Rai, Mario Orfeo è il nuovo direttore generale

Roma Il nuovo direttore generale della Rai è Mario Orfeo. Il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini, riunitosi questa mattina, ha designato il direttore del Tg1 per la nomina alla direzione generale e, ottenuto il sì dell’assemblea totalitaria, come previsto dallo statuto, ha nuovamente deliberato favorevolmente alla sua nomina. L’unico voto contrario tra gli otto membri del consiglio è stato quello di Carlo Freccero.

Rai, Campo Dall’Orto si è dimesso

Roma – Il suo piano informazione era stato bocciato lunedì dai componenti del consiglio di amministrazione  Rai. E tra i voti contrari c’era anche quello della presidente di Viale Mazzini Monica Maggioni. Una sfiducia che ha portato il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto – voluto dall’ex premier Matteo Renzi ai vertici del servizio pubblico – a rassegnare le proprie dimissioni dopo l’incontro, durato un’ora e mezza, col ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Una scelta che sarà successivamente formalizzata in consiglio di amministrazione.

Rai, l’1 giugno sciopero generale dei dipendenti

Roma – L’1 giugno i programmi Rai rischiano di non andare in onda. Le segreterie nazionali di Cgil, Uil, Ugl, Snater e LibersindConfsal hanno infatti proclamato per il primo giugno uno sciopero dei dipendenti (impiegati, quadri e operai) delle società del gruppo “contro la pregiudiziale aziendale posta sull’incremento dei minimi salariali, per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro e per l’erogazione del premio di risultato 2016″.

Rai, il Cda approva le nomine. Ida Colucci al Tg2, Luca Mazzà al Tg3.

Roma – Il consiglio di amministrazione della Rai ha approvato a maggioranza il pacchetto di nomine dei nuovi direttori di testata, presentato dal direttore generale Antonio Campo Dall’Orto. I nuovi direttori dei telegiornali sono: Ida Colucci al Tg2, Luca Mazzà al Tg3, Andrea Montanari al Gr e Nicoletta Manzione a Rai Parlamento. Restano in sella Mario Orfeo al Tg1 e Vincenzo Morgante alla TgR.

Sei i voti favorevoli. Hanno votato contro i consiglieri tre i contrari Arturo Diaconale, Carlo Freccero e Giancarlo Mazzuca. Alla direttrice uscente del Tg3 Bianca Berlinguer è stato assegnato uno spazio pomeridiano di approfondimento su Rai3 alle 18.30 dal lunedì al venerdì, poi da febbraio anche una doppia seconda serata settimanale. Il primo effetto delle nomine ha determinato che i senatori del Pd Miguel Gotor e Federico Fornaro si sono dimessi dalla commissione di Vigilanza Rai.

Canone Rai, il Consiglio di Stato boccia il decreto

RomaIl Consiglio di Stato boccia il decreto del governo sul pagamento in bolletta del Canone Rai. Per legge il Consiglio di Stato era chiamato ad esprimersi sull’atto, prima della sua promulgazione. Così, il Consiglio di Stato si è espresso in materia evidenziando che il decreto del ministero dello Sviluppo è da riscrivere perché «non offre una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo», si legge nella sentenza. Inoltre,  «non c’è nessun riferimento allo scambio dati tra vari enti coinvolti necessario per l’addebito in bolletta» e il testo «non è di facile comprensione».

 Il Consiglio di Stato boccia…. (fonte: Repubblica)

Editoria, domani la nomina dei nuovi direttori Rai. La Bignardi a RaiTre, Andrea Fabiano a RaiUno.

Il nuovo direttore di RaiTre sarà Daria Bignardi, a RaiUno Andrea Fabiano.

Roma – A RaiUno Andrea Fabiano, a RaiDue Ilaria Dallatana, a RaiTre Daria Bignardi, a Rai4 Angelo Teodoli, a Raisport Gabriele Romagnoli. L’amministratore delegato Antonio Campo Dall’Orto ha annunciato oggi la sua decisione al consiglio di amministrazione. La nomina formale arriverà domani, con la riunione del consiglio di amministrazione. Scelte, decisioni che non hanno trovato il consenso dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai. 

 

 

 

Editoria, Antonio Di Bella è il nuovo direttore di Rainews 24

Antonio Di Bella è il nuovo direttore di Rainews24

Roma  Antonio Di Bella è il nuovo direttore di Rainews 24. Lo ha designato oggi il Consiglio di amministrazione della Rai. Di Bella, già direttore di TgTre, Rai Tre e corrispondente da New York, è dal 2013 corrispondente da Parigi. Di Bella ha ottenuto otto voti a favore, uno soltanto contrario. Antonio Di Bella prende il posto di Giancarlo Gioielli, nominato ad interim lo scorso novembre. 

Caso Ballarò, non si chiede mai il licenziamento di una voce libera

Firenze  Devo al lettore due precisazioni. La prima. Credo di essere stato il primo in tv (ero ospite di Lilli Gruber, regolarmente autorizzato dalla Rai) ad aver parlato del conflitto d’interessi del ministro Boschi sulla vicenda della Banca Etruria. Anche dopo il voto del Senato, che rispetto, continuo a pensare che Maria Elena Boschi sia portatrice di un conflitto enorme e che il governo sia stato condizionato nel fare il decreto salva banche. Sull’influenza della massoneria in tutta la vicenda e non solo, emersa in questi giorni, ci sarà ancora molto, molto da scrivere.

La seconda. Sono amico di Michele Anzaldi. Lo reputo uno dei pochi in Commissione di Vigilanza che sappia di Rai e di tv in generale. All’epoca dell’editto bulgaro era al nostro fianco contro i pasdaran che in Rai hanno fatto di tutto, riuscendoci, per cacciare Biagi, Santoro e Luttazzi e tanti altri. Ritengo che Michele Anzaldi abbia sbagliato a chiedere il licenziamento di Massimo Giannini che, contrariamente ad altri colleghi, certi argomenti li affronta nonostante il diktat di Renzi o chi per lui. Non si chiede mai il licenziamento di una voce libera, soprattutto perché non è la prima volta e rischia di diventare una persecuzione contro il conduttore di Ballarò e contro Rai3. Sono anche questi gli atti che portano l’Italia ad essere al 72° posto per la libertà d’espressione. Per Anzaldi, Giannini, è da condannare per aver definito il caso Etruria «rapporto incestuoso». Alcuni renziani del Pd (non solo Anzaldi) hanno reagito contro la volgarità dell’affermazione, creando nell’accusa una certa ambiguità. E’ l’argomento che disturba o la volgarità nell’uso della parola? Vorrei che il lettore notasse che una certa scurrilità è presente in tv a tutte le ore del giorno e in tutti i salotti. Ormai non ci si scandalizza se qualcuno nomina qua e là gli organi genitali come intercalare (non mi riferisco ai soli comici), la parola “cazzata” è diventata di uso comune. Stupisce, invece, che i politici intervengano sulla “parola volgare” solo quando questa viene usata per definire, anche efficacemente, un atto della stessa politica. Conosco troppo bene Michele Anzaldi, non gli passerebbe mai per la testa di disseppellire l’editto bulgaro, chi parla oggi ricordando la violenza berlusconiana lo fa perché non l’ha vissuta sulla propria pelle. Quella di Michele è una provocazione, sbagliata, ma una semplice provocazione. Scriverei la stessa cosa se al posto di Giannini ci fosse Vespa, è risaputo la mia poca considerazione nei suoi confronti, le voci si accendono non si spengono, e il governo, se volesse veramente far finire le polemiche, dovrebbe proporre quella benedetta legge sul conflitto d’interessi annunciata a suo tempo da Renzi. Giannini, denunciando il conflitto di interessi, aggiungo la mancata riforma del sistema radiotelevisivo, esprime il parere di milioni di italiani. Glielo consente l’articolo 21 della Costituzione.

Firma: Loris Mazzetti

Fonte: Articolo 21

Rai, rimosse la Ferrario dalla conduzione del Tg1: Minzolini condannato per abuso di ufficio.

Condannato Augusto Minzolini per abuso di ufficio

Roma Il Tribunale di Roma ha condannato a quattro mesi l’ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini per abuso di ufficio. Il reato contestato al senatore del Pdl è relativo alla rimozione, avvenuta nel 2010, della giornalista Tiziana Ferrario dalla conduzione del Tg1 delle 20. L’accusa era quella di avere tolto dalle sue mansioni per circa un anno la giornalista, omettendo poi di attribuirle nell’ambito della redazione esteri “qualsivoglia mansione dal marzo del 2010 al marzo 2011″. Secondo l’accusa la rimozione dalla conduzione della Ferrario fu “conseguenza di una vendetta per le critiche fatte sulla imparzialità del direttore a proposito delle notizie diffuse dopo la conclusione del processo Mills”. Il 12 novembre a Minzolini inoltre è stata inflitta una condanna definitiva in Cassazione a due anni e mezzo di reclusione per peculato continuato, per la vicenda dell’utilizzo delle carte di credito Rai.

 

L’Agcom multa la Rai per la bestemmia di Tiberio Timperi.

Firenze  L’Agcom multa la Rai per la bestemmia in diretta di Tiberio Timperi. E’ di 25mila euro la sanzione dell’Autorità per le comunicazioni dopo la denuncia del Codacons per violazione del Codice di Autoregolamentazione Media e Minori. L’azienda ha deciso di impugnare la decisione davanti al Tar del Lazio. Il fatto risale al 18 ottobre del 2014, quando il conduttore Timperi durante la registrazione “Uno mattina in famiglia”, si impappinò mentre annunciava un ospite in studio. Dopo aver detto «ho sbagliato», aggiunse a bassa voce una bestemmia. L’episodio per errore non fu tagliato dalla registrazione e anzi andò in onda due volte. Il giorno successivo, il conduttore si scusò all’interno dello stesso programma. Ma questo non fermò la denuncia del Codacons.