Sisma Emilia, truffa contributi a Crevalcore. Indagato il senatore Pd Broglia.

Indagato il sindaco di Crevalcore e senatore Pd Claudio Broglia.

Firenze Il senatore del Pd e sindaco di Crevalcore Claudio Broglia e il vicesindaco dello stesso comune, in provincia di Bologna, Mariapia Roveri sono indagati in un’inchiesta della Procura di Bologna sui contributi per l’autonoma sistemazione, concessi dopo il sisma del 2012. Sono accusati di non aver denunciato famiglie, che dopo un controllo dei carabinieri furono trovate in casa pur in presenza di ordinanza di inagibilità, e per via della quale percepivano il contributo. L’inchiesta ha 18 indagati per truffa. E’ lo stesso Claudio Broglia a darne notizia. 

L’Aquila, terremoto: in appello assolti i tecnici della commissione Grandi Rischi

La Corte di Appello dell’Aquila ha assolto dalle accuse di omicidio colposo plurimo e lesioni personali sei dei sette componenti dell’ex commissione Grandi Rischi che si riunirono cinque giorni prima del terremoto.

Firenze La Corte d’Appello dell’Aquila ha assolto dalle accuse di omicidio colposo plurimo e lesioni personali colpose sei dei sette componenti dell’ ex commissione Grandi Rischi  (Giulio Selvaggi, Franco Barberi, Enzo Boschi, Mauro Dolce, Claudio Eva, Michele Calvi). Queste persone, assieme a Bernardo De Bernardinis, unico condannato con pena al ribasso, si riuniro il 31 marzo del 2009, cioé cinque giorni prima del terremoto del 6 aprile che distrusse L’Aquila e provocò 309 morti. In primo grado erano stati condannati a sei anni. Unica condanna nei confronti di Bernardo De Bernardinis, a quei giorni vice di Bertolaso, condannato a 2 anni: è stato ritenuto colpevole con riferimento ad alcune vittime. “Vergogna, vergogna“, le urla dei cittadini presenti in aula, dopo aver ascoltato il dispositivo della sentenza. 

Terremoto dell’Aquila, sentenza di primo grado (fonte: Il Fatto)

Terremoto, le vittime sono ventisei.

E’ salito a 26 il numero delle vittime del terremoto.

FirenzeE’ salito a 26 il numero delle vittime del terremoto. La scorsa notte all’ospedale Maggiore di Bologna è deceduta Sandra Gherardi, 45 anni, rimasta gravemente ferita lo scorso 29 maggio dalla caduta di alcuni cornicioni in una strada di Cento nel ferrarese. Non ce l’ha fatta anche un’altra donna di Cavezzo, Liviana Latini, travolta dalle macerie della sua abitazione al primo piano. Ancora in gravissime condizioni due donne ricoverate all’ospedale Baggiovara di Modena. In pericolo di vita anche un uomo, ricoverato sempre in rianimazione al Maggiore di Bologna, rimasto ferito nella scossa del 29 maggio (link).

Terremoto: 17 i morti. La Procura di Modena ha aperto un’inchiesta.

E’ salito a 17 il numero dei morti per il terremoto in Emilia. La Procura di Modena ha avviato un’inchiesta.

FirenzeSale a 17 il numero delle vittime per il terremoto in Emilia. Si tratta di un operaio, il suo corpo è stato ritrovato sotto le macerie della Haematronic di Medolla, in provincia di Modena. Intanto, la Procura di Modena ha aperto un’inchiesta incentrata proprio sul crollo dei capannoni industriali che hanno provocato diversi morti (link).  

Terremoto, 16 le vittime accertate. Ottomila gli sfollati.

Ancora terremoto in Emilia.

Firenze  – Ancora terremoto in Emilia. Alle 9 e alle 12.56 scosse di magnitudo di 5,8 e 5,3. Al momento, le vittime accertate sono sedici – si aggiungono alle sette rimaste sotto le macerie lo scorso 20 maggio -, ancora dispersi e ottomila gli sfollati. L’epicentro in provincia di Modena. I paesi più colpiti Mirandola, Finale Emilia, San Felice sul Panaro e Cavezzo. Il sisma è stato avvertito in tutto il Nord Italia e al Centro.

Terremoto in Emilia… (fonte: Il Fatto Quotidiano)

La diretta (fonte: Il Fatto)

Terremoto in Emilia Romagna: 7 morti, 50 feriti, oltre 3000 gli sfollati. Nuove scosse nel pomeriggio.

Terremoto in Emilia Romagna, 6 morti, 50 i feriti, oltre tremila gli sfollati.

FirenzeE’ di sette morti il bilancio provvisorio della prima scossa di terremoto in Emilia Romagna dove si è registrato l’epicentro del sisma di magnitudo 5.9 tra le province di Modena, Ferrara e Bologna. Si tratta di Tarick Naouch (29 anni), un operaio marocchino che è rimasto schiacciato sotto le travi della sua fabbrica, l’Ursa di Bondeno; di Nicola Cavicchi (35) e Leonardo Ansaloni (50) che stavano lavorando nei forni della Ceramiche Sant’Agostino; infine Gerardo Cesaro (54), travolto dal crollo del tetto della fonderia di alluminio Tecopress, sempre a Sant’Agostino, dove stava svolgendo come le altre vittime del terremoto, il turno di notte. La quinta e la sesta vittima sono state uccise da un malore. Si tratta di Gabi Ehsemann, nata nel 1973 in Germania, morta nell’appartamento in cui risiedeva a Sant’Alberto di San Pietro in Casale e di Nerina Balboni, anziana invalida di 103 anni. A Vigarano Mainarda, nel Ferrarese, una donna di 86 anni, Anna Abeti, ha avuto un ictus dopo il sisma ed è deceduta dopo il ricovero all’ospedale.

La prima scossa, seguita da altre sei, è stata registrata dall’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle ore 4 e 4 minuti. L’ipocentro nella pianura padana emiliana, a una decina di chilometri di profondità dal suolo, sempre nella stessa zona, in provincia di Modena. Al momento i feriti sono una cinquantina, tremila gli sfollati. Dopo le diverse scosse di assestamento, un’altra di magnitudo 5.1 della scala Ricther è stata registrata alle 15.30 di oggi pomeriggio. Al momento si registrano una ottantina di scosse. Ingenti i danni al patrimonio artistico, fra questi crollati edifici storici a Finale Emilia e San Felice sul Panaro. I cittadini si preparano a trascorrere la notte nelle tende allestite dalla Protezione Civile

Terremoto, L’Aquila tre anni dopo

FirenzeIl 6 aprile 2012 non è un giorno come gli altri. Non lo è per noi aquilani, che non riusciamo, dopo tre anni, a vivere questa ricorrenza come un giorno qualunque.
Non può esserlo perché il dolore e il ricordo di quella tragica notte sono ancora vivi e brucianti e, man mano che passa il tempo, ci accorgiamo che il 6 aprile continuerà ad essere sempre di più, per noi, un giorno diverso. Uno spartiacque tra un prima e un dopo. Una data che ha determinato una cesura insanabile nelle nostre vite, unendo l’esperienza individuale di un dolore incancellabile alla consapevolezza collettiva di un dramma di cui non riusciamo ancora, a distanza, di tempo, a tracciare i contorni. Una sorta di infinito, e di indefinito, che alberga nell’anima di ciascuno di noi e intorno al quale vive il senso più vero e più profondo del riconoscerci come singoli e come comunità.

Non è un giorno come gli altri perché trecentonove persone non ci sono più. Trecentonove figli di questa città, persone care che non rivedremo. Trecentonove ferite nel cuore dei loro parenti. Oggi non è un giorno normale perché sappiamo che non lo è per tutti loro. Non c’è, infatti, solo il dolore per chi abbiamo perso, ma anche la preoccupazione per chi resta e a cui dobbiamo stare vicino. Un compito, direi un dovere, che riguarda soprattutto le istituzioni, locali e nazionali. Questo lutto, questo dolore, sono infatti, e devono essere, il lutto e il dolore dell’intero Paese, che non può restare a guardare.

Parlo degli orfani, per esempio. Bambini e ragazzi rimasti senza una guida, senza un sostegno, senza un riferimento. Per loro, fino a questo momento, ci sono stati solo la vicinanza e l’appoggio dei parenti più prossimi. Nient’altro. Deve essere dunque un nostro preciso dovere pensare anche a chi resta. Come Amministrazione e come Paese dobbiamo stare vicini a questi ragazzi e a tutti i parenti delle vittime, in particolare a chi, fra loro, vive in condizioni di difficoltà e di disagio. Per queste ragioni ho inviato, nei giorni scorsi, una lettera al ministro Fabrizio Barca nella quale ho chiesto un intervento legislativo da parte del Governo che riconosca lo status di parente di vittima del terremoto, soprattutto per aiutare gli orfani del sisma e tutti quei parenti che vivono un particolare stato di necessità. Un impegno del Paese, ripeto, perché per tutta l’Italia questo non deve essere un giorno normale.

Il 6 aprile resta una data diversa dalle altre perché sono passati più di mille giorni e sentiamo sulle nostre vite il peso di una precarietà e di un disorientamento che persistono. La nostra città è ancora deserta, ferita, priva di quella vita pulsante che era, poi, la quotidianità di ciascuno di noi. La ricostruzione, quella vera, non è mai partita e quello che il terremoto ci ha tolto resta dunque una mutilazione nelle nostre esistenze. Ancora oggi 30mila cittadini aquilani sono fuori dalle loro case, oltre mille attività produttive restano chiuse nel centro storico abbandonato. Ancora oggi la nostra economia soffre il peso di quella tragedia, che tale è stata anche per quanto riguarda l’occupazione, lo sviluppo, le prospettive per i nostri figli. Ancora oggi, infine, i luoghi della socialità e della cultura non sono stati recuperati e la loro assenza ci allontana ancora di più da una normalità che non c’è. Nonostante tutto questo ci sorprende la nostra forza. E, mentre ci prepariamo a una condivisione silenziosa del dolore, individuale e collettivo, dobbiamo constatare il coraggio e la dignità di una popolazione che, nonostante tutto, non si è arresa.
Questo non è un giorno normale proprio perché, a fianco al lutto che è impresso come una ferita nei nostri cuori, ci stupiamo della nostra forza e della speranza che ancora riusciamo a donare allo sguardo con cui cerchiamo di abbracciare il futuro.

Firma: Stefania Pezzopane

Fonte: Articolo 21

Roberto Saviano: Il terremoto a L’Aquila (fonte: Vieni via con me)

Berlusconi: vacanza al camping tendopoli

Numeri e frasi da non dimenticare (fonte: Il Fatto Quotidiano)

 

Scossa di terremoto in Piemonte Magnitudo 4,2.

Una scossa di terremoto del 4,2 magnitudo è stata avvertita in Piemonte.

TorinoUna forte scossa di terremoto è stata avvertita poco dopo le 14.30 in Piemonte. Il sisma è stato distintamente avvertito anche a Torino, dove molte persone sono scese in strada. La magnitudo è di 4,2. Le località prossime all’epicentro sono Cantalupa, Pinasca e Cumiana. Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose.

Due dei tanti giorni di eversione delle istituzioni

FirenzeDonne, pensionati e padri di famiglia hanno sfilato ieri per le strade della Capitale invocando una via di uscita, una soluzione ai danni provocati – prima del terremoto -, in nome del denaro dai loro simili, solo nel genere, ma non nell’anima dove nei secondi non vi è posto per lo scrupolo. In cuor loro gli aquilani hanno una sola speranza: tornare a vivere un’esistenza normale, fatta di lavoro e calore delle mura domestiche. Quelle stesse mura crollate come castelli di sabbia con il terremoto. Volevano semplicemente essere ascoltati. Ad un certo punto, invece, si sono trovati di fronte agenti in assetto antisommossa che non hanno esitato a colpire coi loro manganelli. Per i cittadini dell’Aquila la giornata si concluderà con un contentino: il pagamento in dieci anni anziché cinque – come era previsto nella norma approvata in Commissione – dei tributi e dei contributi non versati per effetto della sospensione decisa in seguito al terremoto. All’orizzonte non vi è traccia, però, di far rinascere L’Aquila e l’emergenza rischia di diventare normalità.

E’ stata soltanto una giornata nera, una delle tante del quarto governo Berlusconi. Il risveglio, dopo l’effetto pallone – efficace distrazione delle masse -, con la Spagna in finale nel Campionato del Mondo, non ha riservato buone nuove: Flavio Carboni, coinvolto nell’inchiesta sugli impianti eolici da costruire in Sardegna, viene arrestato dai carabinieri su richiesta dei magistrati romani, assieme al geometra Pasquale Lombardi e l’imprenditore Arcangelo Martino. Ai tre viene contestata anche la violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete: spunta nel filone d’inchiesta l’ombra della massoneria. Nell’inchiesta sono coinvolti anche il coordinatore del Pdl Denis Verdini e il Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci. Carboni, Martino e Lombardi avrebbero tentato nel 2009 di avvicinare i giudici della Corte Costituzionale nel tentativo di condizionare il giudizio in merito alla legge Alfano, bocciata dalla Consulta.  La contropartita per tale operazione sarebbe stata la candidatura di Nicola Cosentino alla Regione Campania. La P2 non è solo tema per gli storici.

A Milano intanto sfilavano in corteo gli operai della Mangiarotti Nuclear: di nuovo il manganello. La denuncia arriva dalla Fiom Cgil, mentre la Questura ha parlato di <<azioni di contenimento>>. Le tute blu volevano solo protestare contro il rischio di perdere il lavoro. Due dei tanti giorni di eversione delle istituzioni.  

 

 

Terremoto, il senso di unità e di solidarietà degli italiani.

FirenzeImmagino per un istante di ritrovarmi in una tenda. A fare la fila per un pasto caldo, per utilizzare un bagno chimico. Ci provo e, nonostante tutto, faccio fatica a realizzare nella mia mente uno scenario simile. C’è, e sono tantissimi, che non fanno fatica a realizzare tale immagine, poiché la vivono realmente. Semmai fanno fatica a sostenere un disagio simile. Sono le migliaia di connazionali sopravvissuti alla scossa delle 3.32 del 6 aprile. Persone che non hanno più una casa o non potranno più abbracciare un loro caro. I più fortunati si stringono l’uno con l’altro nel nome di una parentela di sangue e dalle loro nuove e provvisorie sistemazioni vedono la propria abitazione ancora in piedi. Anche se non agibile. Un leggero sospiro di sollievo. Niente di più. Nei paesi ci si conosce tutti, lo sanno bene coloro che vivono nelle piccole comunità. L’angoscia per la perdita di un amico o nel vederlo cadere nella disperazione per le quattro mura che oggi non ci sono più, prende il sopravvento. Nel momento della difficoltà, del dolore prevale però la solidarietà collettiva, l’unità. E’ un tratto presente nel nostro Dna. E’ questo il sentimento dominante degli italiani nei momenti di profonda crisi umana e sociale. E’ un elemento dell’orgoglio italico. Un passo indietro. Gli sfollati sono chiamati a fare i conti con la nuova realtà: il freddo pungente della notte, la pioggia di questi giorni, l’impossibilità oggettiva di riprendere ognuno la propria attività lavorativa, la sospensione dell’attività didattica per i ragazzi e per i più piccoli gli adulti fanno di tutto per non fargli sentire ulteriormente il peso della tragedia. Di fronte a questo contesto, la politica avrà dei doveri da rispettare emulando il senso di unità e di solidarietà presente negli italiani e sia distante da manovre strumentali come ahimé stiamo già assistendo in questi giorni. Un rispetto che matura anche dalle promesse annunciate dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e da diversi ministri della Repubblica. Con una unica eccezione, la solleva con modestia e umiltà chi scrive: ricostruire l’Aquila come era accantonando l’idea di Aquila 2, applicando però in maniera rigida tutti i criteri antisismici (link).