Rai, Minzolini a processo per abuso d’ufficio

Roma - Augusto Minzolini è stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio, ”per aver rimosso dalla conduzione del telegiornale la giornalista Tiziana Ferrario“. Il gup di Roma, Rosalba Liso, ha accolto la proposta di processo avanzata dalla Procura. Per il pm Sergio Colaiocco, titolare del fascicolo aperto nel 2011, il direttore dopo aver tolto dalla conduzione del tg la Ferrario, che ha mansioni di caporedattore, non l’ha ricollocata nell’attività redazionale per circa un anno. La Ferrario si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Domenico D’Amati. Il processo è stato fissato per l’8 aprile.

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Giornalismo, i vincitori del Premio Ilaria Alpi

Firenze“Esserci per la verità” è lo slogan che ha guidato i 275 giornalisti partecipanti alla diciassettima edizione del Premio Ilaria Alpi, inviata della Rai uccisa a Mogadiscio il 20 marzo 1994 insieme all’operatore Miran Hrovatin. Dopo quattro giorni di incontri, spettacoli, mostre, sono stati consegnati ieri sera a Riccione i premi ai vincitori delle otto categorie del concorso, scelti da una giuria presieduta da Italo Moretti. La serata è stata condotta da Tiziana Ferrario. Ecco i vincitori, suddivisi per categoria.

 Miglior servizio da Tg. Il premio è andato a Lucia Goracci, “Sotto le bombe di Ras Lanouf”, Tg3. L’avanzata delle truppe di Gheddafi nei territori della rivolta libica.

Miglior reportage breve (inferiore ai 15 minuti). Il premio è stato vinto da Luca Rosini, “La sanatoria: quelli della Gru”, Anno zero, Rai Due. La lotta degli immigrati che a Brescia sono rimasti sospesi per 15 giorni in protesta contro la sanatoria per colf e badanti.

Miglior reportage lungo. In questa categoria vi è stato un ex aequo. Gian Micalessin e Francesca Ulivi, “Libia: i ragazzi e la rivoluzione”, Mtv news, Mtv. Cosa spinge un adolescente ad armarsi e combattere, mettendo a rischio la vita? Un parallelo tra i giovani italiani e i coetanei della sponda sud del Mediterraneo.

Domenico Iannacone e Danilo Procaccianti, “Evasori”, Presadiretta, Rai Tre. Un ritratto impietoso dell’Italia e degli italiani: in un paese in cui ogni anno si evadono dai 140 ai 150 miliardi di euro, dieci milioni di italiani dichiarano un reddito inferiore ai 6mila euro e, intanto, immatricolano 200 mila auto di lusso e quasi 600 mila barche.

Miglior reportage internazionale. Il premio è stato consegnato a Gilles Jacquier,Tunisie, “La revolution en marche”, France 2. Cosa è accaduto realmente nella rivolta dei giovani tunisini? Come è avvenuta la fine della dittatura? Un reportage sulla forza dei ragazzi nel segno della riaffermazione della democrazia.

Miglior reportage televisioni locali e web-tv. Il premio è andato a Danilo Lupo, “Manduria, caccia al tunisino sotto gli occhi della Questura”, Telerama, Salento. Ronde di cittadini cercano i migranti e li riportano a forza nel centro di accoglienza e identificazione, con il silenzio complice delle forze dell’ordine.

Premio IA DOC Rai Tre (per reportage e inchieste giornalistiche inedite). Il premio è stato consegnato a Teresa Paoli, “Di tessuti e di altre storie”. Gli effetti della globalizzazione sulla sopravvivenza di piccoli
artigiani e di intere città. Un documentario girato a Prato, dove vive la più grande comunità  cinese d’Europa.

Premio Hrovatin (per telecineoperatori e videogiornalisti). E’ andato a  Christopher Kench, Tunisie, “La revolution en marche”, France 2. La telecamera ha seguito per più di una settimana la rivolta dei giovani tunisini che ha posto fine ai 23 anni di dittatura.

Premio Giovani (per giornalisti under 33). E’ stato vinto da Martina Proietti e Giovanni Pompili, “Maternità  Precaria”, Vanguard Italia, Current tv. La denuncia delle contraddizioni di una politica che da un lato esalta l’ideologia della famiglia e dall’altro non mette in campo misure a favore di chi ha un figlio.

Premio della critica. E’ andato a Anna Migotto e Sabina Fedeli, “Le perseguitate”, Terra, Canale 5
Voci e volti delle donne vittime di stalking, con la testimonianza di Michelle Hunziker, che ha raccontato la sua esperienza.

Inoltre, è stato consegnato il Premio alla carriera a Bernardo Valli, inviato di La Repubblica. Una Menzione speciale  a Francesco Cordio e Mario Pantoni per “Ergastolo bianco”, il filmato girato durante la commissione d’inchiesta parlamentare, che ha riaperto il drammatico capitolo degli ospedali giudiziari italiani. Il Premio Unicredit  per il valore e il coraggio è andato Agnes Taile, reporter camerunense. Infine, il Premio speciale Ilaria Alpi è andato a Roberto Saviano.

Premio Ilaria Alpi: vince Rosini di Annozero (Il Fatto Quotidiano)

L’eredità di Ilaria e Miran al Premio Alpi

www.ilariaalpi.it

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Tg1, giornalista lascia la conduzione.

Roma - Il nuovo “problema” di Augusto Minzolini si chiama Elisa Anzaldo. «Caro direttore, Ti chiedo di essere sollevata dall’incarico di conduttrice del Tg1 della notte. Ritengo non sia più possibile per me rappresentare un telegiornale che, secondo la mia opinione, ogni giorno rischia di violare i più elementari doveri dell’informazione pubblica: l’equilibrio, l’imparzialità, la correttezza, la completezza…». E’ l’ora di cena quando questa lettera arriva sulla bacheca del Tg1. La giornalista documentava e denunciava alcuni episodi di “malainformazione”, dalle omissioni nel Rubygate, allo scarso peso dato ai manifesti anti-pm dell’ormai celebre Roberto Lassini: «Ancora ieri – scrive la Anzaldo – non abbiamo dato conto degli sviluppi dell’inchiesta Minetti-Fede-Mora. Domenica sera, 17 aprile, è stato “sfilato” alle 20 un pezzo pronto sui manifesti “Via le BR dalle procure completo in ogni sua parte, intervista a Lassini, parere del sindaco Moratti e di Pisapia, questione autosospensione di Lassini dalle elezioni comunali».

E ancora: «Nel titolo delle 20 dell’11 aprile si metteva insieme il rinvio a giudizio dell’ex segretario del Quirinale Gifuni con l’arresto del prefetto Ferrigno per reati sessuali. Qual è il criterio giornalistico adottato?», chiede la giornalista al direttore Minzolini. «Non c’era notizia nei nostri titoli delle 20 del 6 aprile dell’apertura del processo Ruby a Milano, forse non è stata considerata una notizia?».

La lettera non riceve risposta. Per questo Elisa Anzaldo riprende carta e penna e riscrive al suo direttore in data 11 maggio e aggiunge altri fatti spariti o resi incomprensibili: «Non si comprende perché i telespettatori del Tg1 non abbiano avuto notizia della proposta di modifica, da parte di un parlamentare, dell’articolo 1 della Costituzione. Perché se si tratta di una non notizia tutti i quotidiani gli hanno dedicato l’apertura? Ed erano forse degne di due righe le critiche di un ministro, Galan, ad un altro ministro, Tremonti? Questione che ha reso necessario l’intervento del premier?. O perché abbiamo ignorato, nonostante fossero disponibili i mezzi, la nuova emergenza rifiuti a Napoli sino a quando il governo non ha nuovamente inviato l’esercito…allora si…. Non meritava una notizia, nel decreto dello sviluppo, la concessione delle spiagge per 90 anni? E la notizia che il governo ha sollevato conflitto di attribuzione dei poteri alla Consulta per non avere la Procura di Milano considerato un legittimo impedimento la partecipazione del premier ad un consiglio dei ministri? E l’arresto di due assessori leghisti per tangenti? Alle 20 niente. E la chiusura delle indagini sull’inchiesta per i grandi eventi, con la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex capo della Protezione Civile. Per noi tre righe, per i giornali intere pagine…».

Alla fine la giornalista conferma da una parte le sue dimissioni dalla conduzione del Tg1 della notte, dall’altra la sua volontà di restare a lavorare in redazione, come caposervizio alla cronaca e di voler continuare a proporre «quelle che ritengo siano notizie di cronaca», anche quelle che «non vengono considerate tali dalla direzione».

Il caso di Elisa Anzalone non è né l’unico né l’ultimo che riguarda la gestione del direttorissimo al Tg1. Risale alla settimana scorsa la vicenda dei montatori della Rai di Milano che, attraverso una lettera a Minzolini, esprimevano “forte dissenso” per le scelte editoriali e chiedendo il ripristino della “reale obiettività della notizia”, dichiaravano di voler togliere le firme dai servizi. La decisione dei montatori segue di un anno quella di Maria Luisa Busi, che in polemica sempre con Minzolini, aveva scelto di non condurre più l’edizione delle 20 del Tg1. Non potendo togliere la firma, per salvare la sua professionalità la Busi aveva deciso di levare la faccia. Un gesto che seguiva i contestati editoriali di Minzolini e l’epurazione dal video dei non allineati Tiziana Ferrario, Piero Damosso e Paolo Di Giannantonio.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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Rai, tribunale: reintegrare la Ferrario alla conduzione. Rigettato il ricorso dell’azienda.

Roma - Il Tribunale di Roma, sezione Lavoro, ha rigettato il reclamo proposto dalla Rai contro l’ordinanza che lo scorso 28 dicembre aveva disposto il reintegro di Tiziana Ferrario nelle mansioni di conduttrice del Tg1 e di inviata per i grandi eventi. La scelta di allontanare dal video la Ferrario fu presa a suo tempo dal direttore Augusto Minzolini che, a fronte anche della stessa ordinanza dello scorso dicembre, difese la sua decisione. Anche l’ordinanza collegiale ha ravvisato sia la lesione della professionalità che la discriminazione subìta dalla giornalista (link).

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Rsf: l’Italia scivola al 49° posto per la libertà di stampa nel mondo.

FirenzeL’Italia scivola dal 44° al 49° posto per la libertà di stampa nel mondo, dopo Argentina, Spagna, Francia, Cile, Slovenia e Costa Rica, ma prima di Bulgaria, Brasile e Croazia. Lo ha ricordato oggi il vicepresidente nazionale di “Reporters sans frontieres, per la libertà di stampa”, Domenico Affinito, nel corso di una conferenza che si è tenuta in piazza Duomo all’Aquila in occasione della giornata mondiale della libertà di stampa decretata dall’Unesco. Come ogni anno Reporters sans Frontieres (Rsf) ha illustrato lo stato della libertà di espressione e di stampa nel mondo e la lista dei “Predatori della libertà di stampa” ed ha presentato l’album fotografico realizzato dalla Magnum per i 25 anni di Reporters sans Frontieres.

 Sono intervenuti anche il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, i rappresentati del comitato 3e32 e del “popolo delle carriole”, i giornalisti Paolo Di Giannantonio e Tiziana Ferrario, membro del direttivo italiano di Rsf.

Italia: la scheda riassuntiva di Reporters sans frontières

Italia: mesi di attacchi alla stampa libera

Reporters sans Frontières: lista dei 40 “Predatori della libertà di stampa nel mondo”

Link

La classifica di Freedom House sulla libertà di stampa. 

 

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TG1, specchio di un Paese alla deriva di un populismo autoritario.

FirenzeL’arrivo di Augusto Minzolini alla direzione del Tg1, ha prodotto pian piano una frattura all’interno della storica testata giornalistica. Malumori e dissapori frutto delle scelte operate dal direttorissimo Minzolini. Prima era stato rimosso dal suo incarico lo storico caporedattore Massimo De Strobel, poi sono stati tolti di mezzo dal ruolo di conduttori tre volti noti del piccolo schermo: Piero Damosso, Paolo Di Giannantonio e Tiziana Ferrario. Ed è proprio la Ferrario, dopo l’intervista rilasciata da Maria Luisa Busi a “Repubblica” - libertà di pensiero ripagata dalla direzione con una lettera di richiamo – a mettere in luce i mali di un telegiornale che perde ascolti, credibilità e gli scoop sono soltanto un nostalgico ricordo.

  La Ferrario ha attirato l’attenzione dei suoi colleghi scrivendo una lettera, affissa ieri nella bacheca della Rai.Le parole della Ferrario, per quasi trenta anni alla conduzione del Tg1, confermano il disagio di una testata, specchio di un Paese alla deriva di un populismo autoritario. Per questo è necessario uno scatto di orgoglio, un risveglio delle coscienze di tutti coloro che hanno a cuore quanto conquistato dalla lotta di Resistenza. 

Testo integrale della lettera di Tiziana Ferrario 

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Tg1, allontanati dal video tre conduttori. Il cambio puzza di epurazione.

Roma  – La scorsa settimana era stato rimosso dal suo incarico lo storico caporedattore Massimo De Strobel, da ieri invece sono stati tolti di mezzo dal ruolo di conduttori del Tg1 tre volti noti del piccolo schermo: Piero Damosso (edizione delle 7), Paolo Di Giannantonio (tg delle 13.30), Tiziana Ferrario (telegiornale delle 20.00).

Lo ha annunciato al comitato di redazione il direttore Augusto Minzolini che,  rispondendo il mese scorso a Beatrice Borromeo sulla differenza fra assoluzione e prescrizione - inerente la notizia  falsificata dell’assoluzione dell’avvocato Mills – ha affermato: «…. Nel linguaggio televisivo si può arrivare anche a questo tipo di semplificazione…». All’esame per diventare giornalista professionista, se l’aspirante cronista rispondesse così, sarebbe bocciato. 

Torniamo al presente. Lo stesso direttore del Tg1, criticato per la scelta, ha motivato la decisione con la volontà di portare in video volti nuovi. In sostanza, una sorta di cambio generazionale. Una spiegazione che non convince, considerando la promozione di Francesco Giorgino al Tg delle 20.00. Un volto tutt’altro che nuovo. In realtà, al Tg1 si respira aria di epurazione, di rappresaglia, come ha dichiarato la stessa Maria Luisa Busi, intervistata dal quotidiano “La Repubblica“. La sensazione è che il direttore del Tg1 stia colpendo quelli che non hanno firmato il documento a suo favore e che stia, invece, promuovendo chi lo ha firmato. Ed è qualcosa in più di una sensazione, è l’ulteriore segnale che nell’aria c’è puzza di epurazione.

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