Le motivazioni delle stragi naziste del 1944. Piani preordinati e azioni decise senza ordini dall’alto”

Il Tribunale Militare di Verona ha depositato le motivazioni delle nove condanne all’ergastolo inflitte nel luglio scorso per nove distinti eccidi

Prato – Nei giorni scorsi il Tribunale Militare di Verona ha depositato le motivazioni della sentenza dello scorso luglio per nove distinte stragi naziste commesse tra marzo e maggio del 1944 sull’Appennino reggiano e modenese, nonché sul versante toscano.

L’operazione nazista che il 18 marzo 1944 provocò gli eccidi di Monchio, Susano e Costrignano nel modenese e in altri paesi con la conseguente morte di circa 140 di civili comprese donne e bambini, per la sentenza “costituiva parte integrante di un programma di sistematica e capillare distruzione delle aree connotate dalla presenza dei partigiani”. La strage di Cervarolo del 20 marzo invece non fa parte dello stesso piano preordinato, ma fu un’azione dettata, oltre che da un’evidente crudeltà fuori da ogni logica, anche da una decisione estemporanea degli ufficiali tedeschi, che quel giorno scelsero di uccidere ben ventiquattro persone senza un preciso ordine giunto “dall’alto”.

Tra gli eccidi anche quello di Castagno d’Andrea, nel comune di San Godenzo. Il tribunale ha anche stabilito risarcimenti economici per le famiglie delle vittime da parte della Germania , ma per sapere se questi  saranno veramente erogati si dovrà attendere il ricorso tedesco davanti alla Corte di Giustizia internazionale dell’Aja, la quale si pronuncerà entro quest’anno.

Stragi naziste sull’Appennino, nove condanne all’ergastolo

Per i giudici fu una rappresaglia per stroncare la Resistenza e vennero trucidate le persone più indifese. Gli imputati resteranno liberi e non pagheranno i risarcimenti, ma il processo ha scritto una pagina importante della storia.

Verona – Nove ergastoli ai criminali nazisti e circa trenta milioni di euro di risarcimento alle trecento parti civili. Il tribunale militare di Verona ha condannato tutti gli ufficiali e sottoufficiali della divisione paracadutisti “Herman Goehring” e della guardia nazionale repubblicana alla sbarra per gli eccidi che insanguinarono l’appennino tosco-emiliano dal 18 marzo al 5 maggio 1944.

Condannati tutti gli imputati: Ferdinand Osterhaus 93 anni, all’epoca sottotenente, Alfred Luhmann, 86 anni (caporale), Fritz Olberg, 89 anni (sottotenente), Wilhelm Karl Stark, 90 anni (sergente), Helmut Odenwald, 91 anni(capitano), Hans Georg Karl Winkler, 88 anni (sottotenente), Erich Koeppe di 91 anni (tenente), Karl Friedrich Mess di 89 anni e Herbert Wilke 92 anni. Non luogo a procedere ovviamente per Horst Gunther Gabriel, Günther Heinroth e Hilmar Lotz, deceduti prima del processo. In ogni caso nessuno finirà in carcere in quanto le autorità tedesche non hanno mai concesso l’estradizione né permesso l’esecuzione della pena in loco.

La sentenza riguarda in particolare le stragi di Vallucciole, Castagno d’Andrea, Stia, Pratovecchio, Bibbiena; Monte Morello; Mommio (Ms); Monchio, Costrignano e Susano nel modense; Cervarolo nel reggiano.

Tra le prime reazioni, quella del vicepresidente del Senato Vannino Chiti, che ha espresso “soddisfazione per la sentenza”.

Strage di Vallucciole, riunificati i processi in corso al Tribunale Militare di Verona

Gli imputati sono dodici ufficiali nazisti. Nella prossima udienza si deciderà sulla citazione in giudizio della Repubblica Federale Tedesca come responsabile civile dei massacri

Verona – E’ iniziato davanti al Tribunale Militare di Verona il processo per la strage di Vallucciole del 13 aprile 1944.  La prima decisione presa è stata quella di riunificare i due fascicoli aperti dal pm Marco De Paolis, il magistrato militare cui si devono tutte le inchieste sulle stragi in Emilia e Toscana del 1944. Per i primi cinque imputati il processo era già cominciato in autunno, poi si sono aggiunti altri sette commilitoni a seguito delle intercettazioni fatte dalla polizia tedesca. Per loro l’udienza preliminare si è tenuta a gennaio e per tutti era arrivato il rinvio a giudizio con istanza di unificazione al processo principale. Richiesta approvata dal Tribunale Militare di Verona.

La prossima udienza si terrà il 19 aprile e potrebbe portare a un’altra svolta importante, la richiesta che la Repubblica Federale tedesca venga citata in giudizio come responsabile civile dei massacri. Sarebbe la prima volta che questo avviene.

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Nuovi rinvii a giudizio per la strage nazista di Vallucciole e per altri fatti di sangue in Toscana. Processi unificati al via il 24 marzo

La decisione è stata presa dal Tribunale Militare di Verona. La Regione Toscana è parte civile

Firenze – Due mesi fa era giunta la notizia della decisione della Regione Toscana di costituirsi parte civile nel processo ai responsabili della strage nazista di Vallucciole, frazione di Stia in provincia di Arezzo.

Mercoledì il gup del tribunale militare di Verona ha stabilito il rinvio a giudizio di altri sei ex ufficiali nazisti per la stessa strage e per altre atrocita’ compiute sull’Appennino tosco-emiliano nella primavera del 1944. I nuovi rinvii a giudizio si aggiungono agli otto precedenti, e si tratta sempre di ex soldati della divisione Hermann Goering. Sono accusati di avere ucciso oltre 350 persone, iniziando proprio da Vallucciole, dove 108 dei suoi abitanti, tra cui tanti bambini, furono barbaramente trucidati. La scia di sangue attraversò tutto il Casentino arrivando fino all’area del Monte Morello, nel fiorentino. Un episodio oggetto del processo riguarda anche Mommio, nel comune di Fivizzano (Ms).

Uno dei soldati processati per la strage di Vallucciole, Erich Koeppe, è stato rinviato a giudizio anche per l’uccisione di quattordici civili nelle località di Ceppeto, sul Monte Morello, e Cerreto Maggio, nel Comune di Vaglia. Entrambi gli episodi risalgono al 10 aprile 1944. I processi saranno unificati e inizieranno il 24 marzo presso il Tribunale Militare di Verona.