Scuola Marescialli, il processo per Denis Verdini finisce con la prescrizione

Roma – «Non luogo a procedere per intervenuta prescrizione». L’ha dichiarato la terza Corte d’Appello di Roma per il senatore Denis Verdini al processo relativo alla vicenda degli appalti sulla ristrutturazione della Scuola dei Marescialli di Firenze. In primo grado, il senatore di Ala era stato condannato a due anni di reclusione, pena sospesa, per concorso in corruzione. La prescrizione è scattata lo scorso 20 luglio e, quindi, la Corte ha applicato la norma chiudendo definitivamente il giudizio.

Strage Viareggio, venerdì 1° luglio la decisione sullo stop estivo

Lucca – La decisione era stata annunciata per oggi, ma nell’udienza odierna il presidente del Collegio, Gerardo Boragine, ha rinviato a venerdì 1° luglio la decisione sui tempi della discussione.

Una scelta che va presa ponderando il più possibile le esigenze di un processo che porta con se’ una mole di documenti ed atti da far tremare le vene ai polsi.

Le requisitorie dei pm dureranno 2 o 3 udienze, poi spetterà alla parti civili, per 6 o 7 udienze e altrettate per la difesa dei 32 imputati. Tirando le somme, prima di arrivare alla sentenza di primo grado, occorreranno almeno altre 17 o 18 udienze.

Prescrizione, Raffaele Cantone: “L’attuale legge ex Cirielli è un incentivo alla corruzione”

Firenze – La legge ex Cirielli, ovvero la riforma della prescrizione voluta nel 2005 dal governo allora guidato da Silvio Berlusconi, è stata un incentivo alla corruzione. E quindi «bisogna interventire sul meccanismo» dei tempi di estinzione dei reati. Ad affermarlo è Raffaele Cantone, presidente dell’Anac, l’Autorità nazionale per la lotta al sistema delle tangenti. La ex Cirielli, una delle più celebri leggi ad personam approvate dal centrodestra in quegli anni, «ha finito per essere un incentivo per alcune tipologie di reato, per esempio la corruzione», ha affermato il magistrato, intervistato da Maria Latella su Sky tg24 insieme al procuratore capo di Milano uscente Edmondo Bruti Liberati. La corruzione, ha continuato, «è uno dei reati per i quali il tempo di prescrizione si è abbattuto del 50%».

 

 

 

 

 

“Il dolore non va in prescrizione”. L’appello dei familiari delle vittime della strage di Viareggio

Viareggio – L’Associazione “Il Mondo Che Vorrei” onlus accoglie positivamente l’intervento del presidente della Corte di Cassazione, dottor Canzio, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, che ha definito con queste testuali parole l’istituto della prescrizione: “Quanto alla prescrizione, si è più volte ribadito che essa, irragionevolmente, continua a proiettare la sua efficacia pure nel corso del processo, dopo l’avvenuto esercizio dell’azione penale o addirittura dopo che è stata pronunciata la sentenza di condanna di primo grado, mentre sarebbe logico, almeno in questo caso, che il legislatore ne prevedesse il depotenziamento degli effetti”

Parole pesanti, parole giuste. Questa la reazione dell’associazione. «Le parole del dottor Canzio – viene detto nel comunicato – sono chiare. Si è più volte ribadito che la prescrizione, irragionevolmente, continua a proiettare la sua efficacia pure nel corso del processo, dopo l’avvenuto esercizio dell’azione penale o addirittura dopo che è stata pronunciata la sentenza di condanna di primo grado, mentre sarebbe logico, almeno in questo caso, che il legislatore ne prevedesse il depotenziamento degli effetti».

E per questo viene rivolto un altro appello, l’ennesimo, alla politica.

«La politica tutta, il capo di governo Renzi e il ministro della giustizia Orlando devono attivarsi affinché questi reati non cadano in prescrizione. Il nostro dolore non è caduto, non cade e mai cadrà in prescrizione».

Strage Viareggio, la difesa contesta le tesi accusatorie

Scontro fra Procura e consulenti per picchetto e zampa di lepre. Nei giorni scorsi polemica tra il Presidente del Senato Grasso e l’Unione Camere Penali sui tempi del processo

Lucca – Continua il botta e risposta tra Procura e consulenti della difesa sui temi chiave del processo per la strage di Viareggio, il picchetto e la piegata a zampa di lepre.

La Procura sostiene che la perforazione sul mantello della carro-cisterna – da dove è poi fuoriuscito il gpl – è stata provocata dal picchetto per la segnatura delle curve; le difese degli imputati – in particolar modo delle società chiamate a rispondere in giudizio – schierano consulenti tecnici di spicco (quasi tutti docenti universitari e cattedratici di fama) per sostenere invece che la responsabilità è da addebitare alla «zampa di lepre», un elemento strutturale che fa parte dello scambio. Anche nell’udienza odierna ci sono state otto ore di botta e risposta per poi rimanere fermi ognuno sulla propria barricata. Ma non sono mancate scintille verbali, momenti di tensione e anche la conferma che con il passare del tempo, la marcia di avvicinamento alla sentenza di primo grado diventa sempre più carica di tensioni.

A questo proposito, nei giorni scorsi il Presidente del Senato Pietro Grasso ha annunciato l’intenzione di scrivere al Presidente del Tribunale di Lucca per sollecitare un più celere svolgimento del procedimento. Una dichiarazione che non è piaciuta all’Unione Camere Penali che ha risposto con una nota polemica.

La nostra opinione è che l’obiettivo comune a tutti dovrebbe essere quello di arrivare a una conclusione del processo in tempi rapidi, senza alimentare sterili polemiche fini a se stesse.

Strage Viareggio, aumenta il rischio prescrizione

Un avvocato ha un doppio impegno col processo “Mafia capitale” e le date delle udienze del 2016 per i due processi sono le stesse. Nell’udienza odierna la difesa di Ferrovie gioca la carta del plastico

Lucca – Aumenta il rischio prescrizione al processo per la strage di Viareggio. All’udienza odierna Gaetano Scalise, uno degli avvocati di punta del processo, ha comunicato di avere assunto la difesa di un detenuto (agli arresti domiciliari) dell’inchiesta di Mafia Capitale e ha rilevato che le date delle udienze dei due processi per il 2016 coincidono. «Siccome là tutelo un detenuto agli arresti domiciliari – ha detto – devo dare la precedenza a quel processo. E sono costretto a presentare qui un legittimo impedimento».

Non è cosa da poco perché rischia di rallentare i lavori dibattimentali. Il Collegio, nel caso in cui venisse presentata domanda di legittimo impedimento, dovrebbe fare una sorta di comparazione per vedere chi deve avere la precedenza. Viareggio ha dalla sua che si tratta di un processo istruito da vari anni con reati che rischiano di finire in prescrizione; Roma invece accampa il fatto che ci sono persone in carcere o ai domiciliari. Ma qualcuno, alla fine dei salmi, potrebbe essere chiamato a spostare le date.

Queste al momento sono le date indicate dal Collegio giudicante per il 2016. Gennaio: 13-20-27; febbraio: 3-10-17-24; marzo: 2-9-14; aprile: 6-13-20-27; maggio: 4-11-25; giugno: 8-15-22-29; luglio: 6-13-20. I familiari delle vittime hanno già avanzato richiesta di non fare udienza il 29 giugno vista la concomitanza con le manifestazioni di ricordo della strage.

Problemi anche per la prossima udienza che era destinata ad ascoltare 8 testimoni tedeschi dell’avvocato Siniscalchi. Quest’ultimo ha detto che a uno ha rinunciato a causa delle sue precarie condizioni di salute; due vengono sicuri; gli altri 5 sono incerti, ma almeno in 3 al 99% non dovrebbero presentarsi. Il giudice Gerardo Boragine ha preannunciato di poter fare udienze straordinarie per non rischiare di perdere troppo tempo.

In aula si è registrato un botta e risposta serrato tra il consulente di Rfi, Giorgio Diana, ed i due pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino.

Strage di Viareggio, la Toscana chiederà al Governo la riforma della prescrizione

Una delibera del M5s approvata all’unanimità in consiglio regionale dà mandato per fare pressione su Parlamento e esecutivo perché i processi su eventi colposi come il disastro ferroviario del 2009 non vengano interrotti

Firenze – Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi dovrà fare pressione sul Parlamento e sul governo perché reati come le stragi colpose non cadano più in prescrizione. Partendo dal processo sul disastro ferroviario di Viareggio. A chiederlo è il consiglio regionale della Toscana, che ha approvato all’unanimità la mozione del Movimento 5 Stelle, che impegna la giunta a farsi portavoce di questa battaglia.

Il testo, illustrato da Gabriele Bianchi del Movimento 5 Stelle, impegna la giunta ad attivarsi in occasione della prossima conferenza Stato-Regioni, e nei modi più opportuni verso il Parlamento Italiano, perché èurgente e necessario riformare la legge sulla prescrizione. La garanzia del “diritto di giustizia” di ognuno, anche al di là dell’incidente ferroviario accaduto lo scorso 29 giugno 2009, è stata al centro dei diversi interventi a sostegno della mozione.

Stamina, Davide Vannoni prescritto per tentata truffa alla Regione Piemonte

Davide Vannoni prosciolto nel processo per tentata truffa ai danni della Regione Piemonte. Il reato è istinto per prescrizione.

Firenze Davide Vannoni prosciolto nel processo per tentata truffa ai danni della Regione Piemonte. Il giudice Roberto Arata ha dichiarato il reato estinto per prescrizione. L’ideatore del metodo Stamina era stato rinviato a giudizio nel febbraio del 2014. L’accusa aveva chiesto una pena a due di reclusione. Secondo il pm Giancarlo Avenati Bassi, nel 2007 Vannoni aveva tentato di ottenere un finanziamento di 500mila euro dalla Regione allora guidata da Mercedes Bresso per realizzare un laboratorio legato all’utilizzo delle cellule staminali.

La somma fu stanziata all’Associazione di medicina rigenerativa Onlus con una delibera ad hoc della giunta. Il finanziamento fu poi bloccato nell’aprile del 2008 per l’intervento dell’assessore alla ricerca, Andrea Bairati, dopo una segnalazione di una ex collaboratrice di Vannoni. Intantoi suoi legali, Liborio Cataliotti e Pasquale Scrivo, hanno annunciato che Vannoni rinuncerà al ricorso in Cassazione nel procedimento sulle cure mediante cellule staminali, in cui aveva patteggiato un anno e dieci mesi di pena.  Si tratta del filone principale del processo in cui veniva contestata la validità scientifica del trattamento Stamina.

Strage Viareggio, Moretti potrebbe rinunciare alla prescrizione

L’ipotesi formulata dall’avvocato difensore Armando D’Apote. I familiari delle vittime: per ora sono parole.

Viareggio – Hanno smosso mari e monti. I familiari delle vittime della strage sono arrivati fin sotto Montecitorio, sono saliti al Colle dal presidente Sergio Mattarella, hanno incontrato il guardasigilli Orlando. Ogni passo possibile, per evitare che i reati di incendio doloso plurimo e lesioni dolose possano cadere in prescrizione. Perché è stato proprio quell’incendio, innescato dal deragliamento di un treno carico di Gpl, a stravolgere senza appello le loro vite e ad interrompere la vita di 32 persone, le ‘loro’ persone. Su questa ipotesi, e su questa battaglia, interviene ora l’avvocato Armando D’Apote, difensore dell’ex ad di Fs Mauro Moretti, oggi a Finmeccanica, imputato nel processo. «Se quello della prescrizione dovesse diventare il vero problema, personalmente – ha dichiarato il legale di Moretti – non avrei alcun dubbio a consigliare al mio assistito di rinunciarvi, per spazzare via ogni ulteriore strumentalizzazione». Secondo D’Apote, comunque, i reati a rischio prescrizione sono “assorbiti” «da altri ben più gravi», come l’omicidio colposo aggravato plurimo e il disastro ferroviario colposo: «La difesa – ricorda – non ha mai compiuto un solo atto dilatorio. La vera causa della lunghezza abnorme di questo processo – ha concluso – è stata la dilatazione smisurata di una indagine preliminare».

Per ora sono parole, vedremo durante il processo se seguiranno i fatti. Se lo farà sarà un modo per mettere il processo in condizione di dimostrare la verità”. Ha detto Marco Piagentini, neopresidente dell’associazione che raggruppa i familiari delle vittime. “Il processo deve fare il suo corso – ha spiegato Piagentini – e accertare tutta la verità. Per farlo i giudici si devono esprimere su tutti i reati ipotizzati, anche l’incendio: le sue conseguenze io le porto sul mio corpo. Il difensore di Moretti non esclude di rinunciare alla prescrizione? Bene, spero che lo faccia e che lo facciano anche gli altri imputati”.

Strage di Viareggio, incontro al Quirinale. Ma la prescrizione incombe

Daniela Rombi e Marco Piagentini, due dei familiari-simbolo di quelle vittime hanno incontrato il Presidente Mattarella e il ministro della Giustizia Orlando

ROMA – Niente leggi retroattive per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009 in cui persero la vita 32 persone, a causa dell’incendio provocato dalla fuoriuscita di gpl dal vagone di un treno merci deragliato a poche centinaia di metri di distanza dalla stazione. La conferma è arrivata dal ministro della giustizia Andrea Orlando, che ha incontrato a Roma Daniela Rombi e Marco Piagentini, due dei familiari – simbolo di quelle vittime.

L’incontro con Mattarella

L’incontro col Guardiasigilli ha seguito quello che Rombi e Piagentini avevano avuto in tarda mattinata al Quirinale col presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «La verità sulla strage ferroviaria di Viareggio deve venir fuori, affinché sia da monito per il futuro e per far sì che certe tragedie non si verifichino mai più». Queste le parole di Mattarella, che ha espresso ai due i propri sentimenti di solidarietà e vicinanza.

Il ministro della Giustizia

Dopo il presidente della Repubblica, Rombi e Piagentini hanno incontrato anche il ministro della giustizia Andrea Orlando, con il quale hanno toccato il tema della prescrizione per i reati collegati a stragi colpose. «Il ministro – aggiunge Rombi – ci ha rassicurato sull’impegno del governo di realizzare una riforma che riazzeri i tempi processuali nel momento in cui andrà ad iniziare un processo d’appello, e poi di nuovo ancora nel momento in cui il processo stesso approderà in Cassazione. Purtroppo, ci è stato ribadito che tale riforma, come tutte le altre leggi, non sarà retroattiva e dunque non avrà validità per Viareggio».

La prescrizione che incombe

Il processo per la strage di Viareggio, scattato il 13 novembre 2013 con 33 imputati alla sbarra tra cui l’ex ad di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, è in pieno corso di svolgimento al Polo Fiere di Lucca. La sentenza di primo grado è attesa per la tarda primavera del 2016. Pochi mesi dopo, il 29 dicembre 2016, il capo d’imputazione di incendio colposo andrà in prescrizione, seguito all’inizio del 2017 da quello di lesioni gravissime.