Scuola Diaz, Canterini e Fournier condannati a pagare 100mila euro al giornalista pestato

FirenzeSedici poliziotti dovranno pagare 110mila euro a Mark Covell, il giornalista pestato a sangue di fronte alla scuola Diaz, durante il G8 di Genova, negli istanti che precedettero l’irruzione nell’edificio. Il risarcimento è stato fissato dalla Corte dei Conti della Liguria, che ha accolto la domanda della Procura contabile. Il grosso della somma è a carico di Vincenzo Canterini (60mila euro) e Michelangelo Fournier (40mila euro). Il primo, la notte del 21 luglio 2001, era il comandante del Reparto mobile di Roma, da cui dipendeva il VII Nucleo sperimentale, guidato dal secondo.

Scuola Diaz, Caldarozzi ai domiciliari

Firenze Gilberto Caldarozzi, già capo del Servizio centrale operativo all’epoca della cattura di Bernardo Provenzano, sul blitz alla scuola Diaz durante il G8 di Genova si «è prestato a comportamenti illegali di copertura poliziesca propri dei peggiori regimi antidemocratici». Lo scrivono i giudici di Cassazione nelle motivazioni della sentenza che conferma il no all’affidamento ai servizi sociali di Caldarozzi, condannato in via definitiva a tre anni e otto mesi di reclusione per quella vicenda. Il dirigente, attualmente sospeso dal servizio a causa dell’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni inflitti dai giudici come pena accessoria, dovrà quindi scontare la sua pena agli arresti domiciliari, come stabilito dal Tribunale di sorveglianza di Genova nell’aprile scorso. Una pena di soli otto mesi, dato che tre anni sono coperti dall’indulto. 

Processo Diaz, falsa testimonianza: confermata in appello la condanna all’ex questore Colucci

Confermata in appello la condanna all’ex questore Francesco Colucci.

FirenzeConfermati due anni e otto mesi per Francesco Colucci, ex questore di Genova. Accusato di avere reso falsa testimonianza al processo sull’irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 del luglio 2001, Colucci si è visto infliggere dalla Corte d’appello la stessa pena decisa dalla sentenza di primo grado. Il procuratore generale aveva chiesto tre anni di reclusione. L’appello era stato presentato dai difensori dell’ex questore di Genova, Maurizio Mascia e Gennaro Velle. Secondo l’accusa, Francesco Colucci, il 3 maggio 2007, sentito come teste, ha mentito per coprire l’allora capo della polizia Gianni De Gennaro.

Diaz, detenzione domiciliare per Canterini e Caldarozzi

Per la prima volta nella vicenda dei fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova, due poliziotti, dopo la sentenza definitiva di condanna della Cassazione, dovranno scontare un periodo di detenzione, seppure ai domiciliari.

FirenzePer la prima volta nella vicenda dei fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova, due poliziotti, dopo la sentenza definitiva di condanna della Cassazione, dovranno scontare un periodo di detenzione, seppure ai domiciliari. E’ quanto hanno deciso i giudici del tribunale di Sorveglianza di Genova nei confronti dell’ex capo dello Sco, Gilberto Caldarozzi, e di Vincenzo Canterini, ex capo del settimo Reparto Mobile di Roma. Entrambi avevano chiesto, insieme agli altri quindici funzionari di polizia condannati in Cassazione, la concessione dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Ma il tribunale di Sorveglianza ha respinto la richiesta e ha stabilito che dovranno scontare 8 mesi il primo e e 3 mesi il secondo, residuo pena entrambi per falso.

Processo Diaz, falsa testimonianza: condannato l’ex questore Colucci

Condannato a due anni e otto mesi per falsa testimonianza l’ex questore di Genova Francesco Colucci.

FirenzeL’ex questore di Genova Francesco Colucci è stato condannato per falsa testimonianza a due anni e otto mesi. La richiesta del pm Enrico Zucca era di tre anni. Colucci è stato condannato per aver dichiarato il falso nel processo per l’irruzione nella scuola Diaz durante il G8 del luglio 2011, per coprire gli allora vertici della polizia e in particolare l’ex capo Gianni De Gennaro. Quest’ultimo, assolto in via definitiva lo scorso 22 novembre 2012 dall’accusa di aver indotto il dirigente a mentire durante il processo.

 

Scuola Diaz, chiesti tre anni di carcere per l’ex questore Francesco Colucci.

Tre anni di reclusione. E’ la richiesta del pm Enrico Zucca, a conclusione della sua requisitoria, nei confronti dell’ex questore di Genova Francesco Colucci, accusato di avere reso falsa testimonianza al processo sull’irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 del luglio 2001.

FirenzeTre anni di reclusione. E’ la richiesta del pm Enrico Zucca, a conclusione della sua requisitoria, nei confronti dell’ex questore di Genova Francesco Colucci, sotto processo in primo grado per falsa testimonianza in merito ai fatti sull’irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 del luglio 2001. Lo stesso pm ha chiesto anche che non siano concesse le attenuanti generiche. Colucci è accusato di avere detto il falso nel processo per l’irruzione alla Diaz per coprire gli allora vertici della polizia e in particolare l’ex capo Gianni De Gennaro, assolto in via definitiva dall’accusa di aver indotto il dirigente alla falsa testimonianza «perché il fatto non sussiste». Il processo è rinviato al 20 novembre quando parleranno i difensori di Colucci, gli avvocati Maurizio Mascia e Gaetano Velle.

 

Diaz, ridotta la pena a Canterini.

Vincenzo Canterini, all’epoca del G8 comandante del Reparto mobile di Roma, si vede ricalcolare la pena al ribasso dalla Corte di Cassazione: tre anni e tre mesi, perché il reato di lesioni gravi è prescritto.

RomaVincenzo Canterini, all’epoca del G8 comandante del Reparto mobile di Roma, si vede ricalcolare la pena al ribasso dalla Corte di Cassazione: tre anni e tre mesi, perché il reato di lesioni gravi è prescritto. La Suprema Corte ha corretto un errore della sentenza del 5 luglio: poiché per il reato di lesioni personali gravi “la pena è stata dai giudici territoriali determinata in continuazione con il più grave reato di falso aggravato, in mesi 21 di reclusione – scrivono i giudici – tale aumento deve essere eliminato dalla pena complessiva di anni cinque di reclusione, inflitti al Canterini,  residuando così a suo carico la pena di anni tre e mesi tre di reclusione” (link).

Sentenza Diaz. I mandanti mancano sempre.

FirenzeAntonio De Gennaro (all’epoca del G8 di Genova capo della polizia), ha parlato, non ha chiesto scusa, portando tutta la sua solidarietà umana e affettiva ai funzionari di polizia, «di cui conosco personalmente il valore professionale…», condannati definitivamente dalla Giustizia per essere stati gli esecutori materiali di tutto ciò che è accaduto all’interno della scuola Diaz. Una violenza inaudita che ricorda quella usata nel Ventennio dal regime fascista, inammissibile e intollerabile in una Repubblica democratica. De Gennaro subito dopo i fatti disse che «la Diaz era una semplice operazione di identificazione che si è trasformata in un’azione di ordine pubblico perché gli agenti sono stati attaccati». Questo rappresentante dello Stato, sarebbe quello, come si è definito, che ha sempre operato nel rispetto della Costituzione.
Quel giorno, caro De Gennaro, no.

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Manganelli, le scuse non bastano

FirenzeLe scuse per i misfatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova arrivano troppo tardi e Manganelli (allora vicecapo della Polizia in ferie) è la persona sbagliata, è Antonio De Gennaro, il capo di allora, che avrebbe dovuto in questi 11 anni, scusarsi con tutti quelli che la violenza l’hanno vissuta sulla loro pelle e che probabilmente da quel giorno le loro notti non sono state più come prima. I responsabili, invece, inchiodati anche dai video mentre prendevano a calci i manifestanti, nel frattempo hanno fatto carriera e neanche dopo la sentenza di secondo grado sono stati allontanati da ruoli operativi. La verità è che fino all’ultimo, tutti quelli coinvolti compreso i vertici del Viminale, hanno sperato che la Cassazione rimandasse la sentenza in Appello. «E’ ora di riconoscere le colpe della Polizia», ha dichiarato Manganelli. E’ ora di dire: chi furono i mandanti, chi diede l’ordine, come al solito in Italia i condannati sono sempre gli esecutori.

Sopra ai vari funzionari, oltre al Capo della Polizia, chi è intervenuto? Il ministro dell’Interno Scajola? Il presidente del Consiglio Berlusconi? Il segretario con delega ai servizi segreti Letta o il vice presidente Fini che in quei giorni stazionava nella sala controllo della questura? L’unico che non parla è De Gennaro (in giornata si è deciso, ndr), assolto dalla Cassazione dopo essere stato condannato in Appello per induzione alla falsa testimonianza, ma dalla responsabilità professionale e morale non c’è tribunale al mondo che lo può liberare. Dopo Genova altri fatti hanno coinvolto poliziotti: quattro di loro sono stati condannati definitivamente per aver ammazzato il giovane Federico Aldrovandi, le morti di Stefano Cucchi e Giuseppe Uva, fino al 63enne che pochi giorni fa a Milano è stato pestato a sangue da due poliziotti in borghese, per non parlare della violenza durante le manifestazioni in particolare nei confronti degli studenti scesi in piazza contro la legge Gelmini. Amnesty International dovrebbe intervenire come ha fatto nei confronti della polizia in Grecia.

Non bastano le scuse di Manganelli, i cittadini oltre alla sfiducia cominciano ad avere paura esattamente come accadde durante il Ventennio. Negli anni la vicenda della Uno bianca non è rimasta un fatto isolato e il dubbio che questi per omertà siano stati protetti anche dai responsabili rimane. C’è qualcosa che non funziona nel reclutamento i cui criteri andrebbero riformati? Anche per la Polizia vale il detto: “cane non morde cane”.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Il Fatto  

Diaz, condannati i vertici della polizia. I funzionari saranno sospesi.

Confermate in via definitiva le condanne per falso aggravato inflitte agli alti funzionari di polizia coinvolti nelle violenze alla scuola Diaz di Genova, il 21 luglio 2001. Lo ha deciso la quinta sezione penale della Cassazione confermando l’impianto accusatorio della Corte di Appello (18 maggio 2010).

RomaConfermate in via definitiva le condanne per falso aggravato inflitte agli alti funzionari di polizia coinvolti nelle violenze alla scuola Diaz di Genova, il 21 luglio 2001. Lo ha deciso la quinta sezione penale della Cassazione confermando l’impianto accusatorio della Corte di Appello (18 maggio 2010).  Confermata anche la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici che colpisce alcuni alti dirigenti dell’apparato investigativo: Franco Gratteri, capo della Direzione centrale anticrimine, Giovanni Luperi, capo del dipartimento analisi dell’Aisi, ex Sisde, Gilberto Caldarozzi, capo del Servizio centrale operativo. Nel dettaglio, la Cassazione ha confermato 4 anni a Giovanni Luperi e Francesco Gratteri, 5 anni per Vincenzo Canterini (all’epoca comandante del Reparto mobile di Roma, oggi a riposo), 3 anni e 8 mesi a Gilberto Caldarozzi, Filippo Ferri, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici (questi ultimi all’epoca dirigenti di diverse Squadre mobili), Spartaco Mortola (ex capo della Digos di Genova), Carlo Di Sarro, Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi, Davide Di Novi e Massimiliano Di Bernardini. Prescritti, invece, i reati di lesioni gravi contestati a nove agenti appartenenti al VII nucleo sperimentale del Reparto mobile di Roma. I condannati potranno beneficiare dell’indulto, approvato in Parlamento nel 2006, e nessuno finirà in carcere (link)