Ruby Ter, il Senato non autorizza le intercettazioni fra Berlusconi e le “Olgettine”

Roma – Il Senato a voto segreto non ha dato l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni fra Silvio Berlusconi e le cosiddette “Olgettine” per il processo Ruby Ter. I favorevoli sono stati 120, i contrari 130 e 8 gli astenuti. Palazzo Madama ha così stravolto la decisione della giunta per le immunità parlamentari che il 26 aprile scorso si era espressa per il via libera all’utilizzo delle undici conversazioni tra l’ex Cavaliere e Iris Berardi e Barbara Guerra come prova a suo carico.

Riforma Costituzionale, il documento della Ragioneria smentirebbe la Boschi.

Roma – I circa 500 milioni di risparmi che la riforma costituzionale produrrebbero nell’immediato, secondo la ministra Maria Elena Boschi – si scontrerebbero con le stime della Ragioneria dello Stato, elaborate e trasmesse lo scorso 28 ottobre 2014 su richiesta dello stesso ministero delle Riforme. Nel documento, visionato dai colleghi del  ilfattoquotidiano.it, i risparmi certi per la finanza pubblica derivanti dal ddl Boschi, ammonterebbero solo a 57,7 milioni di euro, mentre le spese di Palazzo Madama diminuiranno, sì, ma solo del 9%.

Anpi, presidente Smuraglia: “Ghigliottina” inammissibile per leggi di modifica costituzionale

Firenze Non posso assolutamente tacere di fronte al fatto che al Senato si sia deciso di imporre la cosiddetta “ghigliottina” sulla discussione in atto sulla riforma del Senato, fissando il voto conclusivo, quale che sia lo stato dei lavori a quel momento, all’8 agosto. È un fatto che considero molto grave (non ho tempo né modo di concordare queste dichiarazioni con la Segreteria e quindi me ne assumo la personale responsabilità), che dimostra ancora una volta che non si è compreso che la Costituzione e le norme che tendono a modificarla non sono leggi come le altre, ma fanno parte di quel complesso normativo che è la base di tutto il sistema e della stessa convivenza civile.

Se la Costituzione impone maggioranze molto qualificate per l’approvazione delle modifiche, se vuole due letture consecutive da parte di ogni Camera, se prevede che tra la prima e la seconda lettura ci deve essere uno spazio “di riflessione” di tre mesi, questo significa che si vuole una discussione approfondita, su tutti i temi, che ciascuno possa riflettere, decidere, votare (anche secondo coscienza), che vi sia dibattito, confronto e meditazione. Non è concepibile imporre, in questo contesto, una “tagliola”, fissare dei tempi stretti e inderogabili per l’approvazione. Altrimenti, sarebbe vanificato proprio lo sforzo del legislatore costituente di fissare quella serie di regole che ho indicato prima.

La “ghigliottina” è strumento delicato ed eccezionale per qualsiasi legge; ma, a mio parere, è addirittura improponibile ed inammissibile per leggi di modifica costituzionale.
Si obietta che ci sono moltissimi emendamenti e c’è chi fa l’ostruzionismo. La risposta è facile: nella prassi parlamentare sono notissimi anche gli strumenti più volte adottati, nel tempo, per contrastarlo; ma sono strumenti tipicamente collegati ad una prassi “ordinaria”, totalmente diversi dalla ghigliottina, che è – e resta – strumento eccezionalissimo e in ogni caso mai applicabile alle modifiche costituzionali. Perché, dunque, ricorrere proprio allo strumento peggiore e inammissibile (nel caso specifico), in una materia così delicata?

Davvero, gli spazi della democrazia, in questo modo, si riducono ancora una volta, tanto più che stiamo parlando di un provvedimento di riforma costituzionale che, inusualmente per questa materia, proviene dal governo e di una data che per primo ha fissato il Presidente del Consiglio, dunque di un passivo adeguamento almeno di alcuni gruppi parlamentari alla volontà dell’esecutivo.
Tutto questo non va bene, non è assolutamente accettabile e delinea prospettive, per il futuro, quanto mai preoccupanti.

Firma: Carlo Smuraglia

Compravendita senatori, Palazzo Madama ammesso come parte civile

Il Tribunale di Napoli ha ammesso il Senato come parte civile nel processo sulla presunta compravendita di senatori in cui sono imputati Silvio Berlusconi e Valter Lavitola.

Firenze Il Tribunale di Napoli ha ammesso il Senato come parte civile al processo sulla presunta compravendita dei senatori in cui sono imputati Silvio Berlusconi e Valter Lavitola. Sono state escluse Italia dei Valori, Codacons e gruppi di cittadini marchigiani, mentre il Tribunale ha ammesso con riserva la costituzione di Forza Italia come responsabile civile. Lo 5 febbraio a Palazzo Madama si era consumato un lungo braccio di ferro. Il presidente del Senato Piero Grasso, dopo aver ascoltato i diversi orientamenti espressi dai componenti del Consiglio di presidenza, aveva dato incarico all’Avvocatura dello Stato di rappresentare l’Aula nel processo contro il leader di Forza Italia. 

Berlusconi non è più un senatore della Repubblica italiana

Berlusconi non è più senatore della Repubblica italiana.

RomaSilvio Berlusconi non è più senatore della Repubblica italiana. L’annuncio è arrivato alle 17.42 da parte del presidente del Senato Pietro Grasso, nel silenzio generale dell’Aula. Non approvando i nove ordini del giorno presentati contro le conclusioni della giunta per le elezioni del Senato – che aveva contestato l’elezione del leader del centrodestra sulla base della legge Severino a seguito della condanna per frode fiscale divenuta definitiva a inizio agosto -, l’assemblea di Palazzo Madama ha decretato l’ineleggibilità del Cavaliere Un epilogo che giunge alla fine di un lungo cammino durato quasi quattro mesi, che ha tenuto bloccato un intero Paese intorno al destino di un solo uomo.

Decadenza Berlusconi… (fonte: Il Fatto)

Decadenza, Berlusconi: “Democrazia in lutto… ” (fonte: Il Fatto)

Video, il direttore Padellaro (fonte: Il Fatto) 

Berlusconi decaduto, breaking news nel mondo… (fonte: Il Fatto Quotidiano)

I siti esteri (fonte: La Repubblica)

Il Senato vota sì alla decadenza…  (fonte: La Repubblica)

Il ventennio di Berlusconi in Parlamento (fonte: La Stampa)

Pier Silvio Berlusconi: “Amareggiato come figlio… ” (fonte: Corriere della Sera)

Il Senato ha votato la decadenza di Berlusconi (fonte: Il Corriere della Sera)

 

Decadenza Berlusconi, la giunta del Senato vota sì. Solo il Pdl contrario

Roma La giunta per le elezioni di palazzo Madama ha approvato la relazione illustrata dal presidente Dario Stefano sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Si sono espressi a favore Pd, M5S e Scelta Civica, insieme ad Enrico Buemi del Psi, mentre il Pdl ha votato contro.

Lusi, il Senato vota a favore dell’arresto. L’ex tesoriere della Margherita in serata si è presentato al carcere di Rebibbia.

Il Senato ha votato a favore dell’autorizzazione dell’arresto di Luigi Lusi, l’ex tesoriere della Margherita accusato di aver distratto oltre 20 milioni di euro dai fondi del movimento derivanti dai rimborsi elettorali e per il quale il tribunale di Roma ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

RomaIl Senato ha votato a favore dell’autorizzazione dell’arresto del senatore Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita accusato di aver distratto oltre 20 milioni di euro dai fondi del movimento derivanti dai rimborsi elettorali e per il quale il tribunale di Roma ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il senatore ha varcato l’ingresso del carcere di Rebibbia poco prima delle 20,30. Domani forse l’interrogatorio di garanzia. Hanno votato a scrutinio palese in 195: 155 i senatori favorevoli, 13 i contrari. Il Pdl al momento del voto è uscito dall’Aula. Mentre l’Italia dei Valori, la Lega Nord, l’Udc, il gruppo Api-Fli e il Pd hanno dichiarato il voto favorevole dei propri gruppi (link).

Caro Grillo, la Tv non è tutta uguale

FirenzeDiceva Charlie Chaplin: «Il successo rende simpatici». Non è il caso di Beppe Grillo. Da quando i sondaggi lo danno al 7,5% è mediaticamente vivisezionato: accusato di essere il padre padrone del Movimento 5 Stelle e di averlo trasformato in un’azienda che fa affari. Che male c’è se questo gli permette di far sopravvivere il movimento senza i soldi della collettività?

Tutti i partiti hanno un padre padrone, a cominciare dai Radicali di Pannella fino a B. (che ha trasformato l’azienda in un partito mettendo i dipendenti a fare i politici), in altri, alcuni del centrosinistra, il capo è sotterraneo e manovra il segretario civetta, spesso a sua insaputa. Non vi è un partito in cui la base conti qualche cosa. La dimostrazione è ciò che sta accadendo oggi nella Lega, il cui popolo, ogni giorno che passa, viene sempre più umiliato da ciò che la magistratura scopre e da insopportabili discorsi di ex e futuri segretari privi di contenuti, valori, di morale, con un unico obiettivo: salvare le chiappe e avere il comando. Bossi avrà concordato con qualcuno la candidatura del Trota o ha fatto tutto da solo?

Il tesoriere Belsito si è autonominato vicepresidente della Fincantieri? Dov’erano quelli che oggi vanno in giro con la ramazza? Chi non ha controllato ha le stesse responsabilità di chi ha rubato. Di Grillo, un po’ Don Chisciotte, un po’ Masaniello, condivido la lotta all’illegalità e ammiro la caparbia volontà di fare pulizia in Parlamento. Sono quasi cinque anni che ha depositato, inutilmente, 350 mila firme dei cittadini al Senato con tre proposte di legge: nessuno può essere candidato se condannato anche solo nei primi due gradi di giudizio; nessuno può essere eletto per più di due mandati; basta con i candidati nominati dai capi partito. Perché il centrosinistra non gli ha dato una mano?

L’ultima di Grillo è quella di contestare i talk-show invitando i suoi a non parteciparvi perché sono “spazi poco igienici”. Il Movimento 5 Stelle può fare a meno di andare in tv, comunica straordinariamente attraverso Internet, ma quel cittadino che non naviga, perché anziano, ha il diritto di essere informato come il giovane che ha deciso di non guardare più la tv. È vero, il talk è uno spazio per i soliti noti. La società civile, che in questi ultimi 10 anni è stata la vera opposizione al berlusconismo, non ha spazio. Travaglio è invitato solo perché fa ascolto non per quello che scrive.

È lontano il tempo in cui Biagi diceva: «La tv è per chi ha qualche cosa da dire». Grillo non dovrebbe fare di ogni erba un fascio: Sevizio Pubblico di Santoro non è uguale a Porta a Porta di Vespa.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Ricci, presidente Anpi: “La legge sulle intercettazioni colpisce la libertà di stampa e viola la Costituzione”.

La presa di posizione dell’Anpi al Ddl sulle intercettazioni, approvato ieri in Senato.

Firenze Il Ddl sulle intercettazioni, approvato ieri in Senato, è un provvedimento assolutamente inaccettabile, perché in profondo contrasto con la Costituzione della Repubblica. L’Anpi denuncia con forza l’atteggiamento del governo che mentre da una parte proclama la volontà di perseguire la corruzione attribuendosi oltretutto meriti – che sono invece tutti della magistratura e delle forze dell’ordine – nella lotta alla criminalità organizzata, dall’altra priva gli operatori della giustizia di indispensabili mezzi di indagine, ponendo, allo stesso tempo, inedite e assurde limitazioni al diritto-dovere della stampa di fare libera informazione e del cittadino di riceverla come espressamente sancito dallarticolo 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

L’Anpi rivolge inoltre un appello per una mobilitazione unitaria e civile a tutte le coscienze democratiche, ai partiti, alle forze sindacali, agli studenti, all’associazionismo. Li invita quindi a partecipare alla sua Seconda Festa Nazionale “Italiani, di Costituzione” ad Ancona, occasione importante e preziosa per lanciare un no forte, responsabile, massiccio a chi intende cancellare la democrazia dal Paese.

Fonte: Raimondo Ricci (Presidente nazionale Anpi).