Rai, vigilanza decide sul pluralismo. Zavoli: “Voto senza steccati ideologici”.

Roma E’ «auspicabile un voto libero da steccati ideologici, convergente su un impegno solidale, specie quando da ogni parte sale l’auspicio che un politicismo astratto non finisca per coinvolgere anche il ruolo di una Commissione espressa dal Parlamento in nome di un interesse generale, da perseguire con modalità non strumentali, ma corrispondenti a un reale e condiviso impegno democratico». Lo afferma, in merito all’Atto di indirizzo sul pluralismo dell’informazione, il presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, Sergio Zavoli, in un documento, reso noto oggi, inviato il 19 luglio ai componenti della Commissione stessa, riunita oggi appunto per affrontare la materia.
Nel testo, Zavoli esorta poi a «percepire tutti, nel corso del nostro lavoro sul pluralismo, il pericolo di un allontanamento dall’obiettivo originario della discussione, ad esempio quando il documento tuttora sottoposto al nostro esame va inoltrandosi in proposte di carattere gestionale che toccano l’articolazione dei palinsesti, coinvolgendovi aspetti organizzativi e operativi. Sarebbe, a mio avviso, al di fuori di un ragionevole statuto il voler gestire, insieme, l’indirizzo e le sue forme applicative».

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Rai, salvi i talk show in campagna elettorale. Approvato il regolamento sulla par condicio.

Firenze – I talk show Rai sono salvi. Nessuna sospensione per i programmi di approfondimento durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative. Il testo del regolamento sulla par condicio approvato oggi in commissione di Vigilanza quasi all’unanimità (si è sfilato solo il radicale Marco Beltrandi) contiene una riformulazione dell’articolo 8, quello sull’informazione politica, che salvaguarda l’autonomia editoriale dei talk. La mediazione fra maggioranza e opposizione è stata “cucita” con attenzione dal presidente della Commissione, nonché relatore, Sergio Zavoli: in sostanza il Pdl ha accettato di ritirare tutti i propri emendamenti, in cambio di un’apertura da parte del relatore. Apertura contenuta nel nuovo articolo 8 che di fatto, ribadendo la necessità del rispetto dei criteri di imparzialità, pluralismo e completezza, preserva comunque i talk show dall’obbligo di dover ospitare tutti i numerosi candidati coinvolti nelle elezioni amministrative. Cosa che lo scorso anno aveva poi fatto decidere alla Rai di chiudere i talk show per l’impossibilità di applicare questa regola.

Pdl e Lega avevano in precedenza tentato di estendere con un emendamento le regole delle tribune politiche ai talk show. In programmi come Annozero, Ballarò e Porta a porta avrebbero così dovuto essere presenti contemporaneamente i candidati di tutte le liste. Cosa che avrebbe reso impossibile a queste trasmissioni di andare in onda, considerato il loro format.

«La storia di questo regolamento è di per sé la risposta a quanti chiedono alle istituzioni di agire in nome di un interesse generale. Mi sono dato, e credo di aver rispettato, la regola della mediazione in nome di ciò che ho giudicato equo», ha detto Zavoli al termine delle dichiarazioni di voto sul regolamento per le elezioni amministrative. «Il risultato del nostro lavoro ha corrisposto a un principio di correttezza giuridica e a un criterio di sensibilità civile, culturale e politica – ha aggiunto – con ciò salvaguardando l’autonomia editoriale, la trasparenza professionale, la pluralità e la responsabilità dell’informazione nel servizio pubblico».

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Premio Enzo Biagi, III edizione

E’ stato reso noto il regolamento per la terza edizione del Premio giornalistico “Enzo Biagi”.

Pianaccio (Lizzano in Belvedere) Pubblichiamo il concorso, suddiviso in diversi punti, del Premio giornalistico “Enzo Biagi”, istituito dalla famiglia del cronista di Pianaccio.

Per onorare l’opera e la memoria di Enzo Biagi e, in particolare, per ricordare la sua straordinaria passione e professionalità nel raccontare e scoprire la “cronaca” nelle vicende e spesso inaspettate articolazioni della società italiana, la famiglia ha istituito il Premio giornalistico “Enzo Biagi”.

Il Premio è destinato a un giovane cronista per articoli pubblicati nel corso del 2010 su un quotidiano italiano di provincia. La partecipazione al Premio è consentita a giornalisti professionisti, pubblicisti, collaboratori che non abbiano compiuto i 35 anni di età al 31 gennaio 2011.

L’entità del Premio, non divisibile, è fissata in 10.000 euro. La Giuria potrà dare speciali menzioni, senza alcun premio in denaro, a cronisti che siano ritenuti particolarmente meritevoli.

La Giuria è presieduta da Sergio Zavoli, ed è composta da: Ferruccio de Bortoli, direttore del “Corriere della Sera”, Giangiacomo Schiavi, vicedirettore del “Corriere della Sera”, Antonio Padellaro, direttore de “Il Fatto Quotidiano”, Paolo Occhipinti, direttore editoriale RCS Periodici, Stefano Jesurum, caporedattore del “Corriere della Sera”, Loris Mazzetti, capostruttura RAI3, Fabio Fazio, giornalista, autore e conduttore televisivo, e dal vincitore della scorsa edizione, Marco Bonet.

La segreteria del Premio è presso la signora Pierangela Bozzi, Libreria Rizzoli, Galleria Vittorio Emanuele, 79 – 20121 Milano. (Telelefono 02/50956894), ed è qui che andranno spedite le fotocopie degli articoli pubblicati.

I contributi sottoposti alla valutazione della Giuria, in numero non superiore a tre per candidato, dovranno essere presentati – con indicazione e prova del giornale locale ove sono stati pubblicati – alla segreteria in duplice copia entro e non oltre il 3 maggio 2011. I contributi dovranno essere corredati da un breve curriculum del candidato contenente generalità e recapiti anche di posta elettronica.

L’assegnazione avverrà il 25 giugno 2011 a Pianaccio (Bologna). Contributi economici e logistici sono stati offerti dalla Banca di Credito Cooperativo di Lizzano in Belvedere, dal Comune di Lizzano in Belvedere e dal Parco Corno alle Scale.

La segreteria si riserva ogni ulteriore comunicazione relativa allo svolgimento del Premio.

 

Fonte: Articolo 21

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Premio “Enzo Biagi”, seconda edizione: l’appuntamento è per sabato (19 giugno) a Pianaccio.

Sabato 19 giugno a Pianaccio si svolgerà la seconda edizione del Premio giornalistico “Enzo Biagi”.

Firenze – Premio “Enzo Biagi”, seconda edizione. Un appuntamento fisso per onorare l’opera, la memoria del cronista, la sua straordinaria passione e professionalità nel raccontare e scoprire i fatti. Il riconoscimento, istituito dalla famiglia, avrà come teatro Pianaccio, paese nativo dello scrittore, incastonato fra i monti dell’Appennino al confine fra l’Emilia Romagna e la Toscana. Un premio dedicato a giovani cronisti per i loro articoli pubblicati nel 2009 su un quotidiano italiano di provincia. Nella frazione di Lizzano Belvedere – in provincia di Bologna -, tutto è ormai pronto per festeggiare il vincitore della seconda edizione e per ospitare giornalisti, professionisti, membri illustri della giuria, collaboratori e tutti coloro che hanno partecipato alla preparazione di questo evento. L’appuntamento è per sabato 19 giugno. L’entità del premio è pari a 10mila euro.  La giuria, presieduta da Sergio Zavoli, è composta da: Ferruccio de Bortoli, direttore del “Corriere della Sera”, Giangiacomo Schiavi, vicedirettore del “Corriere della Sera”, Antonio Padellaro, direttore de “Il Fatto quotidiano, Paolo Occhipinti, direttore editoriale RCS Periodici, Stefano Jesurum, caporedattore di “Sette”, Loris Mazzetti, capostruttura Rai3, Fabio Fazio, giornalista, autore e conduttore televisivo e i vincitori della prima edizione, Francesca Lombardi e Carlos Passerini. 

Per ulteriori informazioni sul programma, su come raggiungere Pianaccio ed altro ancora, potete cliccare http://www.pianaccio.com/premio-enzo-biagi-per-giovani-cronisti-ii-edizione/, link da noi gentilmente ricevuto da Matilde. E, per questo, nel nostro piccolo la ringraziamo pubblicamente.

 

Ingroia: “Minzolini ha stravolto il mio pensiero”.

Il giorno dopo l’editoriale di Augusto Minzolini, direttore del Tg1, arrivano le precisazioni di Antonio Ingroia, allievo di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino ed oggi Procuratore aggiunto di Palermo.

Firenze All’indomani dell’editoriale di Augusto Minzolini che ha chiamato in causa Antonio Ingroia, allievo di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, il quotidiano on-line Articolo 21, in esclusiva, ha raccolto le precisazioni del procuratore aggiunto di Palermo. Ecco la domanda. 

Procuratore Ingroia, contento di essere citato da un’editoriale del Tg1?

<<Certamente no, quando il mio pensiero viene stravolto al punto di attribuirmi un programma politico, mentre le mie dichiarazioni erano semplicemente un richiamo ai principi fondamentali scritti nella carta costituzionale. Non mi sento schierato da nessuna parte se non con i padri costituenti e con i cittadini che pretendono verità e giustizia>>.

A seguire le dichiarazioni congiunte del portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti e del giornalista Federico Orlando.

<<A che ora – affermano Giuseppe Giulietti e Federico Orlando – e in quale edizione del tg1 (e la Rai nel suo complesso) garantirà il diritto di replica al giudice Ingroia e ai suoi colleghi pesantemente oltraggiati da Minzolini? Sino a quando le autorità di garanzia potranno girarsi dall’altra parte? L’editoriale di ieri è solo il preannuncio di una offensiva contro la Costituzione e contro i poteri di controllo. Forse è davvero giunto il momento di promuovere una grande iniziativa che metta insieme senza distinzioni di parte o di partito quanti hanno ancora a cuore la Carta costituzionale>>.

Fonte: Articolo 21.

Il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia è intervenuto a “24 Mattino” su Radio 24.

Il video dell’editoriale di Augusto Minzolini.

Il comitato di redazione del Tg1 ha preso le distanze dall’editoriale di Minzolini. 

Il pensiero di Paolo Garimberti, presidente Rai, e di Sergio Zavoli, presidente della commissione parlamentare di Vigilanza.

 

 

 

Rai, ascoltata la saggezza di Zavoli. Orfeo nominato direttore del Tg2.

Il consiglio di amministrazione della Rai ha nominato all’unanimità Mario Orfeo nuovo direttore del Tg2. Sempre il Cda ha nominato invece Massimo Liofreddi direttore di Rai2. In questo caso tre i voti contrari, due in quota Pd (Nino Rizzo Nervo, Giorgio Van Straten), più quello della leghista Giovanna Bianchi Clerici.

Roma Il richiamo di Sergio Zavoli, avvenuto lo scorso 17 luglio, ha prodotto gli effetti sperati. Dopo l’ennesima fumata nera sulle nomine di viale Mazzini della scorsa settimana, il presidente della commissione vigilanza Rai aveva auspicato che la scelta dei nuovi direttori di rete avvenisse «prima delle vacanze». La sua saggezza è stata ascoltata. Mario Orfeo è il nuovo direttore del Tg2, mentre Massimo Liofreddi è stato nominato direttore di Rai 2 prendendo il posto di Antonio Marano. Il consiglio di amministrazione di viale Mazzini ha approvato le proposte del direttore generale Mauro Masi. La nomina di Orfeo è avvenuta all’unanimità, quella di Liofreddi è maturata invece con tre voti contrari, due in quota Pd (Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten), più quello della leghista Giovanna Bianchi Clerici.

Orfeo, 43 anni, era direttore dal 2002 del quotidiano di Napoli “Il Mattino”. Orfeo era approdato al quotidiano campano, dopo essere stato caporedattore centrale de “La Repubblica”. Nel 2007 aveva vinto il premio Ischia internazionale di giornalismo per l’informazione scritta.  Liofreddi, 54 anni, è stato negli ultimi sette anni capostruttura di RaiUno, dove si è occupato soprattutto di intrattenimento, seguendo programmi come Domenica in, Lo Zecchino d’oro, la Partita del cuore, alcuni eventi estivi e Telethon (link).

Nomine Rai.

Premio Enzo Biagi, un appuntamento fisso per chi ha ancora voglia di tenere la schiena dritta

Milano Gli piaceva definirsi solo un cronista e raccontare, con un certo divertimento, gli anni passati al Resto del Carlino. Spesso ho sentito mio nonno, Enzo Biagi, ricordare le notti in redazione, il rumore delle rotative, il profumo delle bucce d’arancia che bruciavano d’inverno, le chiacchiere con i colleghi e un’atmosfera che oggi non esiste più. Ma qualche volta ci siamo chiesti quale sarebbe stata la sua strada se Arnoldo Mondadori nel 1951 non avesse letto i suoi pezzi di giovane giornalista bolognese sull’alluvione del Polesine.
E’ nata così, ripensando a quei racconti,  l’idea della nostra famiglia di istituire il premio Enzo Biagi per aiutare un giovane che abbia voglia di fare il mestiere del “nonno”, come tutti lo chiamavano anche nelle redazioni, con coraggio e libertà, ad emergere dalla realtà, magari un po’ stretta, del giornalismo di provincia. L’appuntamento non poteva che essere a Pianaccio.  E l’ormai noto borgo dell’appennino tosco emiliano sabato 13 giugno, per la prima edizione, ha indossato il suo vestito più bello e non ha deluso le aspettative. Il cielo era blu come può esserlo solo da quelle parti, come diceva il nonno «il blu dei Della Robbia», il primo sole d’estate ha illuminato i boschi e i pianaccesi hanno dato, come sempre, il meglio.
Da Paolo Maini, grande restauratore, ma soprattutto grande organizzatore, a Paolo Piacenti, funzionario della Banca di Credito Cooperativo Alto Reno, istituto che ha voluto partecipare al premio, che in un attimo ha riunito il coro montanaro, alle donne di Pianaccio, la vera anima dell’organizzazione. Ed è stato grazie a Matilde, Irene, Laura e Marina Gentilini se questa giornata è stata una vera, bellissima festa.

Così, sotto gli occhi commossi delle sorelle Biagi, che tanto hanno voluto questa giornata, sono stati premiati Francesca Lombardi, con il premio Enzo Biagi, e Carlos Passerini, con il premio della Banca di Credito Cooperativo Alto Reno, entrambi ventisettenni, una cronista della Gazzetta di Parma e l’altro del Giornale di Brescia, da una giuria di grandi nomi: Sergio Zavoli, Loris Mazzetti, Stefano Jesurum, Rosaria Capacchione, Ferruccio De Bertoli, Bruno Manfellotto, Paolo Occhipinti e Giangiacomo Schiavi.
Nella piccola piazza incorniciata dalle montagne, in un’atmosfera quasi magica e fuori dal tempo, si sono seduti amici, parenti, paesani e giornalisti, tutti ad ascoltare il discorso del presidente Zavoli che ha parlato di libertà, democrazia e di giornalisti capaci di tenere “la schiena dritta”con l’attenzione e il ritmo di chi sta dettando un pezzo da prima pagina, mancavano solo i punti e le virgole e il fondo sarebbe stato pronto.
E poi, come nella migliore tradizione emiliana, tutti a cantare e ballare, tra una crescentina e un bicchiere di vino, fino a notte fonda. Con la speranza che questa giornata diventi un appuntamento fisso per chi ancora ha voglia di tenere la schiena dritta, di esprimere con coraggio e libertà le proprie idee, e perchè, anno dopo anno,ci siano sempre più giovani come Francesca e Carlos, che hanno lasciato un biglietto sulla tomba del nonno con scritte le sue parole  «ho scritto quello che potevo, non ho mai scritto quello che non volevo» e hanno aggiunto il loro timido e affettuoso “grazie”.

di Lucia Massarotti.

Fonte: Articolo 21.

Premio Enzo Biagi a Francesca Lombardi, giornalista de “La Gazzetta di Parma”

La prima edizione del “Premio Enzo Biagi a un giovane cronista di provincia” è stata vinta da Francesca Lombardi, redattrice de “La Gazzetta di Parma”.

BolognaLa prima edizione del “Premio Enzo Biagi a un giovane cronista di provincia” è stata vinta da Francesca Lombardi. La ventisettenne redattrice de “La Gazzetta di Parma” è stata scelta dalla giuria (presieduta da Sergio Zavoli e composta da Ferruccio de Bortoli, Paolo Occhipinti, Rosaria Capacchione, Bruno Manfellotto, Stefano Jesurum, Loris Mazzetti e Giangiacomo Schiavi) tra una quarantina di partecipanti. Il premio di diecimila euro, voluto dalla famiglia Biagi sarà consegnato a Pianaccio sabato 13 giugno 2009 alle ore 16 durante una festa che coinvolgerà tutto il paese. Nel corso della cerimonia verrà premiato anche dalla Banca di Credito Cooperativo Alto Reno Carlos Passerini, 28 anni, redattore del “Giornale di Brescia”.  Nella stessa giornata verrà anche presentato il restauro della chiesa dei S.S. Giacomo ed Anna , ideato e condotto dal professor Rinaldo Novali.

Fonte: Articolo 21.

Rai, le nuove nomine criticate da Zavoli

Il Cda Rai ha nominato Mauro Mazza nuovo direttore di Rai1 e Augusto Minzolini direttore del Tg1. Assenti al voto i consiglieri di centro-sinistra. Le nomine sono state criticate dal presidente della Commissione Vigilanza Sergio Zavoli.

RomaIl consiglio di amministrazione della Rai ha nominato Mauro Mazza nuovo direttore di Rai1 e Augusto Minzolini, direttore del Tg1. Mazza arriva alla rete ammiraglia di viale Mazzini dopo la sua esperienza a Rai2 prendendo il posto di Fabrizio Del Noce. Minzolini invece arriva dalla carta stampata, per la precisione è stato editorialista della Stampa e andrà a colmare il vuoto, determinatosi dalla partenza di Gianni Riotta al Sole 24 Ore.  Le nomine sono state decise dal consiglio di amministrazione della Rai senza il voto dei consiglieri nominati dal centrosinistra (Nino Rizzo Nervo, Giorgio Van Straten e Rodolfo De Laurentiis) che hanno lasciato la riunione proprio prima del voto. In questo modo i restanti consiglieri (Giovanna Bianchi Clerici, Alessio Gorla, Angelo Maria Petroni, Guglielmo Rositani, Antonio Verro), assieme al presidente Paolo Garimberti hanno accolto le proposte avanzate dal direttore generale Mauro Masi.  Il Cda ha provveduto anche alla nomina di quattro vicedirettori generali: Gianfranco Comanducci, Lorenza Lei, Giancarlo Leone e Antonio Marano. Le nomine sono state accompagnate da non poche critiche, in primis il presidente della Commissione Vigilanza, Sergio Zavoli, che ha sostenuto che le scelte operate non tengono conto «della ricchezza culturale dell’azienda e del Paese» (link). 

Cronaca 1

Zavoli eletto presidente della commissione di Vigilanza Rai.

ROMASergio Zavoli è il nuovo presidente della commissione di Vigilanza Rai. Il senatore del partito democratico  è stato eletto con 34 voti. Quattro sono state le schede bianche. L’ex presidente della Rai è stato eletto alla prima votazione.  L’elezione di Zavoli arriva dopo mesi di duro scontro politico che ha contrapposto maggioranza ed opposizione al precedente presidente Riccardo Villari, poi destituito a causa delle dimissioni della quasi totalità dei membri della precedente commissione parlamentare di Vigilanza.