Stamina, Davide Vannoni prescritto per tentata truffa alla Regione Piemonte

Davide Vannoni prosciolto nel processo per tentata truffa ai danni della Regione Piemonte. Il reato è istinto per prescrizione.

Firenze Davide Vannoni prosciolto nel processo per tentata truffa ai danni della Regione Piemonte. Il giudice Roberto Arata ha dichiarato il reato estinto per prescrizione. L’ideatore del metodo Stamina era stato rinviato a giudizio nel febbraio del 2014. L’accusa aveva chiesto una pena a due di reclusione. Secondo il pm Giancarlo Avenati Bassi, nel 2007 Vannoni aveva tentato di ottenere un finanziamento di 500mila euro dalla Regione allora guidata da Mercedes Bresso per realizzare un laboratorio legato all’utilizzo delle cellule staminali.

La somma fu stanziata all’Associazione di medicina rigenerativa Onlus con una delibera ad hoc della giunta. Il finanziamento fu poi bloccato nell’aprile del 2008 per l’intervento dell’assessore alla ricerca, Andrea Bairati, dopo una segnalazione di una ex collaboratrice di Vannoni. Intantoi suoi legali, Liborio Cataliotti e Pasquale Scrivo, hanno annunciato che Vannoni rinuncerà al ricorso in Cassazione nel procedimento sulle cure mediante cellule staminali, in cui aveva patteggiato un anno e dieci mesi di pena.  Si tratta del filone principale del processo in cui veniva contestata la validità scientifica del trattamento Stamina.

Eternit bis, il processo resta a Torino. Lo Stato italiano è parte civile

Il governo Renzi mantiene la promessa insieme Regione Piemonte e Provincia di Alessandria. Il giudice respinge tutte le richieste della difesa e il processo rimane a Torino.

Torino – Terza udienza preliminare al processo Eternit Bis. Novità della giornata, fortemente attesa dai cittadini di Casale Monferrato è la costituzione di parte civile dello Stato Italiano, di Regione Piemonte e della Provincia di Alessandria. La procura ha accolto favorevolmente le istanze dei tre enti, «anzi ci eravamo stupiti non l’avessero già fatto» ha commentato il pm Raffaele Guariniello. Nell’elenco delle parti civili, circa una quarantina tra soggetti pubblici e privati, figurano anche sindacati, enti locali e associazioni dei familiari delle vittime da amianto.

Nel prosieguo dell’udienza il Gup Federica Bompieri ha respinto anche l’altra richiesta presentata dalla difesa di Stephan Schmidheiny, quella di trasferire il processo a Ivrea (fatto che avrebbe tolto le indagini ed accusa alla Procura di Torino e ai Pm Guariniello e Colace). La difesa aveva sollevato l’eccezione della competenza territoriale, essendo la prima vittima di Cavagnolo, un comune che oggi rientra nella giurisdizione del tribunale di Ivrea. Secondo il giudice, però, il fascicolo con il nome della persona deceduta è stata aperto prima del riassetto territoriale, ovvero quando il Comune di Cavagnolo era sotto la giurisdizione del tribunale di Torino, dove quindi continuerà a svolgersi il processo.

Ora bisognerà entrare nel merito con l’esame del cosiddetto “ne bis in idem” il principio giuridico che stabilisce che non è possibile essere processati due volte per lo stesso fatto, reato e condotta, in relazione al primo processo a cui Schmidheiny è stato sottoposto negli anni scorsi.

L’udienza è stata aggiornata a giovedcì 4 giugno.

“Spese Pazze” Piemonte, assolti nove consiglieri regionali nel processo-bis

Sono stati assolti nel processo-bis per lo scandalo delle “spese pazze” in regione Piemonte nove consiglieri.

Firenze Sono stati assolti «perché il fatto non costituisce reato» nove consiglieri regionali del Piemonte imputati a Torino nel processo-bis per lo scandalo delle “spese pazze”. Erano accusati di aver ottenuto rimborsi illeciti tra il 2010 e il 2012. Tra di loro ci sono anche due assessori della giunta di Sergio Chiamparino, il vicepresidente della Regione e assessore al Bilancio Aldo Reschigna (Pd) e l’assessora alle pari opportunità e al diritto allo studio Monica Cerutti (Sel). ll gup Daniela Rispoli ha accolto, nel processo con rito abbreviato, la tesi della stessa procura, secondo la quale gli episodi di peculato contestati non costituiscono reato per mancanza di dolo. Una proposta, quella dei pm, in linea con la richiesta di archiviazione presentata alla fine delle indagini preliminari.

Fondi Regione Piemonte, gip Torino: “Imputazione coatta” per ex consiglieri e due assessori.

Imputazione coatta per peculato per una decina di ex consiglieri regionali del Piemonte nell’ambito dell’inchiesta sui “rimborsi facili”.

Firenze Imputazione coatta per peculato per una decina di ex consiglieri regionali del Piemonte nell’ambito dell’inchiesta sui “rimborsi facili”. Lo ha deciso il gip di Torino Roberto Ruscello. Il provvedimento coinvolge anche due assessori della giunta di Sergio Chiamparino: il vicepresidente e assessore al Bilancio Aldo Reschigna e l’assessore alle Pari opportunità Monica Cerutti (Sel). Il provvedimento riguarda anche Fabrizio Comba, Giampiero Leo, Gianluca Vignale, Luca Pedrale per il centrodestra e per il centrosinistra Eleonora Artesio, il segretario regionale del Pd Davide Gariglio, l’onorevole Stefano Lepri e Angela Motta. I pubblici ministeri dovranno chiedere il rinvio a giudizio degli interessati nel giro di dieci giorni. L’udienza preliminare, che sarà celebrata da un altro giudice, stabilirà se dovranno essere processati o no. Delle richieste di archiviazione presentate dalla procura di Torino il giudice ne ha accolte solo sei, fra cui quella dell’ex governatore, oggi europarlamentare, Mercedes Bresso. Intanto, il presidente Chiamparino ha già respinto le dimissioni del vicepresidente Reschigna e dell’assessore Cerutti.

Fondi Piemonte, Chiamparino: “Piena fiducia negli assessori….” (fonte: Il Fatto)

Eternit, Schmidheiny condannato in appello a 18 anni.

I giudici di Torino aumentano la pena per l’imprenditore elvetico per il quale in primo grado la pena era stata di 16 anni. Disposta una provvisionale di quasi 51 milioni di euro tra Regione Piemonte e Comune di Casale Monferrato. Risarcite le tante parti civili

Torino – Diciotto anni di reclusione per disastro doloso permanente e omissione dolosa di cautele anti-infortunistiche. Questa la condanna che la Corte d’Appello di Torino ha inflitto all’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, imputato nel processo Eternit. In primo grado era stato condannato a 16 anni. I giudici hanno ritenuto Schmidheiny responsabile di disastro anche per gli stabilimenti Eternit di Bagnoli e Rubiera. Per quel che riguarda l’altro imputato, il barone belga Louis De Cartier, i giudici si sono pronunciati direttamente per l’assoluzione per alcuni degli episodi contestati, mentre hanno dichiarato il non luogo a procedere data la morte dell’imputato per gli altri.

Il giudice ha stabilito che il periodo in cui Schmidheiny gestì la Eternit va dal giugno del ’76, per gli stabilimenti di Casale (Alessandria), Cavagnolo (Torino) e Bagnoli (Napoli) e dall’80 per quello di Rubiera (Reggio Emilia), e arriva fino al giugno dell’86 per Casale e Cavagnolo, fino all’85 per Bagnoli, fino all’84 per Rubiera. L’imputato è stato quindi assolto per il periodo che va dal giugno del ’66 al ’76 per non aver commesso il fatto. Resta penalmente responsabile per gli anni seguenti.

La lettura del dispositivo, piuttosto lunga, è proseguita con l’elenco dei risarcimenti alle numerose parti civili. Sorpresa per l’esclusione di Inps e Inail. Invece, sono state riconosciute provvisionali al Comune di Casale per quasi 31 milioni (rispetto ai 25 concessi nel primo grado), alla Regione Piemonte (20 milioni), all’Asl Al (5 milioni), ad Associazione Familiari e Vittime amianto (100 mila euro), a otto Comuni della zona (da 150 a 350 mila euro). E poi è partita la lunga chiamata dei nomi delle singole parti civili risarcite con provvisionale di 30 mila euro ciascuna. Assegnati anche 2 milioni di euro al Comune di Rubiera e 350mila euro alla Regione Emilia-Romagna.

Nessun risarcimento per Bagnoli, la fabbrica che aveva maggiori commesse. Il motivo, secondo l’avvocato Roberto Rosario, legale degli eredi di una trentina di operai defunti a Bagnoli  “è che il Comune non si era mai costituito, inammissibile in un processo così importante”.

Una sentenza che è destinata a fare storia, non a caso il pm Raffaele Guariniello, che con i colleghi Sara Panelli e Gianfranco Colace ha sostenuto l’accusa, si è definito commosso per l’esito della decisione.

 

La lettura della sentenza (Repubblica TV)

Guariniello: “Sentenza è un inno alla vita (Repubblica TV)

Bruno Pesce: “Le vittime hanno avuto giustizia (Repubblica TV)

Romana Blasotti: “Stravolti ma andiamo avanti” (Repubblica TV)

Operaio dona a Guariniello una vecchia tuta da lavoro (Repubblica TV)

Eternit, tocca alle parti civili. La Regione Piemonte: picco dei tumori nei prossimi 15 anni

Le richieste delle parti civili occuperanno anche le udienze della prossima settimana. La Regione Piemonte chiede la conferma della pena di 16 anni a testa per Schmidheiny e De Cartier

Torino – Continuano a ritmo serrato le udienze del processo d’appello Eternit. Dopo le conclusioni dell’accusa da oggi parlano le parti civili, che occuperanno anche le udienze della prossima settimana. Tra gli altri ha parlato anche Cosimo Maggiore, legale della Regione Piemonte, che ha chiesto la conferma della pena di 16 anni a testa inflitta ai due imputati, Stephan Schmidheiny e Jean Louis de Cartier, e del risarcimento per l’ente, 20 milioni di euro a testa. L’avvocato ha aggiunto che “a Casale Monferrato il picco di tumori da esposizione all’amianto si verifichera’ nei prossimi 15 anni”. Si riprende lunedì.

Processo Eternit, condannati a sedici anni i padroni Stephan Schmidheiny e Jean Louis De Cartier.

Sedici anni di carcere per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Louis De Cartier. I due proprietari della Eternit sono stati riconosciuti colpevoli di disastro doloso e di rimozione delle cautele antiinfortunistiche.

TorinoSedici anni di carcere per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Louis De Cartier. I due proprietari della Eternit sono stati riconosciuti colpevoli di disastro doloso e di rimozione delle cautele antiinfortunistiche. Il Tribunale ha ritenuto  i due imputati colpevoli di tali reati solo per le condizioni negli stabilimenti di Cavagnolo, in provincia di Torino, e Casale Monferrato (Alessandria). Per gli stabilimenti di Bagnoli (Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia), i giudici hanno dichiarato di non dover procedere perché il reato è prescritto. La sentenza è stata letta dal presidente del Tribunale Giuseppe Casalbore che, a seguire, ha elencato i vari indennizzi spettanti alle parti civili. Lunghissimo l’elenco del risarcimento danni e delle provvisionali per le parti civili: tra questi 4 milioni al Comune di Cavagnolo e 25 milioni per il Comune di Casale, 100 mila euro a Cgil nazionale, Associazione familiari e vittime dell’amianto e Legambiente onlus. Venti milioni alla Regione Piemonte, settantacinquemila a Wwf Italia. Undici milioni a Inail. E, inoltre, ai familiari è stato riconosciuto un risarcimento medio di 30mila euro ciascuno. Il presidente dell’Associazione familiari vittime dell’Amianto, Bruno Pesce, ha commentato: «Rende giustizia alle famiglie. E’ una pena giusta, severa». La sentenza riguarda la morte per amianto di 2.191 persone ed è stata accolta in aula da lacrime liberatorie. Hanno pianto, stringendosi l’uno a l’altro, i parenti delle vittime italiane, ma anche gli esponenti delle delegazioni straniere.

Morti per amianto, sedici anni ai padroni… (di Elena Ciccarello, fonte: Il Fatto Quotidiano)

Amianto, la strage continua… (di Mario Portanova, fonte: Il Fatto Quotidiano)

Link

Osservatorio Tg (fonte: Articolo 21)

Processo Eternit, sentenza storica (fonte: Articolo 21)

www.afeva.it

Eternit, sentenza storica… (di Stefania Divertito, fonte: metronews)

Eternit, Torino oggi ci parla di un punto… (di Stefania Divertito, fonte: Toghe verdi)

Eternit, la Regione Piemonte chiede 69 milioni di euro

Iniziate le repliche delle parti civili. Dopo la pausa estiva parlerà la difesa.

Torino – Dopo la requisitoria dell’accusa, con l’udienza di oggi del processo Eternit sono iniziate le repliche delle quasi seimila parti civili. Le loro richieste si dovrebbero concludere martedì prossimo, dopo la pausa estiva la parola passerà alla difesa.

La Regione Piemonte ha chiesto 69 milioni di euro di danni. L’avvocato Cosimo Maggiore ha spiegato che 60 milioni di euro è la quantificazione dei costi per le bonifiche fatte dall’ente dal ’99, e per quelle previste nei prossimi 20 anni, nell’area di Casale Monferrato e in quella di Cavagnolo (Torino). Altri 9 milioni di euro poi, è la cifra calcolata dalla Regione per le spese per le cure sanitarie dei malati per amianto e patologie connesse.

Quello della Regione Piemonte è il più cospicuo risarcimento richiesto dalle parti civili del maxi-processo.

Eternit, i dati su Bagnoli. La difesa contesta i numeri delle patologie

Anche nello stabilimento campano incidenza superiore alla media. Per un consulente della difesa i dati non sono attendibili ma sono confermati anche dal Registro Nazionale dei mesoteliomi

Torino – All’udienza numero 32 del processo Eternit l’accusa ha portato i dati relativi all’incidenza dei tumori sui lavoratori dello stabilimento di Bagnoli. I dati sono significativi: rispetto ai 2336 uomini e donne che dal 1939 alla chiusura hanno lavorato nello stabilimento napoletano della multinazionale dell’amianto i morti sono stati 900 e di questi ultimi il 35.22% è stato colpito da tumori professionali legati all’esposizione all’asbesto. Ai 317 ex dipendenti Eternit deceduti «per cause di lavoro» vanno aggiunti 151 tuttora ammalati. La ricerca è stata curata da Massimo Menegozzo, docente universitario a Napoli, e Pietro Comba, dirigente dell’Istituto Superiore di Sanità. Dopo di loro ha parlato il professor Benedetto Terracini, il maggior esperto italiano di epidemiologia dei tumori professionali e consulente nel processo per la parte civile Regione Piemonte.

L’avvocato Astolfo Di Amato, difensore di Stephan Schmidheiny, ha eccepito ancora una volta la nullità del dibattimento per «l’impossibilità» di esaminare la consulenza epidemiologica dell’accusa per lo stabilimento Eternit di Bagnoli «prima del controesame», richiesta rigettata dal giudice Casalbore.

Un consulente della difesa, l’«associato» di medicina del lavoro torinese Canzio Romano, ha contestato i dati presentati dall’accusa, basati sui libri matricola dell’Eternit di Bagnoli e Casale Monferrato. Sarebbero «scarsamente scientifici per insufficienza delle tecniche di diagnosi adottate», e la critica viene estesa al Registro nazionale dei mesoteliomi, massima autorità in questo settore.

Eternit, Demicheli (direttore sanità Piemonte): a Casale malattie da amianto per almeno altri quindici anni

A Casale Monferrato i cittadini continueranno ad ammalarsi di tumore, provocato dall’amianto, per almeno altri quindici anni. Lo ha detto oggi a Torino all’udienza del processo Eternit Vittorio Demicheli, direttore della sanità della Regione Piemonte. Quella di oggi è stata l’ultima udienza prima della pausa estiva. E’ stato ascoltato, come teste delle parti civili, anche il segretario generale della Cgil Piemonte Vincenzo Scudiere.

TorinoA Casale Monferrato i cittadini continueranno ad ammalarsi di tumore, provocato dall’amianto, per almeno altri quindici anni. Lo ha detto oggi a Torino all’udienza del processo Eternit Vittorio Demicheli, direttore della sanità della Regione Piemonte (che si è costituita parte civile nel processo). <<Questo tipo di tumore – ha spiegato Demicheli – è legato a una bassa esposizione e quindi ha una lunghissima latenza. Sono tumori che possono impiegare decenni a svilupparsi, stimo che ci si ammalerà almeno per altri 15 anni da oggi, ma potrebbero essere di più. Questo per la presenza ambientale delle fibre>>. <<Su 250 casi di tumore – ha aggiunto Demicheli – legato all’amianto ogni anno, 50 sono nel casalese>>. In sostanza, un tumore su cinque insorge nella zona di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria.

Nel corso dell’udienza odierna, è stato ascoltato, sempre come teste delle parti civili, il segretario generale della Cgil Piemonte Vincenzo Scudiere. In totale la Cgil rappresenta più di 1600 persone al processo: oltre 1200 lavoratori, di cui più di 900 deceduti, e circa 400 cittadini, di cui più di 350 deceduti. Durante la sua testimonianza, Scudiere ha ricordato le varie iniziative promosse dal sindacato per sensibilizzare la popolazione non solo in termini di informazione ma cercando di mettere a confronto le esperienze di lavoratori di città diverse, anche europee (link).

Quella di oggi è stata l’ultima udienza prima della pausa estiva.