Fiat, accordo sul rinnovo del contratto: una tantum di 260 euro

I sindacati spuntano appena 10 euro in più rispetto alla proposta della Fiat su cui la trattativa si era arenata. In autunno la trattativa riprenderà

Torino – Dopo otto mesi di trattativa Fiat e sindacati hanno raggiunto l’accordo per il rinnovo della parte economica: 260 euro lordi che saranno pagati con la busta di luglio e che saranno percepiti anche dai cassintegrati.

L’intesa interessa 86 mila lavoratori italiani di Fiat-Chrysler e Cnh Industrial. Al tavolo con l’azienda c’erano Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Quadri. La trattativa si era interrotta il 10 giugno proprio sulla “una tantum”: i sindacati avevano chiesto 300 euro, l’azienda ne aveva proposti 250.

Le parti inoltre hanno scritto nell’intesa che dal 22 settembre partirà la trattativa per il rinnovo triennale del contratto che si dovrà concludere entro ottobre. 

Fiat, è rottura sul rinnovo del contratto. Rientrano a Pomigliano i 19 delegati Fiom

Critico Maurizio Landini: “L’azienda ha offerto solo 15 euro lordi al mese di una tantum”. Chiuso il contenzioso giudiziario con il Lingotto che prevede il reinserimento dei delegati nello stabilimento di Pomigliano.

Torino – E’ rottura tra Fiat e i sindacati sul rinnovo del contratto degli 86mila lavoratori del gruppo. Durante la riunione di martedì all’Unione industriali di Torino la trattativa si è arenata sul nodo dell’aumento salariale. Fim, Uilm, Fismic, Ugl e l’Associazione quadri, che nel 2011 – diversamente dalla Fiom – hanno firmato il contratto aziendale, chiedevano un “una tantum” di 390 euro per tutti i lavoratori Fiat e Cnh Industrial, inclusi i cassintegrati, ma l’azienda era pronta a concederne solo 200. Aumenti giudicati “inaccettabili” dal segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini.

Sul versante Fiat c’è anche una notizia positiva: l’accordo tra l’azienda e la Fiom, annunciato dallo stesso Landini, per il rientro di tutti e 19 i delegati dei metalmeccanici Cgil a Pomigliano. L’intesa riguarda solo una piccola parte dei 145 operai che, secondo il tribunale di Roma, dovevano essere reintegrati nella fabbrica campana per risolvere il problema della discriminazione nei confronti della Fiom. Nell’ultima udienza i giudici avevano sollecitato le parti a trovare un’intesa. Il reinserimento al lavoro avverrà nelle prossime settimane e si concluderà nei primi giorni di settembre.

Landini ha anche chiesto “assemblee unitarie in tutti gli stabilimenti per una discussione sul piano industriale, sulla questione dei salari e per una rielezione dei delegati”. Ma le reazioni di Uilm e Fim-Cisl al riguardo sono fredde.

Pomigliano, 500 euro di premio agli operai. Gli atti di generosità sostituiranno i mancati rinnovi contrattuali?

Sergio Marchionne segue Diego Della Valle sulla via dei bonus in busta paga al di fuori del contratto nazionale. Intanto è nulla di fatto sulle 19 procedure di mobilità annunciate da Fiat dopo il reintegro degli operai Fiom.

Pomigliano – Fa discutere la decisione presa dalla Fiat di assegnare un bonus di 500 euro in busta paga ai 2146 dipendenti della newco Fabbrica Italia di Pomigliano. Fa discutere perché il sistema delle elargizioni è il modo migliore per mettere da parte i contratti nazonali. Un premio una tantum non è un diritto ma un atto di generosità del padrone, e non può certo rappresentare una garanzia per il futuro. In questo caso l’azienda ha motivato il bonus ai lavoratori con i due premi ricevuti della medaglia ‘Silver World class manufactoring’ di giugno, ed il primo posto alla Lean Production di settembre.

Una curiosità: le elargizioni al di fuori del sistema contrattuale mettono d’accordo Sergio Marchionne e Diego Della Valle, che negli ultimi tempi si sono scontrati spesso. Nei mesi scorsi Della Valle aveva annunciato un contributo di 1.400 euro lordi per far fronte «alle crescenti difficoltà economiche quotidiane dei lavoratori».

Un’altra notizia arriva da Pomigliano. Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro tra azienda e sindacati sulle 19 procedure di mobilità annunciate da Fiat a seguito della sentenza di reintegro per gli altrettanti operai iscritti alla Fiom. Le rappresentanze sindacali di Fim, Uilm, Fismic e Ugl, firmatari dell’accordo del 2010 con Fiat, sono state invitate dai vertici della newco a firmare il verbale di non accordo.

Pomigliano, continua la battaglia legale. Marchionne dalla Cina attacca la sentenza di reintegro

Pronti ricorsi contrapposti di Fiom e degli altri sindacati. Mentre l’ad commenta la sentenza parlando di “folclore locale”

Pomigliano – Continua la battaglia legale dopo la sentenza del Tribunale di Roma che obbliga la Fiat ad assumere 145 iscritti alla Fiom nello stabilimento di Pomigliano.

La Fiom ha annunciato che se entro lunedì la Fiat non ottempererà alla sentenza agirà per vie legali, presentando anche una denuncia penale. Non si è fatta attendere la risposta di Sergio Marchionne, che dalla Cina ha commentato la sentenza usando il termine di “folclore locale”. «Questa legge non esiste in nessuna parte del mondo, a quanto ne so – ha detto – è un evento unico che interessa un Paese, che ha regole particolari, folcloristicamente locali». «Qualcuno spieghi a Marchionne che in Italia esiste la Costituzione» ha replicato il segretario della Fiom Maurizio Landini.

In ballo anche gli altri sindacati (Fim, Uilm, Ugl, Fismic e Aqcf), che hanno a loro volta dato mandato ai propri legali «di attivare iniziative volte a impedire atti discriminatori nei confronti di tutti i lavoratori». Secondo la loro versione la sentenza potrebbe creare una corsia preferenziale «a favore di 145 lavoratori iscritti alla Fiom rispetto ai 1400, tesserati e non tesserati – scrivono in una nota – ancora in attesa di essere riassunti dalla Newco Pomigliano e al momento in cigs».

Fiat, siglato accordo per nuovo contratto Da gennaio fuori i rappresentanti Fiom

L’accordo di Pomigliano viene esteso a tutti gli stabilimenti del gruppo. Scompaiono le rsu, al loro posto arrivano le rsa (rappresentanti sindacali aziendali) che verranno nominate dalle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto

Roma – Firmato l’accordo per il nuovo contratto Fiat: la nuova intesa, siglata oggi tra azienda, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione quadri, sostituisce il contratto nazionale dei metalmeccanici e ricalca l’accordo siglato il 29 dicembre 2010 a Pomigliano che aveva fissato nuove regole in tema di straordinario senza trattativa (le ore diventano 120), norme per contenere l’assenteismo, organizzazione del lavoro (a regime sono previsti 18 turni con tre turni al giorno per 6 giorni a settimana), riduzione delle pause (da 40 a 30 minuti e monetizzazione dei 10 minuti eliminati in busta paga), clausola di responsabilità per chi non rispetta gli accordi che potrà subire sanzioni in termini di contributi e permessi sindacali. Il premio straordiario per il 2012 sarà pagato a tutti i dipendenti nel luglio del prossimo anno. In base al nuovo contratto l’aumento medio delle retribuzioni per i lavoratori della Fiat sarà del 5,2% rispetto alla paga base.

Secondo l’accordo, che riguarderà 86.200 lavoratori, le rsu verranno sostituite dalla rsa che verranno nominate dalle organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto l’intesa. La Fiom, che non è firmataria dal prossimo primo gennaio non potrà più avere rappresentanza nei singoli stabilimenti.

Contratto Fiat, la Fiom lascia il tavolo

Lo strappo all’ Unione industriale di Torino. Landini: esclusi dalle altre sigle. Cisl, Uil e azienda: il negoziato va avanti

Torino – Va avanti senza la Fiom la trattativa tra la Fiat e i sindacati per il nuovo contratto degli oltre 80mila lavoratori del gruppo. Il sindacato dei metalmeccanici della Cgil non ha sottoscritto la richiesta del Lingotto di condividere l’accordo del 29 dicembre 2010, quello di Pomigliano, contrastato in quanto peggiorativo delle condizioni di lavoro degli operai. Al tavolo continuano a sedere Fim, Uilm, Fismic, Ugl e associazione Quadri e Capi Fiat, impegnati in una riunione ristretta con l’azienda

Dura la reazione del segretario della Fiom Maurizio Landini: «E’ unattentato senza precedenti alle libertà sindacali». Un’accusaalle altre sigle sindacali rimaste al tavolo: «Hanno chiesto di proseguire il negoziato che esclude la Fiom. Non è più una proposta dell’ azienda. È una richiesta delle altre sigle. Un fatto gravissimo che deve riguardare anche le forze politiche e il governo: i sindacati, così, diventano aziendali e corporativi».

La Fiat disdice tutti i contratti a partire dal 1° gennaio 2012

Una svolta unilaterale per affermare in tutti gli stabilimenti del gruppo il “modello Pomigliano”

Roma – Fiat Group Automobiles ha disdetto, dal primo gennaio 2012, tutti gli accordi sindacali vigenti e “ogni altro impegno derivante da prassi collettive in atto” in tutti gli stabilimenti automobilistici italiani. Lo si apprende da fonti sindacali.

L’azienda ha scritto una lettera ai sindacati, nella quale si rende comunque disponibile “a promuovere incontri per finalizzare e valutare le conseguenze del recesso” e “alla eventuale predisposizione di nuove intese collettive”.

Il punto di riferimento per la Fiat è il contratto firmato il 29 dicembre 2010 a Pomigliano.
Dai sindacati le reazioni sono tutte di preoccupazione, ma con accenti diversi.

Irisbus, Fiat chiude la fabbrica. Operai di Termini in corteo a Palermo. Ma Marchionne è ottimista per il futuro e ringrazia il governo per l’articolo 8 della manovra

Il gruppo Di Risio rinuncia all’acquisto della fabbrica di Fiumeri e il suo piano industriale per Termini è giudicato inaffidabile dai sindacati.

Prato – Aggiorniamo la situazione sulle varie vertenze aperte nella galassia Fiat. La situazione più drammatica è quella delo stabilimento Irisbus di Fiumeri, in Campania, che l’azienda ha deciso di chiudere dopo la rinuncia del Gruppo Di Risio all’acquisto della fabbrica. “Troppe tensioni nelle ultime settimane, non sussistono più le condizioni per portare avanti il piano di acquisizione di Irisbus”, spiega una nota dell’azienda automobilistica molisana. “Ma Di Risio lo abbiamo sempre ritenuto inaffidabile, a noi interessa che la Fiat porti avanti il piano di rilancio”, chiarisce Giuseppe Zaolino (Fim Cisl).

“Di fronte all’impossibilità di portare a termine l’unica soluzione individuata, che consentiva l’avvio di una nuova iniziativa imprenditoriale ed industriale per assicurare continuità al sito – spiega Irisbus Italia, società dell’Iveco – l’azienda sarà costretta, suo malgrado, ad avviare le procedure consentite dalla legge per cessare le attività dello stabilimento”.

Sembra dunque dover finire nel peggiore di modi la vicenda che implica circa 700 dipendenti del gruppo Fiat (e altri circa 300 dell’indotto). Gli operai resteranno barricati in fabbrica fino a quando non sarà convocato il vertice con la Fiat a Palazzo Chigi. Sono in tutto circa una settantina rispetto ai 150 tornati in mattinata al lavoro.

Un’altra situazione critica è quella di Termini Imerese. Ieri c’è stato uno sciopero unitario, indetto da Fim, Fiom e Uil. Oggi gli operai sono in corteo a Palermo. I sindacati chiedono garanzie occupazionali per i 2.200 lavoratori, tra diretti e indotto, nell’ambito delle trattative con le società che dovrebbero subentrare al Lingotto a fine anno. Non vi sarebbe infatti alcuna fiducia per il piano di gestione proposto dalla Dr Motors, l’unica azienda che si occuperà nel dopo-Fiat del settore automobilistico.

Nonostante queste situazioni, che coinvolgono oltre tremila persone, l’ad Sergio Marchionne ieri si è mostrato ottimista sul futuro dell’azienda. Ha suscitato molte polemiche la sua frase sulla manovra di bilancio, sulla quale Marchionne ha ammesso: “Quello che ci serviva ci è stato dato”. “La mossa fatta dal ministro Sacconi con l’articolo 8 è importantissima”, ha spiegato, e “ha risolto tantissimi problemi”, dal momento che le nuove norme “ridaranno certezze non solo alla Fiat, ma a tutti quelli che vogliono investire in Italia”. Le situazioni di Fiumeri e Termini Imerese non sembrano dargli ragione.

Fiat: assemblea lavoratori a Termini Imerese, pronti ad azioni clamorose.

Continua l’incertezza sul futuro dello stabilimento. E un ex operaio licenziato un anno e mezzo uccide la moglie e si suicida.

Palermo – Si è tenuta oggi l’assemblea dei lavoratori Fiat di Termini Imerese. L’assemblea si è svolta in un clima teso e i lavoratori hanno ribadito alla Fiat la richiesta di non abbandonare Termini Imerese, il prossimo 31 dicembre, annunciando azioni ”clamorose” di protesta. L‘incontro di ieri al Ministero dello Sviluppo Economico è stato definito “negativo” da parte dei sindacati. Manca la chiarezza sul futuro dello stabilimento, col rischio per tanti operai di perdere il posto di lavoro.

Sullo sfondo di questa situazione si è registrato anche un drammatico caso di cronaca. Agostino Bova, 56 anni, ex operaio della Fiat, ha sparato alla figlia trentenne Ornella, ha ucciso la moglie, Margherita Carollo, 51 anni, prima di suicidarsi. La figlia è stata appena dimessa dall’ospedale.

Le prime indagini del commissariato di Termini Imerese, coordinate dal sostituto procuratore Giacomo Urbano, dicono che Agostino Bova era un uomo esasperato dai problemi economici. Un anno e mezzo fa era stato licenziato con un´accusa infamante, quella di essere un ladro. L´azienda sosteneva di aver scoperto che l´operaio utilizzava il badge di un capo-reparto in malattia per scaricare i buoni pasto nella sua busta paga. «Una presunta truffa di neanche 50 euro sanzionata con il licenziamento, dopo 30 anni di servizio e pochissimi giorni di assenza», denuncia il segretario della Uil metalmeccanici Vincenzo Comella: «Agostino era un nostro iscritto, era soprattutto una persona perbene che cercava di mandare avanti la famiglia. Era educato e riservato. Ma dopo il licenziamento era rimasto molto turbato».

Fiat, accordo sulla cassa integrazione per Pomigliano. La Fiom non firma

Due anni di cassa integrazione straordinaria per i 4.367 dipendenti. Rientrerà il 40% dei lavoratori. La Fiom in attesa della sentenza del 16 luglio

Napoli – Due anni di cassa integrazione straordinaria, per cessazione di attività, per i 4.367 lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. L’accordo è stato firmato ieri al Ministero del Lavoro tra Fiat, Fim, Uilm, Fismic e Ugl. La cassa integrazione straordinaria partirà dal prossimo 15 luglio e durerà fino al 14 luglio del 2003. L’accordo prevede anche l’assunzione in Fip (Fabbrica Italia Pomigliano), dove saranno prodotte le nuove Panda a partire da novembre, di almeno il 40% dei lavoratori, mentre gli altri dovrebbero rientrare entro la fine della Cassa integrazione, in caso di boom della domanda.

La Fiom non ha sottoscritto l’accordo, un passo inevitabile in attesa della sentenza del 16 luglio che dovrà valutare la legittimità dell’operazione condotta dall’azienda. La Fiom sostiene che a Pomigliano non si è di fronte a una nuova iniziativa industriale ma al semplice trasferimento di ramo d’azienda. Il trasferimento di ramo d’azienda è regolato per legge e garantisce ai lavoratori «trasferiti» tutti i diritti contrattuali precedenti.

A questo proposito il segretario della Uil Angeletti ha detto che in caso di sentenza favorevole al ricorso della Fiom “vedremo di trovare una soluzione attraverso un accordo tra le parti”. Per Angeletti l’accordo siglato tra Confindustria e sindacati lo scorso 28 giugno ”puo’ risolvere tutti i problemi, anche quelli della Fiat, senza bisogno di una legge”.

L’opinione di Luciano Gallino