Urge politica alternativa

FirenzeÈ sempre interessante leggere ciò che scrive Adriano Celentano. Lunedì scorso sul Corriere, in un colloquio con Grillo, riferendosi ai sogni svaniti e alle necessità degli italiani, ha scritto che <<la gente ha bisogno di uno scatto. Uno scatto che indichi la direzione>>. Aggiungendo che l’uomo soffre perché si sente slegato dagli altri pur stando in mezzo a tanta gente. Cari politologi, cari intellettuali, cari professori del sapere, il re degli ignoranti, ancora una volta ha centrato il bersaglio. La nostra è una società che porta all’indifferenza (l’ottavo vizio capitale, denunciato da Don Gallo), di ciò B. non è l’unico responsabile. Che lui non sia più quello della “discesa in campo” lo si è capito da tempo. Gli ultimi due allarmi: l’intervista al Tg1, nonostante fosse “addomesticata” era sbagliata nella comunicazione, e si capiva benissimo che stava leggendo il gobbo; la dichiarazione di Andrea Riccardi, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio: <<Chi ha gestito la Seconda Repubblica non può rilanciare il Paese >>.

Nonostante i Bunga bunga, le promesse non mantenute, il presidente operaio, giardiniere, pompiere, utilizzatore finale, rimane ancora l’unico leader sulla scena politica, grazie alla mancanza di una proposta alternativa. Ancora una volta la resistenza nasce dalla società civile. A Milano un giovane scrittore del Sud (Roberto Saviano) e un maturo intellettuale del Nord (Umberto Eco), sono riusciti a parlare contemporaneamente a donne e uomini, a giovani e anziani, a studenti e operai, colpendoli al cuore su “ciò che siamo e ciò che vogliamo, sulla necessità didifendere l’onore dell’Italia.

L’urlo di protesta “dimettiti, dimettiti nato in tante città e che il 13 febbraio, grazie alle donne, tornerà nelle piazze, è importante ma non sufficiente. Urlare è liberatorio, ma senza una proposta alternativa alla politica di B. non si andrà da nessuna parte. Bersani, il segretario del maggior partito dell’opposizione, è lì ancora a porre domande invece di dare risposte. Manca un progetto di società alternativo. Lo si può costruire con questa classe dirigente? Autoreferenziale, formatasi solo grazie alla cooptazione, che tiene in ostaggio e sotto ricatto i cittadini?

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Salone del Libro: la memoria come tema dell’edizione 2010.

La memoria sarà il filo conduttore del Salone Internazionale del Libro. Per la precisione, «la memoria, svelata». Questo il simbolo della 23esima edizione del Salone che si svolgerà dal 13 al 17 maggio a Torino (Lingotto) e dedicata al tema della memoria.

TorinoUn albero capovolto e le sue radici ben in vista, testimoniano che il presente è il frutto del passato. La memoria sarà il filo conduttore del Salone Internazionale del Libro. Per la precisione, «la memoria, svelata». Questo il simbolo della 23esima edizione del Salone che si svolgerà dal 13 al 17 maggio a Torino (Lingotto) e dedicata al tema della memoria. La scelta, hanno spiegato gli organizzatori, nasce da un paradosso: «proprio nel momento in cui, grazie alle nuove tecnologie, possiamo disporre di sterminate banche dati, tanto vaste come da sfidare la nostra stessa immaginazione e capacità di gestione, ci siamo accorti che il nostro rapporto con il passato si è fatto distratto, intermittente, quasi infastidito». E’ sufficiente anche solo dare una sbirciatina al panorama della politica – alle ingiustificate polemiche scaturite intorno alle celebrazioni per l’Unità d’Italia -, per applaudire la scelta che si rivela appropriata.

Per la prima volta al Lingotto ci sarà Scott Turow, maestro del legal thriller, e la scrittrice belga Amélie Nothomb. Tra gli indiani (l’India sarà il Paese ospite d’onore del Salone): Kiran Desai, Vikas Swarup, Tarun Tejpal, Anita Nair, Sampat Pal e Tishani Doshi. Tra gli italiani – solo per citarne qualcuno – Eugenio Scalfari, Dario Fo, Umberto Eco, Gianrico Carofiglio, Paolo Villaggio, Margherita Hack. Fra le varie novità di quest’anno, il Premio Salone Internazionale del Libro, un riconoscimento destinato a uno scrittore che con la sua opera abbia saputo fare della letteratura uno strumento irrinunciabile di conoscenza. Finalisti, Paul Auster, Carlos Fuentes, Amos Oz.

 Per saperne di più, potete visitare il sito ufficiale del Salone. 

 

ROMPIAMO IL SILENZIO

Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità… La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme

– Norberto Bobbio

Tratto da Repubblica. Gustavo Zagrebelsky, Gae Aulenti, Giovanni Bachelet, Sandra Bonsanti, Umberto Eco, Giunio Luzzatto, Claudio Magris, Simona Peverelli, Guido Rossi, Elisabetta Rubini e Salvatore Veca sono stati i primi firmatari del documento da cui è tratta la citazione.