Editoria, giornalisti Sky di nuovo in sciopero

FirenzeAncora uno sciopero a Sky Tg24: dalle 6 di mercoledì 8 febbraio per le 24 ore successive verrà sospesa la normale programmazione. Lo ha annunciato la rappresentanza sindacale dei giornalisti facendo uso del mandato a quattro giorni di sciopero affidatogli all’unanimità dall’assemblea dei giornalisti il mese scorso. Già lo scorso 24 gennaio gli spettatori della rete all-news di Sky erano rimasti senza notizie. La decisione di continuare la protesta con un altro giorno di sciopero è la conseguenza della conferma, arrivata nella serata di lunedì, del piano di trasformazione aziendale annunciato il 17 gennaio scorso da Sky Italia.

Editoria, giornalisti di Sky in sciopero per 24 ore

Roma – L’assemblea dei giornalisti di Sky Tg24 ha proclamato uno sciopero di 24 ore, a partire dalle 12 di oggi. A comunicarlo è il comitato di redazione in  una nota. La protesta è la conseguenza del piano di riorganizzazione delle redazioni annunciato da Sky Italia, che prevede quasi 200 esuberi e un drastico ridimensionamento della sede di Roma del telegiornale a favore di quella di Milano.

Questa Rai gioca al ribasso

Firenze – Perché Emilio Fede è stato licenziato da Mediaset? Per la storia del viaggio in Svizzera con tanto di valigia? Per aver fatto combriccola con Lele Mora? Sciocchezze. Fede era e rimane il più fedele servitore del Cavaliere. Il metodo usato è stato un po’ brusco, ma tipico di Pier Silvio che fece la stessa cosa con Mike Bongiorno.

Mediaset è messa male in Borsa, in crisi d’ascolti e di pubblicità, in più Passera le ha tolto il beauty contest. Fra nove giorni il famoso canale 58 (quello avuto in prova da Romani su cui già sono stati fatti cospicui investimenti), il biscione, se lo vuole, lo dovrà pagare. L’informazione-propaganda di Fede non serve più e il suo Tg fa acqua (6 % di share), mentre il TgCom, sempre su Rete 4, è in ascesa, anche se il risultato, per ora raggiunto, non è pari all’investimento. Cosa darebbe al servizio pubblico Corradino Mineo con Rai News se avesse le stesse risorse del Tg Com e di Sky News 24?

Il regalo alla concorrenza è incomprensibile. In Rai tutto ruota attorno all’attivo di bilancio. Poco importa se il risultato arriva non dalle scelte editoriali, dalla strategia degli investimenti umani e industriali, ma dal taglio dei budget. Ricordo un’indimenticabile audizione in Commissione di vigilanza dell’ex dg Masi (giugno 2010), convocato per rendere conto della sua decisione di non rinnovare il rapporto tra Rai e Sky (la Rai rinunciò a 50 milioni di euro all’anno per 7 anni), in cui raccontò che la cifra era già stata recuperata dalla pubblicità venduta sui canali digitali. In precedenza Masi (estate 2009) aveva raccontato un’altra favola: “La centralità del digitale terrestre è l’obiettivo su cui andranno concentrati gli sforzi editoriali e gestionali”. Ad oggi l’unico tra i nuovi canali che supera di poco l’1% di share nella media giornaliera è Rai 4 (direttore Carlo Freccero), ed è anche il solo che attrae un po’ gli investitori.

Morale: nel 2010 la tv di Stato è stata battuta negli introiti sia da Mediaset che da Sky. Recentemente la società Nielsen ha pubblicato i dati pubblicitari di gennaio 2012 rispetto allo stesso mese del 2011, la tv meno 6,3%, i quotidiani meno l’8,9%, solo Internet incrementa: più 10 %. Dove sono finiti i tanto promessi “sforzi editoriali e gestionali”? Minzolini è stato sostituito da alcuni mesi, ma l’ascolto del Tg1 non è cambiato. Anzi il Tg con annesso “Qui radio Londra” è il vero problema di chi vende gli spazi pubblicitari. La redazione è di prima qualità, gli Speciali Tg1 lo dimostrano. Possibile che non ci sia tra questi un giornalista in grado di prendere il posto di Ferrara o di fare il 9% di Vespa in prima serata? Se la sostituzione avvenisse sarebbe utile anche alle tasche della Rai.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Blog di Loris Mazzetti

Servizio Pubblico in onda anche su Cielo. E stasera Michele Santoro sarà ospite da Fazio.

Servizio Pubblico, il programma condotto da Michele Santoro, sarà trasmesso anche da Cielo, il canale in chiaro di Sky.

Roma – Servizio Pubblico, la trasmissione di Michele Santoro trasmessa da una piattaforma che comprende tv locali, siti internet, radio e quant’altro, sbarca su Cielo, canale in chiaro di Sky. E’ lo stesso conduttore ad annunciarlo con una nota. In attesa del debutto su Cielo, stasera Michele Santoro tornerà in Rai dopo il divorzio avvenuto lo scorso anno. Il giornalista sarà ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa.

Santoro da Fazio (Fatto Quotidiano)

Frequenze, Monti può riscattarsi

Roma Il governo Monti rappresenterà più la Bce, l’Ue che l’Italia, ma visto il fallimento della nostra politica e il sostegno del presidente Napolitano, potrebbe essere il male minore. Ci sono due ministeri che stanno molto a cuore al Caimano: la Giustizia e lo Sviluppo economico, cioè la Riforma “epocale” della Giustizia e il sistema televisivo. Monti sa bene che il nostro non è un Paese che si mette a posto con una patrimoniale, una riforma delle pensioni e quant’altro l’Europa ci chiede. Per riportarlo alla normalità bisogna intervenire sulle leggi ad personam, in particolare sul conflitto d’interessi e sulla Gasparri.

Sulle tv vi è un precedente inquietante. Quando Mario Monti era commissario europeo alla concorrenza, nel 2004, prima di autorizzare la fusione delle due società che da noi gestivano la piattaforma satellitare (Stream e Telepiù), che avrebbe permesso a Sky di diventarne il gestore, impose alcuni rimedi: uno di questi obbligava che le frequenze terrestri di Telepiù dovevano essere date a terzi. La procedura per distribuirle ebbe questo iter: Mediobanca assunse l’incarico e affidò il ruolo di consulente a Bruno Bogarelli, un “indipendente” nato professionalmente a Cologno, proprietario della società Interactive (il più grande centro di produzione tv con sede a Milano), il quale individuò nella Quinta Communications la società più adatta all’operazione. Solo allora Monti diede il via libera a Murdoch di far nascere Sky Italia. Il retroscena. Il capo della Quinta Communications è Tarak Ben Ammar, socio in più imprese dal 1983 di B. (nel cda di Mediaset dal  ’97 al 2003; la Fininvest è presente in Quinta Communications con il 22 per cento attraverso la società lussemburghese Trefinance). Bogarelli (nei cui studi viene prodotto Milan Channel), successivamente diventa l’editore di Sportitalia attraverso un accordo tra la sua società ed Europa tv, anche questa di Ben Ammar. Il finanziere tunisino a sua volta ha fondato il multiplex Dfree che trasmette, sul digitale terrestre, i canali Mediaset Premium.

Ipotizziamo che l’allora commissario Monti sia stato raggirato, in quanto non esperto del settore: oggi ha la possibilità di riabilitarsi, si troverà a gestire il beauty contest (voluto dal ministro Romani) che dovrebbe regalare (buttando al vento circa 3 miliardi di euro, che invece farebbero comodo allo Stato) 6 frequenze alle tv nazionali, tra cui Dfree. Se Monti bloccherà l’assegnazione gratuita (vi è un vizio di forma che riguarda la Rai che non avrebbe dovuto concorrere in quanto già titolare di 5 frequenze), indicendone un’altra a pagamento, sarebbe un bel segnale per i cittadini.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Talk show politici, il Tar sospende il divieto per Sky e La7.

Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di sospensiva, presentata da Sky Italia e Telecom Italia Media – la società che controlla le emittenti del gruppo Telecom Italia, tra cui la La7 – in merito al regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella parte che blocca i talk show nel periodo elettorale.

Roma Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di sospensiva, presentata da Sky Italia e Telecom Italia Media – la società che controlla le emittenti del gruppo Telecom Italia, tra cui la La7 – in merito al regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella parte che blocca i talk show nel periodo elettorale. L’ordinanza del Tribunale riguarda il passaggio della delibera dell’Agcom che ha introdotto limitazioni ai talk show così rigide da portare alla loro interruzione in vista delle elezioni regionali. La richiesta di sospensiva di Sky e Telecom Italia Media riguardava l’articolo 6, comma 2, varato dall’Agcom, che disciplina la par condicio in vista delle prossime elezioni.Il Tribunale ha invece respinto la richiesta di Federconsumatori che voleva lo stop al regolamento della Vigilanza perchè ha ritenuto che, trattandosi di organismo parlamentare, <<sussistono profili di inammissibilità del gravame per la parte in cui è impugnato il regolamento>>. Le richieste sono state discusse dalla III sezione ter del Tar del Lazio. In ragione di tale ordinanza, per lunedì 15 marzo è stato convocato in seduta straordinaria il consiglio di amministrazione della Rai (link).