Terremerse, Vasco Errani assolto nell’appello bis

Firenze – Vasco Errani è stato assolto nel processo d’appello bis per il caso Terremerse, in cui l’ex presidente della regione Emilia-Romagna era accusato di falso ideologico. È stata di fatto confermata la sentenza di primo grado del novembre 2012, in cui il politico era stato assolto in rito abbreviato perché il fatto non sussiste. Nel 2014 la Corte d’Appello aveva ribaltato tutto condannando il politico a un anno (pena sospesa): una sentenza che aveva portato l’allora governatore a dimettersi immediatamente. Infine il 17 luglio 2015 la Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio la condanna, rimandando le carte indietro ai giudici per l’appello bis.

Terremerse, la Cassazione annulla la condanna a Errani. Ci sarà un nuovo processo d’appello.

La Cassazione ha annullato la sentenza di condanna di secondo grado che aveva condannato Vasco Errani

Firenze  La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio a una nuova sezione della corte d’appello di Bologna, la sentenza di secondo grado che aveva condannato l’ex governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani a un anno di reclusione, con pena sospesa, per falso ideologico nell’ambito della vicenda Terremerse. Stessa decisione anche per gli altri due imputati, Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti: anche per i due dipendenti regionali, accusati di falso ideologico e favoreggiamento, la condanna a un anno e due mesi è stata annullata e, come per Errani, ci sarà un nuovo processo d’appello.

Caso Terremerse, Errani condannato in appello ad un anno per falso. Il presidente della Regione si dimette

Condannato Vasco Errani che decide di dimettersi.

Firenze Il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani ha deciso di dimettersi dopo la condanna in appello Terremerse per falso ideologico a un anno di reclusione (sospesa con la condizionale). In primo grado Errani era stato assolto “perché il fatto non sussiste”, oggi il giudice ha ribaltato la sentenza. L’accusa della Procura di Bologna era quella di aver influenzato la scrittura di una relazione falsa su un finanziamento illecito alla cooperativa del fratello (1 milione di euro ricevuti dalla stessa Regione). Solidarietà del Partito democratico che ha chiesto al politico di non lasciare la carica.

Caso Terremerse, assolto Vasco Errani. Il giudice: “Il fatto non sussiste”

Il presidente della Regione Emilia Romagna è stato assolto perché “il fatto non sussiste”.

Firenze Il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, è stato assolto perché «il fatto non sussiste». Il verdetto lo ha pronunciato il Gup di Bologna Bruno Giangiacomo a conclusione del rito abbreviato. Errani era accusato di falso ideologico in atto pubblico nell’ambito dell’inchiesta Terremerse circa un finanziamento della Regione nel 2006 ad una cooperativa guidata a quei tempi dal fratello Giovanni. La richiesta dell’accusa era stata di dieci mesi e venti giorni per aver favorito il fratello. Assolti anche i dirigenti regionali Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti, che compilarono la relazione spontanea che ha messo nei guai Errani.

Eternit: a Bagnoli quasi 900 morti tra gli ex lavoratori. Lo Stato in ritardo nei pagamenti dei contributi per le bonifiche

Le testimonianze di Iervolino, Bassolino ed Errani, relative agli stabilimenti di Bagnoli e Rubiera. Il 5 luglio in aula Thomas Schmidheiny.

Torino – Continuano le testimonianze istituzionali al processo Eternit. Oggi è stato il turno del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, dell’ex Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, del presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani e del sindaco di Rubiera Lorena Baccarani, che hanno affrontato i casi dei due stabilimenti della multinazionale dell’amianto siti sui territori di loro competenza, rispettivamente a Bagnoli e Rubiera.

Il sindaco Iervolino ha esposto i dati delle patologie che hanno colpito 891 degli ex lavoratori Eternit di Bagnoli, ormai deceduti. Un’incidenza superiore rispetto agli altri stabilimenti, visto che i lavoratori erano 2348. “Un’indagine recente dell’ospedale Cardarelli di Napoli dimostra che l’incidenza del cancro al polmone e’ in aumento anche nelle zone accanto a Bagnoli – ha detto la Iervolino – La gente ha paura, vive quasi nel terrore, perche’ studi scientici fanno emergere una latenza di 30 anni. Lo stabilimento e’ stato chiuso nell’86, qualcuno parla di un picco della malattia nel 2011 o nel 2013”. I risultati emersi dalle attività di ricognizione e bonifica sono allarmanti: “Abbiamo trovato amianto fino a 5 metri sotto terra fuori dal perimetro dello stabilimento di Bagnoli. Una misura che è andata ben oltre le previsioni, pensavamo che la contaminazione non andasse oltre i 3 metri”.

L’ex Presidente Bassolino ha ricordato i 5 milioni di euro impegnati dalla Regione per le persone esposte all’amianto e ha sottolineato gli enormi costi dell’operazione di bonifica, con la conseguente necessità dell’impegno dello Stato, che invece finora ha erogato solo 7,5 milioni di euro sui 75 stanziati.

Il presidente Errani ha ricordato i costi sostenuti dal sistema sanitario, pari a 20mila euro per ognuno dei 55 pazienti dello stabilimento di Rubiera. La Regione ha anche stanziato 12 milioni di euro per attivita’ di sostegno e incentivi alle aziende per la dismissione di amianto.

Il processo è stato aggiornato al 28 giugno. Questo il calendario delle prossime testimonianze.

Le Regioni contro il nuovo Testo unico: sistema di controlli non credibili

Le critiche della Conferenza delle Regioni agli art. 2 bis e 10 bis del provvedimento. Minate le competenze regionali, controlli non credibili e rischio di sanatoria per il caso Thyssen

Prato – E’ una contestazione pesante, nel merito, quella avanzata dalla Conferenza delle Regioni nei confronti della proposta di modifica al Testo unico sulla sicurezza sul lavoro presentata dal ministro Sacconi.

Il parere negativo espresso dalla Conferenza a maggioranza (si è dissociata la Lombardia) riguarda in modo particolare gli art. 2bis e 10 bis del provvedimento. Quest’ultima norma, già ribattezzata salva-manager, era già stata oggetto di contestazione nei giorni scorsi.

Il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani ha spiegato che il provvedimento contiene misure che potrebbero dar luogo “a un sistema di controlli non credibile e potrebbero originare problemi per casi come quello dell’incidente alla Thyssen Krupp”.

L’articolo 2 bis, specifica Errani, “mette in discussione le competenze delle Regioni ” dando spazio “a un sistema di controlli non credibile”, mentre l’art. 10 bis apre la strada “ad un sistema che mette in discussione responsabilità anche precedenti, come potrebbe accadere nel caso della Thyssen”.