Morti sul lavoro in aumento: 64 vittime nei primi due mesi del 2012

I dati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering. Lombardia e Toscana le Regioni più colpite

Prato – Sessantaquattro infortuni mortali sul lavoro nei primi due mesi del 2012. Lo dicono i dati dell’Osservatorio Sicurezza sul lavoro di Vega Engineering e il dato conferma che quella delle morti sul lavoro resta una piaga insoluta.

Le regioni più colpite sono la Lombardia con 12 infortuni mortali, segue la Toscana con 11.
L’indice di incidenza è più elevato in Toscana (pari a 7,1), seguono Abruzzo, Umbria, Basilicata e Marche.

Le principali cause di morte sono per caduta dall’alto di gravi/schiacciamento con 16 casi (25% sul totale), seguite da caduta di persona dall’alto con 14 casi (21,9%).

Caserta, la Finanza scopre 16 operai in nero… (fonte: Il Fatto Quotidiano)

Morti sul lavoro in aumento: 348 nei primi otto mesi del 2011

I dati diffusi dall’osservatorio Vega Engineering. 24 morti in più rispetto all’anno scorso

Prato – In otto mesi 348 le vittime sul lavoro nel nostro Paese, contro le 324 dello stesso periodo del 2010, con un incremento dei decessi pari al 7,4%. I dati sono stati diffusi dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega Engineering, azienda di Mestre che da oltre due decenni lavora nel settore della formazione e della sicurezza.

La crescita degli incidenti sul lavoro è ancora più marcata secondo i dati dell’Osservatorio indipendente di Bologna creato nel 2008 in ricordo dei sette lavoratori morti nel rogo della Thyssenkrupp a Torino, che dal gennaio all’8 settembre di quest’anno ha contato 442 morti, contro i 380 dello stesso periodo dell’anno scorso, pari a un aumento è del 14,1%.

La Lombardia, secondo i dati dell’Osservatorio di Vega Engineering, continua a tenere la testa delle stragi sul lavoro con 46 vittime, seguita da Veneto (32) e Emilia Romagna (30). Gli incidenti mortali in agricoltura continuano ad essere quelli più frequenti, il 39,4 per cento del totale, seguiti da quelli in edilizia (22,1 per cento).

Morti sul lavoro: 114 nei primi tre mesi dell’anno

Il numero maggiore di casi in Lombardia ma in rapporto al numero di occupati il primato va alla Valle d’Aosta.

Prato – Sono 114 le vittime nei luoghi di lavoro registrate nei primi tre mesi dell’anno in Italia contro le 91 del primo trimestre 2010. I dati emergono dall’osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega Engineering, che  monitora in tempo reale i dati sugli incidenti mortali sul lavoro avvenuti in Italia, registrandoli ed analizzandoli statisticamente. Dalle analisi sono esclusi gli infortuni in itinere e gli infortuni connessi alla circolazione stradale. Le analisi statistiche degli infortuni mortali sono aggiornate e pubblicate mensilmente sul sito di Vega Engineering. I risultati sono accessibili gratuitamente.

Dai dati del primo trimestre lo scomodo primato di Regione più soggetta agli incidenti mortali va alla Lombardia, seguita da Emilia Romagna e Piemonte. In rapporto al numero di occupati, invece, ad indossare la maglia nera è sempre la Valle D’Aosta. Milano la provincia maggiormente colpita, seguita da Torino, Catania, Bologna e Napoli.

Nel settore agricolo il 35,1 per cento delle morti bianche, seguito da quello delle costruzioni (21,9 per cento delle vittime). La fascia d’età maggiormente a rischio è quella che va dai 40 ai 49 anni con 29 vittime (25,7 per cento del totale). E l’epigrafe del lavoro non conosce spazi vuoti neppure nel fine settimana perché tra venerdì, sabato e domenica viene accertato circa il 30 per cento delle tragedie.

Analisi statistiche aggiornate dei casi di morte sul lavoro

Graduatoria delle Province Italiane in base all’indice di incidenza

Incidenti sul lavoro: 135 morti nell’edilizia nei primi undici mesi del 2010. Cifra registrata da Vega Engineering.

Nei primi undici mesi di quest’anno, 135 sono le persone morte sul lavoro nel settore dell’edilizia. Lo rileva l’Osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega Engineering.

FirenzeNei primi undici mesi di quest’anno, 135 sono le persone morte sul lavoro nel settore dell’edilizia. La regione più colpita è la Campania con 18 decessi, seguita da Lazio e Lombardia (14), da Veneto ed Emilia Romagna (12) e dalla Sicilia (11). Sei su dieci morti sul lavoro sono stati provocati da una caduta dall’alto. Le fasce d’età più colpite sono quelle che vanno dai 40 ai 49 anni (32 casi) e dai 50 ai 59 anni (33 casi). A fornire i dati e lanciare l’allarme è l’Osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega Engineering. Tra le cause esaminate dagli esperti di Vega Engineering emergono anche lo schiacciamento dovuto alla caduta dall’alto di oggetti pesanti (13 casi), il ribaltamento di mezzi e veicoli in movimento (10), il contatto elettrico diretto (6), il contatto con oggetti o mezzi in movimento (5). E a perdere la vita sono anche i lavoratori stranieri (oltre il 15% del totale). <<Il problema di questo Paese quando si parla di edilizia – spiega il presidente di Vega Engineering Mauro Rossato – è la mancanza di formazione e di sensibilità sul tema della sicurezza. A partire proprio dai datori di lavoro>>. <<La loro prima responsabilità – prosegue Rossato – infatti è quella di organizzare preventivamente le attività lavorative scegliendo i sistemi di sicurezza da utilizzare, adeguandoli di volta in volta alle specificità del cantiere. Tutto questo è previsto dalla legge che obbliga ogni azienda a redigere il Pos ovvero il Piano operativo sulla sicurezza>>. <<In molti casi, però – precisa Rossato – si tratta di documenti non conformi, di “faldoni” interminabili, prestampati con misure mai applicate, magari elaborati da qualche “consulente” improvvisato>>. <<Ed ancora una volta la responsabilità è del datore di lavoro e dei dirigenti – conclude Rossato – che sottovalutano le conseguenze, tralasciando il corretto uso di dispositivi di protezione individuale. Imbragature ed elmetti, infatti, vengono acquistati e forniti, ma troppe volte vengono lasciate dentro un furgone>>.  Altri dati. A registrare una sola vittima nel settore sono solo Basilicata e Molise. Precedute dal Friuli Venezia Giulia e Umbria (2), Trentino Alto Adige e Sardegna (3), Abruzzo e Liguria (4), Marche e Toscana (5), Piemonte, Puglia e Calabria (8). La città più colpita è Napoli dove nei primi undici mesi del 2010 vi sono stati sette morti nel settore del mattone.

 

 

Incidenti lavoro: Vega Engineering, rimane l’agricoltura il settore più colpito. La caduta dall’alto la causa principale di morte.

Nei primi dieci mesi di quest’anno, 440 sono state le persone che hanno perso la vita per il lavoro. Di questi, 41 erano lavoratori stranieri, ovvero quasi il 10% delle vittime. A fornire queste e altre cifre è l’Osservatorio Sicurezza sul lavoro di Vega Engineering di Mestre.

FirenzeNei primi dieci mesi di quest’anno, 440 sono state le persone che hanno perso la vita per il lavoro. Di questi, 41 erano lavoratori stranieri, ovvero quasi il 10% delle vittime. A fornire queste e altre cifre è l’Osservatorio Sicurezza sul lavoro di Vega Engineering di Mestre. La regione con il maggior numero di casi di morte è la Lombardia con 61 decessi, seguita dal Veneto (49). Bolzano rimane la prima provincia d’Italia ad essere maggiormente colpita (18 i decessi), seguita da Roma (17) e Napoli (15). Il settore dell’agricoltura resta quello dove si verificano il maggior numero di incidenti mortali (36,6%), dietro troviamo l’edilizia (28,2%). La causa principale di morte continua ad essere la caduta dall’alto, (27,5%, dei casi), poi troviamo  il ribaltamento di un veicolo o un mezzo in movimento (20,2%). Un altro dato: 14 sono state le donne che hanno perso la vita nei luoghi di lavoro.

Per approfondimenti vai a Vega Engineering

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Incidenti lavoro: Vega Engineering, 39% morti in agricoltura

Firenze Il 39% degli incidenti sul lavoro si verifica nel settore agricolo. Lo rivela l’Osservatorio sulla sicurezza di Vega Engineering di Mestre, ente di progettazione e consulenza accreditato dalla Regione Veneto. Gli incidenti mortali in agricoltura sono un’emergenza in Lombardia (16 su 42 decessi), Puglia (9 su 24), Sicilia (9 su 20), Calabria (6 su 12), Emilia Romagna (6 su 18), Toscana (4 su 11), Abruzzo (7 su 11) e Marche (4 su 10). Nell’ultimo semestre il 10% delle vittime sono giovani che non hanno compiuto i 30 anni (link).