Eternit, le repliche dei legali dei responsabili civili

Torino - L’udienza di lunedì 20 maggio al processo d’appello Eternit è stata dedicata alle repliche dei legali dei responsabili civili Alessio Di Amato (Becon e Anova), Matteo Mangia (Amindus), e Giuseppe Sbisà (Etex) che hanno ribadito la propria lettura della vicenda, con lo scopo di chiamare le società fuori dal quadro di responsabilità che potrebbero essere attribuite ai signori dell’amianto, lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Louis de Cartier, condannati in primo grado a 16 anni di carcere. In particolare, la replica di Sbisà ha cercato di sminuire le effettive responsabilità di De Cartier nel gruppo Eternit. Una replica fin troppo articolata che ha richiesto una specifica ordinanza del tribunale di fronte a quella che si stava trasformando una arringa ex novo, con argomenti mai affrontati che non possono essere introdotti in questa fase del dibattimento.

Il processo è stato aggiornato a lunedì 27 maggio per le repliche dei difensori di Stephan Schmidheiny e di Louis De Cartier.

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Eternit, il pm Guariniello chiede 20 anni di reclusione per i vertici e traccia un parallelo con l’Ilva

Torino -  Venti anni di carcere per i due imputati, lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Jean Louis De Cartier. Questa la richiesta del pm Raffaele Guariniello che ha chiuso la requisitoria dell’accusa al processo d’appello Eternit. Nel suo discorso, pronunciato sulla solida base delle sentenze  di Cassazione, Guariniello ha tracciato un parallelo con il caso dell’Ilva di Taranto e ha sottolineato che la Suprema corte parla di “pervicacia e spregiudicatezza” degli imputati. Il pm ha spiegato come tale accostamento non sia casuale, avventato, ma che sia il necessario divenire di anni di indagini e inchieste, che lo hanno portato a convincersi di come le due vicende, Eternit e Ilva, siano accomunabili negli atteggiamenti colpevolmente omertosi dei vertici di entrambe le aziende:

In primo grado le condanne avevano riguardato solo le fabbriche di Casale Monferrato e Cavagnola, in provincia di Torino. In Appello Guariniello ha esteso la richiesta anche per gli stabilimenti di Bagnoli (Napoli) e Rubiera, in provincia di Reggio Emilia.

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Processo Eternit, la replica finale dell’accusa

Torino - E’ cominciata la fase finale del processo di secondo grado per l’Eternit. Nell’udienza odierna i tre magistrati del pool dell’accusa hanno iniziato la loro replica. Il pm Gianfranco Colace ha voluto ricordare il recente decesso di una 36enne nel Casalese nata appena una settimana dopo che Stephan Schmidheiny in una riunione con i vertici dell’azienda aveva detto che si sarebbe dovuto fare tutto il possibile per dimostrare che l’amianto non è nocivo. Lunedì 13 toccherà a Raffaele Guariniello chiudere la partita per l’accusa. La sentenza è prevista per il 3 giugno.

Da segnalare anche l’iniziativa di Afeva, che insieme ad altre associazioni europee che si occupano di amianto, sarà a Ginevra in occasione della sesta Conferenza della Convenzione di Rotterdam, per consegnare una lettera in cui si chiede di includere l’amianto crisotilo nella lista delle sostanze nocive della Convenzione.

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Eternit, parla l’avvocato Alleva: “Schmidheiny non responsabile né come esecutore né come ispiratore”. Sentenza il 3 giugno

Torino - All’udienza odierna del processo Eternit è intervenuto l’avvocato Alleva, difensore di Stephan Schmidheiny. Secondo il legale il processo non avrebbe dimostrato alcuna responsabilità del suo assistito in merito al disastro né come «esecutore» né come «ispiratore» delle regalìe degli scarti di lavorazione. Inoltre – ha annotato – Eternit conduceva una attività «pericolosa ma  legale». Una arringa infiorettata di paroloni che non ha però convinto Luciano Bortolotto, esponente della Cisl ed attivo nell’AFEVA: «Il tentativo di sostenere che la legislazione era insufficiente, che non vi sarebbe stato adeguato controllo da parte degli organi ispettivi, che l’uso dell’amianto era diffuso da parte di tutte le aziende e loro non capiscono perché si processa solo Eternit… non cambia il quadro. Alleva ha un’eloquenza straordinaria ma si arrampica sugli specchi, viste le prove schiaccianti sulle manovre di depistaggio».

Definito il calendario delle ultime udienze. Tra oggi e venerdì si concludono le arringhe della difesa (dopodomani tocca all’avvocato Cesare Zaccone per De Cartier). Poi si sospende e si riprende a maggio, tutti i lunedì dal 6 al 27, per le repliche, nell’ordine, delle procure, delle parti civili e delle difese. Il 3 giugno è atteso il verdetto.

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Presentato il Piano nazionale amianto. Al processo l’avvocato Di Amato chiede l’assoluzione di Schmidheiny

Torino – Mentre il processo Eternit prosegue con le arringhe dei difensori il ministro della Salute Balduzzi ha presentato a Casale Monferrato il Piano nazionale amianto. Un testo di 40 pagine (scarica il documento in versione integrale) che delinea le linee di intervento sul tema a livello nazionale e territoriale. Il Piano è stato elaborato dai Ministeri della Salute, dell’Ambiente e del Lavoro. Approvato dal Governo il 21 marzo scorso, attualmente è all’esame della Conferenza Stato-Regioni. Scaturisce dalla II Conferenza governativa sulle patologie asbesto-correlate, che si è tenuta a Venezia dal 22 al 24 novembre 2012, a distanza di tredici anni dalla prima.

Centrale il tema delle risorse economiche per le bonifiche e per la ricerca. Il sindaco di Casale Monferrato Giorgio Demezzi ha toccato l’aspetto della necessità di reperire i fondi, dei quali ci sono 2 milioni di euro fermi in Regione e ha chiesto ai parlamentari presenti di farsi carico di percorsi legislativi che portino all’attuazione di quanto previsto dal Piano. Nella parte del piano relativa alla sicurezza sul lavoro e alle misure previdenziali c’è poi un’apertura alla possibilità che siano inseriti tra i beneficiari di indennizzi o risarcimenti anche coloro i quali hanno contratto malattie per esposizione ambientale e non solo lavorativa all’amianto. Al tavolo di confronto coordinato dal ministero del Lavoro che deve valutare come si possano aiutare concretamente le parti lese nel processo Eternit prendera’ parte anche una rappresentanza dell’Avvocatura generale dello Stato.

Da segnalare l’intervento del pm Guariniello, che ha denunciato l’assenza di processi sul tema dell’amianto in Italia e ha chiesto al ministro della Salute di istituire un Osservatorio sui tumori professionali.

Nell’udienza odierna ha parlato il legale di Schmidheiny, l’avvocato Astolfo Di Amato, che ha chiesto l’assoluzione del suo assistito dicendo che «il vertice di una multinazionale con stabilimenti in tutto il mondo non può essere ritenuto responsabile di come vengono gestite le società italiane che hanno propri consiglieri di amministrazione. Ciò tanto più quando, come nel nostro caso, sono state fornite risorse enormi da utilizzare per la tutela della ambiente e dei lavoratori».

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Eternit, la parola passa alla difesa. Sentenza entro metà aprile

Torino - Il processo Eternit di Torino entra nella volata finale. La parola da oggi, e per sei udienze, spetterà alle difese di Stephan Schmidheiny e Jean Louis De Cartier. Siccome non si farà udienza nè venerdi nè lunedì prossimo per via delle festività pasquali, ed è lecito attendersi una controreplica della procura, la sentenza potrebbe arrivare, salvo clamorosi cambi del calendario processuale, entro la metà del mese di aprile.
“Il collegio giudicante – commenta Nicola Pondrano della Cgil – è stato preciso, puntuale e badando al concreto sta portando a termine un processo sicuramente non facile. Mi è piaciuto il modo in cui è stato condotto il dibattimento”.

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Eternit, l’avvocato Nosenzo attacca gli imputati contumaci. Condanna richiesta anche per le vittime francesi

Torino - All’udienza odierna del processo d’appello Eternit è continuata l’arringa dell’avvocato di Casale Monferrato Roberto Nosenzo, che ha usato parole dure nei confronti dei due imputati per la loro contumacia. “La contumacia qui è pesante – ha detto – non è quella di un processino”. L’udienza è proseguita con le richieste dell’avvocato Sylvie Topaloff, del collegio internazionale che assiste le parti civili, che ha chiesto la conferma della condanna di primo grado anche per le vittime francesi.

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Eternit, le richieste di risarcimento dei Comuni: 31 milioni di euro per Casale Monferrato, 4 per Cavagnolo

Torino - Continuano gli interventi degli avvocati delle parti civili al processo d’appello Eternit. Il comune di Casale Monferrato ha richiesto un risarcimento di 31 milioni di euro, sei in più dei 25 disposti nella sentenza di primo grado, peraltro mai versati. A questo proposito il sindaco Giorgio Demezzi ha annunciato che il 28 marzo a Roma si riunirà il Tavolo di confronto tecnico allo scopo di individuare iniziative per il recupero delle provvisionali previste dalla sentenza di primo grado. Non solo i 25 milioni che spettano a Casale Monferrato ma anche i risarcimenti mai versati a molte singole persone, enti e associazioni che si erano costituite parte civile.

Tornando alle richieste delle altre parti civili dell’udienza di oggi, il Comune di Cavagnolo ha invece chiesto ai giudici di confermare il risarcimento di quattro milioni di euro disposto in primo grado.

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Eternit, tocca alle parti civili. La Regione Piemonte: picco dei tumori nei prossimi 15 anni

Torino - Continuano a ritmo serrato le udienze del processo d’appello Eternit. Dopo le conclusioni dell’accusa da oggi parlano le parti civili, che occuperanno anche le udienze della prossima settimana. Tra gli altri ha parlato anche Cosimo Maggiore, legale della Regione Piemonte, che ha chiesto la conferma della pena di 16 anni a testa inflitta ai due imputati, Stephan Schmidheiny e Jean Louis de Cartier, e del risarcimento per l’ente, 20 milioni di euro a testa. L’avvocato ha aggiunto che “a Casale Monferrato il picco di tumori da esposizione all’amianto si verifichera’ nei prossimi 15 anni”. Si riprende lunedì.

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Eternit, il pm Guariniello chiede 20 anni di carcere per i manager

Torino - Il pm Raffaele Guariniello ha chiesto venti anni di carcere per i vertici dell’Eternit SpA, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Louis De Cartier. Una richiesta più dura della condanna a sedici anni di reclusione del primo grado.

Il pm Guariniello ha usato parole durissime: “Tutte le tragedie sono grandi ma una così non l’avevo mai vista“. “I due imputati – ha aggiunto – si sono rappresentati il verificarsi del disastro quale conseguenza certa della loro condotta. Hanno accettato e continuano ad accettare questo immane disastro”.

Guariniello ha riconosciuto che il disastro si è verificato ed è in corso anche a Bagnoli e Rubiera, circostanza non riconosciuta dal tribunale con la sentenza di primo grado. Una notizia accolta con soddisfazione dai parenti delle vittime e sottolineata dai quotidiani locali campani ed emiliani.

La richiesta presenta una novità rispetto alla sentenza di primo grado, che aveva riguardato i comuni di Casale Monferrato e Cavagnolo, mentre aveva giudicato prescritto il reato per gli stabilimenti di Rubiera e Bagnoli.

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