Vincenzo De Luca assolto in appello

In appello assolto il governatore della Campania Vincenzo De Luca

Firenze  Il governatore della Campania Vincenzo De Luca è stato assolto dalla Corte d’appello di Salerno «perché il fatto non sussiste» nel processo per la nomina di un project manager nell’ambito di un progetto per la costruzione di un termovalorizzatore nella città campana. De Luca era accusato di abuso d’ufficio e peculato. La procura generale aveva chiesto la condanna a 11 mesi di reclusione. In primo grado il presidente Pd della Regione era stato condannato a un anno, pena sospesa, condanna che aveva determinato nei confronti di De Luca la sospensione dall’incarico di presidente della Giunta regionale per effetto della legge Severino, provvedimento poi sospeso dal tribunale in attesa del pronunciamento della Corte costituzionale sul suo caso. 

De Luca decade da sindaco per incompatibilità

Vincenzo De Luca decade da sindaco per incompatibilità. L’ho stabilito la Corte di appello di Salerno.

Firenze La Corte d’Appello di Salerno ha dichiarato decaduto dalla carica di sindaco Vincenzo De Luca, condannandolo anche al pagamento delle spese processuali. I giudici hanno confermato così la sentenza di primo grado (24 gennaio 2014) che aveva dichiarato De Luca incompatibile alla carica di sindaco per averla cumulata per quasi un anno con quella di viceministro alle Infrastrutture del governo Letta. È una vittoria legale e politica dei parlamentari salernitani del M5S e dell’avvocato Oreste Agosto e Stefania Marchese, promotori dell’azione civile per l’incompatibilità delle due cariche, sindaco e viceministro. De Luca ha annunciato di voler presentare ricorso in Cassazione. 

Salerno, indagato Vincenzo De Luca per il “Crescent”

Il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Vincenzo De Luca, in quota Pd, è indagato insieme a sette consiglieri comunali per la variante al piano urbanistico attuativo (Pua), adottata il 16 marzo 2009, che consentiva l’acquisizione delle aree demaniali sulle quali è sorto il cantiere “Crescent”.

FirenzeIl viceministro alle Infrastrutture e Trasporti  Vincenzo De Luca, in quota Pd, è indagato insieme a sette consiglieri comunali per la variante al piano urbanistico attuativo (Pua), adottata il 16 marzo 2009, che consentiva l’acquisizione delle aree demaniali sulle quali è sorto il cantiere “Crescent”. L’edificio in corso di costruzione è stato posto sotto sequestro dalla Procura di Salerno che ha emesso i provvedimenti a carico di trenta persone, accusate a vario titolo di abuso di ufficio, falso in atto pubblico e altre ipotesi di reato. Tra gli indagati ci sono anche i responsabili delle imprese riunite nella “Crescent srl” che sta eseguendo i lavori. L’indagine, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Salerno, nasce da una serie di esposti dei comitati “No Crescent” e dell’associazione “Italia Nostra”, da sempre contrari alla realizzazione del complesso.

Thyssen, chiesti 16 anni e mezzo per l’amministratore delegato Espenhahn

Il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello ha chiesto una condanna a 16 e mezzo per l’amministratore Harald Espenhahn, accusato di omicidio volontario con dolo eventuale. Guariniello ha chiesto per Marco Pucci, Giuseppe Salerno, Gerald Prigneitz e Cosimo Cafueri (accusati di omicidio colposo con colpa cosciente e omissione dolosa di cautele infortunistiche) una pena a 13 e mezzo. Per gli stessi capi di imputazione per Daniele Moroni è stato chiesto 9 anni. Così, Guariniello, assistito dai pm Traverso e Longo, ha terminato la requisitoria nel processo per il rogo alla Thyssen.

TorinoIl pubblico ministero Raffaele Guariniello ha chiesto una condanna a 16 anni e mezzo per l’amministratore delegato Harald Espenhahn, accusato di omicidio volontario con dolo eventuale. Per Marco Pucci, Giuseppe Salerno, Gerald Prigneitz e Cosimo Cafueri, chiamati a rispondere di omicidio colposo con colpa cosciente e omissione dolosa di cautele infortunistiche, l’accusa ha chiesto 13 anni e sei mesi. Una pena di 9 anni è stata chiesta invece per Daniele Moroni, accusato degli stessi capi di imputazione (omicidio colposo con colpa cosciente e omissione dolosa di cautele infortunistiche). Il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello, assistito dai pm Laura Longo e Francesca Traverso, ha concluso così la requisitoria nel processo per il rogo alla Thyssenkrupp dove il 6 dicembre 2007 morirono sette persone.

Alla società, chiamata a rispondere in qualità di persona giuridica per la responsabilità amministrativa, è stata richiesta una sanzione pecuniaria di 1 milione e mezzo di euro. Guariniello ha anche proposto l’esclusione della Thyssenkrupp da agevolazioni e sussidi per un anno, la revoca di quelli già concessi, il divieto per un anno di pubblicizzare i propri prodotti e la pubblicazione dell’eventuale condanna sui principali giornali internazionali. Presenti in aula, rappresentanti di partiti politici e istituzioni, parti lese di altre stragi, come quella della Eternit e quella di Viareggio.

Thyssen… (Il Fatto Quotidiano)

Chiesti 16 e mezzo… (La Stampa)

Thyssen… (La Repubblica)

ThyssenKrupp, Guariniello… (www.sicurezzaelavoro.org)

 

 

ThyssenKrupp: al via il processo. Autorizzate foto e televisioni.

TorinoE’ iniziato, con quasi due ore e mezzo di ritardo rispetto all’orario previsto, stamani il processo per il rogo alla Thyssenkrupp dove nel dicembre 2007 persero la vita sette operai.  Motivo del ritardo è stato la sostituzione di tre giudici popolari che nei giorni scorsi erano stati intervistati da un quotidiano. Nell’aula 1 della Corte di Assise di Torino, oltre i familiari e molti operai e amici delle vittime, erano presenti soltanto due dei sei imputati: Raffaele Salerno, direttore dello stabilimento di  Corso Regina Margherita, e Cosimo Cafueri, dirigente con funzioni di responsabile dell’area Ecologia Ambiente e Sicurezza. La presidente della corte Maria Iannibelli ha autorizzato le riprese audiovisive in aula, dopo che i pubblici ministeri avevano dato parere positivo, mentre le difese si erano opposte. I familiari dei sette operai morti hanno indossato delle magliette con i volti delle vittime. Durante l’udienza, che riprenderà il 22 gennaio, 54 persone hanno avanzato la richiesta di costituirsi parte civile.