Eternit, la Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi. Schmidheiny sarà giudicato in quattro tribunali.

Roma – La Cassazione ha dichiarato inammissibili i due ricorsi,  procura generale e procura di Torino, contro la sentenza con cui il 29 novembre 2016 il gup Federica Bompieri riformulò in omicidio colposo (e non più volontario) l’ipotesi di reato a carico dell’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, imputato per la morte da amianto di 258 persone al processo Eternit bis. Quindi, la situazione rimane quella disposta dal gup Bompieri: il procedimento Eternit Bis viene frazionato in quattro filoni per le relative competenze territoriali (Vercelli, Reggio Emilia, Napoli e Torino).

 

Giustizia, Spataro salva il “pool” Guariniello. Ci sarà un concorso.

Torino Raffaele Guariniello andrà in pensione ma il suo pool continuerà a lavorare. Lo ha deciso il capo della procura di Torino, Armando Spataro, che ha istituito un bando per coordinare il pool del magistrato torinese, le cui competenze comprendono la sicurezza sul lavoro e la tutela del consumatore. Il concorso è interno ed è rivolto ai magistrati dell’ufficio di Guariniello.

 

Fonsai, Paolo Ligresti assolto dalle accuse di aggiotaggio e falso in bilancio

Assolto Paolo Ligresti

Milano Il gup del Tribunale di Milano, Andrea Ghinetti, ha assolto perché «il fatto non sussiste» Paolo Ligresti – figlio dell’ex patron di Fondiaria Sai Salvatore -, accusato di falso in bilancio e aggiotaggio nella gestione del gruppo assicurativo. Nel processo con rito abbreviato Ligresti, che si era costituito lo scorso giugno dopo due anni di latitanza in Svizzera, ha anche ottenuto la revoca degli arresti domiciliari. Le motivazioni saranno rese note tra 90 giorni. Il giudice ha assolto anche la società (imputata per la legge 231) e i suoi ex manager Pier Giorgio Bedogni, e Fulvio Gismondi.

La procura di Milano, con il pm Luigi Orsi aveva chiesto l’assoluzione dei tre imputati nella requisitoria dello scorso luglio. Con la sentenza di oggi si è chiuso il filone milanese dell’inchiesta Fonsai. La Procura torinese nel luglio del 2013 aveva indagato la famiglia Ligresti, e una parte del fascicolo era stato trasferito a Milano il 18 marzo 2014, quando il gup del capoluogo piemontese aveva disposto la trasmissione degli atti accogliendo un’eccezione di incompetenza territoriale avanzata della difesa.

 

Olio spacciato per extravergine: indagate a Torino sette aziende

Grandi marchi spacciavano olio per extravergine, invece era soltanto di “categoria 2”.

Torino Carapelli, Santa Sabina, Bertolli, Coricelli, Sasso, Primadonna (confezionato per la Lidl) e Antica Badia (per Eurospin) prodotti in Toscana, Abruzzo e Liguria: olio che sarebbe stato spacciato per extravergine mentre invece era di “categoria 2″, di qualità inferiore e meno caro. Il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello ha deciso di inviare i Nas di Torino per un controllo sui campioni nei supermercati torinesi dopo una segnalazione da parte di un periodico specializzato. Sette rappresentanti legali delle aziende olearie coinvolte sono indagati: dovranno rispondere di frode in commercio. 

Amianto negli elicotteri militari, emessi dalla Procura di Torino 55 avvisi di garanzia.

Firenze La procura di Torino ha emesso cinquantacinque avvisi di garanzia nell’inchiesta per la presenza di amianto sugli elicotteri in dotazione alle forze armate e di polizia. L’indagine è coordinata dal procuratore Raffaele Guariniello. L’ipotesi di reato è disastro colposo. Gli avvisi, delle scorse settimane, contengono l’invito a presentarsi per un interrogatorio. 

Elicotteri militari con l’amianto… (di Sara Martinenghi, fonte: Repubblica)

Amianto negli elicotteri… (di Elisa Sola, fonte Corriere della Sera)

Eternit bis, il processo resta a Torino. Lo Stato italiano è parte civile

Il governo Renzi mantiene la promessa insieme Regione Piemonte e Provincia di Alessandria. Il giudice respinge tutte le richieste della difesa e il processo rimane a Torino.

Torino – Terza udienza preliminare al processo Eternit Bis. Novità della giornata, fortemente attesa dai cittadini di Casale Monferrato è la costituzione di parte civile dello Stato Italiano, di Regione Piemonte e della Provincia di Alessandria. La procura ha accolto favorevolmente le istanze dei tre enti, «anzi ci eravamo stupiti non l’avessero già fatto» ha commentato il pm Raffaele Guariniello. Nell’elenco delle parti civili, circa una quarantina tra soggetti pubblici e privati, figurano anche sindacati, enti locali e associazioni dei familiari delle vittime da amianto.

Nel prosieguo dell’udienza il Gup Federica Bompieri ha respinto anche l’altra richiesta presentata dalla difesa di Stephan Schmidheiny, quella di trasferire il processo a Ivrea (fatto che avrebbe tolto le indagini ed accusa alla Procura di Torino e ai Pm Guariniello e Colace). La difesa aveva sollevato l’eccezione della competenza territoriale, essendo la prima vittima di Cavagnolo, un comune che oggi rientra nella giurisdizione del tribunale di Ivrea. Secondo il giudice, però, il fascicolo con il nome della persona deceduta è stata aperto prima del riassetto territoriale, ovvero quando il Comune di Cavagnolo era sotto la giurisdizione del tribunale di Torino, dove quindi continuerà a svolgersi il processo.

Ora bisognerà entrare nel merito con l’esame del cosiddetto “ne bis in idem” il principio giuridico che stabilisce che non è possibile essere processati due volte per lo stesso fatto, reato e condotta, in relazione al primo processo a cui Schmidheiny è stato sottoposto negli anni scorsi.

L’udienza è stata aggiornata a giovedcì 4 giugno.

Eternit, chiesto un nuovo processo per Stephan Schmidheiny. L’accusa è omicidio volontario aggravato

La procura di Torino ha chiesto un rinvio a giudizio per l’imprenditore svizzero della Eternit Stephan Schmidheiny.

Firenze La procura di Torino ha chiesto un rinvio a giudizio per l’imprenditore svizzero della Eternit, Stephan Schmidheiny. Ma questa volta a far cadere le accuse non sarà la prescrizione come è successo per la prima inchiesta che si fondava sull’accusa per il disastro ambientale. Questa volta l’ipotesi di reato contestata dai magistrati è omicidio volontario aggravato di 258 persone, morte per l’esposizione all’amianto tra il 1989 e il 2014. E l’omicidio non si può prescrivere. Proprio i giudici della Corte di Cassazione, nelle motivazioni dell’assoluzione del magnate, avevano sottolineato come le contestazioni mosse dalla Procura fossero più idonee a reggere altri reati, come le lesioni e l’omicidio. Secondo l’accusa, Schmidheiny, «nonostante sapesse della pericolosità dell’amianto», avrebbe «somministrato comunque fibre della sostanza». Le aggravanti ipotizzate dai pm Guariniello e Gianfranco Colace, che hanno condotto l’inchiesta, sono quelle dei motivi abietti, la volontà di profitto e del mezzo insidioso, l’amianto.

Massimo Gramellini denunciato da associazione Rom

L’Istituto di cultura Sinta di Mantova e l’Osservatorio contro le discriminazioni razziali hanno denunciato Massimo Gramellini all’Ordine dei giornalisti e presenteranno un esposto alla Procura di Torino per diffamazione e istigazione all’odio etnico-razziale.

Firenze – L’Istituto di Cultura Sinta di Mantova, Sucar Drom, e l’Osservatorio contro le discriminazioni provinciale hanno deciso di denunciare Massimo Gramellini all’Ordine dei giornalisti e di presentare un esposto alla procura di Torino per diffamazione e istigazione all’odio etnico-razziale. Il motivo che ha spinto la comunità rom a chiamare in causa il giornalista è in relazione a quanto ha scritto il vicedirettore del quotidiano La Stampa nella sua rubrica “Buongiorno” lo scorso 24 ottobre a riguardo della vicenda di Borgaro, comune in provincia di Torino, dove il sindaco del Pd ha proposto di realizzare due corse del bus 69, una per i Rom che abitano lì vicino e una per tutti gli altri cittadini, a causa dei ripetuti episodi di molestie denunciati dai residenti e attribuiti ai nomadi.   

Processo Thyssen, rischio prescrizione. L’allarme della Procura

Una sentenza della Consulta dimezza i tempi per l’incendio colposo da 12 a 6 anni. A rischio anche altri processi di sicurezza sul lavoro

Torino – Il processo Thyssenkrupp rischia di cadere in prescrizione. Sette anni dopo l’incendio divampato nello stabilimento di Torino la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, in cui persero la vita i sette operai Antonio Schiavone, Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino, c’è il pericolo che non si arrivi a una sentenza definitiva.

Stiamo parlando degli imputati Harald Espenhahn, l’amministratore delegato, accusato di omicidio volontario e condannato a 16 anni e mezzo dalla Corte d’Assise di Torino,Giuseppe Salerno, responsabile dello stabilimento di Torino, Gerald Priegnitz e Marco Pucci, membri del comitato esecutivo dell’azienda, condannati a 13 anni e 6 mesi per omicidio e incendio colposi (con colpa cosciente) e omissione delle cautele antinfortunistiche e Daniele Moroni, membro del comitato esecutivo dell’azienda, condannato a 10 anni e 10 mesi.

Il rischio nasce a seguito della sentenza del 28 maggio 2014 della Consulta, che dimezza i termini di estinzione del reato per l’incendio colposo. Una decisione presa perché secondo i giudici il raddoppio della prescrizione, come era stato stabilito nel 2005 con la legge ex Cirielli, viola l’articolo 3 della Costituzione. 

Per il processo si tratta della seconda beffa in poche settimane, dopo che la Cassazione, il 24 aprile scorso, ha deciso di rinviare gli atti alla Corte d’Assise d’Appello di Torino. I giudici supremi hanno confermato la responsabilità degli imputati, ma hanno annullato senza rinvio una parte della sentenza che riguarda una delle “circostanze aggravanti” contestate agli imputati. Non sono ancora note le motivazioni che dovrebbero essere pubblicate entro l’estate, ma l’orientamento della Cassazione è che non ci fu dolo, ma colpa, “colpa cosciente”, gravissima.

Tav, indagato Erri De Luca.

Lo scrittore Erri De Luca è indagato dalla Procura di Torino per aver istigato al sabotaggio della Tav in Val di Susa.

Firenze «Ricevo dalla Procura di Torino la incriminazione per avere istigato al sabotaggio della TAV in Val di Susa. Citano le mie parole a sostegno. Per uno scrittore il reato di opinione è un onore». Lo scrive Erri De Luca sul suo profilo di facebook.