Massimo Ciancimino: fu Provenzano a tradire Riina. Una tesi falsa per il “capitano Ultimo”.

Secondo la ricostruzione fatta da Ciancimino junior, fu Provenzano a “tradire” Riina. Una tesi considerata falsa dal “capitano Ultimo”.

FirenzeFu Bernardo Provenzano a <<tradire>> Totò Riina, indicando alle forze dell’ordine il nascondiglio dove Riina trascorse l’ultima parte della sua lunga latitanza. A sostenere tale tesi è Massimo Ciancimino, che oggi ha fatto alcune affermazioni in merito prima di entrare nell’aula bunker di Pagliarelli a Palermo. Secondo la ricostruzione fatta dal figlio di Vito Ciancimino, morto nel 2002, durante il periodo delle stragi l’allora capitano dei Ros Giuseppe De Donno gli consegnò delle mappe del capoluogo siciliano chiedendogli di darle a suo padre. Don Vito avrebbe trattenuto una copia delle mappe e una seconda l’avrebbe affidata al figlio perché la consegnasse ad un uomo di fiducia di Provenzano. L’emissario del capomafia successivamente avrebbe resituito allo stesso Ciancimino la mappa con un cerchio, a indicare la zona del quartiere Uditore dove si nascondeva Totò Riina (link). 

Il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, il “capitano Ultimo” che, insieme al generale Mori, condusse le indagini che nel 1993 portarono all’arresto di Riina, considera un falso la ricostruzione fatta da Ciancimino junior indicando quest’ultimo come un servo di Riina (link 2).

 

26 settembre, le “agende rosse” in piazza anche a Roma.

Firenze – Pubblichiamo per intero l’articolo scritto da Salvatore Borsellino su il sito www.19luglio1992.org, dove potrete trovare tutte le necessarie informazioni sulla manifestazione di domani, 26 settembre. 

Questa manifestazione è la continuazione ideale di quella che abbiamo fatto il 20 luglio davanti al palazzo di Giustizia di Palermo in sostegno di quei magistrati che, a rischio della propria vita, stanno combattendo per arrivare alla Verità sulle stragi del ’92 e del ’93. Non dobbiamo dare tregua agli assassini ed ai loro complici. Dovremo esserci tutti, quelli che abbiamo scalato sotto il sole le rampe che portano al Castello Utveggio portando un pezzo di Paolo dentro il nostro cuore, tutti quelli che eravamo in via D’Amelio quando all’ora della strage per un interminabile minuto si sono sentiti solo i battiti dei nostri cuori, tutti quelli che abbiamo percorso le vie di Palermo che ci portavano alla Magione levando in alto le nostre agende rosse e tutti quelli che abbiamo gridato la nostra rabbia e la nostra voglia di Verità davanti al palazzo di Giustizia.

E ci saranno tanti altri ancora, tutti quelli che in tante piazze d’Italia hanno urlato insieme a noi la nostra sete di Verità e di Giustizia, e avremo ancora in mano la nostra agenda rossa, un’agenda rossa che ora fa paura a tutti. Mobilitiamoci tutti, ognuno di noi si impegni a far venire quante altre persone può, in una catena che non deve avere fine. Adesso hanno paura e si stanno muovendo, cominciano a muovere le loro pedine, Rutelli, Violante, il PG di Caltanissetta Barcellona, noi dobbiamo agire più rapidamente di loro, impedire che fermino Sergio Lari, Antonio Ingroia, Nino Di Matteo, non lasciamoli soli, impediamo che chiudano la bocca a Massimo Ciancimino, che si muova il CSM, facciamogli capire che dovranno passare sui nostri corpi, che dopo 17 anni non ci lasceremo strappare ancora una volta la verità. Il nostro grido di RRRESISTENZAAAAA deve essere un urlo nelle loro orecchie, un urlo gridato da vicino, sotto le finestre di quei palazzi in cui sono in tanti a sapere ed ad avere occultato la verità. Il 19 luglio in via D’Amelio abbiamo fatto scoccare la scintilla, ora è necessario l’incendio. 

Salvatore Borsellino.

Fonte: www.19luglio1992.org