Serena Dandini passa a La7. In onda da gennaio

Prime time il sabato sera e due brevi appuntamenti prima del TG di sabato e domenica.

Roma – Serena Dandini ha firmato con La7. Dopo il divorzio con la Rai, a partire da gennaio 2012, condurrà un nuovo programma di prime time il sabato, dalle 21.30 alle 24.00, e due brevi appuntamenti, dalle 19.30 circa, che anticiperanno l’edizione serale del TG di sabato e domenica.

Ad affiancare Serena Dandini ci saranno Dario Vergassola, Elio e le storie tese, Max Paiella, Paola Minaccioni e Federica Cifola, Diego Bianchi (Zoro), Ascanio Celestini, Andrea Rivera, Lillo e Greg. Il regista sarà Igor Skofic. La stessa squadra con cui lavorava per ‘Parla con mè su Rai3.

Sempre più a rischio il futuro in Rai di Serena Dandini

Il Dg della Rai Lorenza Lei ribadisce la scelta di produrre il programma internamente. La trasmissione in ogni caso non partirà il 27 settembre come previsto

Roma – E’ muro contro muro tra la Rai e Serena Dandini per il futuro di ‘Parla con me’. Il dg Lorenza Lei ribadisce con forza in consiglio di amministrazione – il primo dopo la pausa estiva – la scelta di produrre internamente il programma, mettendo la conduttrice di fronte all’aut aut di lasciare Fandango e continuare l’avventura su Rai3 oppure rimanere con la sua squadra e seguire eventualmente altre strade (La7 e’ alla finestra).

Il dg incassa il sostegno della maggioranza dei consiglieri, mentre il presidente Paolo Garimberti si dice pronto a votare a favore di un eventuale contratto per la realizzazione del programma. Protestano vivacemente i consiglieri di opposizione anche perche’ la trasmissione, a questo punto, non partira’ in ogni caso il 27 settembre come previsto.

Questa la replica della popolare conduttrice: «Non è un problema di soldi, non c’è mai stato. La Rai sta decidendo da mesi se avvalersi della nostra collaborazione».

Alla conquista di Raitre. Adesso è la volta di Serena Dandini?

Possibili e inquietanti scenari futuri in Rai, non così poi tanto lontani. Riflessioni sviluppate da Loris Mazzetti, capostruttura di Rai3.

Roma – Nell’attesa di sapere se qualcuno del cda della Rai risponderà a Santoro, come credo si attenda il pubblico che segue Annozero: «Il conduttore è un’importante risorsa della Rai e deve continuare a fare il suo lavoro anche nel prossimo palinsesto autunnale», apprendiamo positivamente che il presidente Garimberti, dopo la lettera di dimissioni dalla conduzione del Tg1 di Maria Luisa Busi, si è schierato pubblicamente contro la direzione di Minzolini, dichiarando: «Quel telegiornale è reticente». Per prima cosa alla Busi e a tutti quei colleghi del Tg1 che si battono perché il telegiornale torni ad essere un bene che comunica alla collettività e non uno strumento in mano ad un uomo solo al comando, va tutta la nostra solidarietà; secondo, i problemi sollevati nella lettera della conduttrice inviata al direttore Minzolini e le conseguenti parole di Garimberti, non dovrebbero rimanere una semplice disquisizione intellettuale tra chi è d’accordo e non.

Qualsiasi editore di fronte alla perdita costante di telespettatori, a un giornale qualitativamente molto, molto modesto, minimo prenderebbe provvedimenti, e non si limiterebbe ad avallare la sostituzione della Busi con una anonima “patatona” che porterebbe ad un’ulteriore perdita di ascolti e di qualità. Di fronte all’immobilismo dei vertici alcune domande sono legittime: «Perché l’editore nei confronti di Minzolini non è ancora intervenuto»? «Perché la riflessione sugli ascolti e sulla qualità vale nei confronti del direttore di Rai2 Liofredi e non per quello del Tg1»?  C’è altra carne al fuoco che farà diventare i prossimi giorni di organizzazione dei palinsesti frenetici, visto che il 15 di giugno, giorno dell’ufficializzazione è alle porte.

Nei corridoi di viale Mazzini corrono molte voci preoccupanti. Pippo Baudo, non confermato a Rai1, potrebbe approdare a Rai3 con tredici puntate in prima serata dedicate ai 150 anni della storia dell’Unità d’Italia. Nulla nei confronti del Pippo nazionale e della sua professionalità (Novecento a Rai3 fu un successo), discuto il luogo dell’eventuale decisione perché troppo distante dal primo piano di viale Mazzini, cioè da Rai3. Se ciò accadrà significa che è in atto un processo di lenta occupazione nei confronti della rete diretta da Antonio Di Bella, già iniziato con lo spostamento da Rai2 di Palco e Retropalco.

Altro rumor riguarda il programma di Serena Dandini che il direttore Antonio Di Bella ha confermato nella striscia di seconda serata, dal martedì al venerdì, con alcune incursioni in prima, dall’autunno alla fine di marzo. E’ risaputo che nella lista di proscrizione fatta direttamente da sua Emittenza, dopo Santoro, vi è il nome della conduttrice di “Parla con me”  e dopo il suo quello di Enrico Bertolino (non è chiaro se Berlusconi ce l’ha con lui perché conduce Glob, l’osceno del villaggio, o perché è  un interista sfegatato). Le voci che circolano contraddicono le decisioni di Rai3. “Parla con me”, che ha avuto una stagione piena di soddisfazioni e che per ragioni industriali (ottimo esempio di rapporto costo-qualità), e che nessun vero editore metterebbe in discussione, c’è chi lo vorrebbe ridimensionare a una o al massimo due seconde serate per far posto ad un’altra invasione (Giovanni Minoli?).

Ci auguriamo che siano solo voci, anzi male lingue, ma se andiamo a scorrere la lista di proscrizione, più volte riportata dai due house organ aziendali del Cavaliere, i nomi e i programmi di Rai3 sono tanti. Dopo Santoro e la Dandini sarà la volta di chi? Milena Gabanelli, Lucia Annunziata, Fabio Fazio…. 

Loris Mazzetti.

Fonte: Articolo 21.

Ci opporremo in ogni modo alla via disciplinare al giornalismo.

Roma No, non ci stiamo e ci faremo ascoltare in tutte le forme possibili! Gli inviti alla prudenza che pure ci sono arrivati da qualche vecchio amico non ci hanno affatto convinto. La via disciplinare al giornalismo non ci è mai piaciuta, di questi tempi ci piace ancora meno. Non vi è nulla di casuale nei provvedimenti decisi dall’autorità nei confronti di Michele Santoro e di Fabio Fazio. Quei provvedimenti erano in programma da mesi. Perchè sono stati tirati fuori ora? Perchè si è deciso a maggioranza? Perchè l’autorità che pure non  era riuscita ad affrontare la questione morale che si era manifestata al suo  interno ha ritrovato la grinta solo in questo caso? Sul merito della  vicenda non vi è nulla da aggiungere alle parole limpide, pacate, argomentate, pronunciate dal commissario D’Angelo che, insieme ai consiglieri Lauria e Sortino, ha deciso di votare contro la delibera. Il commissario Lauria, uomo moderatissimo, è arrivato sino al punto di dimettersi da relatore. Non ci vuole grande immaginazione per comprendere quanto questa decisione sia un omaggio allo spirito dei tempi. Per l’ennesima volta la scure si abbatte sul giornalismo d’inchiesta, su chi tenta di sottrarsi, magari commettendo errori, ai riti dell’ossequio, della genuflessione, dell’omissione cortigiana. Questo  non significa solidarizzare in modo acritico con chiunque e con  qualsiasi trasmissione, ma non si può essere così ipocriti e opportunisti da non vedere che  in questo paese si tollerano i conflitti interesse, gli accordi di cartello, la sistematica alterazione del principio di pari opportunità, addirittura si consente a condannati e inquisiti di insultare i propri magistrati e poi si finge sdegno contro Santoro, contro Travaglio che critica Schifani, contro Fabio Fazio che osa intervistare Beppino Englaro.

Dove stavano quando, sullo stesso argomento, andavano in onda servizi omissivi e faziosii? Perchè non hanno mai dato risposta alle preoccupazioni espresse dai palestinesi moderati? Perchè, qualche anno fa,  furono rimossi corrispondenti stimatisssimi come Paolo Longo, Mark Innaro? Per fare solo qualche nome. Chi chiese il loro allontanamento? Perchè non si sono occupati di promuovere altre serate su un tema così delicato? Perchè non hanno mai discusso delle esibizioni in tv di Moggi? Come fingere di non sapere che Berlusconi, i suoi fedelissimi e qualche stolto anche nelle file dell’opposizione, si augurano finalmente che qualche rompiscatole sia messo alla porta. Chi si illude che i provvedimenti riguarderanno solo Santoro,Fazio,Travaglio (sarebbe comunque gravissimo), dovrà presto ricredersi. Nelle stesse ore sono arrivati messaggi chiarissimi contro  il Tg3, contro Rai3, contro chiunque osi ancora disturbare la pax berlusconiana…Per queste ragioni non ascolteremo gli appelli  alla prudenza, l’articolo 21 della Costituzione non si difende con i sussurri. Ci opporremo in  ogni modo alla via disciplinare al giornalismo e lo faremo anche quando le persone o le trasmissioni coinvolte non rientreranno tra quelle che amiamo guardare o ascoltare. All’epoca dell’editto bulgaro non pochi politici e giornalisti ci invitarono a non perdere tempo con Biagi, Luttazzi e Santoro, a poco a poco quell’elenco diventò chilometrico, alcuni dei perplessi e dei pavidi ritrovarono, tardi, troppo tardi, il coraggio e la voce. Questa volta sarà il caso di non perdere tempo. Per quanto ci riguarda e per quanto riguarda questo sito procederemo sulla strada di sempre, anche a costo di scontentare amici e compagni.

 

Fonte: Articolo 21 (Giuseppe Giulietti)