Termini Imerese, riapre la ex Fiat: primi venti operai al lavoro

RomaDopo cinque anni di cassa integrazione per gli ex operai Fiat, ora Blutec, riaprono i cancelli degli stabilimenti di Termini Imerese, chiusi dal 24 novembre 2011. Grazie all’accordo firmato tra Blutec e Invitalia, infatti, da quest’anno fino al 2018 saranno riassorbiti i 700 metalmeccanici rimasti senza lavoro dopo la chiusura della fabbrica, in seguito all’addio dell’azienda del Lingotto dall’Isola. Per i primi venti operai oggi il turno è cominciato alle 9 per occuparsi della produzione di componentistica per auto, un progetto con un investimento di 95,8 milioni, di cui 71 concessi dallo Stato e dalla Regione Siciliana. Si tratta della prima parte del piano industriale siglato tra azienda e Invitalia mentre per la seconda, destinata alla produzione di due modelli di auto ibride ed elettriche, si attende la presentazione del progetto definitivo da 200 milioni di euro. La Blutec ha tempo fino al 30 giugno, poi passerà al vaglio dell’advisor.

“E’ un primo passo che fa ben sperare, una data importante che sarà vissuta con emozione sia dai primi 20 dipendenti, sia da tutti gli altri che attendono di varcare la soglia della fabbrica di Termini Imerese”, dicono i sindacati Cisl.

“Il piano relativo alla produzione di auto ibride rimane ancora sulla cartacosì la Fiom – Eppure, potrà rappresentare la svolta per i 700 lavoratori ex Fiat e i 350 dell’indotto. Su quel piano Blutec deve dare una risposta rispetto agli impegni assunti“.

Fiat sempre più internazionale, l’Italia resta ai margini

Con l’acquisto di un’altra quota di Chrysler si avvicina la fusione tra i due gruppi. Nel 2012 il Brasile ha scalzato l’Italia come primo mercato di riferimento. L’Italia sempre più ai margini, da Cassino a Pomigliano, da Termini Imerese a Flumeri

Prato – La Fiat continua la propria strategia di internazionalizzazione del gruppo. Giovedì scorso Sergio Marchionne ha annunciato l’acquisto di un altro 3,3% del capitale di Chrysler, un nuovo passo verso la fusione delle due società. Come si legge in questa analisi di Walter Galbiati su Repubblica.it, il punto di arrivo è sempre più chiaro: trasformare la Fiat in una grande multinazionale con testa e forse sede fuori dall’Italia. La Fiat vuole diventare una grande corporation sull’esempio di quelle aziende Usa che pur di ottenere risparmi e benefici non esitano a sparpagliare le proprie divisioni ovunque.

Una prospettiva confermata dai dati. Nel 2012 il Brasile è diventato il primo mercato di riferimento, scalzando l’Italia, e le vendite del gruppo sono andate molto bene anche in Usa e in Canada. Per contro, in molti stabilimenti italiani il nuovo anno si apre con un futuro incerto, dalla cassa integrazione di Cassino alla questione dei licenziamenti di Pomigliano, senza dimenticare le chiusure di Termini Imerese e dello stabilimento Irisbus di Flumeri, per i quali continuano le trattative alla ricerca di nuovi acquirenti.

E la politica? Il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini chiede che “impegnare la Fiat a fare gli investimenti e a produrre in Italia sia una delle priorità della prossima campagna elettorale e del nuovo governo”. Leggendo i giornali non sembra proprio così.

Un Natale di lotta, dal Sulcis all’Ilva

Prato – La Casa della Cultura Enzo Biagi augura un sereno Natale a tutti. Per molti sono feste nel segno della crisi. Dal Sulcis all’Ilva, dalla Lucchini di Piombino in amministrazione controllata alla Easy Green di Scandicci, con gli operai che vedono avvicinarsi la scadenza della cassa integrazione, il futuro è piano di incognite. Vi proponiamo alcune storie, quelle di Medolla e Cavezzo, dell’Alcoa, dell’Euroillumina, di Termini Imerese e della Bienne Sud, raccolte dall’Ansa in alcuni video.

Fiat, i 19 operai Fiom entrano a Pomigliano. Ma il futuro resta nebuloso

Il 14 luglio 2013 scade la cassa integrazione: la protesta delle mogli degli operai. Proteste anche a Termini Imerese, mentre l’azienda annuncia 1.500 licenziamenti in Polonia

Pomigliano (NA) – Hanno fatto regolarmente il loro ingresso in fabbrica i 19 lavoratori della Fiom assunti dalla newco Fabbrica Italia Pomigliano lo scorso 28 novembre per ottemperare all’ordinanza della Corte d’Appello di Roma. Ma per lo stabilimento campano il futuro resta ricco di incognite. Per questo le mogli degli operai e dei cassaintegrati hanno consegnato un sacco con 5.586 regali, uno per ogni operaio, all’amministratore delegato Sergio Marchionne. Le donne non hanno voluto svelare il contenuto del sacco di regali. “Quest’anno sarà scandito da un inquietante conto alla rovescia – hanno detto – che avvicina i nostri uomini (2.431 addetti in cigs per cessazione attività) alla prospettiva del licenziamento allo scadere della cassa integrazione previsto per il 14 luglio 2013.”

Proteste anche da parte degli operai di Termini Imerese, che chiedono alla politica di intervenire sulla situazione dello stabilimento palermitano e sul piano industriale non ancora presentato.

Nei giorni scorsi la Fiat ha annunciato il taglio di 1.500 posti di lavoro nello stabilimento polacco di Tychy, motivandolo con la crisi del settore in Europa.

Termini Imerese, niente accordo con Dr Motor. Quale futuro per i lavoratori?

Il ministro dello Sviluppo Passera interrompe le trattative. La produzione è ferma dal novembre 2011

Roma – Il Ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha annunciato la fine delle trattative con la Dr Motor di Massimo Di Risio per la ripresa dell’attività nello stabilimento Fiat di Termini Imerese.

Il piano di rilancio proposto dalla società è fallito ed è necessario trovare un nuovo investitore, cosa non certo facile nell’attuale congiuntura economica. La produzione nell’impianto automobilistico si è interrotta il 24 novembre 2011. I lavoratori attendono con ansia una soluzione.

Mirafiori, impiegati in cassa integrazione

Sei giorni di stop per tutti i 5.400 dipendenti: è la prima volta nella storia. Futuro a tinte fosche anche per Termini Imerese e Cassino

Torino – Le difficoltà del mercato dell’auto e il calo delle vendite Fiat cominciano ad avere contraccolpi in tutti gli stabilimenti italiani. A Mirafiori per la prima volta tutti i 5.400 impiegati, compresi i colletti bianchi, andranno in cassa integrazione per sei giorni: 14, 15 e 21 giugno, 12, 13 e 19 luglio. Altri erano già programmati per il 22 giugno e il 20 luglio quando lo stabilimento torinese resterà chiuso utilizzando i permessi personali dei lavoratori.

Anche a Termini Imerese la situazione è sempre più difficile. Un nuovo tavolo è convocato al ministero dello Sviluppo economico per lunedì 4 giugno con Fiat, Dr Motor, sindacati, Regione Sicilia e ministero del Lavoro. Per il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, «una soluzione al problema dello stabilimento siciliano deve venire dal governo e da Fiat. Il sindacato non accetterà mai che Fiat possa semplicemente chiudere e licenziare».
 
Crescono i timori anche a Cassino, da dove escono circa 220 mila auto all’anno a fronte delle 400.000 previste.

Rai condannata al risarcimento per 4,5 milioni di euro all’Einstein, società produttrice della soap opera Agrodolce.

– Il Tribunale di Roma ha condannato la Rai a pagare 4,5 milioni di euro per fatture non pagate nei confronti dell’Einstein multimedia, società produttrice della soap opera Agrodolce di Rai3

Roma – Il Tribunale di Roma ha condannato la Rai a pagare 4,5 milioni di euro per fatture non pagate nei confronti dell’Einstein multimedia, società produttrice della soap opera Agrodolce di Rai3. E’ un primo passo in avanti per l’Einstein, costretta a fare i conti con la decisione dei vertici di Viale Mazzini, assunta a suo tempo, di interrompere la messa in onda della fiction. Una scelta che a catena ha provocato l’immediata interruzione della creazione di un polo televisivo e cinematografico in una zona d’Italia, Termini Imerese, costretta già a subìre la parabola discendente della Fiat. Il prodotto seriale aveva dato lavoro a circa 300 persone tra tecnici, attori e comparse e altre centinaia con l’indotto che via via si stava creando. Inoltre, vi sono circa 25 milioni di euro di contributi che la Regione Sicilia tiene ancora bloccati in attesa che il governo si decida a far ripartire gli studios costruiti in provincia di Palermo (link).

 

Crolla il mercato dell’auto. Marchionne prevede un altro anno difficile. Firmato l’accordo per il futuro di Termini Imerese

A novembre – 9,25% rispetto al 2010, anno già tragico. Chiusa la vertenza per lo stabilimento siciliano che passa a Dr Motor

Roma – Crolla il mercato dell’auto. A novembre in Italia si sono vendute appena 132.579 autovetture, quindi meno del 9,25% rispetto a novembre 2010. Il che – secondo le previsioni degli analisti – significherebbe che l’anno chiuderà con un calo dell’11 per cento rispetto a un anno che era già stato giudicato unanimemente “tragico”. L’ad di Fiat Sergio Marchionne ha commentato così i dati: “Abbiamo detto che il 2011 sarebbe stato un anno difficile. Lo sarà anche il 2012. Il campo automobilistico è in stagnazione”.

Una buona notizia arriva dallo stabilimento di Termini Imerese. È stato sottoscritt l’accordo tra sindacati, Dr Motor, il Ministero dello Sviluppo economico, Regione siciliana e Invitalia per il passaggio dello stabilimento dalla Fiat all’azienda guidata da Massimo Di Risio. Si chiude così la vertenza per il sito siciliano del Lingotto.

Termini Imerese, raggiunto l’accordo

Il Lingotto offrirà quanto tradizionalmente ha dato ai lavoratori per accompagnarli alla pensione. La Cgil esprime soddisfazione

Roma – Accordo raggiunto tra la Fiat, le rappresentanze sindacali e il governo per lo stabilimento di Termini Imerese. La Fiat ha stanziato circa 21,5 milioni di euro, come  costo complessivo diretto a incentivi, premio di fedeltà, mancato preavviso e tombale. Secondo l’accordo ogni dipendente riceverà un incentivo medio di 460 euro per 48 mensilità.
La cifra prevista di 460 euro si spalmerà su 48 mensilità, oltre a quanto previsto per norma. Questa la sequenza dei pagamenti, in fascia unica operi e impiegati: 4.445 euro nel primo anno, 10.366 nel secondo, 16.287 nel terzo, 22.208 nel quarto. Il tutto senza contare il costo del mancato preavviso, il premio fedeltà e le imposte. La mobilità partirà il primo gennaio 2012 e resterà aperta per due anni.

Chiude lo stabilimento di Termini Imerese. Per gli operai nessuna garanzia per il futuro

Ultimo giorno di lavoro per le tute blu siciliane. La cassa integrazione li accompagnerà fino alla chiusura dello stabilimento

Prato – Ultimo giorno di lavoro per gli operai della Fiat di Termini Imerese. La cassa integrazione li accompagnerà fino alla chiusura totale dello stabilimento prevista per il prossimo 31 dicembre. Nel frattempo continuano a non dare esito positivo gli incontri in corso di svolgimento al Ministero dello Sviluppo Economico. Fiat, Regione Sicilia, Invitalia e Dr Motor, che rileverà la fabbrica.

Al centro dei colloqui gli incentivi al prepensionamento che Fiat potrebbe concedere per salvare la posizione di circa 650 operai che si trovano vicini all’età pensionabile.