Piazza Fontana: una strage senza colpevoli. E’ necessario abolire il segreto di Stato e aprire gli archivi.

FirenzeAlle 16.37 del 12 dicembre 1969 una bomba esplose alla Banca nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano. In pochi secondi quattordici corpi strazziati a terra, ottantotto i feriti. Il numero dei morti salirà a diciassette. E’ l’inizio della strategia della tensione e il proseguimento delle zone oscure. A distanza di 41 anni, non conosciamo gli esecutori materiali e i mandanti. Alle nostre spalle decenni di depistaggi, di complicità e la mancanza di giustizia per i familiari delle vittime e per il Paese. Nelle nostre mani solo la verità storica e tuttora non ancora completata. Per compiere un passo in avanti è necessario abolire il segreto di Stato e aprire gli archivi. Soltanto attraverso queste due strade, si può offrire un valido contributo per svelare i misteri esistenti dietro i perché delle stragi e del terrorismo che hanno insanguinato l’Italia. Chi ha paura dell’apertura degli archivi e dell’abolizione del segreto di Stato? 

All’anniversario, il 41°, non ci sarà nessun corteo, nessun politico prenderà la parola, soltanto il presidente della sezione di Milano dell’Anpi, il presidente dell’associazione delle vittime di Piazza Fontana Carlo Aroldi e ci saranno delle letture di Corrado Stajano. Una scelta voluta dalla stessa associazione delle vittime al fine di evitare strumentalizzazioni, concentrando tutta l’attenzione nel ricordo delle vittime della strage.    

Nessun corteo per piazza Fontana

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Lo Speciale (Repubblica)


 

 

Brescia, assolti i cinque imputati per la strage di piazza della Loggia

Assolti per insufficienza di prove i cinque imputati per la strage di piazza della Loggia a Brescia.

Firenze – Assolti per insufficienza di prove i cinque imputati per la strage di piazza della Loggia a Brescia. Alla fine del processo i giudici della Corte d’assise di Brescia hanno assolto Maurizio Tramonte, Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi e Francesco Delfino, per i quali i pm avevano chiesto l’ergastolo. E’ stata revocata la misura cautelare nei confronti dell’ex ordinovista Delfo Zorzi che vive in Giappone. Il 21 ottobre scorso i pm  Roberto Di Martino e Francesco Piantoni avevano chiesto l’assoluzione con formula dubitativa per l’ex segretario del Movimento sociale italiano Pino Rauti e l’ergastolo per il collaboratore dei servizi segreti Maurizio Tramonte, per i militanti di Ordine Nuovo Carlo Maria Maggi e Delfo Zorzi, e infine per il generale dei carabinieri Francesco Delfino, accusati di concorso in strage e omicidio. A Maurizio Tramonte è stata riconosciuta la responsabilità per il reato di calunnia ai danni di un funzionario della questura, ma i giudici hanno disposto il non luogo a procedere per prescrizione dei termini in relazione al reato di calunnia.

La strage di piazza della Loggia avvenne il 28 maggio 1974, fece otto morti e oltre 100 feriti.

Provo un <<sentimento di impotenza>> per la città di Brescia:  <<La città voleva due cose: verità e giustizia – ha detto il sindaco di Brescia, Adriano Paroli – ma non si è riusciti a raggiungerle. La città continuerà comunque a cercarle>>.  <<E’ un insulto irreparabile a quanti quella mattina sono caduti in piazza, ai loro familiari, un’offesa che umilia la città e rischia di spegnere un ansia di verità e giustizia che la ricerca storica e il giudizio politico hanno invece da tempo appagato>>, ha detto Paolo Corsini, deputato del Pd ed ex primo cittadino.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

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Il processo di Brescia che l’Italia dimentica (La Repubblica)

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