Omicidio Alpi e Hrovatin, la Procura di Roma apre un nuovo fascicolo

Roma – La procura di Roma ha aperto un nuovo fascicolo sul caso del duplice omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, con l’ipotesi di reato di falso in atto pubblico, calunnia e favoreggiamento. Al momento il procedimento è a carico di ignoti. Le indagini riguarderanno le presunte anomalie legate alla gestione di un testimone, rivelatosi falso, Ahmed Ali Rage, detto Gelle, evidenziate dalla Corte di Appello di Perugia che il 19 ottobre scorso, a conclusione del processo di revisione, ha assolto l’unico condannato, il somalo Hashi Omar Hassan.

 

Inchiesta Petrolio, la Cassazione trasferisce a Roma l’indagine sul cosiddetto “quartierino”

Roma – Sarà la procura di Roma a continuare le indagini sullo scandalo petrolio in Basilicata. A deciderlo è stata la procura generale della Cassazione, accogliendo il ricorso di Nicola Colicchi, uno degli indagati nell’inchiesta della procura di Potenza che aveva portato alle dimissioni di Federica Guidi da ministro dello Sviluppo Economico. I pm lucani continueranno a condurre la parte dell’inchiesta relativa ai reati ambientali addebitati alle compagnie petrolifere e alla realizzazione del Centro Oli di Tempa Rossa, mentre il filone sul cosiddetto “quartierino romano” e la costola siciliana dell’indagine sarà portata avanti dalla procura capitolina guidata da Giuseppe Pignatone. L’effetto della decisione sarà il trasferimento alla procura di Roma anche delle posizioni di tutti gli altri indagati, fra cui l’ex capo di Stato maggiore della marina l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, la cui posizione fa parte del filone siciliano dell’inchiesta.

Carlo De Benedetti, indagini su plusvalenze in Borsa nei giorni del decreto sulle Popolari

Firenze C’è il nome di Carlo De Benedetti in un’informativa della Guardia di finanza che riguarda plusvalenze sospette, in Borsa, sulle banche popolari, a ridosso del decreto del governo Renzi che le trasformava in società per azioni. La notizia è riporta da Il Giornale, secondo il quale l’informativa, commissionata alle Fiamme gialle dalla Consob, è passata suol tavolo del procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi, esperto di indagini finanziarie, ed è ora su quella del sostituto Stefano Pesci. La Procura, scrive il Giornale, deve valutare se sussistono gli estremi per il reato di abuso di informazioni privilegiate. 

Vatileaks, indagato Paolo Berlusconi

RomaSono «inveritiere» le notizie sui presunti ricatti da parte di Francesca Chaouqui, coinvolta nel caso Vatileaks, alla famiglia Berlusconi. Lo afferma in una nota Nicolò Ghedini, legale del leader di Forza Italia, minacciando querele in seguito a un articolo di oggi del Corriere della Sera, che cita le carte dell’inchiesta della Procura di Roma e afferma che tra gli indagati figura anche il nome di Paolo Berlusconi, fratello del’ex premier. Secondo il Corriere la giovane donna sotto accusa per fuga di documenti riservati avrebbe utilizzato notizie apprese in Vaticano per minacciare e ricattare. E per rendere più efficaci gli avvertimenti, Chaouqui avrebbe fatto valere proprio il ruolo di componente della Cosea, la Commissione della Santa Sede per gli affari economici, affidatole direttamente da papa Francesco.

Il governatore Vincenzo De Luca indagato per corruzione

Il governatore della Campania Vincenzo De Luca indagato per corruzione

Roma Il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca è indagato a Roma per corruzione e rivelazione di segreto. Oltre a De Luca, sono indagati altre sei persone, fra cui Anna Scognamiglio, una dei giudici del Tribunale di Napoli che a luglio bocciò la sospensione di De Luca, decisa dal governo in virtù della legge Severino. Sul registro degli indagati sono finiti anche Guglielmo Manna, marito del magistrato e Nello Mastursi, capo della segreteria del governatore, che si era dimesso due giorni fa. Era stata la Procura di Napoli ad avviare l’inchiesta e poi per competenza territoriale ha inviato gli atti a Roma, che si occupa delle vicende giudiziarie che riguardano i magistrati partenopei.

Giudizio immediato per l’ex ministro Clini, accusato di corruzione

Giudizio immediato per l’ex ministro dell’ambiente Corrado Clini.

Roma Giudizio immediato per l’ex ministro dell’ambiente Corrado Clini, accusato dalla Procura di Roma di corruzione per un finanziamento da 54 milioni di euro finanziato dal dicastero per il progetto New Eden che riguardava la riqualificazione di una zona dell’Iraq. Il processo è fissato per il prossimo 12 marzo. L’ex ministro era stato arrestato lo scorso 26 maggio su ordine dell’autorità giudiziaria di Ferrara. Ai domiciliari era finito anche l’imprenditore Augusto Calore Pretner di Ferrara, anche lui rinviato a giudizio.

La Procura contesta a Clini di aver ricevuto una mazzetta per oltre un milione di euro e a Pretner una somma di denaro di 2 milioni e 30mila euro, il tutto derivato dalla percentuale lucrata su un finanziamento erogato dal ministero dell’Ambiente ad una società irachena per un progetto di bonifica ambientale. 

Antitrust, multa da 180 milioni di euro a Roche e Novartis

Roma L’Antitrust ha inflitto una multa da 180 milioni di euro a Roche e Novartis per «un cartello che ha condizionato le vendite dei principali prodotti destinati alla cura della vista, Avastin e Lucentis». «I due gruppi – si legge sul sito dell’Autorità – si sono accordati illecitamente per ostacolare la diffusione dell’uso di un farmaco molto economico, Avastin, nella cura della più diffusa patologia della vista tra gli anziani e di altre gravi malattie oculistiche, a vantaggio di un prodotto molto più costoso, Lucentis, differenziando artificiosamente i due prodotti». Per il Sistema Sanitario Nazionale, l’intesa ha comportato un esborso aggiuntivo stimato in oltre 45 milioni di euro nel solo 2012, con possibili maggiori costi futuri fino a oltre 600 milioni di euro l’anno. Novartis, in una nota, ha respinto le accuse ed ha annunciato che farà ricorso al Tar. Intanto, la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta.

Gasparri indagato per peculato

Maurizio Gasparri è indagato per peculato.

RomaLa Guardia di Finanza ha notificato stamani al senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri un avviso di chiusura indagini nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sulla presunta appropriazione di fondi del Pdl. Il reato contestato al vicepresidente del Senato è quello di peculato. Il parlamentare nel marzo 2012 avrebbe usato 600mila euro dei fondi destinati al gruppo per aprire un’assicurazione alla banca Bnl del Senato. Un anno dopo, stando a quanto si legge dal capo d’imputazione, sollecitato dalla direzione amministrativa, la chiude restituendo la somma in due tranches. Il pm ha chiesto l’archiviazione per alcune accuse, ma non per l’indagine sul peculato.

Chiesto il rinvio a giudizio per Minzolini. L’accusa: peculato

La Procura di Roma contesta al giornalista di aver speso circa 65 mila euro in 14 mesi con la carta di credito aziendale

Roma – Il procuratore aggiunto di Roma, Alberto Caperna, ha chiesto il rinvio a giudizio di Augusto Minzolini, direttore del Tg1, con l’accusa di peculato. La Procura di Roma contesta al direttore del Tg1 di aver speso circa 65 mila euro in 14 mesi con la carta di credito aziendale. L’intera somma è stata comunque restituita. Ma alla procura di  Roma questo non interessa. Quello che conta è che quelle spese di denaro pubblico tra il luglio  2009 e l’ottobre 2010, anche se di rappresentanza, non sono giustificate. Adesso la decisione spetta al Gip.

Ustica, Alfano firma quattro rotagorie internazionali

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha firmato ed inoltrato oggi quattro rotagorie internazionali, accogliendo le richieste della Procura di Roma. Le rotagorie riguardano Stati Uniti, Belgio, Germania e Francia.

FirenzeIl ministro della Giustizia Angelino Alfano ha firmato ed inoltrato oggi quattro rogatorie internazionali sulla strage di Ustica. Le rogatorie, richieste dalla Procura di Roma che due anni fa ha aperto  un’indagine sul disastro del Dc9 (81 morti) in seguito alle affermazioni fatte dall’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, riguardano Stati Uniti, Belgio, Germania e Francia. Proprio nei giorni scorsi – 22 giugno – il ministro degli Esteri francese Bernard Valero ha affermato la volontà del suo Paese di cooperare <<non appena le autorità italiane ci invieranno una rotagoria internazionale>>. Nel 2008 Francesco Cossiga affermò che ad abbattere il Dc9 fu un missile sparato da un caccia francese e la Procura capitolina ascoltò come testimoni il senatore a vita e l’ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato.

La reazione dell’Associazione parenti delle vittime (La Repubblica)

Sky Tg24

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