Rai, l’1 giugno sciopero generale dei dipendenti

Roma – L’1 giugno i programmi Rai rischiano di non andare in onda. Le segreterie nazionali di Cgil, Uil, Ugl, Snater e LibersindConfsal hanno infatti proclamato per il primo giugno uno sciopero dei dipendenti (impiegati, quadri e operai) delle società del gruppo “contro la pregiudiziale aziendale posta sull’incremento dei minimi salariali, per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro e per l’erogazione del premio di risultato 2016″.

Editoria, giornalisti Sky di nuovo in sciopero

FirenzeAncora uno sciopero a Sky Tg24: dalle 6 di mercoledì 8 febbraio per le 24 ore successive verrà sospesa la normale programmazione. Lo ha annunciato la rappresentanza sindacale dei giornalisti facendo uso del mandato a quattro giorni di sciopero affidatogli all’unanimità dall’assemblea dei giornalisti il mese scorso. Già lo scorso 24 gennaio gli spettatori della rete all-news di Sky erano rimasti senza notizie. La decisione di continuare la protesta con un altro giorno di sciopero è la conseguenza della conferma, arrivata nella serata di lunedì, del piano di trasformazione aziendale annunciato il 17 gennaio scorso da Sky Italia.

Editoria, giornalisti di Sky in sciopero per 24 ore

Roma – L’assemblea dei giornalisti di Sky Tg24 ha proclamato uno sciopero di 24 ore, a partire dalle 12 di oggi. A comunicarlo è il comitato di redazione in  una nota. La protesta è la conseguenza del piano di riorganizzazione delle redazioni annunciato da Sky Italia, che prevede quasi 200 esuberi e un drastico ridimensionamento della sede di Roma del telegiornale a favore di quella di Milano.

Sanità, sciopero generale dei medici del servizio pubblico il 16 dicembre

Sciopero generale di 24 ore di tutti i medici del servizio pubblico il prossimo 16 dicembre.

Firenze Sciopero generale di 24 ore di tutti i medici del servizio pubblico il prossimo 16 dicembre. A proclamarlo tutte le sigle sindacali contro il «grave e perdurante disagio ai cittadini da politiche orientate esclusivamente ad una gestione contabile del Servizio sanitario nazionale». La protesta, spiegano i sindacati in un comunicato congiunto, è contro il mancato finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, ma è anche una risposta ai recenti provvedimenti varati dal governo Renzi. Incroceranno le braccia gli ospedalieri, i medici di famiglia e i pediatri. 

 

Editoria, giornalisti dell’Ansa in sciopero contro il piano che prevede 65 esuberi

Giornalisti dell’Ansa in sciopero

Firenze Il comitato di redazione dell’agenzia di stampa Ansa ha proclamato uno sciopero, con effetto immediato fino alle ore 7 del mattino di giovedì 25 giugno. «Il Cdr dichiara irricevibile il piano di riorientamento e sviluppo, presentato oggi dall’azienda, nel punto in cui prevede la gestione dal primo luglio di 65 esuberi tramite cigs (cassa integrazione guadagni straordinari) o contratto di solidarietà per l’emergenza di un rosso di bilancio stimato per il 2015 in 5 milioni di euro». Il Cdr ha quindi convocato l’assemblea generale della redazione per giovedì 25 giugno.

Rai, Giornale Radio in sciopero domani contro i tagli

Domani sciopero per 24 ore di radio Rai.

Roma – Niente Giornale Radio Rai per 24 ore. Accadrà domani a causa di una giornata di sciopero indetta “per protestare contro i tagli all’informazione su Radio2, Radio3 e Gr Parlamento”. Lo ha stabilito l’assemblea di redazione del Giornale Radio Rai “in seguito alla decisione di Viale Mazzini di cancellare alcune edizioni del Gr2 e Gr3 e di ridurre la programmazione di Gr Parlamento, a vantaggio dell’intrattenimento“.

Editoria, sciopero a l’Unità

Il quotidiano l’Unità in sciopero

Firenze Il comitato di redazione de l’Unità, quotidiano fondato da Antonio Gramsci, annuncia la protesta contro l’ennesimo rinvio delle decisioni dell’assemblea dei soci. E punta il dito contro il «senso di responsabilità» che è mancato anche, tra gli altri, al Partito democratico: «Ora non si tiri indietro», si legge nella nota. «Sulla pelle dei lavoratori e alle spalle dei lettori, si stanno portando avanti manovre che minano il futuro dell’Unità. Il giorno decisivo è stato il giorno dell’ennesimo rinvio. L’assemblea dei soci, chiamata a decidere sulla ricapitalizzazione o su una liquidazione della società, ha rinviato il tutto al 12 giugno. Una scelta grave, inaccettabile». E’ la presa di posizione del comitato di redazione del quotidiano, che annuncia: «Per questo domani non saremo in edicola. Per questo, fino al 12 giugno, proseguirà lo sciopero delle firme».

Rai, gli sprechi e il populismo di Renzi

Firenze I 150 milioni che Renzi chiede alla Rai significano che il suo governo ha problemi a raccattare i soldi per riuscire a pagare gli 80 euro dati in busta paga agli italiani, mossa vincente per le elezioni Europee, ma alla lunga potrebbe rivelarsi un boomerang. La reazione di tutti i lavoratori della Rai, compreso i giornalisti, è stata quella di mettersi di traverso proclamando lo sciopero generale per l’11 giugno, decisione che saggiamente potrebbe rientrare nei prossimi giorni.

Questo ha fatto emergere, sempre che ce ne fosse il bisogno, quale è l’immagine della Rai tra la maggior parte dei cittadini: un’azienda che spreca denaro pubblico, e che nel momento in cui qualcuno la vuole toccare, gli stessi lavoratori si ergono in difesa dei tanti privilegi e disposti a difendere gli sprechi. Ovviamente così non è. Lo sciopero dell’11 andava fatto molto prima, all’epoca dell’editto bulgaro, della colonizzazione della Rai da parte di Berlusconi con l’impiego delle truppe cammellate provenienti dalla politica e dalla stessa Mediaset, contro certe direzioni che hanno portato alla fine del rapporto con Sky, a bilanci disastrosi e un debito di cassa di oltre 400 milioni di euro.

Sulla Rai Renzi chiede alla direzione generale di intervenire immediatamente lanciando slogan populisti: lotta agli sprechi; contemporaneamente si assiste che in difesa della Rai intervengono personaggi come Gasparri che nel corso degli anni, ha sostenuto con la sua legge esclusivamente gli interessi dell’ex Cavaliere. Si scopre solo ora che la Rai gode della protezione dei partiti, perché in questi anni tutti ne hanno tratto benefici. Bruno Vespa con il suo Porta a Porta è il simbolo di ciò. Lui “i vestitini su misura” li ha confezionati indistintamente, e tutti sono corsi verso il “terzo ramo del parlamento”; lo ha fatto anche Grillo che quella sera assomigliava più a un romano costretto a passare sotto le Forche Caudine che a un vero condottiero. Nulla è stato fatto all’interno della Rai quando, con l’editto bulgaro, è stato messo in discussione la libertà dell’informazione e quindi l’indipendenza del Paese.

La Rai dovrebbe prendere al volo l’apertura di Renzi verso un cambiamento, e la protesta dovrebbe essere dirottata verso la riforma della tv e del mercato e in quel contesto i lavoratori dovrebbero pretendere la nascita di una nuova televisione regionale, come ci chiede, da anni, l’Unione Europea. E’ riduttivo pensare esclusivamente agli sprechi delle sedi regionali, all’accorpamento di alcune di esse e alla diminuzione del personale come soluzione. E’ vero che prendendo l’insieme dei giornalisti e dividendo per i minuti di tg prodotto il risultato è modesto, ma la colpa è editoriale non dei capiredattori o degli stessi redattori; è vero che il tg regionale rappresenta in alcune regioni un feudo politico, ma non è dappertutto così; è vero che ci sono realtà regionali dove la redazione è costretta ad appaltare all’esterno le riprese del tg, ma ci sono anche sedi, quella dell’Emilia-Romagna ne è un esempio (cito questa sede perché ne conosco direttamente la realtà) che, oltre a produrre il tg regionale lavora per i tg e i programmi nazionali più di alcuni centri di produzione.

La tv regionale, attivando rapporti con le regioni e le facoltà universitarie di Scienze della Comunicazione, potrebbe diventare una grande palestra per giovani autori, registi, videomaker, documentaristi, piccole case di produzione, il ruolo che una volta era coperto dai programmi sperimentali che andavano in onda in terza serata. Credo che il dg Gubitosi pondererà bene prima di fare di ogni erba un fascio. Intervenire come vorrebbe Renzi su Rai Way si rischia di svendere un patrimonio. Solo dopo la riforma sarebbe giusto pensare alla quotazione in borsa di Rai Way, poi ad una privatizzazione di una quota minoritaria, ma non solo, la tv pubblica è l’unica che in Europa dispone di 14 canali. L’augurio è che chi interverrà sulla Rai lo faccia con l’obiettivo di renderla una grande azienda industriale a dimensione internazionale, capace di produrre come la Bbc, esattamente come era una volta, questo favorirebbe non solo la democrazia ma la nascita di un mercato finalmente libero.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Il Fatto 

Sciopero Genova, il Garante apre un procedimento contro i sindacati

L’Autorità di garanzia per gli scioperi ha deliberato l’apertura di un procedimento di valutazione del comportamento dei sindacati Faisa-Cisal, Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil Traporti, in occasione delle giornate di astensione improvvisa dal servizio del personale Amt di Genova, che hanno paralizzato il traffico della città per cinque giorni.

FirenzeL’Autorità di garanzia per gli scioperi ha deliberato l’apertura di un procedimento di valutazione del comportamento dei sindacati Faisa-Cisal, Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil Traporti, in occasione delle giornate di astensione improvvisa dal servizio del personale Amt di Genova, che hanno paralizzato il traffico della città per cinque giorni. Intanto, la Procura di Genova ha aperto tre i fascicoli in merito. Lo ha detto il procuratore capo, Michele Di Lecce. L’ultimo, contro ignoti, riguarda l’ipotesi di resistenza, danneggiamento, violenza o minaccia ad un corpo amministrativo e fa riferimento all’ ”occupazione” della sala rossa che ha interrotto i lavori del Consiglio comunale. Gli altri due fascicoli, empre contro ignoti, sono relativi all’interruzione del pubblico servizio legata allo sciopero selvaggio dei bus e al proiettile spedito in una busta indirizzata al presidente di Amt, Lino Ravera, e intercettata negli uffici postali dell’aeroporto.

La Fiom torna in piazza. Domani sciopero generale di 8 ore.

Domani 9 marzo sciopero generale di 8 ore dei metalmeccanici, proclamato dalla Fiom. Manifestazione nazionale a Roma, accompagnata dallo slogan “Democrazia al lavoro”.

Firenze – Uno sciopero in difesa del lavoro, dei diritti negati ai lavoratori, contro il precariato, la finanza e la volontà di cancellare la forza del sindacato all’interno e all’esterno delle fabbriche. Sono soltanto alcune delle ragioni al centro dello sciopero, proclamato dalla Fiom per domani (9 marzo). Le tute blu si fermeranno per 8 ore e a Roma ci sarà una manifestazione, voluta dalla Fiom e accompagnata dallo slogan “Democrazia al lavoro”. Un’iniziativa per porre nuovamente l’accento sulla grave situazione economica dell’Italia, sui continui tentativi di sbarazzarsi dell’articolo 18 e sul modello Fiat. Il corteo partirà da piazza Esedra (ore 9) e alle 13.30 in piazza San Giovanni è previsto il comizio del segretario nazionale Fiom, Maurizio Landini. Molte le adesioni, fra queste anche Articolo 21. Assente e volutamente il partito Democratico, i suoi rappresentanti non intendono passeggiare per le vie di Roma al fianco di uomini, donne e giovani che contestano la realizzazione dell’alta velocità, Torino-Lione. Il Fattoquotidiano.it seguirà in diretta streaming il corteo della Fiom.

“Marchionnemente” il libro del Fatto Quotidiano, da domani in edicola

Articolo 21 domani in piazza con la Fiom…  

Intervista a Maurizio Landini (fonte: libera.tv)

La Fiom torna in piazza… (fonte: rassegna.it)