Confermata la chiusura di Liberazione dal 1° gennaio. Il giornale esce solo online. A rischio 50 lavoratori

Prato – Non è un giorno felice quello che si è consumato ieri nella redazione di Liberazione occupata dai suoi lavoratori. Il quotidiano nella versione cartacea è uscito in edicola per l’ultima volta il 31 dicembre, come anticipato qualche giorno fa.

Dal 2 gennaio 2012 ci sarà soltanto l’edizione on line di 8 pagine in formato pdf. «Noi restiamo quello che siamo sempre stati – dice la redazione del giornale – ma soprattutto resta la nostra lotta per non chiudere e per salvare i posti di lavoro dei 50 dipendenti del giornale».

La crisi di Liberazione è una situazione comune a molte altre testate (manifesto,

Unità, Riformista, Europa, Terra, tra le altre) e rende urgente un intervento del governo per ripristinare al più presto il fondo per l’editoria. La Casa della Cultura Enzo Biagi è vicina a tutti i lavoratori in lotta per mantenere il posto di lavoro e continuare a garantire un’informazione libera e imparziale a tutti i cittadini.

Editoria, Concita De Gregorio lascia la direzione dell’Unità

Concita De Gregorio lascia la direzione dell’Unità.

Firenze Concita De Gregorio lascia la direzione dell’Unità. Lo si apprende da un comunicato congiunto, a firma della stessa De Gregorio e dell’editore Renato Soru. «Dal primo luglio Concita De Gregorio – si legge nella nota – lascerà la guida del giornale a seguito di una decisione condivisa, assunta in autonomia e nel pieno rispetto reciproco riconoscendo l’importante lavoro svolto e i risultati raggiunti». L’esperienza della giornalista alla guida del giornale è durata tre anni. La De Gregorio aveva accettato nell’agosto del 2008.

Il comunicato

I 95 anni di Pietro Ingrao. Un pezzo di storia del Novecento italiano

I nostri auguri al grande politico, scrittore e giornalista. E’ stato Presidente della Camera dal 1976 al 1979.

Roma – Nei giorni scorsi l’attenzione si è concentrata sull’esito della elezioni regionali, a cui anche noi abbiamo dato spazio ricordandone i risultati. Oggi vogliamo ricordare una delle figure storiche della politica e cultura italiana del Novecento, che martedì 30 ha compiuto 95 anni. Stiamo parlando di Pietro Ingrao, uno dei padri nobili del comunismo italiano. Tra i suoi tanti incarichi, Ingrao è stato direttore dell’Unità per dieci anni, dal 1947 al 1957, e Presidente della Camera dei Deputati dal 1976 al 1979. Ha scritto numerose poesie e saggi politici.

Vi presentiamo la lectio magistralis tenuta dallo scrittore siciliano Andrea Camilleri in occasione dei 93 anni di Ingrao, nel 2008. Una dichiarazione di stima e di affetto condita da ricordi e riflessioni sulla storia del nostro Paese che abbiamo ripreso dal sito Aprileonline.

Rai, solidarietà a Mazzetti querelato da Petroni

Il consigliere di amministrazione della Rai Angelo Maria Petroni ha querelato il capostruttura di RaiTre Loris Mazzetti, per anni stretto collaboratore di Enzo Biagi. La notifica dell’atto penale arriva dopo la denuncia in sede civile.

Roma – Angelo Maria Petroni, consigliere di amministrazione della Rai al suo terzo mandato, ha deciso di querelare il capostruttura di RaiTre Loris Mazzetti che è stato convocato alla Questura di Roma per la notifica dell’atto penale. Mazzetti, collaboratore per anni di Enzo Biagi, è accusato da Petroni di diffamazione. La frase in cui Petroni ha rilevato gli estremi della querela, dopo aver già denunciato Mazzetti al Tribunale Civile di Roma, è inserita in un articolo, pubblicato nel maggio del 2008 dall’Unità a firma di Loris Mazzetti e dal titolo “Se Claudio Petruccioli salva Saccà e butta il codice etico dalla Rai”. Vi invitiamo a leggere l’articolo e anche il servizio pubblicato sul quotidiano on-line Articolo 21 (link). 

Da parte nostra, ci limitiamo a confermare la nosta fiducia nella giustizia e, al contempo, esprimiamo assoluta e incondizionata solidarietà a Loris Mazzetti.

Cassazione: prosciolto Travaglio. Condannato Del Noce al pagamento delle spese processuali e a versare 1500 euro.

La Cassazione ha confermato il proscioglimento per il giornalista Marco Travaglio respingendo il ricorso presentato dall’ex direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce. Quest’ultimo è stato condannato al pagamento delle spese proceessuali e a versare 1500 euro.

RomaConfermato dalla Cassazione il proscioglimento per il giornalista Marco Travaglio in merito ad alcune frasi, presenti in un articolo pubblicato nel 2007 dall’Unità e ritenute diffamatorie da Fabrizio Del Noce. La quinta sezione penale della Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’ex direttore di RaiUno contro la sentenza con cui lo scorso dicembre il gip di Roma aveva disposto il non doversi procedere nei confronti di Travaglio e di Antonio Padellaro, all’epoca direttore del quotidiano «perché il fatto non sussiste». La Corte, oltre aver respinto il ricorso, ha condannato Fabrizio Del Noce al pagamento delle spese processuali e a versare 1500 euro alla cassa delle ammende (link).

Lutto nel giornalismo, è morto Sandro Curzi

Sandro Curzi
Sandro Curzi

Roma – È morto a Roma dopo una lunga malattia Sandro Curzi. Nato a Roma il 4 marzo 1930, aveva 78 anni. Un’altra voce storica del giornalismo italiano che ci lascia.

Resistente partigiano a 13 anni, il suo impegno politico si è svolto all’interno dei mass media, dal primo articolo, quando era ancora adolescente, sull’Unità «clandestina» per raccontare l’assassinio di uno studente da parte di fascisti repubblichini, al ruolo di capo redattore nel mensile della Fgci Gioventù nuova, diretto da Enrico Berlinguer, fino alla vice direzione di Paese Sera, alla direzione del Tg3 e a quella di Liberazione.
Curzi ottenne nel 1944, nonostante la minore età, la tessera del Pci. Tra il ’47 e il ’48 lavora al settimanale Pattuglia insieme a Giulio Pontecorvo e, nel ’49, a la Repubblica d’Italia fino a diventare capo redattore di Gioventù nuova diretta da Enrico Berlinguer.
Nel ’56 fonda Nuova generazione e nel ’59 passa all’Unità, organo del Pci per il quale l’anno successivo viene inviato in Algeria per seguire la fasi dell’indipendenza. Lì intervista il capo del Fronte di Liberazione Ben Bellah. Dopo essere stato direttore dell’Unità, nel 1964 diventa responsabile stampa e propaganda della direzione del Pci. La stagione più calda, quella del ’68 e poi dell’autunno del ’69, della strage di Piazza Fontana e dei fatti che seguirono nei primi anni ’70, Curzi la seguì da vice direttore di Paese Sera.
Dalla metà degli anni ’70 arriva l’impegno con la televisione: entra infatti in Rai nel 1975 e comincia dal Gr1 diretto da Sergio Zavoli. Nel ’76, con Biagio Agnes e Alberto La Volpe, dà vita alla terza rete televisiva della Rai mentre nel 1978 è condirettore del Tg3 diretto da Biagio Agnes. In questa veste “scopre” Michele Santoro e collabora alla realizzazione del programma Samarcanda.
Diventa direttore del Tg3 nel 1987 dando al telegiornale una impronta inconfondibile, veloce e aggressiva che dà voce alle istanze della sinistra italiana interpretando gli umori di una crescente insofferenza verso la cosiddetta prima Repubblica. Soprannominato per questo, dagli avversari politici, «Telekabul» (dalla capitale dell’Afghanistan occupata dall’Urss negli anni ’70), il Tg3 cresce in spettatori (da poco più di 300 mila ai 3 milioni del ’91) e autorevolezza.
Nel ’92 pubblica con Corradino Mineo il libro «Giù le mani dalla Tv» (Sperling e Kupfer) e nel ’93, in contrasto con il nuovo consiglio d’amministrazione della cosiddetta Rai dei professori (direttore generale Gianni Locatelli e presidente Claudio Demattè), si dimette. Passa prima a dirigere il Tg dell’allora Tele Montecarlo e poi, dal 1998 al 2005, dirige Liberazione.
Dal 2005 era consigliere d’amministrazione della Rai di cui per tre mesi è stato anche presidente in qualità di consigliere anziano.
Fonte: Corriere.it