Le grandi manovre di Marchionne su Chrysler.

Torino – L’ipotesi di vedere Fiat al 100% di Chrysler e da lì aprire la strada alla quotazione a Wall Street permettono al titolo del Lingotto di guadagnare sensibilmente in Borsa. A mettere in evidenza la casa guidata da Sergio Marchionne sono ancora le indiscrezioni del Wall Street Journal secondo cui il Lingotto potrebbe portarsi al 100% del capitale di Chrysler per poi procedere a una quotazione a wall street; il tutto in tempi molto brevi. Il nodo della vicenda resta la posizione del sindacato Uaw, che attraverso il fondo Veba detiene ancora il 41,5% (con una serie di opzioni a favore di Fiat) e che potrebbe complicare i piani del manager italo-canadese.

Proprio oggi pomeriggio i legali di Fiat e quelli del sindacato Uaw si troveranno per la prima volta al Tribunale del Delware per esporre al giudice arbitrale le loro ragioni sul contenzioso riguardante il prezzo del 3,32% di Chrysler del fondo Veba che il Lingotto ha l’opzione per comprare. La decisione non arriverà oggi, tuttavia, potrebbe fornire una prima indicazione 

PinterestTumblrShare

Il contratto di lavoro Chrysler sotto accusa

Prato - Un gruppo di operai specializzati di Chrysler ha presentato appello contro la decisione dell’Uaw di ratificare il nuovo contratto di lavoro in seguito al voto contrario della maggioranza degli operai specializzati della casa automobilistica. Se l’appello avrà successo l’Uaw dovrebbe provare a ricontrattare una parte o tutto il contratto con Chrysler.

Gli operai specializzati in Chrysler sono 5.000 e il 55,6% di questi ha votato contro il nuovo contratto. A votare a favore dell’accordo è stato il 55% dei 23.000 dipendenti Chrysler iscritti al sindacato. Lo statuto del Uaw prevede che il contratto sia ratificato sia dagli operai specializzati sia dalle altre categorie di operai.

PinterestTumblrShare

Firmato il contratto tra Chrysler e Uaw

Detroit - Dopo una lunga trattativa Chrysler e il sindacato Uaw hanno raggiunto un’intesa preliminare per il nuovo contratto della casa di Detroit, che interessa circa 26.000 dipendenti. L’intesa include investimenti per 4,5 miliardi di dollari per la produzione entro il 2015 di nuovi modelli e il restyling di veicoli e componenti. Saranno creati, sempre nei prossimi quattro anni, 2.100 nuovi posti di lavoro. Previsti un bonus per la ratifica di 3.500 dollari (metà nel 2011 e la quota restante nel 2012), e ogni anno due bonus da 500 dollari legati rispettivamente alla qualità e alle performance.

In Italia, è subito polemica, con il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, che afferma: «La Fiat investe solo negli Usa. Il preaccordo rafforza le ragioni che ci hanno portato a proclamare una giornata di mobilitazione e di sciopero per il 21 ottobre con una manifestazione a Roma di tutto il gruppo».

PinterestTumblrShare

Slitta ancora la firma del nuovo contratto tra Chrysler e sindacati

Detroit – Nulla di fatto, ed è la seconda volta, nella trattativa per il rinnovo del contratto dei lavoratori della Chrysler. Il sindacato americano del settore, l’Uaw presieduto da Bob King, ha deciso di approfondire prima il confronto con la seconda «major» Usa, ossia la Ford.

Il contratto di lavoro del Uaw con General Motors, Chrysler e Ford riguarda 113.000 lavoratori ed è scaduto il 14 settembre scorso. Il sindacato ha raggiunto un accordo preliminare solo con Gm, in base al quale il colosso di Detroit riaprirà un impianto in Tennessee, aumenterà i salari di ingresso e distribuirà un bonus di 5 mila dollari. Nei giorni scorsi Chrysler avrebbe indicato che il contratto di Gm è troppo costoso per la più piccola delle case di Detroit, anche se si è detta d’accordo sul legare maggiormente i salari ai profitti. Avrebbe inoltre proposto un bonus di 3.500 dollari.

Secondo le stime di Center for Automotive Research, il costo di lavoro orario medio, inclusi i benefit, è di 49 dollari a Chrysler a fronte dei 58 di Ford e i 56 di Gm. Negli impianti americani di Toyota i compensi orari medi sono di 55 dollari, in casa Hyundai 44 dollari.

PinterestTumblrShare

Niente nuovo contratto per la Chrysler. E ad agosto la Fiat continua a perdere quote di mercato

Prato - La luna di miele tra Sergio Marchionne e Bob King, capo dei sindacati Usa dell’auto, è finita. Alla mezzanotte di mercoledì scadeva il contratto di lavoro della Chrysler e il manager italo-canadese era volato appositamente a Detroit dal Salone dell’auto di Francoforte. Ma King non si è presentato all’appuntamento perché impegnato a trattare con General Motors, suscitando l’ira di Marchionne, che in una lettera lo ha accusato di non aver mantenuto gli impegni e di non tenere nella giusta considerazione i 26mila dipendenti della Chrysler.

Schermaglie a parte, il nodo del contendere resta sul tavolo. La Uaw, che attraverso il fondo Veba detiene il 40% di Chrysler,  contesta il sistema delle paghe dimezzate deciso nel 2009 per salvare Chrysler dal fallimento, con un accordo a tre tra Marchionne, Obama e King. In particolare l’Uaw chiede un aumento di 2 dollari delle paghe dei nuovi assunti, attualmente pagati 14 dollari all’ora contro i 28 dei più anziani, e che i lavoratori possano partecipare agli utili del gruppo.

Intanto, gli ultimi dati sulle immatricolazioni sono ancora negativi per Fiat. Ad agosto il mercato dell’auto in Europa è tornato a crescere (+ 7,8%) ma il miglioramento non ha coinvolto l’azienda italiana, che anzi è calata del 7,6%.

PinterestTumblrShare