Pomigliano, assunti i 19 iscritti Fiom

La Fiat continua a parlare di privilegi per la Fiom. Per Maurizio Landini si tratta del rientro in fabbrica della democrazia. Le voci degli operai.

Firenze – E’ esecutiva da oggi l’assunzione dei 19 lavoratori della Fiom presso lo stabilimento Fiat di Pomigliano. Il provvedimento era stato imposto all’azienda dalla Corte d’Appello di Roma per la loro discriminazione rispetto agli iscritti delle altre sigle sindacali.

L’azienda continua a parlare di “Fiom irragionevolmente privilegiata“, per Maurizio Landini invece si può parlare di “rientro in fabbrica della democrazia e della Costituzione“.

Le voci degli operai

Fiat Pomigliano, il ricatto di Marchionne denunciato dagli operai

I lavoratori dello stabilimento campano raccontano la strategia dell’azienda per emarginare i 145 reintegrati.

Prato – Il Fatto Quotidiano riporta alcune denunce da parte di operai del nuovo stabilimento Fiat di Pomigliano. Le riportiamo, perché si tratta di denunce gravi e significative fatte da persone costrette a nascondersi dietro nomi di fantasia per paura di ritorsioni da parte dell’azienda, che nei giorni scorsi aveva definito gli operai iscritti alla Fiom storici oppositori, salvo poi ritrattare con un secondo comunicato.

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Fiat condannata per condotta antisindacale anche a Termoli

L’azienda ha applicato un diverso trattamento economico sulle indennità ai lavoratori iscritti alla Fiom con una perdita salariale di 300 euro al mese.

Firenze – Il tribunale di Larino (campobasso), da cui dipende lo stabilimento di Termoli, ha condannato la Fiat per la seconda volta per attività antisindacale “in quanto ha applicato – rende noto la Fiom – un diverso trattamento economico sulle indennità ai lavoratori iscritti alla Fiom con una perdita salariale di 300 euro al mese”.

L’azienda era già stata condannata nel mese di marzo dal Tribunale di Bologna per avere rifiutato il riconoscimento delle rsu della Fiom dopo l’entrata in vigore dell’accordo separato firmato solo da Cisl, Uil e Ugl.

Intanto non accenna a fermarsi la crisi produttiva della Fiat. Ieri è stata annunciata ieri la cassa integrazione anche per tutti gli addetti alle ex Meccaniche di Mirafiori (1.441 addetti). I lavoratori si fermeranno dal 26 novembre al 2 dicembre. Oggi Marchionne incontrerà i leader sindacali, dopo l’esame dei dati del terzo trimestre da parte del CdA.

Il commento di Paolo Griseri (Repubblica.it)

Fiat, Marchionne: “Con questo mercato, c’è uno stabilimento di troppo in Italia”.

Firenze«Se le attuali capacità di assorbimento in Europa resteranno uguali nei prossimi 24, 36 mesi, c’è uno stabilimento di troppo in Italia. Se riusciamo a indirizzare la capacità produttiva verso l’America, questo problema scompare: ma abbiamo bisogno di tranquillità per produrre in Italia». Ad affermarlo è Sergio Marchionne che, dopo la diffusione dei dati disastrosi di ieri in merito al mercato dell’auto, ha affrontato, durante la presentazione della 500L a Torino, il tema degli investimenti in Italia da «confermare a seconda dell’andamento del mercato, che non è mai stato così basso».

Marchionne ha detto di nuovo la sua sulla vicenda dei lavoratori dello stabilimento di Pomigliano, nei confronti dei quali il Tribunale di Roma ha riconosciuto la “discriminazione” da parte della Fiat obbligando la stessa azienda ad riassumere 145 lavoratori iscritti alla Fiom. «A Pomigliano non abbiamo fatto alcuna discriminazione, abbiamo assunto 20 lavoratori che nel 2010 erano iscritti alla Fiom – ha sottolineato Marchionne – Domani presenteremo appello» (link).

 

 

Pomigliano, arriva il ricorso Fiat: “Il numero di dipendenti dello stabilimento è già più che adeguato”

Confermate le previsioni che davano per scontato il ricorso anche dopo le parole di Marchionne che aveva commentato la sentenza parlando di “folclore locale”

Torino – La Fiat non intende assumere a Pomigliano i 145 lavoratori iscritti alla Fiom, come ordinato dal Tribunale di Roma perché l’attuale organico esclude del tutto gli iscritti al sindacato metalmeccanico della Cgil. Per questo chiederà alla Corte d’appello di sospendere l’esecuzione dell’ordine, in attesa della presentazione di un ricorso per ottenere un secondo grado di giudizio.

Secondo l’azienda, il numero dei dipendenti è a oggi più che adeguato a far fronte alle attuali esigenze di mercato e qualsiasi ulteriore assunzione comporterebbe il ricorso alla cassa integrazione, se non a procedure di mobilità. La società “è fermamente convinta che l’esecuzione dell’ordinanza arrecherebbe un danno irreparabile all’attuale contesto lavorativo in Fip e per tale ragione debba essere evitata”.

Pomigliano, continua la battaglia legale. Marchionne dalla Cina attacca la sentenza di reintegro

Pronti ricorsi contrapposti di Fiom e degli altri sindacati. Mentre l’ad commenta la sentenza parlando di “folclore locale”

Pomigliano – Continua la battaglia legale dopo la sentenza del Tribunale di Roma che obbliga la Fiat ad assumere 145 iscritti alla Fiom nello stabilimento di Pomigliano.

La Fiom ha annunciato che se entro lunedì la Fiat non ottempererà alla sentenza agirà per vie legali, presentando anche una denuncia penale. Non si è fatta attendere la risposta di Sergio Marchionne, che dalla Cina ha commentato la sentenza usando il termine di “folclore locale”. «Questa legge non esiste in nessuna parte del mondo, a quanto ne so – ha detto – è un evento unico che interessa un Paese, che ha regole particolari, folcloristicamente locali». «Qualcuno spieghi a Marchionne che in Italia esiste la Costituzione» ha replicato il segretario della Fiom Maurizio Landini.

In ballo anche gli altri sindacati (Fim, Uilm, Ugl, Fismic e Aqcf), che hanno a loro volta dato mandato ai propri legali «di attivare iniziative volte a impedire atti discriminatori nei confronti di tutti i lavoratori». Secondo la loro versione la sentenza potrebbe creare una corsia preferenziale «a favore di 145 lavoratori iscritti alla Fiom rispetto ai 1400, tesserati e non tesserati – scrivono in una nota – ancora in attesa di essere riassunti dalla Newco Pomigliano e al momento in cigs».

Fiat condannata per discriminazione contro la Fiom: a Pomigliano dovrà assumere 145 lavoratori

Il sindacato ha fatto causa al Lingotto sulla base di una normativa specifica del 2003 che recepisce direttive europee sulle discriminazioni. 19 iscritti al sindacato avranno anche diritto a 3mila euro per danno

Roma – Il Tribunale di Roma ha infatti condannato la Fiat per discriminazioni contro la Fiom a Pomigliano: 145 lavoratori con la tessera del sindacato dei metalmeccanici dovranno essere riassunti nella fabbrica. A renderlo noto è la stessa Fiom che in un comunicato precisa che 19 suoi iscritti avranno anche diritto a 3.000 euro per danno.

Il sindacato ha fatto causa al Lingotto sulla base di una normativa specifica del 2003 che recepisce direttive europee sulle discriminazioni. Alla data della costituzione in giudizio, circa un mese fa, su 2.093 assunti da Fabbrica Italia Pomigliano nessuno risultava iscritto alla Fiom.

Non è la prima volta che un tribunale ordina alla Fiat di reintegrare degli operai. Era già successo a Melfi ma in quel caso l’azienda ha continuato a perseguire la sua linea.  

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Fiom: referendum abrogativo sul nuovo contratto in Fiat

L’obiettivo è di arrivare a raccogliere il 20% del firme sul totale degli 86.200 addetti del gruppo.

Torino – I delegati Fiom hanno iniziato una raccolta di firme davanti a tutti gli stabilimenti italiani del gruppo Fiat per chiedere un referendum abrogativo dell’accordo collettivo di primo livello (quello che estende il «modello Pomigliano» a tutti) siglato lo scorso 13 dicembre e che sarà in vigore dal 1° gennaio 2012.

L’iniziativa è stata annunciata dal responsabile nazionale auto Giorgio Airaudo e dal segretario provinciale dei metalmeccanici torinesi Federico Bellono. L’obiettivo è di arrivare a raccogliere il 20% del firme sul totale degli 86.200 addetti del gruppo.

Fiat, siglato accordo per nuovo contratto Da gennaio fuori i rappresentanti Fiom

L’accordo di Pomigliano viene esteso a tutti gli stabilimenti del gruppo. Scompaiono le rsu, al loro posto arrivano le rsa (rappresentanti sindacali aziendali) che verranno nominate dalle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto

Roma – Firmato l’accordo per il nuovo contratto Fiat: la nuova intesa, siglata oggi tra azienda, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione quadri, sostituisce il contratto nazionale dei metalmeccanici e ricalca l’accordo siglato il 29 dicembre 2010 a Pomigliano che aveva fissato nuove regole in tema di straordinario senza trattativa (le ore diventano 120), norme per contenere l’assenteismo, organizzazione del lavoro (a regime sono previsti 18 turni con tre turni al giorno per 6 giorni a settimana), riduzione delle pause (da 40 a 30 minuti e monetizzazione dei 10 minuti eliminati in busta paga), clausola di responsabilità per chi non rispetta gli accordi che potrà subire sanzioni in termini di contributi e permessi sindacali. Il premio straordiario per il 2012 sarà pagato a tutti i dipendenti nel luglio del prossimo anno. In base al nuovo contratto l’aumento medio delle retribuzioni per i lavoratori della Fiat sarà del 5,2% rispetto alla paga base.

Secondo l’accordo, che riguarderà 86.200 lavoratori, le rsu verranno sostituite dalla rsa che verranno nominate dalle organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto l’intesa. La Fiom, che non è firmataria dal prossimo primo gennaio non potrà più avere rappresentanza nei singoli stabilimenti.

Contratto Fiat, la Fiom lascia il tavolo

Lo strappo all’ Unione industriale di Torino. Landini: esclusi dalle altre sigle. Cisl, Uil e azienda: il negoziato va avanti

Torino – Va avanti senza la Fiom la trattativa tra la Fiat e i sindacati per il nuovo contratto degli oltre 80mila lavoratori del gruppo. Il sindacato dei metalmeccanici della Cgil non ha sottoscritto la richiesta del Lingotto di condividere l’accordo del 29 dicembre 2010, quello di Pomigliano, contrastato in quanto peggiorativo delle condizioni di lavoro degli operai. Al tavolo continuano a sedere Fim, Uilm, Fismic, Ugl e associazione Quadri e Capi Fiat, impegnati in una riunione ristretta con l’azienda

Dura la reazione del segretario della Fiom Maurizio Landini: «E’ unattentato senza precedenti alle libertà sindacali». Un’accusaalle altre sigle sindacali rimaste al tavolo: «Hanno chiesto di proseguire il negoziato che esclude la Fiom. Non è più una proposta dell’ azienda. È una richiesta delle altre sigle. Un fatto gravissimo che deve riguardare anche le forze politiche e il governo: i sindacati, così, diventano aziendali e corporativi».