…. La decisione, non preceduta da alcuna consultazione in sede parlamentare è stata assunta dal ministro Tremonti facendosi beffa di tutti gli impegni assunti in sede parlamentare che andavano nella direzione di un progressivo reintegro dei fondi per l’editoria e della contestuale approvazione di una riforma organica del settore».

Per l’ennesima volta, affermano Giulietti e Vita, «si è scelta la strada opposta dando così al provvedimento uno spiacevole sapore vendicativo nei confronti di un settore che questo governo non ha mai amato. Non ci è chiaro quale sia stato e quale sia, su questa vicenda il parere del sottosegretario Bonaiuti, che ha la delega per il settore e che a questo punto potrà serenamente procedere a buttare nel più vicino cestino la proposta di riforma dell’editoria dal momento che, con questo colpo di mano è stata già realizzata».

«Per quanto ci riguarda – affermano i due deputati – questa vicenda non è meno grave della chiusura dei programmi o dell’alterazione permanente della par condicio o delle rappresaglie nei confronti dei singoli giornalisti perchè colpisce in modo ancora più subdolo il pluralismo nel settore editoriale e condanna a morte sicura decine di testate e centinaia di posti di lavoro con il rischio di ridurre anche nel settore della carta stampata un pluralismo che nel settore dei media è già ai minimi termini».

Fonte: Articolo 21.

Editoria no profit, il Senato ripristina i fondi (70 milioni)

Roma Tornano, anche se in parte, i fondi per l’editoria no profit e di partito. L’ha deciso il Senato quasi all’unanimità. Un emendamento ad ddl sul nucleare ripristina 70 milioni di euro per il periodo 2009-2010 al fondo detratto da Tremonti per decreto nell’estate 2008.  Un risultato di non poco conto che darà l’opportunità a diverse testate di andare avanti. L’emendamento è stato sottoscritto dai senatori Luigi Lusi (Pd), Alessio Butti (Pdl), Silvano Mura (Lega Nord) e dal vicepresidente della Commissione Cultura Vincenzo Vita (Pd).