Strage di Viareggio, i familiari a Montecitorio per chiedere una legge contro la prescrizione.

I familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio hanno manifestato a Montecitorio contro la prescrizione, chiedendo una legge che non cancelli la maggior parte dei reati.

Firenze In piazza per dire no alla prescrizione. I familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio hanno manifestato oggi davanti Montecitorio e al Quirinale per chiedere una legge ad hoc contro la prescrizione che incombe sul processo. Incendio colposo, lesioni gravi e gravissime e contravvenzioni in materia di sicurezza sul lavoro: questi reati, per effetto della prescrizione, spariranno presto dal processo per la strage ferroviaria di Viareggio (29 giugno 2009), che causò 32 morti. Alla manifestazione erano presenti  anche l’Assemblea 29 giugno e  i familiari delle 140 vittime della strage della Moby Prince. Intanto, il prossimo 24 settembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrerà Daniela Rombi e Marco Piagentini, presidente e vice presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio. 

 

Associazione familiari delle vittime strage di Viareggio: “Moretti rinviato a giudizio, qualcuno lo ricorda? Dimissioni”.

Firenze «Sono Daniela Rombi, la presidente dell’associazione dei familiari della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, “Il Mondo Che Vorrei” onlus. In questi giorni tutti i media hanno parlato dell’esilarante esternazione di Moretti per il suo stipendio, ma nessuno e ribadisco nessuno ha ricordato, detto, sottolineato che quella persona è rinviata a giudizio per la strage ferroviaria di Viareggio avvenuta il 29 giugno 2009, per la quale sono morte 32 persone innocenti che erano al sicuro nelle loro case». «Siamo soli – aggiunge Daniela Rombi -, tutti ci hanno isolato, non fatelo anche voi, ricordate questa strage, figlia della insicurezza delle nostre ferrovie gestite dal Cavalier moretti. Siamo sicuri che ci sono altre validissime persone che saprebbero fare meglio di lui. Economicamente non rischia niente delle sue tasche, perchè quello stipendio? Dimissioni subito o il Governo Renzi abbia il coraggio di licenziarlo immediatamente, è persona non gradita e inopportuna a quel posto!».

Fonte: Articolo 21

Strage di Viareggio, accolte tutte le richieste di parte civile

La decisione presa nei confronti dei soggetti le cui posizioni erano state stralciate: Cima costruzioni e il suo amministratore delegato, Giuseppe Pacchioni, Rfi, Trenitalia e Fs Logistica.

Lucca – Nuova udienza preliminare al processo sulla strage di Viareggio. Il Gup Dal Torrione ha accolto tutte le richieste di costituzione di parte civile anche nei confronti degli imputati la cui posizione era stata stralciata. Si tratta di Cima costruzioni e del suo amministratore delegato, Giuseppe Pacchioni; di Rfi, Trenitalia e Fs Logistica, che non avevano ricevuto a tempo debito l’avviso di fine indagine da parte della Procura di Lucca. Dal Torrione, nell’ordinanza emessa a fine udienza, ha voluto sottolineare il peso dei capi di imputazione in materia di sicurezza sul lavoro.

Soddisfazione da parte di Daniela Rombi, che coordina e guida l’associazione che raccoglie i familiari delle vittime della strage: “Non resta che sperare che il tempo che ci separa dal 3 giugno passi velocemente”.

Strage di Viareggio, via al maxiprocesso. Udienza preliminare aggiornata al 2 aprile

La notte fra il 29 e il 30 giugno morirono 32 persone. Tutti assenti i 32 imputati, tra cui l’ad di Ferrovie dello Stato Moretti. I familiari chiedono giustizia.

Lucca – Si è aperta al polo fieristico di Lucca l’udienza preliminare per il procedimento della strage di Viareggio del 29 giugno 2009: le vittime furono 32. Il tribunale si è ‘trasferito’ in una sede più ‘capiente’ per ospitare le numerose parti civili, difensori e consulenti dei 32 imputati. Tra di loro l’amministratore delegato di Ferrovie Mauro Moretti, funzionari e vertici delle altre società del gruppo Fs, della proprietaria del convoglio, la Gatx, delle ditte di revisioni Cima e Jugenthal. Nessuno di loro ha partecipato all’udienza. «Tutti contumaci», ha spiegato un avvocato di parte civile. Le richieste di costituzione di parte civile sono state un centinaio, fra familiari delle vittime ed enti: fra questi ultimi anche la presidenze del Consiglio e la Cgil, nella persona del segretario Susanna Camusso, oltre alla Regione Toscana, alla Provincia di Lucca e al Comune di Viareggio. L’udienza è stata però aggiornata al prossimo 2 aprile. Per un difetto di notifica il gup di Lucca ha deciso di stralciare le posizioni di Trenitalia, Fs Logistica Rfi, della ditta di revisioni Cima, e del suo titolare.

I familiari delle vittime hanno fatto ingresso in mattinata all’area del polo fieristico in corteo. In testa c’era uno striscione con le foto delle vittime e la scritta ”Viareggio 29.6.2009. Niente sarà più come prima”. A parlare è la coordinatrice dei familiari Daniela Rombi: “Vogliamo giustizia – ha detto – e vogliamo che quello che è successo a Viareggio non accada più. Quello che chiediamo è che si spenda in sicurezza”.

Guarda il video (Repubblica TV)

Strage di Viareggio, 32 richieste di rinvio a giudizio. C’è anche l’amministratore delegato Mauro Moretti.

La Procura di Lucca ha richiesto il rinvio a giudizio per 32 persone e 9 società indagate per la strage di Viareggio.

FirenzeLa Procura di Lucca ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per 32 persone e 9 società indagate per la strage di Viareggio, avvenuta il 29 giugno 2009, che provocò 32 vittime. Tra le persone per le quali i magistrati chiedono il rinvio a giudizio c’è anche l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti. Fra le accuse, omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario colposo. Per responsabilità amministrativa la richiesta di rinvio a giudizio riguarda anche società del Gruppo Fs.

In serata, le Ferrovie dello Stato hanno diffuso una nota nella quale, fra le varie cose, si sottolinea che la notifica del rinvio a giudizio non è ancora pervenuta né ai diretti interessati né ai loro avvocati.

Strage di Viareggio: la Procura chiude le indagini. Sono 32 gli indagati, c’è l’amministratore delegato di Ferrovie Mauro Moretti. La città ricorda l’anniversario.

La procura di Lucca ha chiuso le indagini sulla strage di Viareggio che provocò la morte di 32 persone. Sono 32 gli indagati, più nove enti. Fra gli indagati c’è anche Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie.

FirenzeAlla vigilia del terzo anniversario della strage di Viareggio nella quale persero la vita 32 persone, la Procura di Lucca ha chiuso le indagini. Gli indagati sono 32, inizialmente erano 38, più nove enti. Nell’elenco dei destinatari dell’avviso di garanzia c’è l’amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti. I reati contestati sono disastro ferroviario colposo, incendio colposo, omicidio e lesioni colpose plurime. Ad annunciare la chiusura delle indagini è stato ieri sera il Procuratore capo Aldo Cicala.

Il sindaco ha proclamato lutto cittadino, e le bandiere saranno a mezz’asta non solo per le vie della città, ma anche negli stabilimenti balneari. Per conoscere il programma della giornata clicca qui.

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A Viareggio corteo di solidarietà per Riccardo Antonini, licenziato dalle Ferrovie perché consulente dei familiari delle vittime della strage ferroviaria

Mille persone hanno partecipato alla manifestazione indetta da Cgil e Fiom. Chiesto il reintegro dell’operaio

Viareggio – Mille persone hanno partecipato allo sciopero e al corteo organizzato ieri a Viareggio da Cgil e Fiom per protestare contro il licenziamento di Riccardo Antonini, l’operaio delle Ferrovie consulente dei familiari delle vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009 a Viareggio.

«Non mi tapperanno la bocca – ha detto Antonini – Sono al fianco dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, perchè così va definita e faremo il possibile che non venga dimenticata come tante altre per cui non ci sono stati colpevoli. Chiediamo a grande voce verità e giustizia».

Toccanti le parole di Daniela Rombi, presidente dell’associazione «Il Mondo che vorrei» e mamma di Emanuela Menichetti, morta a 21 anni nella strage: “Le assicurazioni non mi hanno comprato, come pure le Ferrovie. Volevano darmi prima 370mila euro e poi sarebbero arrivati a 480mila per il risarcimento di mia figlia, ma ho detto no, chiedendo che con quei soldi cercassero più sicurezza sui treni e per le ferrovie per evitare che ci siano altre tragedie come quelle di Viareggio”.

Strage di Viareggio, le Fs licenziano ferroviere. E’ consulente di parte civile nel processo.

Firenze –  Le Ferrovie dello Stato hanno licenziato Riccardo Antonini, ferroviere e consulente di parte civile della Cgil nel processo per la strage di Viareggio che provocò la morte di 32 persone (29 giugno 2009). Lo ha reso noto lo stesso Antonini ricordando di aver già ricevuto in passato una lettera di richiamo e un provvedimento di sospensione, legate alla sua attività di consulenza. Il licenziamento è senza preavviso per giusta causa. Antonini ha annunciato che presenterà ricorso.

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Strage di Viareggio due anni dopo: nessuno è responsabile.

Il 29 giugno 2009 alle ore 23.48 nella stazione di Viareggio deraglia un treno merci. E’ il treno merci 50325 Trecate-Gricignano. E’ una strage: 32 morti, un quartiere completamente distrutto. A due anni dalla strage, nessun colpevole.

Firenze29 giugno 2009, 23.48. Nella stazione di Viareggio transita un treno merci, che si muove da nord verso sud, da La Spezia in direzione di Pisa, col suo convoglio di quattordici vagoni cisterna carichi di gas.  In quel punto la linea ferrata è costeggiata dai palazzi, in parallelo corre via Ponchielli. Il merci 50325 Trecate-Gricignano deraglia. Il primo carro cisterna trascina fuori dai binari altri quattro dei quattordici vagoni che non sono proprietà delle Fs ma appartengono a una società straniera, la Gatx, sede legale a Vienna. Solo uno si spezza ma  basta a causare l’immane disastro. Le esplosioni e le fiammate investono i palazzi e la strada. Una palazzina, dove vivono 18 persone, si sbriciola. Una più piccola, monofamiliare, prende fuoco. Alla fine, crollate o gravemente danneggiate, le case coinvolte saranno cinque.

Come un proiettile, un grosso pezzo di metallo investe un uomo – che risulterà essere un quarantenne extracomunitario – e lo scaraventa ad una decina di metri uccidendolo. Per lo spostamento d’aria un’altra persona vola contro un cassonetto e avrà le gambe maciullate. Una ragazza, avvolta dalle fiamme, corre in strada, grida, cerca di strapparsi i vestiti. Una tragedia. Una strage. Alla fine i morti saranno 32 , un quartiere completamente distrutto e, a distanza di due anni ancora nessun colpevole. Come per i giovani morti sotto le macerie della Casa dello studente a L’Aquila, o nel traghetto della Moby Prince a Livorno. A Viareggio ci saranno i familiari di questi morti per i quali si chiede giustizia e i rappresentanti dei comitati dei tanti disastri sparsi per l’Italia, con i genitori dei bambini vittime del terremoto di San Giuliano di Puglia, i familiari della strage di Linate , delle mamme e delle mogli  di chi è morto nel rogo della Thyssen, a Torino, o a Piombino nell’altoforno della Lucchini.

«Firmeremo, tutti insieme una dichiarazione d’intenti» racconta Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei” . Una sorta di patto tra i comitati che si sosterranno a vicenda in tutte le occasioni in cui ce ne sarà bisogno. Come è accaduto nella battaglia dei comitati per ottenere l’approvazione della “legge Viareggio” , non ancora applicata per intero, che ha consentito a famiglie in difficoltà di avere un riconoscimento economico per continuare a vivere con dignità e non sottostare ai ricatti delle assicurazioni. E ancora: nella mobilitazione comune contro l’approvazione del “processo breve” e la “prescrizione breve” che prospetta uno scenario inquietante per quanto riguarda la strage di Viareggio e di altre situazioni altrettanto drammatiche e dolorose. I familiari delle vittime e sopravvissuti alla strage pretendono che sia fatta giustizia attraverso un giusto processo. Ma anche il rispetto del loro dolore. 

La decisione di organizzare il 29 giugno da parte del Politecnico di Milano un convegno con gli ingegneri della  Lucchini è il segno di una caduta di stile e di sensibilità. I familiari rilevano che proprio nelle sede di Livorno della Lucchini è in corso l’incidente probatorio per stabilire le cause del disastro e che alcuni degli organizzatori e dei relatori del convegno sono consulenti dei massimi dirigenti delle Ferrovie dello Stato, fra cui l’amministratore delegato Mauro Moretti, sotto inchiesta per la strage.  E perciò ne chiedono l’immediata sospensione e il rinvio a dopo la chiusura di tutte le indagini in corso nell’ambito dell’incidente probatorio.  Il 1° luglio è prevista la consegna dei risultati delle analisi effettuate da parte dei tecnici con l’auspicio  che sia finalmente fatta chiarezza sulle cause che provocarono il deragliamento e l’esplosione. Anche in questo secondo anniversario dalla strage i familiari delle 32 vittime e i sopravvissuti scenderanno in strada: ripercorreranno via Ponchielli dove il rintocco di una campana ricorderà l’ora del disastro, si fermeranno alla Croce Verde per la deposizione di fiori e alla Casina dei ricordi. Senza dimenticare che quell’inferno di fuoco è ancora senza colpevoli e con un messaggio chiaro: «i responsabili morali e materiali di questa strage sappiano che non siamo disposti a mollare e che avranno sempre presenti i nostri occhi ed il nostro dolore».

Firma: Roberto Secci

Fonte: Articolo 21

Strage di Viareggio, per non dimenticare (Articolo 21)

Due anni fa la strage (La Repubblica)

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Guarda il video (29 giugno 2011)

Strage di Viareggio: ci sono i nomi. La soddisfazione dei comitati.

Trentotto indagati, fra questi l’amministratore delegato Mauro Moretti per la strage di Viareggio che costò la vita a 32 persone.

FirenzeManager e dipendenti del gruppo Ferrovie dello Stato, Rfi (Rete ferroviaria italiana), Trenitalia, Fs Logistica, Cargo, Cima Riparazioni, la tedesca GATX Rail Germania e l’austriaca GATX Rail Austria, da questo elenco i nomi e i cognomi dei 38 indagati per la strage di Viareggio che, il 29 giugno 2009 costò la vita a 32 persone. Un anno e  mezzo di indagini preliminari per avere un elenco di possibili responsabili a vario titolo e con vari capi di imputazione, dal reato di incendio, a disastro ferroviario, delitti colposi di danno, omicidio colposo, lesioni colpose, fino alla violazione del decreto legislativo del 9 aprile 2008 numero 81, ovvero quello in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Fra i nomi di spicco quello dell’amministratore delegato alle FS Mauro Moretti, riconfermato nell’incarico qualche mese fa, nonostante la ferma opposizione dei comitati dei famigliari delle vittime e insignito di recente del titolo di Cavaliere del lavoro. Soddisfazione viene espressa dall’Assemblea 29 giugno, costituita da comuni cittadini e lavoratori delle ferrovie all’indomani del disastro, per bocca di Riccardo Antonini. Loro quei nomi li facevano da tempo e da tempo avevano indicato alla magistratura quale fosse la strada da seguire e quanto ampie potessero essere le responsabilità. La mobilitazione e la determinazione alla fine hanno pagato: i presidi, gli incontri, le iniziative di fronte al tribunale di Lucca e a quello di Firenze, le audizioni in commissione, hanno sortito l’esito chiesto a gran voce già all’indomani della strage.

Non ha dubbi Antonini: <<Bisogna ringraziare i famigliari che si sono organizzati e hanno perseguito fino i fondo quest’obiettivo, e l’assemblea 29 giugno composta da cittadini, giovani lavoratori e un gruppo di ferrovieri che lotta da anni per la sicurezza e che in questi mesi ha messo a disposizione la propria esperienza, non solo per non dimenticare quanto avvenuto e chiedere verità e giustizia per le vittime di Viareggio, ma anche per proporre misure concrete e mettere in campo una sicurezza effettiva rispetto a quella che oggi non c’è>>.
La sicurezza sul lavoro è un bene collettivo da difendere, era stato questo, quasi da subito il motto portato avanti dall’assemblea, fino a Bruxelles: i fatti di Viareggio lo avevano tragicamente evidenziato e portato di fronte agli occhi di tutti.
Ora spetterà alla magistratura accertare le responsabilità. Anche a carico di Mario Moretti da tempo nel “mirino” dei famigliari e dei comitati di Viareggio, non solo per le responsabilità avute nell’ambito del disastro, in qualità di Ad delle Fs, ma successivamente per le esternazioni poco felici, avute in sede di commissione lavoro, in merito all’accaduto: <<Siamo stati più volte a Roma per chiedere che Moretti non venisse riconfermato nell’incarico viste le responsabilità che aveva avuto nella strage di Viareggio e visto quello che aveva detto a più riprese: in un primo momento che le ferrovie italiane erano le più sicure d’Europa, dopo che si era trattato di uno spiacevole incidente e infine che quando accade un incidente in ferrovia sembra che caschi il mondo>>.
<<A questo proposito – conclude  Antonini – abbiamo anche raccolto 10.000 firme, solo nella città di Viareggio, perchè non fosse riconfermato, ma il ministro dell’Economia e quello dei trasporti non hanno ritenuto di dover tener conto di quella che era il pronunciamento popolare>>.

Fonte: Articolo 21 (a firma di Bruna Iacopino)

Ascolta l’intervista a Riccardo Antonini dell’Assemblea 29 giugno (fonte: Articolo 21)

Strage di Viareggio, 38 indagati… (Il Fatto Quotidiano)

Assemblea 29 giugno

Gli indagati (La Repubblica)