Siamo tutti con Paolo Bolognesi. Sottoscrivi la petizione di Articolo 21.

Firenze - «Potrebbero mandare l’esercito nella sede della associazione, arrestarci tutti…», così con amara ironia, Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna del  2 agosto, ha commentato la denuncia presentata dal deputato berlusconiano, nonchè coordinatore cittadino del Pdl, Fabio Garagnani.
Peraltro il medesimo deputato era già salito all’onore delle cronache, quando aveva proposto di istituire delle commissioni di cacciatori di “testi” per epurare i libri dalle falsità dei professori e degli scrittori “comunisti”. La denuncia è stata presentata perché il deputato si è ritenuto offeso dalle parole di Bolognesi che, per l’ennesima volta, ha denunciato il silenzio, le inerzie, le connivenze di stato che, ancora oggi, impediscono di conoscere la verità sulle troppe stragi impunite che hanno insanguinato la storia d’Italia.
Ci sarà pure una ragione se gli archivi continuano a restare chiusi e le carte sepolte sotto la dicitura “segreto di stato”.

Le parole di Bolognesi sono state pronunciate negli anni da magistrati, legali dei familiari, storici, sindaci, rappresentanti delle istituzioni, da chiunque abbia dovuto confrontarsi con i misteri d’Italia.
La denuncia contro Bolognesi non solo è un atto moralmente inqualificabile, ma anche un attacco alla libera circolazione delle opinioni, al diritto di critica, all’articolo21 della Costituzione. Nell’esposto, e qui sta anche la parte tragicomica della vicenda, il deputato Garagnani si appella all’articolo 290 del codice penale che, tra l’altro, configura il reato di vilipendio nei confronti della Repubblica, delle sue istituzioni, delle assemblee elettive, contro il governo, contro la Corte Costituzionale e l’ordine giudiziario.

Forse Garagnani non lo sa, ma semmai si dovesse applicare questo articolo nell’ordine dovrebbero essere denunciati e condannati  tutti coloro che, per fare un solo esempio, hanno infangato l’ordine giudiziario, hanno definito i giudici dei matti da sottoporre a perizia psichiatrica“, hanno chiamato comunisti i giudici della Corte costituzionale, hanno dileggiato il Parlamento “perché non mi fa lavorare”, o addirittura hanno portato nelle assemblee elettive pregiudicati, condannati, inquisiti per reati gravi, e quale oltraggio più grave si potrebbe mai concepire nei confronti del Parlamento? Forse Garagnani non lo sa ma, sulla base dell’articolo 290, Berlusconi non dovrebbe più uscire di casa, perché a differenza di Bolognesi, lui ha davvero violato questo articolo in modo deliberato, continuato ed esibito.

In ogni caso, se e quando, a qualcuno dovesse mai venire in mente di chiamare in giudizio Paolo Bolognesi, dichiariamo sin d’ora che condividiamo le sue parole, anzi le sottoscriviamo e vorremmo essere denunciati subito dal deputato Fabio Garagnani, anzi già che ci siamo vi invitiamo a sottoscrivere le parole di Bolognesi e ad autodenunciarvi come “complici” della associazione dei familiari vittime della strage del 2 agosto, magari Garagnani ci denuncerà tutte e tutti e così il processo si potrà celebrare direttamente sul campo dello stadio di calcio del Bologna.

Firma: Giuseppe Giulietti

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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Strage di Bologna, Napolitano: “Il ricordo per prevenire rigurgiti di intolleranza”

Bologna - «La città di Bologna ricorda oggi con immutato dolore il criminale attentato della stazione ferroviaria che trentuno anni fa costò la vita a ottantacinque persone e segnò indelebilmente, nel fisico e nell’animo, quella di tante altre e dei famigliari tutti». Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio al Presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, Paolo Bolognesi, ha espresso la sua affettuosa vicinanza e i sentimenti di partecipe solidarietà dell’intero Paese. «Il ricordo di quella strage è scolpito nella coscienza della Nazione e sollecita ogni giorno l’impegno civile della intera collettività nel prevenire qualsiasi rigurgito di intolleranza e di violenza e nel difendere e consolidare i valori fondanti della nostra democrazia. Merita perciò gratitudine e apprezzamento la passione civile con la quale l’associazione da lei presieduta si batte per l’ulteriore accertamento della verità storica e processuale su quel barbaro e folle episodio di terrorismo eversivo, mantenendone immutata la memoria e diffondendo, specie nelle generazioni più giovani, la cultura della convivenza pacifica e della consapevole partecipazione all’esercizio dei diritti politici e civili ».

Guarda il video (Il Fatto Quotidiano)

Il discorso di Paolo Bolognesi

 

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Strage di Bologna: la colpevole assenza del governo

Firenze – La commemorazione di una strage dovrebbe essere il momento che unisce un Paese. Lo è per gli Stati Uniti, lo sarà per la Norvegia, per l’Italia e per Bologna no. Il 2 agosto di 31 anni fa tre terroristi neri appartenenti ai Nar, Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini, furono condannati (Mambro e Fioravanti all’ergastolo, Ciavardini a 30anni), per essere stati gli esecutori materiali della strage alla stazione di Bologna (2 agosto 1980): 85 morti, 207 feriti di cui 70 con invalidità grave. Silvio Berlusconi, da quando è “sceso in campo” (dal 1994 ad oggi è stato  presidente del Consiglio per 9 anni) non si è mai degnato di essere presente e da due anni non manda un ministro alla commemorazione. Gli innumerevoli processi, dopo anni d’indagini, hanno individuato le responsabilità della P2 e di alcuni affiliati: dal Venerabile Gelli (condannato a 10 anni per calunnie aggravate dalla finalità di terrorismo per aver tentato di depistare le indagini), al faccendiere Pazienza, agli ufficiali del Sismi Musumeci e Belmonte. Tutti fratelli della stessa loggia massonica di Silvio Berlusconi (tessera 1816), che a proposito di P2 è stato condannato per falsa testimonianza (reato amnistiato), e di Fabrizio Cicchitto (tessera 2232), capogruppo in parlamento del Pdl. Un governo che ha come capo un piduista può volere la verità sui mandanti e sul perché la P2 ha tentato anche l’impossibile per depistare magistrati e inquirenti? 

Nella piazza della stazione di Bologna, quando suonerà la sirena in ricordo dell’esplosione della bomba, migliaia di cittadini, di destra, di sinistra, donne, uomini, giovani e anziani, in religioso silenzio, rivolgeranno il loro sguardo verso l’orologio che da 31 anni è fermo alle ore 10,25. Da due anni Berlusconi non manda un ministro, non per paura delle contestazioni, perché non vuole dare risposte alle accuse che Paolo Bolognesi, il presidente dell’Associazione famigliari delle vittime del 2 agosto, a cui si uniscono altre associazioni come quella dei famigliari delle vittime di via dei Georgofili: «L’assenza del governo rappresenta una ritorsione, Berlusconi promette e non mantiene». Nel 2008 il Cavaliere giura di rendere esecutiva la legge 206 che determina il risarcimento alle vittime e ai famigliari che hanno subito atti di terrorismo e di stragi, riconoscendo pensioni di invalidità ai feriti gravi, poi la blocca. Sempre nel 2008 assicura di eliminare il segreto di Stato, poi blocca la legge 124 del governo Prodi, votata dal Parlamento nel 2007, che avrebbe ridotto la durata del segreto di Stato da 30 a 15 anni. 

Il saggio ministro per la Semplificazione Calderoli ha proposto al governo di saltare le ferie. Il periodo potrebbe essere dedicato a fare, per una volta, qualcosa di utile per il Paese e non per Arcore, ad esempio: aprire i tanti armadi della vergogna sparsi in tutt’Italia a partire dalle stragi nazifasciste del ’44, passando poi da Portella della Ginestra per arrivare a Milano in via Palestro.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Articolo 21

Strage alla stazione di Bologna…. (Il Fatto Quotidiano)

Governo assente al Due Agosto… (La Repubblica)

Strage Bologna: giudice Priore, c’è molto da fare… (Sassuolo 2000)

2 agosto, noi ci saremo. Il governo no (Il Fatto Quotidiano)

31 anni dopo la strage di Bologna (Teatrovalleoccupato)

Strage di Bologna….

www.stragi.it

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