Fiat, un miliardo di investimenti a Mirafiori ma richiesta di cig fino a settembre 2014. Due giorni dopo avere accettato il rientro dei delegati Fiom nelle fabbriche

Torino - L’inizio di settembre ha portato un importante annuncio in casa Fiat. L’azienda “dara’ inizio immediatamente al piano di investimenti necessario ad assicurare il futuro produttivo ed occupazionale dello stabilimento di Mirafiori. A questo fine sara’ richiesta la proroga dell’attuale Cassa integrazione straordinaria”. Questa la nota congiunta diramata da Fiat e sindacati dopo l’incontro tra i vertici del Lingotto e i sindacati firmatari del contratto collettivo Fiat: Cisl, Uil, Fim, Uilm, Fismic, Ugl, Uglm e Associazione Quadri e Capi. L’investimento sarà di un miliardo e a Mirafiori sarà prodotto il suv Levante a marchio Maserati, che debutterà sul mercato nella prima metà del 2015. L’altra faccia della medaglia è la richiesta di prolungamento fino a settembre 2014 della cig straordinaria per 5.321 dipendenti dell’impianto torinese. La giustificazione è la riorganizzazione aziendale dello stabilimento.

Esclusa, come ormai consuetudine, la Fiom, che ha accolto l’annuncio con freddezza. Nei giorni scorsi la Fiat aveva comunicato al sindacato di Landini che intende accettare la nomina dei suoi rappresentanti sindacali aziendali a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del 23 luglio scorso, nella quale la Consulta aveva dichiarato che consentendo la rappresentanza sindacale ai soli firmatari del contratto applicato in azienda, l’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori contrasta coi «valori del pluralismo e libertà di azione della organizzazione sindacale». I giudici avevano così indicato la violazione di tre articoli della Costituzione. Una decisione accolta positivamente dalla Cgil, con qualche riserva. L’azienda infatti è tornata a porre con forza il tema della rappresentanza sindacale e dell’esigibilità dei contratti come condizione essenziale per mantenere la propria presenza industriale in Italia.

In agosto aveva fatto discutere un articolo uscito sul Wall Street Journal, che definiva lo stabilimento di Mirafiori l’esempio della crisi dell’industria automobilistica europea, suggerendone la chiusura. “Le case europee perdono miliardi mantenendo fabbriche e dipendenti di cui non hanno più bisogno – questa l’analisi del giornale - In Usa per ristrutturare General Motors e Chrysler sono stati chiusi 18 stabilimenti”.

Il commento di Paolo Griseri (Repubblica TV)

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Fiat-Fiom, la Consulta: “L’azienda ha limitato la libertà dei sindacati”

Roma - Un “vulnus” all’articolo 39 della Costituzione, “per il contrasto che, sul piano negoziale, ne deriva ai valori del pluralismo e della libertà di azione della organizzazione sindacale”. Così la Corte Costituzionale spiega perché, il 3 luglio scorso, decise di dichiarare l’illegittimità dell’articolo 19, primo comma, dello Statuto dei lavoratori, questione sollevata dai tribunali di Modena, Vercelli e Torino, nelle cause che vedono contrapposte la Fiat e la Fiom.

La questione di legittimità costituzionale era stata sollevata e rimessa alla Consulta dai giudici dei tribunali di Torino, Modena, Vercelli, a seguito dei ricorsi presentati dai metalmeccanici della Cgil, esclusi dalle Rsa per non aver firmato il contratto specifico della Fiat, che richiama l’articolo 19 della legge 300 del 1970. La Fiom aveva sollevato il contrasto con gli articoli 2, 3 e 39 della Costituzione, ossia sulla lesione del principio solidaristico, la violazione del principio di uguaglianza e del principio di libertà

sindacale.

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Fiat, Marchionne invoca la fusione con Chrysler e nega la chiusura di fabbriche in Italia.

Torino - Sergio Marchionne a tutto campo nella giornata di venerdì. L’amministratore delegato di Fiat ha parlato della prossima fusione con Chrysler, affermando che il tentativo è “portare avanti il progetto nel più breve tempo possibile”; delle prospettive dell’azienda per l’Italia, dicendo che non saranno chiusi stabilimenti ma evitando ancora una volta di parlare nel dettaglio dei nuovi investimenti.

L’ad non ha mancato di commentare la situazione economica in Europa (“Sono rimasto scioccato dalla decisione BCE di non abbassare i tassi. Ho visto le reazioni dell’euro stamattina e trovo il valore attuale dell’euro sproporzionato rispetto alle nostre capacità di competere perché non aiuta l’economia, non aiuta nessuno”) e di far pervenire le richieste di Fiat al governo (“L’unica cosa che ho chiesto è che ci lascino lavorare senza ostacoli, non è molto”).

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Fiat, 20 miliardi per terminare l’acquisizione di Chrysler. Mentre in Serbia un operaio frustrato per la paga bassa danneggia 31 vetture.

Prato – Due notizie dal mondo Fiat. La prima riguarda la finanza e i grandi numeri. Secondo il Wall Street Journal, l’ad Sergio Marchionne spenderà 20 miliardi di dollari per terminare l’acquisizione di Chrysler e quotare a Wall Street la società che nascerà dall’unione con il Lingotto. Una transazione “complicata”, per la quale Fiat ha contattato Goldman Sachs, Bank of America, Deutsche Bank e altri istituti per un potenziale finanziamento.

La seconda notizia ci riporta alla vita reale, ed è sintomatica del peggioramento delle condizioni materiali di lavoro all’interno degli stabilimenti dell’azienda. Nello stabilimento del Lingotto di Kragujevac, in Serbia, un operaio scontento del salario e delle condizioni di lavoro ha danneggiato 31 Fiat 500L. Il danno arrecato alle auto ammonta a circa 50mila euro. La direzione di Fiat Serbia ha avviato un’inchiesta interna, interrogando tutti gli operai attivi in quel turno.

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Fiat Industrial chiede la quotazione a Wall Street e si trasferisce all’estero

Torino - La notizia è dei giorni scorsi. Fiat Industrial e Cnh hanno depositato presso la Sec (la Consob statunitense) dei documenti relativi alla loro fusione e il prospetto preliminare per la quotazione a Wall Street. All’interno del prospetto c’è anche l’ipotesi di trasferimento della sede fiscale in Gran Bretagna. L’obiettivo del trasferimento è favorire gli azionisti con un regime fiscale analogo a quello dei competitor della società. il segretario generale della Fiom Maurizio Landini chiede che “il nuovo governo convochi immediatamente un tavolo per fermare il processo che sta portando le attività e la testa della Fiat fuori dall’Italia”. Il ministro delle Infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi ha risposto che questa ipotesi “deve anche stimolarci a pensare a creare le condizioni perchè le imprese restino in questo Paese”.

Per il Financial Times la mossa è ”l’ultimo colpo all’Italia, dove il nuovo governo di coalizione di Enrico Letta sta cercando di arrestare il deflusso di investimenti”. Questa l’ultima replica di Fiat: “L’affermazione che l’Italia perderebbe più di 500 milioni di tasse è assolutamente  falsa”.

Noi condividiamo l’analisi di Stefano Feltri sul Fatto Quotidiano: se la politica italiana avesse dedicato a questi temi lo stesso tempo che ha passato a parlare di Imu, forse ora non ci sarebbe bisogno di spremere ancora i contribuenti con Iva, Tares, e tutto il resto. E magari il gettito fiscale che serve a tenere in ordine i conti arriverebbe dalle grandi imprese invece che dai lavoratori dipendenti a reddito fisso che non possono evadere.

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Fiat, ipotesi di trasferimento del quartier generale negli Usa.

Torino - Sergio Marchionne sta valutando la possibilità di trasferire il quartier generale di Fiat da Torino negli Stati Uniti una volta completata la fusione con Chrysler. L’indiscrezione, che era nell’aria già da tempo, proviene questa volta da una fonte autorevole: l’agenzia americana Bloomberg, che cita tre fonti ben informate, precisando comunque che una decisione definitiva ancora non è stata presa e altre opzioni sono attualmente al vaglio.

La decisione rifletterebbe l’andamento promettente del mercato americano delle quattro ruote. L’azienda ha smentito con una nota spiegando che il tema non è all’ordine del giorno. ”Non mi pare sia una novità, è da tempo che il dottor Marchionne sta dicendo che il quartier generale andrà via del nostro paese”, ha detto il leader della Fiom, Maurizio Landini.

Intanto il titolo Fiat in Borsa è salito fino al 7 per cento, insieme con tutto il comparto auto.

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Fiat, Marchionne investe 7,4 miliardi di dollari in Brasile

FirenzeFiat e Fiat Industrial investiranno 7,4 miliardi di dollari in Brasile nel periodo 2013-2016. Lo ha annunciato l’amministratore delegato di Fiat Group, Sergio Marchionne, al termine di un incontro con la presidente del Brasile, Dilma Rousseff. L’investimento creerà 7.700 posti di lavoro nel nuovo stabilimento di Goiana più altri 12mila con l’indotto, secondo il presidente di Fiat Chrysler America Latina, Cledorvino Belini, presente all’incontro nel palazzo presidenziale di Planalto, a Brasilia.

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Le grandi manovre di Marchionne su Chrysler.

Torino – L’ipotesi di vedere Fiat al 100% di Chrysler e da lì aprire la strada alla quotazione a Wall Street permettono al titolo del Lingotto di guadagnare sensibilmente in Borsa. A mettere in evidenza la casa guidata da Sergio Marchionne sono ancora le indiscrezioni del Wall Street Journal secondo cui il Lingotto potrebbe portarsi al 100% del capitale di Chrysler per poi procedere a una quotazione a wall street; il tutto in tempi molto brevi. Il nodo della vicenda resta la posizione del sindacato Uaw, che attraverso il fondo Veba detiene ancora il 41,5% (con una serie di opzioni a favore di Fiat) e che potrebbe complicare i piani del manager italo-canadese.

Proprio oggi pomeriggio i legali di Fiat e quelli del sindacato Uaw si troveranno per la prima volta al Tribunale del Delware per esporre al giudice arbitrale le loro ragioni sul contenzioso riguardante il prezzo del 3,32% di Chrysler del fondo Veba che il Lingotto ha l’opzione per comprare. La decisione non arriverà oggi, tuttavia, potrebbe fornire una prima indicazione 

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Fiat di Pomigliano, i pm a Marchionne: “Condotta antisindacale. Sentenze eluse”

Firenze - Mancato riconoscimento dei diritti sindacali. La procura di Nola ha notificato la conclusione delle indagini preliminari agli amministratori delegati Sergio Marchionne e Sebastiano Garofalo in cui si ipotizzano due contravvenzioni commesse dalla Fiat e dalla Fabbrica Italia Pomigliano. Oltre al mancato riconoscimento dei diritti sindacali nei confronti della Fiom viene contestata la discriminazione dei suoi iscritti nel processo di trasferimento dei dipendenti di Fiat Group Automobiles a Fabbrica Italia Pomigliano.

Marchionne e Garofalo, dopo la notifica dell’avviso di chiusura delle indagini di venerdì pomeriggio, hanno a disposizione venti giorni per opporre le loro motivazioni, attraverso un interrogatorio o una memoria. Alla fine sarà la Procura a stabilire se chiedere il rinvio a giudizio per i due top manager.

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Crisi? Non per tutti, Marchionne sale a 7,4 milioni di euro all’anno nonostante il calo delle vendite

Torino - Una notizia uscita nei giorni scorsi che secondo noi merita un approfondimento. Sergio Marchionne ha ricevuto 7,4 milioni di euro nel 2012 per gli incarichi di ad di Fiat e presidente di Fiat Industrial: un aumento del 47,7% rispetto ai 5 milioni guadagnati nel 2011. A fare la differenza sullo stipendio del manager italocanadese (che per il suo incarico al vertice di Chrysler non percepisce nulla) sono stati i premi, che però non sembrano giustificati se si guardano i risultati dell’azienda: le vendite di Fiat infatti continuano a calare e il gruppo ha chiuso il 2012 con un rosso di un miliardo contro profitti per un miliardo nel 2011.

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