Rinviati a giudizio i vertici della Eternit. Processo al via il 10 dicembre

Le imputazioni: omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e disastro colposo. La soddisfazione dei parenti delle vittime

Torino – Il gup di Torino Cristina Palmesino ha rinviato a giudizio i due imputati dell’inchiesta contro la multinazionale dell’amianto Eternit SpA. Lo svizzero Stephan Schmidheiny, 61 anni, e il belga Jean Louis De Cartier De Marchienne, 87 anni, saranno imputati per omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e disastro colposo. Il processo a loro carico inizierà il 10 dicembre prossimo.

Si è conclusa così, tra gli applausi dei parenti delle vittime presenti al Tribunale di Torino, la lunga udienza preliminare del processo, che potete ripercorrere qui: undici sessioni, oltre tre mesi di lavoro, che hanno condotto a un risultato storico. Il procuratore aggiunto  Raffaele Guariniello ha parlato di “una pagina importante nella storia dell’amianto in Piemonte e in Italia”. L’avvocato Cesare Zaccone del pool difensivo ha sottolineato: “Non è una sentenza ma un decreto che dispone un giudizio. Era una decisione attesa”. Soddisfatto Bruno Pesce, dell’Associazione nazionale delle vittime d’amianto: ”Sappiamo che il grosso deve ancora venire, ma quella di oggi è una tappa importante. E’ stata scritta una pagina di giustizia”.

L’accusa ritiene gli imputati responsabili della morte di quasi 3.000 persone nei quattro stabilimenti italiani della Eternit, a Casale Monferrato e Cavagnolo in Piemonte, Rubiera in Emilia e Bagnoli in Campania. Le cause di morte sono mesoteliomi pleurici, asbestosi e tumori polmonari insorti a causa della polvere di amianto respirata da operai e residenti nei dintorni delle fabbriche.

La cronaca

Udienza interlocutoria al processo Eternit: si decide il 22 luglio

La difesa chiede l’archiviazione o il trasferimento a Genova. Il gup deciderà nella prossima udienza

Torino – Nessuna decisione è arrivata nell’udienza di ieri del processo contro la multinazionale dell’amianto Eternit SpA.

La difesa ha ribadito le richieste di prescrizione e di incostituzionalità chiedendo al gup l’archiviazione del caso o in subordine il trasferimento del processo a Genova per incompetenza territoriale della procura torinese.

Il gup Cristina Palmesino ha rinviato la propria decisione al 22 luglio, quando si chiuderà la lunga fase preliminare e si saprà se il processo agli ex vertici della Eternit Jean Louis de Cartier e Stephan Schmidheiny potrà partire o meno.

La cronaca

Eternit, l’accusa presenta un filmato degli anni ’30

Ribadita la richiesta di processare gli imputati e di mantenere il processo a Torino

Torino – Continua l’udienza preliminare al processo contro la multinazionale dell’amianto Eternit SpA. Oggi l’accusa ha replicato alle richieste di assoluzione e di trasferimento del processo a Genova presentate dalla difesa nell’udienza precedente.

I pubblici ministeri hanno presentato un vecchio filmato dell’Istituto Luce, realizzato negli anni ’30 presso lo stabilimento di Casale Monferrato. Il filmato descrive le condizioni di lavoro dell’epoca e gli operai sono circondati da grandi nuvole di polvere d’amianto. La proiezione è stata seguita anche da una sessantina di parti civili.

L’udienza preliminare continuerà il 6 luglio.

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Eternit, le difese chiedono il trasferimento a Genova

Questo l’assunto dei legali: se il reato sono le decisioni queste sono state prese nella città ligure, sede centrale italiana della multinazionale.

Torino – Il trasferimento a Genova del processo contro la multinazionale svizzera Eternit SpA è la richiesta con cui oggi le difese hanno aperto il loro intervento all’udienza preliminare per le migliaia di decessi e malattie provocate dall’esposizione all’amianto lavorato in Italia dalla multinazionale.

La tesi della difesa è che il reato non sono le migliaia di vittime ma le decisioni assunte dai due imputati, lo svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Louis de Cartier, decisioni che sono state assunte oltre 20 anni fa e che oggi sono pertanto cadute in prescrizione. Da questo assunto deriva la richiesta di assoluzione per i due imputati.

Analogo discorso vale per la competenza territoriale. Se il reato non sono i morti ma le decisioni allora queste sono state assunte a Genova, dove Eternit aveva la sede centrale italiana, e non a Torino e la Procura competente sarebbe quella della città ligure.

Il pool degli avvocati delle parti lese dovrà adesso valutare la strategia da seguire in vista della prossima udienza del 22 giugno, quando prenderanno la parola – appunto – la Procura di Torino e le parti lese, per ribattere alle tesi della difesa degli indagati, che sperano appunto di evitare persino che sia istruito il processo.

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Decisione storica: l’Inps ammessa tra le parti civili contro la Eternit

Richiesta accolta dal Gup Palmesino. Si parla di una cifra attorno ai 3 miliardi di euro.

Torino – E’ stata un’udienza importante quella di oggi del processo contro la Eternit SpA. Il processo è ancora alle fasi preliminari ma oggi il gup Cristina Palmesino ha dichiarato ammissibile la richiesta di costituzione di parte civile formulata dall’Inps e dagli altri sindacati. E’ la prima volta che l’istituto di previdenza si presenta in un procedimento giudiziario di questo genere lamentando i danni patiti per le pensioni erogate alle vittime dell’amianto, che avranno un’entità astronomica. Il calcolo non è stato fatto ma si parla di una cifra attorno ai 3 miliardi di euro.

Il Gup Palmesino ha invece bocciato la domanda del Codacons e di alcuni individui danneggiati che avevano firmato una transazione nel 1993.

Il pm Raffaele Guariniello definisce di portata storica la decisione del gup: “Si apre una nuova fase, la presenza dell’Inps nei processi penali per malattie professionali offre una grande spinta dal punto di vista della prevenzione: le imprese si cauteleranno maggiormente, piuttosto di essere esposte al rischio di ingenti risarcimenti di danni all’Inps e all’Inail”. L’avvocato della difesa Zaccone dissente: “Riteniamo che l’Inps non abbia titolo a costituirsi. E’ carente il diritto rivendicato”.

Prossima udienza il 12 giugno.

La cronaca

Eternit, l’Inps si costituisce parte civile

Il danno da risarcire potrebbe raggiungere l’astronomica cifra di 3 miliardi di euro. La difesa ha chiesto la sospensione dell’udienza

Torino – Nuova udienza breve al processo contro la Eternit SpA, così come quella di lunedì scorso. Anche oggi è proseguita la discussione sull’ammissibilità delle parti civili ma il dato più saliente della giornata è senza dubbio la presentazione della richiesta di costituzione di parte civile da parte dell’Inps.

Una richiesta pesante, per la quale il danno deve ancora essere quantificato, anche se si parla della cifra astronomica di 3 miliardi di euro.

Si confermano così le indiscrezioni che erano circolate nei giorni scorsi e la richiesta ha indotto la difesa a chiedere la sospensione dell’udienza, che è stata aggiornata al 1° giugno.

La cronaca

Breve udienza tecnica al processo Eternit

Breve udienza tecnica, il giudice non si è pronunciato sull’ammissibilità delle parti civili dopo i rilievi della difesa.

Torino – Giornata interlocutoria al processo contro la Eternit SpA , in corso di svolgimento a Torino. Quella di oggi è stata una breve udienza tecnica nella quale il giudice non si è pronunciato sulla questione sollevata dalla difesa nelle scorse udienze, relativa all’ammissibilità di alcune delle parti civili. La procura si era opposta a questa tesi. Le richieste di costituzione di parte civile continuano ad arrivare alla cancelleria del tribunale e il gup Cristina Palmesino non ha ancora sciolto la riserva.

I familiari delle vittime, che seguono assiduamente il processo, hanno rinunciato a essere presenti in aula e i 3 pullman pronti a partire da Casale Monferrato sono stati sospesi.

Il processo è stato aggiornato al 25 maggio.

La cronaca

Eternit, la replica della Procura

La Procura e gli avvocati delle parti civili si oppongono alle richieste di esclusione avanzate ieri dalla difesa

Torino – La Procura di Torino si e’ opposta a tutte le eccezioni e le richieste di esclusioni di parti civili avanzate ieri dalle difese nell’ambito dell’udienza preliminare per il caso Eternit. Per le parti civili ha parlato l’avvocato Davide Petrini ribadendo il diritto costituzionale di tutti coloro che hanno chiesto di costituirsi ad entrare nel processo penale.

Il processo, che ha come imputati gli ex vertici della Eternit SpA Jean Louis de Cartier e Stephan Schmidheiny, riprenderà il 18 maggio, data in cui il gup Cristina Palmesino leggerà la sua decisione.

La cronaca

Eternit, la difesa contro le parti civili

“Troppe parti civili rallentano il processo”. La difesa solleva eccezione di costituzionalità sulla loro ammissione. Presenti 150 abitanti di Casale Monferrato

Torino – Terza sessione dell’udienza preliminare del processo alla multinazionale Eternit SpA. Il dibattimento non è ancora entrato nel vivo ma le decisioni prese in questa fase potranno condizionarne i futuri sviluppi.

In particolare, oggi è stata la giornata della difesa. L’avvocato Astolfo Di Amato, legale di Stephan Schmidheiny, uno dei due dirigenti imputati, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale sull’ammissione di alcune delle 765 parti civili del processo (736 individuali che riguardano familiari e vittime, 29 da parte di enti e associazioni). E’ la prima volta che in un tribunale italiano viene posta una questione del genere.

La difesa fa leva sul principio di territorialità e contesta l’ammissione delle associazioni non direttamente legate al territorio, tra cui Legambiente e Medicina Democratica. Quanto ai sindacati, chiede l’ammissione solo per Cgil nazionale e Cisl Piemonte, che al loro interno assorbirebbero tutte le altre sigle territoriali che hanno presentato l’istanza. Chiesta l’esclusione anche per 106 ex lavoratori e familiari delle vittime firmatari di una vecchia transazione coi dirigenti locali dell’azienda.

Domani è prevista la replica della Procura e degli avvocati di parte civile.

La cronaca

Processo Eternit, terminata la costituzione delle parti civili

Chiuso l’appello per le richieste di costituzione di parte civile: pervenute più di 700 domande.

Torino – Seconda udienza preliminare del processo alla Eternit SpA. Oggi si è chiuso l’appello per la costituzione delle parti civili con le richieste di associazioni, enti e persone fisiche con cognome dalla lettera M alla Z. Tra oggi e lunedì, giorno in cui si è aperta l’udienza preliminare, le richieste presentate sono più di 700. 

A margine dell’udienza si devono registrare le dichiarazioni  ottimiste dei legali difensori del miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, uno dei due imputati assieme al barone belga Jean Louis de Cartier. Le accuse sono quelle di disastro doloso e mancanza di cautele sui luoghi di lavoro.

L’udienza di oggi si è svolta in un clima più tranquillo rispetto a quella di lunedì. Presenti in aula molti familiari di vittime del mesotelioma pleurico, anche di altre aziende, accompagnate da Nicola Pondrano, segretario della locale camera del lavoro ed ex dipendente Eternit, e da Bruno Pesce, portavoce dell’associazione familiari vittime dell’amianto. Nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa, Pesce ha parlato di multinazionale delle vittime e di un processo a dimensione globale.

L’udienza è stata aggiornata al 22-23 aprile, quando saramno discusse le eccezioni della difesa.

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