Firenze – Il tribunale di Bologna ha condannato la Fiat per attività antisindacale alla Magneti Marelli di Bologna, riconoscendo alla Fiom il diritto di avere rappresentanti sindacali. La Fiat aveva rifiutato di riconoscere le rappresentanze sindacali della Fiom dopo l’entrata in vigore dell’accordo separato firmato solo da Cisl, Uil e Ugl. Motivo dello scontro l’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori: “Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità produttiva nell’ambito delle associazioni sindacali che siano firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nella unità produttiva”. La Fiat, dopo che la Fiom si era rifiutata di firmare gli accordi sull’estensione a tutto il gruppo del cosidetto “modello Pomigliano”, aveva negato allo stesso sindacato metalmeccanici della Cgil l’agibilità sindacale in tutti i propri stabilimenti. Adesso, vi è una sentenza che ha dato torto alla Fiat che, comunque, ha già annunciato di ricorrere in appello. “Il dato formale della materialità della sottoscrizione di un contratto di qualsiasi livello – vie è scritto nel decreto depositato dal giudice del lavoro – non appare indispensabile essendo, al contrario, molto più probante l’effettiva partecipazione al processo di formazione del contratto anche in senso critico”. E ancora: “Apporre la firma su un contratto dopo aver espresso contrarietà allo stesso per il solo fatto di non perdere gli spazi di diritti sindacali appare atteggiamento sicuramente molto più limitativo della libertà sindacale”. Il rischio, conclude il giudice, è che “l’azienda si scelga i propri interlocutori” (link).
“Condotta antisindacale”, Il giudice condanna la Fiat (fonte: La Repubblica)
A Bologna il giudice riapre per la Fiom… (fonte: Articolo 21)
“Comportamento antisindacale”… (fonte: La Stampa)