Trapani, indagata la sottosegretaria Vicari. Si dimette dal governo Gentiloni.

Firenze – È indagata per corruzione perché avrebbe agevolato l’armatore Ettore Morace in cambio di un Rolex. È questa l’accusa contestata dalla procura di Palermo a Simona Vicari, senatrice di Alternativa Popolare e sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti. A poche ore dalla diffusione della notizia dell’indagine a suo carico, Vicari si è dimessa da sottosegretaria del governo di Paolo Gentiloni.

L’indagine a carico dell’esponente del partito di Angelino Alfano. fa parte dalla stessa inchiesta che stamattina ha portato all’arresto per corruzione di Morace e del’ex sindaco di Trapani – ricandidato alle prossime elezioni – e deputato regionale siciliano Girolamo Fazio. L’indagine della procura di Palermo fa luce su un giro di corruzione nel settore dei fondi per il trasporto marittimo. Nella stessa inchiesta è indagato anche il governatore Rosario Crocetta per concorso in corruzione.

 

 

 

Informazione, assolto il giornalista Giacalone

Assolto dall’accusa di diffamazione il giornalista Rino Giacalone

Firenze – Un giornalista può apostrofare come «un gran bel pezzo di merda» un mafioso. A stabilirlo è stato il Tribunale di Trapani che ha assolto Rino Giacalone, collaboratore del Fatto Quotidiano ed impegnato per la sua attività in Libera, dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Gianluigi Visco e nel dispositivo – le motivazioni saranno depositate entro 15 giorni – viene espressamente citato l’articolo 21 della Costituzione che garantisce la libertà di informazione. Il processo era scaturito dalle denunce di Rosa Pace, vedova di Mariano Agate, in seguito ad un articolo pubblicato su Malitalia.it in cui veniva ricostruito il profilo criminale del marito, morto per cause naturali nell’aprile 2013, a 73 anni.

 

Omicidio Rostagno: annullata la custodia al presunto assassino del giornalista

Il tribunale del riesame di Palermo ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Vito Mazzarra, considerato l’esecutore materiale dell’omicidio del sociologo e giornalista Mauro Rostagno. Vito Mazzarra resta comunque in carcere dove sta scontando una condanna all’ergastolo per una serie di omicidi compiuti nel trapanese.

FirenzeIl Tribunale del riesame di Palermo ha annullato ieri l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip lo scorso 23 maggio nei confronti di Vito Mazzarra, considerato l’esecutore materiale dell’omicidio del sociologo Mauro Rostagno, ucciso il 26 settembre 1988 a Lenzi nel trapanese. Mazzarra resta comunque in carcere poiché sta scontando una condanna all’ergastolo per aver compiuto diversi omicidi nella provincia di Trapani. Vito Mazzarra era accusato d’avere eliminato Rostagno su ordine del boss Vincenzo Virga, capomafia di Trapani. I giudici hanno sì considerato insufficienti le prove a carico dell’imputato, ma non avrebbero comunque messo in dubbio che l’omicidio sia maturato e stato deciso deciso nell’ambiente mafioso di Trapani. L’impianto accusatorio non viene meno e così l’omicidio del giornalista e sociologo va considerato un omicidio di mafia (link).