Strage di Viareggio, ammesse 117 parti civili

Lucca - Il gup di Lucca ha accolto 117 richieste su 120 di parte civile all’udienza preliminare per la strage di Viareggio, respingendo le richieste dei legali di Ferrovie dello Stato. Accolte le richieste di familiari delle vittime, sindacati, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, Inail, Comune di Viareggio, Provincia di Lucca e Regione Toscana. Escluse la rivista dei macchinisti ‘Ancora in marcia’, un’assicurazione e l’ associazione fra i familiari delle vittime ‘Il mondo che vorrei’, che può però partecipare al processo come parte lesa. Non si e’ ancora costituita, invece, l’Avvocatura dello Stato, in quanto sia per la Presidenza del Consiglio, sia per i Ministeri dell’Ambiente e quello delle Infrastrutture sono in corso delle trattative con le compagnie assicurative.

La terza udienza preliminare si era aperta con il volantinaggio dei familiari delle vittime della strage. Alla fine i familiari hanno manifestato soddisfazione per la decisione del Gup.

L’udienza preliminare riprenderà il 3 giugno e non è escluso che alcuni imputati possano richiedere il rito abbreviato, che prevede la riduzione di un terzo della pena.

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Strage di Viareggio, è scontro sulle parti civili

Lucca - Seconda giornata di udienza preliminare al processo per la strage di Viareggio. Presenti in aula numerosi familiari delle vittime, compresa Ibi Ayad, la giovane marocchina che nella strage ha perso genitori e i fratelli. Gli avvocati di Ferrovie dello Stato hanno chiesto di ammettere come parti civili soltanto i familiari delle vittime, negando tale possibilità a Comune di Viareggio, Provincia di Lucca, Regione Toscana, ma anche a sindacati e vigili del fuoco.

Stessa sorte anche per le associazioni, come il Comitato Matteo Valenti, Il Mondo che Vorrei (che riunisce i familiari delle vittime della strage) o Medicina Democratica: questa richiesta è arrivata dal legale che difende Mauro Moretti, ad di Ferrovie, avvocato D’Apote. La motivazione per tali esclusioni addotte dai legali e’ che un numero troppo alto di parti civili, di fatto, andrebbe ad appesantire il procedimento.

Il processo riprenderà giovedi 4, quando il gup Alessandro Dal Torrione, sciolta la riserva, renderà noti i nomi di chi sarà ammesso come parte civile.

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Strage di Viareggio, via al maxiprocesso. Udienza preliminare aggiornata al 2 aprile

Lucca - Si è aperta al polo fieristico di Lucca l’udienza preliminare per il procedimento della strage di Viareggio del 29 giugno 2009: le vittime furono 32. Il tribunale si è ‘trasferito’ in una sede più ‘capiente’ per ospitare le numerose parti civili, difensori e consulenti dei 32 imputati. Tra di loro l’amministratore delegato di Ferrovie Mauro Moretti, funzionari e vertici delle altre società del gruppo Fs, della proprietaria del convoglio, la Gatx, delle ditte di revisioni Cima e Jugenthal. Nessuno di loro ha partecipato all’udienza. «Tutti contumaci», ha spiegato un avvocato di parte civile. Le richieste di costituzione di parte civile sono state un centinaio, fra familiari delle vittime ed enti: fra questi ultimi anche la presidenze del Consiglio e la Cgil, nella persona del segretario Susanna Camusso, oltre alla Regione Toscana, alla Provincia di Lucca e al Comune di Viareggio. L’udienza è stata però aggiornata al prossimo 2 aprile. Per un difetto di notifica il gup di Lucca ha deciso di stralciare le posizioni di Trenitalia, Fs Logistica Rfi, della ditta di revisioni Cima, e del suo titolare.

I familiari delle vittime hanno fatto ingresso in mattinata all’area del polo fieristico in corteo. In testa c’era uno striscione con le foto delle vittime e la scritta ”Viareggio 29.6.2009. Niente sarà più come prima”. A parlare è la coordinatrice dei familiari Daniela Rombi: “Vogliamo giustizia – ha detto – e vogliamo che quello che è successo a Viareggio non accada più. Quello che chiediamo è che si spenda in sicurezza”.

Guarda il video (Repubblica TV)

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Sant’Anna di Stazzema, i superstiti incontrano Napolitano. E la Toscana chiede giustizia

Prato - Una delegazione di superstiti della strage di Sant’Anna di Stazzema è stata ricevuta dal Presidente della Repubblica Napolitano. Ne facevano parte Enrico Pieri, presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna, e Mario Marsili in rappresentanza delle tre Medaglie d’oro al merito civile Jenny Bibolotti Marsili, Milena Bernabò e Cesira Pardini, oltre alle istituzioni locali. Un incontro nel quale è stata ribadita la necessità di tenere viva la memoria su uno degli eccidi più barbari della seconda guerra  mondiale.

La recente archiviazione del procedimento nei confronti dei responsabili continua a suscitare sdegno e indignazione e anche la Regione Toscana si è mobilitata con due lettere indirizzate ai ministri degli esteri e della giustizia, con le quali si domanda che l’Italia richieda l’esecuzione in Germania delle sentenze emesse dai tribunali militari italiani in merito alle stragi naziste della Seconda guerra mondiale perpetrate in Toscana.

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Giorno della memoria 2012, apertura con la mostra sul processo a Eichmann

Firenze - Inaugurata ieri a Firenze, nello spazio per esposizioni ricavato delle Murate (in piazza delle Murate) la mostra storico-documentaria sul processo ad Adolf  Eichmann e si inaugura, su iniziativa della Regione Toscana, come apertura di un intenso calendario di eventi per il Giorno della Memoria 2012.

Curata dalla Fondazione Museo Deportazione e Resistenza di Prato  è l’unica occasione, in Italia, per riflettere sull’anniversario. Si tratta di una mostra realizzata lo scorso anno a Berlino dalle massime istituzioni tedesche che operano sul tema della Memoria: Fondazione Topografia del Terrore, Memoriale per gli Ebrei assassinati d’Europa, Memoriale Villa della Conferenza di Wannsee.

Dopo il processo, celebrato a Gerusalemme, Adolf Eichmann fu condannato a morte il 15 dicembre 1961 e la condanna fu eseguita, per impiccagione, il 31 maggio 1962. Recentemente, proprio in occasione del 50mo anniversario, Yad Vashem (il Museo dell’Olocausto, a Gerusalemme) ha creato un canale Youtube con oltre 200 ore di video in alta definizione sul dibattimento processuale: il materiale – con sonoro originale in ebraico, tedesco, yddish e traduzione in inglese – può essere di supporto anche per una maggiore consapevolezza alla visita della mostra fiorentina.

Shoah: la storia e la memoria (di Furio Colombo, fonte: Fatto Quotidiano)

Museo della Deportazione e Resistenza (calendario eventi) 

On-line i nomi dei 23.826 italiani deportati per motivi politici nei lager nazisti (fonte: Anpi)

I partigiani querelano Casapound… (fonte: Il Fatto Quotidiano)

 

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La scomparsa di Maria Eletta Martini, staffetta partigiana e madre del volontariato italiano

Lucca - Si è spenta a Lucca all’età di 89 anni Maria Eletta Martini. Partigiana, parlamentare (è stata anche vicepresidente della Camera), ha speso la vita dedicandosi agli altri. La sua ultima apparizione pubblica risale al marzo 2007, nella conferenza regionale del volontariato Toscano che il Cnv – da lei fondato insieme a Giuseppe Bicocchi nel 1984 e di cui è stata presidente fino al 2008, assumendo dal 2009 la carica di presidente onorario – organizzò in collaborazione con la Regione Toscana.

Oltre ad aver contribuito alla stesura della legge 266 del 1991 e organizzato a Lucca con il Centro Nazionale per il Volontariato i primi convegni nazionali, Maria Eletta Martini, a lungo parlamentare Dc, fu anche staffetta partigiana nella seconda Guerra mondiale.

Con  Maria Eletta Martini, scrive  il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, “il mondo della politica e il volontariato, per il quale tanto si è prodigata, perdono una figura esemplare per il rigore, l’intransigenza e la forte sensibilità che sempre ne hanno guidato l’impegno sociale e parlamentare”.

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Il Museo di Sant’Anna di Stazzema a rischio chiusura. Fino all’intervento della Regione Toscana

Firenze - L’annuncio del sindaco di Stazzema Michele Silicani aveva fatto scalpore: la chiusura del museo che ricorda l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema da lunedi’ prossimo come conseguenza del blocco dei finanziamenti (50mila euro annui) che arrivavano dalla Stato e che contribuivano a tenere aperto il Parco della Pace. Il mantenimento del parco costa 200 mila euro all’anno: 130 mila arrivano dalla Regione, 50 mila dallo Stato e il resto dal Comune. Dallo Stato non sono arrivati né i fondi del 2010 né quelli per l’anno in corso.

Il Museo e Parco della pace di Sant’Anna accoglie ogni anno 70-80 mila visitatori, in gran parte ragazzi delle scuole. Un patrimonio di memoria e cultura da non disperdere. La Regione Toscana è subito intervenuta con l’impegno ad approvare la prossima settimana lo stanziamento dei fondi in più necessari per garantire l’apertura del Museo. Per raccogliere fondi è stata lanciata anche l’idea di una sottoscrizione.

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Riparte l’attività alla Answers di Pistoia

Pistoia - Dopo il caso Alcoa annotiamo con piacere la positiva conclusione di un’altra vertenza che ha tenuto col fiato sospeso molti lavoratori negli ultimi mesi. Si tratta della Answers di Pistoia, il call center che era stato occupato per oltre tre mesi dagli operatori, a stragrande maggioranza donne. L’attività del call center è ripresa il 1° marzo dopo la conclusione dell’accordo con il nuovo acquirente, l’azienda Call&Call.

Ovviamente, si tratta di piccole gocce in un oceano di dati negativi. Stamani i principali giornali presentano delle statistiche impietose sull’aumento della disoccupazione, il crollo del Pil e dei consumi, l’aumento del deficit statale e della pressione fiscale, l’impoverimento del potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti. Se cerchiamo di dare buone notizie non è per diffondere del facile e inutile ottimismo, ma per evidenziare la nostra solidarietà alle lotte e alle forme di protesta dei lavoratori in difficoltà, che a volte per fortuna portano a conclusioni positive.

(link 1)

(link 2)

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Nuovi rinvii a giudizio per la strage nazista di Vallucciole e per altri fatti di sangue in Toscana. Processi unificati al via il 24 marzo

Firenze - Due mesi fa era giunta la notizia della decisione della Regione Toscana di costituirsi parte civile nel processo ai responsabili della strage nazista di Vallucciole, frazione di Stia in provincia di Arezzo.

Mercoledì il gup del tribunale militare di Verona ha stabilito il rinvio a giudizio di altri sei ex ufficiali nazisti per la stessa strage e per altre atrocita’ compiute sull’Appennino tosco-emiliano nella primavera del 1944. I nuovi rinvii a giudizio si aggiungono agli otto precedenti, e si tratta sempre di ex soldati della divisione Hermann Goering. Sono accusati di avere ucciso oltre 350 persone, iniziando proprio da Vallucciole, dove 108 dei suoi abitanti, tra cui tanti bambini, furono barbaramente trucidati. La scia di sangue attraversò tutto il Casentino arrivando fino all’area del Monte Morello, nel fiorentino. Un episodio oggetto del processo riguarda anche Mommio, nel comune di Fivizzano (Ms).

Uno dei soldati processati per la strage di Vallucciole, Erich Koeppe, è stato rinviato a giudizio anche per l’uccisione di quattordici civili nelle località di Ceppeto, sul Monte Morello, e Cerreto Maggio, nel Comune di Vaglia. Entrambi gli episodi risalgono al 10 aprile 1944. I processi saranno unificati e inizieranno il 24 marzo presso il Tribunale Militare di Verona.

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Strage nazista di Vallucciole, la Regione Toscana parte civile

Firenze - La Regione Toscana si è costituita parte civile all’ultimo grande processo per le stragi nazifasciste che si sta svolgendo presso il tribunale militare di Verona. E per la prima volta una Regione ha deciso di presentare istanza non solo nei confronti dei presunti responsabili ma anche della Repubblica federale di Germania.
Il processo riguarda l’uccisione di oltre 350 italiani avvenuta tra i borghi dell’appennino tosco-emiliano nella primavera del 1944. La strage di civili nell’area della cosiddetta “linea gotica” interessò in particolare il borgo di Vallucciole, nel comune di Stia, la cui popolazione venne interamente sterminata (tra le 108 vittime, oltre la metàfurono donne e bambini). A distanza di oltre 65 anni è iniziato il processo a carico dei sei ufficiali nazisti ritenuti responsabili di quelle atrocità.

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