Voglio andare al Polo nord.

Firenze -  Riceviamo e pubblichiamo un articolo, scritto dalla nostra corrispondente Luisa Trojanis, che raccoglie pensieri e riflessioni sull’esistenza dell’essere umano.  

Tanndalen (Svezia) - Tutti abbiamo un proprio Polo nord da raggiungere. Un punto dove issare la nostra bandierina e dire a se stessi e al mondo che di lì ci siamo passati o che ce l’abbiamo fatta. Guardiamo alla meta e spesso perdiamo di vista cosa ci sta nel mezzo, ovvero il sentiero, la strada che ci porterà al traguardo. Io sono in cammino, tra luce e neve, il mio Polo nord è ancora laggiù che aspetta di essere conquistato ed esplorato. Strada facendo mi sono fermata a guardarmi intorno, approdando in un luogo bello e drammatico dove il silenzio a volte fa troppo rumore. Cosa ci sarà mai in questo Polo nord? A detta di molti, è il punto della terra dove non c’è assolutamente niente. Un posto triste mi ha detto una giovane coppia di ritorno da un viaggio pagato a suon di euro, dove c’è una tenduccia con un sami e le sue renne parate a festa a mo’ di carretto siciliano che ti porta a fare un giro vendendoti l’illusione di essere tutt’uno con l’universo.

Ma in fondo, Polo nord, Timbuctu, Isola di Pasqua poco importa, sta di fatto che riversiamo in questa meta ideale molte aspettative e spesso non siamo preparati. Ammesso e non concesso che al Polo ci arriviamo davvero, cosa faremo poi? Ho molti amici che già da giovanissimi erano all’apice del successo: una bella carriera, dei figli, una casa, il cane, l’albero di Natale in giardino…, e poi mi dicevano? E, adesso che facciamo? Bella domanda rispondevo, magari avessi quello che avete voi. Uno passa tutta la vita a raggiungere quello che per lui era fondamentale e una volta che ha tutto, non sa più come gestirlo. La realtà gli sfugge di mano e forse è ancora più spaesato di prima. L’adrenalina non scorre più e sembra che quello che hai conquistato a fatica alla fine non era all’altezza di sogni e desideri. E, allora come fare? Non ho la risposta. A conti fatti, a questo Polo nord non ci voglio arrivare. Forse è meglio avere una meta, agognarla e mai raggiungerla. Quando sei lì per acchiapparla, un’improvvisa folata di vento magari te la spinge più in là. Potresti quasi toccarla ma non la raggiungi. E’ crudele? Non so. Quello che so è che non bisogna mai perdere di vista ciò che sta in mezzo – il mentre -, altrimenti non si vive ma si insegue un sogno.

Luisa Trojanis.

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