Regione Lombardia, 54 ex consiglieri ricorrono al Tar contro il taglio dei vitalizi

Sono 54 gli ex conisglieri della regione Lombardia che ricorrono al Tar contro il taglio dei vitalizi

Firenze Sono 54 gli ex consiglieri regionali della Lombardia che hanno presentato ricorso al Tar contro la legge che ne ha decurtato l’assegno vitalizio. Il ricorso mette in dubbio la costituzionalità della legge regionale che a settembre ha ridotto i vitalizi in media del 10% fino al 2018, ha alzato l’età necessaria per beneficiarne da 60 a 66 anni e ha previsto un divieto di cumulo con stipendi per incarichi pubblici. Le argomentazioni proposte al Tar dai 54 ex consiglieri, secondo quanto comunicato dall’ufficio legale alla presidenza del consiglio regionale, sono incentrate sulla “individuazione di profili di illegittimità costituzionale delle norme di legge regionale su cui è basata la riduzione dei vitalizi. Viene lamentata la violazione del principio di intangibilità dei diritti acquisiti (nel caso di specie: il diritto acquisito dai ricorrenti alla percezione dell’assegno nella misura piena determinata secondo la normativa di riferimento)”. 

Il Tar accoglie il ricorso della Rai contro l’Agcom. “Fazio e Annunziata non hanno violato il pluralismo”.

Il Tar del Lazio ha dato ragione alla Rai che aveva presentato ricorso contro Agcom, sostenendo di non aver violato il principio di pluralismo nei programmi di Rai3 “In mezz’ora” e “Che tempo che fa”.

Roma Il Tar del Lazio ha dato ragione alla Rai che aveva presentato ricorso contro Agcom, sostenendo di non aver violato il principio di pluralismo nei programmi di Rai3 “In mezz’ora” e “Che tempo che fa”. La decisione dell’Agcom, che aveva ordinato alla tv pubblica di garantire una maggiore presenza di esponenti dell’allora Pdl nei programmi, era arrivata dopo le denunce presentate da Renato Brunetta. Quest’ultimo aveva accusato Lucia Annunziata e Fabio Fazio di essere parziali e di aver violato la par condicio con i loro programmi. Non è così. Secondo il Tar «per stabilire se una trasmissione d’informazione rispetti i principi di pluralità e parità di trattamento non è particolarmente significativo il numero degli esponenti di ciascun raggruppamento politico, e la quantità di tempo a ciascuno di essi dedicata».