“Sistema Sesto”, in appello confermata l’assoluzione di Filippo Penati

Firenze – La Corte d’Appello di Milano ha assolto Filippo Penati, ex presidente della provincia di Milano, dalle accuse di corruzione e finanziamento illecito ai partiti nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto ‘sistema Sesto’. I giudici hanno confermato la sentenza di primo grado.

 

Tangenti, “sistema Sesto”: assolto Filippo Penati e gli altri dieci imputati.

Milano Filippo Penati e gli altri dieci imputati, tra cui una società (Codelfa), sono stati assolti in primo grado dai giudici di Monza nel processo per il cosiddetto «sistema Sesto». Le accuse erano, a vario titolo, di corruzione e finanziamento illecito dei partiti. I giudici hanno assolto tutti gli imputati  perchè “il fatto non sussiste”. Inoltre,hanno dichiarato il non doversi procedere per prescrizione per le vicende di concussione relative alle presunte tangenti sulle ex aree Falck e Marelli, ovvero il nucleo dell’indagine. L’accusa aveva chiesto la condanna di Penati a quattro anni di  reclusione. 

Tangenti Sesto, primi patteggiamenti a un anno e otto mesi

Il gup di Monza Giovanni Gerosa ha ratificato i patteggiamenti a un anno e otto mesi per corruzione all’ex assessore Pasqualino Di Leva, all’architetto Marco Magni e all’ex responsabile dello sportello per l’edilizia del comune di Sesto San Giovanni, Nicoletta Sostaro. L’accordo, siglato dopo il sì della Procura, è stato raggiunto con pena sospesa e non menzione.

FirenzeArrivano le prime condanne per il «sistema Sesto». Il gup di Monza Giovanni Gerosa ha ratificato i patteggiamenti a un anno e otto mesi  per corruzione all’ex assessore Pasqualino Di Leva, all’architetto Marco Magni e all’ex responsabile dello sportello per l’edilizia del comune di Sesto San Giovanni, Nicoletta Sostaro. L’accordo, siglato dopo il sì della Procura, è stato raggiunto con pena sospesa e non menzione. Escono così di scena tre protagonisti minori dell’indagine che ha portato nel registro degli indagati prima e in attesa di giudizio poi Filippo Penati, ex presidente della Provincia di Milano. Agli imputati sono stati confiscarti 700 mila euro, messi a disposizione dagli imputati: 500mila da parte dell’architetto Magni e 100mila ciascuno da Di Leva e Sostaro.