Serena Dandini passa a La7. In onda da gennaio

Prime time il sabato sera e due brevi appuntamenti prima del TG di sabato e domenica.

Roma – Serena Dandini ha firmato con La7. Dopo il divorzio con la Rai, a partire da gennaio 2012, condurrà un nuovo programma di prime time il sabato, dalle 21.30 alle 24.00, e due brevi appuntamenti, dalle 19.30 circa, che anticiperanno l’edizione serale del TG di sabato e domenica.

Ad affiancare Serena Dandini ci saranno Dario Vergassola, Elio e le storie tese, Max Paiella, Paola Minaccioni e Federica Cifola, Diego Bianchi (Zoro), Ascanio Celestini, Andrea Rivera, Lillo e Greg. Il regista sarà Igor Skofic. La stessa squadra con cui lavorava per ‘Parla con mè su Rai3.

Rai, il cda boccia il contratto della Dandini

Il consiglio di amministrazione della Rai ha bocciato la proposta di contratto con la Fandango portata dal direttore generale Lorenza Lei per la realizzazione del programma “Parla con me” di Serena Dandini.

Roma Il consiglio di amministrazione della Rai ha bocciato la proposta di contratto con la Fandango portata dal direttore generale Lorenza Lei per la realizzazione del programma “Parla con me” di Serena Dandini. Cinque sono stati i voti contrari – tutti espressione dei componenti della maggioranza -, quattro quelli a favore, espressi dai consiglieri di opposizione Rizzo Nervo, Van Straten e De Laurentiis e dal presidente Garimberti (link).

“Parla con me” resta in Rai. La Dandini non lascerà il servizio pubblico.

“Parla con me”, il programma di Serena Dandini, andrà regolarmente in onda su Rai Tre.

Roma“Parla con me”, il programma di Serena Dandini, andrà regolarmente in onda su Rai Tre. La Fandango, società esterna di produzione cui la conduttrice è legata da un contratto in esclusiva, ha accettato la proposta di “taglio” del compenso formulata dai vertici di Viale Mazzini. La diminuzione del compenso è di circa il 5, 6% , il doppio di quello che l’azienda risparmierebbe se la produzione fosse tutta interna. In pratica, la Fandango per mantenere parte della produzione del programma ha deciso di limitare i costi in misura maggiore di quanto l’azienda di viale Mazzini otterrebbe da sè. La data di inizio del programma sarà comunque posticipata, in origine la ripresa della trasmissione era prevista per il 27 settembre. 

Link

Sempre più a rischio il futuro in Rai di Serena Dandini

Il Dg della Rai Lorenza Lei ribadisce la scelta di produrre il programma internamente. La trasmissione in ogni caso non partirà il 27 settembre come previsto

Roma – E’ muro contro muro tra la Rai e Serena Dandini per il futuro di ‘Parla con me’. Il dg Lorenza Lei ribadisce con forza in consiglio di amministrazione – il primo dopo la pausa estiva – la scelta di produrre internamente il programma, mettendo la conduttrice di fronte all’aut aut di lasciare Fandango e continuare l’avventura su Rai3 oppure rimanere con la sua squadra e seguire eventualmente altre strade (La7 e’ alla finestra).

Il dg incassa il sostegno della maggioranza dei consiglieri, mentre il presidente Paolo Garimberti si dice pronto a votare a favore di un eventuale contratto per la realizzazione del programma. Protestano vivacemente i consiglieri di opposizione anche perche’ la trasmissione, a questo punto, non partira’ in ogni caso il 27 settembre come previsto.

Questa la replica della popolare conduttrice: «Non è un problema di soldi, non c’è mai stato. La Rai sta decidendo da mesi se avvalersi della nostra collaborazione».

Il palinsesto Bisignani-Rai

Firenze – “Parla con me” è in palinsesto ma Serena Dandini non ha il contratto. “Report” è in palinsesto ma per Milena Gabanelli è vietata la protezione legale. Di “Vieni via con me”, invece, nessuna traccia. Abbiamo appreso dalle indagini sulla P4 dei pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio, dell’esistenza in Rai di un direttore generale ombra che considerava Mauro Masi inadeguato, al punto che lui, Luigi Bisignani (tessera n. 1689 della P2, definito un facilitatore d’affari: appalti per centinaia di milioni, acquisizioni immobiliari, controllo sulle nomine e sui contratti Rai, con una rete di relazioni che servivano a condizionare la vita pubblica italiana), gli dettava la lettera di licenziamento di Santoro, veniva consultato tutte le volte che il dg, quello ufficiale, aveva bisogno di “conoscere il polso della politica”.

Bisignani sta a Letta come Letta sta a B. Da queste indagini si capisce il perché della fine del rapporto tra Rai e Sky. La Rai (con il 41% di ascolto attira solo il 24% della pubblicità), pur battendo Mediaset in numero di telespettatori, è al terzo posto per i ricavi, al primo, ovviamente, Mediaset (ascolto medio 38%, risorse pubblicitarie 56%), al secondo posto Sky. Cosa può fare Rai Tre da sola contro poteri che riescono a condizionare non solo l’azienda ma gli imprenditori e i politici, contro alcuni consiglieri come Antonio Verro (ex dipendente di EdilNord e Pubblitalia, ex parlamentare di Forza Italia), che l’ha definita: “Un’enclave separata dal resto dell’azienda”?

L’importante per B. è che “Vieni via con me” non vada in onda in Rai. Per la prima volta nella storia della tv si sta derogando un contratto di esclusiva: Fabio Fazio tornerà su Rai3 con “Che tempo che fa”, e sarà autorizzato a fare il programma con Saviano su un’altra tv. Che contratto di esclusiva è mai questo? Interessante sapere cosa ne pensa la Corte dei Conti al riguardo visto che la Rai rinuncia ai propri diritti, regalando, di fatto, la trasmissione alla concorrenza. Tutto ciò è immorale: si lascia una scenografia (costata 350 mila euro), a marcire in un magazzino invece di ammortizzarla con altre 4 puntate. Immorale perché “Vieni via con me” non è solo degli autori e di chi ha la spada del comando, ma è della Rai cioè di tutti quelli che vi hanno lavorato in nome del Servizio pubblico, anche loro hanno il diritto del rispetto come i telespettatori che, oltre a Fazio e Floris, vogliono rivedere in autunno anche la Dandini e la Gabanelli, perché no anche Michele Santoro con “Annozero”. Se ciò accadrà, si potrà dire che il metodo Masi-Bisignani è finito.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Alla conquista di Raitre. Adesso è la volta di Serena Dandini?

Possibili e inquietanti scenari futuri in Rai, non così poi tanto lontani. Riflessioni sviluppate da Loris Mazzetti, capostruttura di Rai3.

Roma – Nell’attesa di sapere se qualcuno del cda della Rai risponderà a Santoro, come credo si attenda il pubblico che segue Annozero: «Il conduttore è un’importante risorsa della Rai e deve continuare a fare il suo lavoro anche nel prossimo palinsesto autunnale», apprendiamo positivamente che il presidente Garimberti, dopo la lettera di dimissioni dalla conduzione del Tg1 di Maria Luisa Busi, si è schierato pubblicamente contro la direzione di Minzolini, dichiarando: «Quel telegiornale è reticente». Per prima cosa alla Busi e a tutti quei colleghi del Tg1 che si battono perché il telegiornale torni ad essere un bene che comunica alla collettività e non uno strumento in mano ad un uomo solo al comando, va tutta la nostra solidarietà; secondo, i problemi sollevati nella lettera della conduttrice inviata al direttore Minzolini e le conseguenti parole di Garimberti, non dovrebbero rimanere una semplice disquisizione intellettuale tra chi è d’accordo e non.

Qualsiasi editore di fronte alla perdita costante di telespettatori, a un giornale qualitativamente molto, molto modesto, minimo prenderebbe provvedimenti, e non si limiterebbe ad avallare la sostituzione della Busi con una anonima “patatona” che porterebbe ad un’ulteriore perdita di ascolti e di qualità. Di fronte all’immobilismo dei vertici alcune domande sono legittime: «Perché l’editore nei confronti di Minzolini non è ancora intervenuto»? «Perché la riflessione sugli ascolti e sulla qualità vale nei confronti del direttore di Rai2 Liofredi e non per quello del Tg1»?  C’è altra carne al fuoco che farà diventare i prossimi giorni di organizzazione dei palinsesti frenetici, visto che il 15 di giugno, giorno dell’ufficializzazione è alle porte.

Nei corridoi di viale Mazzini corrono molte voci preoccupanti. Pippo Baudo, non confermato a Rai1, potrebbe approdare a Rai3 con tredici puntate in prima serata dedicate ai 150 anni della storia dell’Unità d’Italia. Nulla nei confronti del Pippo nazionale e della sua professionalità (Novecento a Rai3 fu un successo), discuto il luogo dell’eventuale decisione perché troppo distante dal primo piano di viale Mazzini, cioè da Rai3. Se ciò accadrà significa che è in atto un processo di lenta occupazione nei confronti della rete diretta da Antonio Di Bella, già iniziato con lo spostamento da Rai2 di Palco e Retropalco.

Altro rumor riguarda il programma di Serena Dandini che il direttore Antonio Di Bella ha confermato nella striscia di seconda serata, dal martedì al venerdì, con alcune incursioni in prima, dall’autunno alla fine di marzo. E’ risaputo che nella lista di proscrizione fatta direttamente da sua Emittenza, dopo Santoro, vi è il nome della conduttrice di “Parla con me”  e dopo il suo quello di Enrico Bertolino (non è chiaro se Berlusconi ce l’ha con lui perché conduce Glob, l’osceno del villaggio, o perché è  un interista sfegatato). Le voci che circolano contraddicono le decisioni di Rai3. “Parla con me”, che ha avuto una stagione piena di soddisfazioni e che per ragioni industriali (ottimo esempio di rapporto costo-qualità), e che nessun vero editore metterebbe in discussione, c’è chi lo vorrebbe ridimensionare a una o al massimo due seconde serate per far posto ad un’altra invasione (Giovanni Minoli?).

Ci auguriamo che siano solo voci, anzi male lingue, ma se andiamo a scorrere la lista di proscrizione, più volte riportata dai due house organ aziendali del Cavaliere, i nomi e i programmi di Rai3 sono tanti. Dopo Santoro e la Dandini sarà la volta di chi? Milena Gabanelli, Lucia Annunziata, Fabio Fazio…. 

Loris Mazzetti.

Fonte: Articolo 21.