Strage di Viareggio: la Cassazione conferma licenziamento di Riccardo Antonini

Firenze – La Cassazione ha confermato il licenziamento di Riccardo Antonini, il ferroviere che ha fatto da consulente gratuito alla famiglia di una delle 32 vittime della strage ferroviaria di Viareggio. L’ex dipendente di Rete Ferroviaria Italiana, 65 anni, secondo i giudici, ha infatti violato l’obbligo di fedeltà all’azienda, obbligo che è sancito dal codice civile. Per questo fu licenziato nel novembre 2011, a un anno dalla pensione. La giustizia ha dato ragione a Rfi già dal primo grado: il tribunale di Lucca ha rigettato il ricorso di Antonini nel 2013 e lo stesso hanno fatto prima la Corte d’Appello di Firenze nel 2014 e adesso la Suprema Corte.

Strage Viareggio, Favilla attacca Moretti

L’ex assessore di Lucca in aula accusa Mauro Moretti, ex amministratore delegato di FS: “minacciò di licenziare chi contestava la sicurezza”

Lucca – Al processo per la strage di Viareggio proseguono le udienze delle parti civili, che vedono sui banchi dei testimoni familiari, consulenti medici, ferrovieri, ma anche rappresentanti delle istituzioni. 

Stefano Baccelli, presidente della Provincia, al quale Gaetano Scalise – uno degli avvocati degli imputati delle imprese di Ferrovie – ha contestato: “Non è una strage, è un incidente ferroviario”.

Protagonista assoluto, ancora nell’ultima udienza di mercoledì 15, Mauro Moretti, all’epoca dei fatti amministratore delegato del Gruppo Ferrovie, oggi stesso ruolo ma in Finmeccanica.

Nelle parole di ferrovieri ed ex ferrovieri il quadro che si definisce è quello di Moretti “one man band” lungo i binari d’Italia, come da accusa formulata dalla Procura di Lucca. Emiliano Favilla, all’epoca dei fatti assessore provinciale alla Protezione civile, ricorda: «Partecipai ad un incontro in Regione il 14 settembre 2009. C’era anche Moretti con dirigenti e tecnici. I temi trattati andavano dalla ricostruzione della stazione, allo spostamento della sottostazione elettrica, ai problemi di manutenzione della stazione, alla realizzazione del sottopasso in sostituzione della passerella distrutta nella tragedia. In quell’occasione ricordo di aver detto a Moretti: “Ma della sicurezza ancora nessuno ha parlato qui! Moretti si arrabbiò e rispose: “I problemi di sicurezza non esistono e non c’è niente da discutere a riguardo”. Ne nacque una discussione molto forte».

Durante l’udienza Armando D’Apote, l’avvocato che difende Fs, ha chiesto che sia sentito, in merito a questa vicenda, Claudio Martini. Il giudice si è riservato di decidere.

Il processo è stato aggiornato a mercoledì 22 aprile.

Strage Viareggio, in appello confermato il no al reintegro di Antonini

Firenze – Riccardo Antonini non riavrà il suo posto di ferroviere. Lo ha deciso la corte d’appello di Firenze, confermando la decisione di primo grado del tribunale di Lucca dopo il licenziamento avvenuto nel 2011, a un anno dalla pensione.

Antonini, 62 anni, è uno dei volti-simbolo della strage di Viareggio: non si è tirato indietro quando la famiglia di una delle 32 vittime della tragedia del 29 giugno 2009 gli ha chiesto una consulenza tecnica per l’incidente probatorio, consulenza che Antonini ha prestato gratuitamente.

La lettera di licenziamento era stata giustificata con delle presunte ingiurie che Mauro Moretti, all’epoca amministratore delegato di Ferrovie, sosteneva di aver ricevuto da Antonini. Ma la querela di Moretti contro Antonini è stata archiviata dal giudice di Genova. Ed è dunque caduta questa motivazione per il licenziamento poi confermato dal giudice del lavoro del Tribunale di Lucca.

Adesso ad Antonini non resta altro da fare — una volta che saranno depositate le motivazioni di questa sentenza — che rivolgersi alla Cassazione. Queste le sue parole: «Questa sentenza è uno schiaffo a tutti i lavoratori che si battono per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Anzi, istiga i datori di lavoro a tralasciare la sicurezza nei luoghi di lavoro. Questa è una sentenza che gronda sangue di tutte e 32 le vittime della strage. A mio avviso è un fatto gravissimo, ma non riusciranno a fermarmi».

Parole di fuoco e di sostegno arrivano anche da Daniela Rombi, presidente dell’associazione Il mondo che vorrei. «E’ la dimostrazione — ha detto — che i poteri forti riescono sempre a imporre la propria legge».

Mauro Moretti querelò il ferroviere Riccardo Antonini, il gip archivia

Il gip archivia la posizione di Riccardo Antonini,

Firenze Il gip di Genova ha accolto la richiesta di archiviazione del procedimento a carico del ferroviere Riccardo Antonini che era accusato di aver offeso l’ex amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, il 9 settembre 2011 a Genova, durante una manifestazione. Per stabilirlo il gip si è servito di foto e video della Digos, che era lì per identificare i manifestanti No Tav che hanno contestato Moretti dalle prime file, senza «significativi episodi di violenza fisica», come scrive il gip, ma provocando comunque la sospensione dell’intervento e l’allontanamento dell’ingegnere. Antonini era da un’altra parte, in fondo alla platea, accanto ai familiari delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009.

 

Viareggio, parola alla Procura: “Moretti e le Fs sono colpevoli”

Il Procuratore capo, Aldo Cicala: lo statuto di Fs prevede un amministratore delegato della holding che fa tutto. Cinque ore di arringa dei pm Amodeo e Giannino.

Lucca – All’udienza preliminare del processo per la strage ferroviaria di Viareggio in corso di svolgimento a Lucca oggi ha parlato l’accusa. Un’udienza fiume, con i pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino che hanno parlato per quasi 5 ore complessive, cercando di smontare pezzo su pezzo le linee difensive degli indagati, ricostruendo nel dettaglio quanto accaduto prima, durante e dopo il deragliamento del treno merci.

Ha tirato le fila il procuratore capo Aldo Cicala, che ha contestato le tesi secondo cui l’ad Mauro Moretti sarebbe estraneo ai fatti in quanto amministratore della holding Fs e non di ogni singola azienda in cui le Ferrovie dello Stato hanno ripartito le varie competenze. Ma è stato proprio Moretti a firmare la lettera di conciliazione nel caso di Riccardo Antonini, il dipendente di Rfi. Come dire insomma che, secondo la Procura, Moretti non può dire di essere di Fs quando si parla di sicurezza ed essere invece di Rfi quando si tratta di licenziare un lavoratore impegnato, fra le altre cose, a denunciare le carenze, vere o presunte che siano, dei sistemi di sicurezza in ferrovia. «Si ricava – ha detto il procuratore – che l’amministratore delegato della holding è uno che fa tutto. Eventualmente insieme agli amministratori delle società del Gruppo».

Laconico il commento degli avvocati difensori: «È stata la replica che ci aspettavamo, ma che non mi sembra abbia inciso più di tanto con elementi di novità», ha detto l’avvocato Gaetano Scalise. Ancora più sprezzante l’avvocato di Moretti D’Apote: «Le tragedie ci saranno sempre», queste le sue parole.

L’udienza continua domani: la parola ancora agli avvocati di parte civile.

Strage di Viareggio, chiesta l’archiviazione per Antonini

La procura di Genova ha chiesto l’archiviazione per Antonini indagato per le presunte ingiurie nei confronti dell’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, del 9 settembre 2011

Viareggio – Dopo la conferma del licenziamento per Riccardo Antonini, il ferroviere viareggino consulente dei familiari delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009, la Procura di Genova ha chiesto l’archiviazione per Antonini indagato per le presunte ingiurie nei confronti dell’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, del 9 settembre 2011 al Porto Antico di Genova in occasione della festa del Pd dove era previsto un dibattito sull’alta velocità.

Nell’inchiesta genovese, oltre ad Antonini, sono indagate altre 24 persone con le ipotesi di reato di ingiurie e violenza privata in concorso.

Strage di Viareggio, confermato il licenziamento di Riccardo Antonini

Lucca – Fumata nera per la riassunzione di Riccardo Antonini. Questa mattina, dopo quattro udienze, il Tribunale di Lucca ha deciso di respingere il suo ricorso contro il provvedimento di licenziamento del ferroviere, avvenuto lo scorso 7 novembre 2011.

Antonini era stato licenziato all’indomani della chiusura dell’incidente probatorio della strage di Viareggio, dove aveva ricoperto il ruolo di consulente gratuito per i familiari delle vittime. La decisione è arrivata al termine di un processo voluto con forza dallo stesso Antonini, che lo scorso 24 gennaio aveva rifiutato una proposta di conciliazione che avrebbe consentito il reintegro del ferroviere e la revoca del licenziamento da parte di Rfi, sostituita con la sospensione per 10 giorni, con corresponsione delle retribuzioni medio tempore maturate.

Antonini ha annunciato ricorso alla sentenza. In tribunale a Lucca, a sostenere il ferroviere, c’erano anche i familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio e alcuni colleghi di lavoro.
In udienza a Lucca questa mattina i legali di Fs hanno sostenuto che Antonini aveva pervicacemente adottato un atteggiamento di insubordinazione.

Le reazioni (Nove da Firenze)

Strage di Viareggio, ipotesi di dolo per alcuni imputati.

Riuniti i due procedimenti che erano stati divisi alla prima udienza. Giovedì le decisioni sulle eccezioni tecniche delle difese. Domani si conclude il processo per il licenziamento di Riccardo Antonini.

Lucca – E’ ripresa oggi l’udienza preliminare del processo sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Come primo provvedimento sono stati riuniti i due procedimenti, che, a causa di una notifica non arrivata, erano stati divisi alla prima udienza, lo scorso 25 marzo.

Il gup Alessandro Dal Torrione deciderà giovedì sulle eccezioni tecniche di carattere giuridico sollevate dagli avvocati della difesa dei 33 imputati, chiamati a rispondere per la strage. E per alcuni degli imputati potrebbe aggiungersi un altro capo di imputazione. Alcuni legali dei familiari hanno infatti chiesto che venga “aggiunto quanto previsto dall’articolo 437 del codice penale, la rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni”. Sempre nel corso dell’udienza il sostituto procuratore Salvatore Giannino ha depositato la relazione della commissione ministeriale e la relazione della Asl 12 su una serie di violazioni in materia di sicurezza.

Domani, sempre a Lucca, si consumerà l’atto conclusivo relativo al licenziamento dalle Ferrovie dello Stato di Riccardo Antonini: un processo ovviamente distinto e separato dalla vicenda generale, ma ugualmente ad essa connesso visto che il licenziamento del ferroviere matura proprio nell’ambito delle battaglie legali che lui stesso, insieme ai familiari delle vittime e all’Assemblea 29 giugno ha portato avanti nei confronti delle Ferrovie e del suo amministratore delegato, Mauro Moretti.

Per il 29 giugno, invece, anniversario della strage, ci sono già in programma molti eventi. Primo fra tutti la manifestazione con la sfilata che partirà dalla stazione per arrivare in via Ponchielli dove Elisabetta Salvadori interpreterà il suo spettacolo ‘Non c’è mai silenzio’ che ha girato in molto teatri italiani ma che a Viareggio non è mai stato messo in scena.

Strage di Viareggio, ammesse 117 parti civili

Accolte le richieste dei familiari delle vittime, dei sindacati e anche di Inail, Provincia di Lucca e Regione Toscana. L’associazione Il mondo che vorrei può partecipare come parte lesa

Lucca – Il gup di Lucca ha accolto 117 richieste su 120 di parte civile all’udienza preliminare per la strage di Viareggio, respingendo le richieste dei legali di Ferrovie dello Stato. Accolte le richieste di familiari delle vittime, sindacati, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, Inail, Comune di Viareggio, Provincia di Lucca e Regione Toscana. Escluse la rivista dei macchinisti ‘Ancora in marcia’, un’assicurazione e l’ associazione fra i familiari delle vittime ‘Il mondo che vorrei’, che può però partecipare al processo come parte lesa. Non si e’ ancora costituita, invece, l’Avvocatura dello Stato, in quanto sia per la Presidenza del Consiglio, sia per i Ministeri dell’Ambiente e quello delle Infrastrutture sono in corso delle trattative con le compagnie assicurative.

La terza udienza preliminare si era aperta con il volantinaggio dei familiari delle vittime della strage. Alla fine i familiari hanno manifestato soddisfazione per la decisione del Gup.

L’udienza preliminare riprenderà il 3 giugno e non è escluso che alcuni imputati possano richiedere il rito abbreviato, che prevede la riduzione di un terzo della pena.

A Viareggio corteo di solidarietà per Riccardo Antonini, licenziato dalle Ferrovie perché consulente dei familiari delle vittime della strage ferroviaria

Mille persone hanno partecipato alla manifestazione indetta da Cgil e Fiom. Chiesto il reintegro dell’operaio

Viareggio – Mille persone hanno partecipato allo sciopero e al corteo organizzato ieri a Viareggio da Cgil e Fiom per protestare contro il licenziamento di Riccardo Antonini, l’operaio delle Ferrovie consulente dei familiari delle vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009 a Viareggio.

«Non mi tapperanno la bocca – ha detto Antonini – Sono al fianco dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, perchè così va definita e faremo il possibile che non venga dimenticata come tante altre per cui non ci sono stati colpevoli. Chiediamo a grande voce verità e giustizia».

Toccanti le parole di Daniela Rombi, presidente dell’associazione «Il Mondo che vorrei» e mamma di Emanuela Menichetti, morta a 21 anni nella strage: “Le assicurazioni non mi hanno comprato, come pure le Ferrovie. Volevano darmi prima 370mila euro e poi sarebbero arrivati a 480mila per il risarcimento di mia figlia, ma ho detto no, chiedendo che con quei soldi cercassero più sicurezza sui treni e per le ferrovie per evitare che ci siano altre tragedie come quelle di Viareggio”.