Niente nuovo contratto per la Chrysler. E ad agosto la Fiat continua a perdere quote di mercato

Prato - La luna di miele tra Sergio Marchionne e Bob King, capo dei sindacati Usa dell’auto, è finita. Alla mezzanotte di mercoledì scadeva il contratto di lavoro della Chrysler e il manager italo-canadese era volato appositamente a Detroit dal Salone dell’auto di Francoforte. Ma King non si è presentato all’appuntamento perché impegnato a trattare con General Motors, suscitando l’ira di Marchionne, che in una lettera lo ha accusato di non aver mantenuto gli impegni e di non tenere nella giusta considerazione i 26mila dipendenti della Chrysler.

Schermaglie a parte, il nodo del contendere resta sul tavolo. La Uaw, che attraverso il fondo Veba detiene il 40% di Chrysler,  contesta il sistema delle paghe dimezzate deciso nel 2009 per salvare Chrysler dal fallimento, con un accordo a tre tra Marchionne, Obama e King. In particolare l’Uaw chiede un aumento di 2 dollari delle paghe dei nuovi assunti, attualmente pagati 14 dollari all’ora contro i 28 dei più anziani, e che i lavoratori possano partecipare agli utili del gruppo.

Intanto, gli ultimi dati sulle immatricolazioni sono ancora negativi per Fiat. Ad agosto il mercato dell’auto in Europa è tornato a crescere (+ 7,8%) ma il miglioramento non ha coinvolto l’azienda italiana, che anzi è calata del 7,6%.

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