Rogo Thyssen, manager tedeschi ancora liberi.

Firenze – Da due mesi le autorità giudiziarie tedesche dispongono delle carte che possono portare in carcere l’ex amministratore delegato della ThyssenKrupp Acciai Speciali Harald Espenhahn e l’ex consigliere Gerald Priegnitz, condannati in via definitiva il 13 maggio 2016 per omicidio colposo plurimo al termine del processo per il rogo allo stabilimento di Torino in cui, tra il 5 e il 6 dicembre 2007, morirono sette operai. Nonostante ciò i due manager sono ancora liberi, a differenza degli altri condannati, i dirigenti italiani Cosimo Cafueri, Daniele Moroni, Marco Pucci e Raffaele Salerno. Colpa delle procedure giudiziarie europee e forse anche delle autorità locali non proprio solerti. Non sono bastate, infatti, le cinque sentenze di condanna (una del tribunale di Torino, due della Corte d’appello e due della Cassazione) e un mandato d’arresto europeo. Hanno voluto di più, come consentono le norme europee, ma adesso che hanno le sentenze tradotte non hanno ancora provveduto a eseguire le pene.

Operaio licenziato dopo il trapianto al fegato: la Oerlikon fa marcia indietro

FirenzeAntonio Forchione, l’operaio licenziato al rientro in fabbrica otto mesi dopo essersi sottoposto a trapianto di fegato, tornerà al suo luogo di lavoro. A dare l’annuncio del ripensamento dell’azienda, la Oerlikon Graziano di Rivoli, in provincia di Torino, è il presidente della regione Piemonte, Sergio Chiamparino. «I rappresentati locali della multinazionale svizzera mi hanno assicurato di voler ritirare la loro decisione che, prima di ogni altra cosa, presentava tratti di disumanità inammissibili». Quindi, la Oerlikon è impegnata per rivalutare l’intera vicenda.

Torino, operaio rientra in fabbrica dopo essersi sottoposto a trapianto di fegato e viene licenziato

Firenze – Un operaio è stato licenziato al suo rientro in fabbrica dopo essersi sottoposto a trapianto di fegato. E’ accaduto a Rivoli ad Antonio Forchione, 55 anni, dipendente della Oerlikon Graziano di Cascine Vica, in provincia di Torino, settore metalmeccanica di alta qualità. «Mi hanno fatto una visita e mi hanno dichiarato inabile, mi hanno costretto a tre settimane di ferie forzate», racconta Forchione sulle pagine on-line del Fatto Quotidiano. «Poi lunedì scorso mi è arrivata la lettera di licenziamento», aggiunge l’operaio che afferma: «E’ una vergogna essere trattati così dopo 27 anni. Io all’azienda ho dato davvero tanto». L’operaio ha annunciato che sarebbe pronto a fare causa all’azienda per ottenere un risarcimento, gli mancano cinque anni alla pensione. La Oerlikon ha 700 dipendenti a Rivoli, oltre 1.500 in Italia.

 

Thyssen, la Cassazione conferma le condanne per i sei dirigenti

Firenze – I giudici della quarta sezione della Corte di Cassazione hanno confermato le condanne nei confronti dei sei tra manager e dirigenti della ThyssenKrupp ritenuti responsabili della morte di sette operai per il rogo divampato tra il 6 e il 7 dicembre 2007 nell’acciaieria torinese. Nove anni e otto mesi per l’amministratore delegato Harald Espenhahn, sei anni e dieci mesi per i dirigenti Marco Pucci e Gerald Priegnitz, sette anni e sei mesi per il direttore dello stabilimento Daniele Moroni, sette anni e due mesi per l’ex direttore dello stabilimento Raffaele Salerno e sei anni e otto mesi per il responsabile della sicurezza Cosimo Cafueri. Le vittime del rogo sono Antonio Schiavone (il primo a morire alle 4 del mattino per le ferite riportate durante l’incidente), Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino. 

I condannati sono stati ritenuti responsabili di omicidio colposo, omissioni di cautele antinfortunistiche e incendio colposo aggravato. Ora per gli italiani Pucci, Moroni, Salerno e Cafueri si apriranno le porte in carcere. Giusto il tempo necessario per il sostituto procuratore generale di Torino Vittorio Corsi di ricevere la sentenza dalla Cassazione e firmare il provvedimento di esecuzione, anche se pare che i quattro italiani si presenteranno spontaneamente nei commissariati di polizia o nelle caserme dei carabinieri per evitare di essere prelevati a casa. Per i due manager tedeschi, Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, i tempi saranno più lunghi, ma favorevoli: l’Italia dovrà emettere un mandato di cattura europeo e poi, in base alle norme di cooperazione giudiziaria, i due tedeschi verranno incarcerati nella loro nazione, ma solo per un massimo di cinque anni, il massimo della pena prevista per l’omicidio colposo aggravato. In sostanza, la pena per l’amministratore delegato  della ThyssenKrupp sarà quasi dimezzata. Alla lettura della sentenza, i familiari delle vittime nell’esprimere la propria soddisfazione per l’esito del giudizio, hanno commentato: «Giustizia è fatta».

Thyssen, confermate le condanne… (fonte: La Stampa)

Giustizia, Spataro salva il “pool” Guariniello. Ci sarà un concorso.

Torino Raffaele Guariniello andrà in pensione ma il suo pool continuerà a lavorare. Lo ha deciso il capo della procura di Torino, Armando Spataro, che ha istituito un bando per coordinare il pool del magistrato torinese, le cui competenze comprendono la sicurezza sul lavoro e la tutela del consumatore. Il concorso è interno ed è rivolto ai magistrati dell’ufficio di Guariniello.

 

Raffaele Guariniello, in pensione da Natale

FirenzeRaffaele Guariniello ha ufficializzato oggi il suo addio alla toga. Il magistrato lavorerà fino a Natale, poi lascerà il suo ufficio al quinto piano del Palazzo di giustizia di Torino. Nella sua lunga carriera, prima da pretore e poi da pubblico ministero, il nome di Guariniello si associa a diverse delle più importanti inchieste del nostro Paese. Oltre al rogo alla Thyssenkrupp e alle malattie provocate dall’Eternit, il magistrato torinese ha condotto indagini sulle schedature dei dipendenti Fiat, sul doping nello sport (calcio e ciclismo) fino a quella più recente sul caso “Stamina”. La scelta di farsi da parte con una settimana di anticipo rispetto alla data di pensionamento, 31 dicembre 2015, Guariniello la spiega con le tante difficoltà che sta incontrando la magistratura.

Thyssen, appello bis: condanne ridotte a tutti gli imputati

Nel secondo appello per il rogo alla Thyssenkrupp, la Corte d’Assise ha ridotto le pene a tutti e sei gli imputati

Firenze Ridotte le condanne a tutti e sei gli imputati per il rogo alla Thyssenkrupp che il 6 dicembre 2007 provocò la morte di sette operai (Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino e Antonio Schiavone). L’ha deciso la Corte d’Assise di appello di Torino, i cui giudici avevano il compito di rimodulare nuovamente le pene, come stabilito in Cassazione. L’amministratore delegato Harald Espenhahn è stato condannato a nove anni e otto mesi, anziché a dieci. Nella giornata di ieri il procuratore generale Vittorio Corsi aveva chiesto per l’amministratore delegato la conferma della pena ed invece la Corte ha ritenuto di ridurre la condanna. Al termine della lettura della sentenza, non sono mancate le proteste dei familiari delle vittime. Gerald Priegnitz e Marco Pucci sono stati condannati a sei anni e dieci mesi, per Daniele Moroni la sentenza ha stabilito invece sette anni e sei mesi, quattro mesi in meno per Raffaele Salerno. Pena ridotta a sei anni e otto mesi anche per Cosimo Cafueri. 

 Si chiude in questo modo un procedimento penale, il primo in Italia per le morti sul lavoro, che era iniziato con la sentenza di primo grado del 15 aprile 2011 che stabilì la condanna di Harald Espenhahn a sedici anni e sei mesi riconoscendo all’amministratore delegato il reato di omicidio volontario con dolo eventuale. Ma, la sentenza in appello (28 febbraio 2013) ribaltò l’iniziale verdetto: cancellazione del capo d’accusa omicidio volontario con dolo eventuale per l’amministratore delegato Espenhahn e riduzione di pene per tutti gli imputati. A seguito dei ricorsi, presentati sia dall’accusa che dalla difesa, la Cassazione aveva ordinato di ricalcolare le condanne. Cosa che è stata fatta nel processo bis, con la sentenza di oggi.  

Sentenza Thyssen… (fonte: La Stampa)

Rogo Thyssen: pene ridotte in appello…. (fonte: Corriere della Sera)  

Thyssen…. I parenti: “Una vergogna” (fonte: Sky)

Thyssenkrupp…. Le lacrime dei parenti delle vittime: “Mai più” (fonte: Il Fatto)

Thyssen, il pg Corsi chiede la conferma della condanna a dieci anni per Espenhahn

Il pg Corsi ha chiesto la conferma a dieci anni per l’amministratore delegato Harald Espenhahn.

Firenze Il procuratore generale Vittorio Corsi ha chiesto la conferma della condanna a dieci anni di carcere nei confronti dell’amministratore delegato Harald Espenhahn per il rogo alla Thyssenkrupp che il 6 dicembre 2007 provocò la morte di sette operai. Così, è ripreso il secondo processo di appello in cui i giudici dovranno stabilire le pene, secondo quanto stabilito dalla Cassazione. Il procuratore generale Corsi inoltre ha chiesto la conferma delle condanna a sette anni per gli ex dirigenti Gerald Priegnitz e Marco Pucci, mentre ha chiesto una riduzione di pena per gli altri imputati: otto anni per l’allora direttore dello stabilimento, Raffaele Salerno e per Daniele Moroni (nel primo appello erano stati condannati rispettivamente a otto anni e mezzo e nove anni), e sette anni e mezzo, invece di otto, per l’allora responsabile della sicurezza Cosimo Cafueri.

Thyssen, la Cassazione: “Il processo d’appello resta a Torino”

Firenze –  Rimane a Torino il processo d’appello bis per il rogo alla Thyssen che provocò la morte di sette operai. La prima sezione penale della Cassazione ha infatti dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalle difese di alcuni imputati, con i quali si chiedeva di trasferire il processo in un’altra sede giudiziaria, sostenendo che a Torino non vi fosse «un clima sereno».La prossima udienza è fissata per il 28 maggio.

Thyssen, appello rinviato al 28 maggio. L’indignazione dei familiari.

La Corte d’assise di Torino ha rinviato al 28 maggio il processo di appello per il rogo alla Thyssen.

Firenze E’ stato aperto e subito rinviato il nuovo processo di appello per il rogo alla Thyssen dove il 6 dicembre 2007 persero la vita sette operai. A formulare la richiesta il pg Vittorio Corsi, che ha preso atto dell’istanza di trasferimento formulata dalle difese in Cassazione. Così, la Corte d’assise ha rinviato il tutto al 28 maggio in attesa che la Cassazione si esprima sulla richiesta di spostare il processo per «legittimo sospetto» presentata dalle difese. I legali degli imputati, infatti, hanno formulato richiesta di trasferimento del processo in altra sede perché, secondo loro, a Torino non ci sarebbe la necessaria serenità per esprimere il giudizio. Una decisione che non è stata accolta bene dai familiari delle vittime, che hanno espresso la loro indignazione