‘Ambiente Svenduto’, si va verso il patteggiamento. Rinvio al 17 gennaio

Taranto – Accordo doveva essere. E l’accordo, alla fine, c’è. Il maxi-processo Ambiente Svenduto, sul presunto disastro ambientale prodotto dall’Ilva, ha vissuto questa mattina un momento decisivo.

La prima novità dell’udienza odierna è stata la notizia dell’entrata in amministrazione straordinaria della Riva FIRE (in liquidazione dal febbraio 2015) che ha anche cambiato denominazione: da oggi infatti si chiamerà ‘Partecipazioni industriali spa’. I commissari straordinari nominati dal MiSE sono gli stessi dell’Ilva: Piero Gnudi, Alfredo Laghi e Corrado Carrubba. Gli avvocati della Riva FIRE, Annicchiarico e Loiacono, hanno poi rinunciato al loro mandato, al cui posto la società ha nominato l’avv. Massimo Lauro di Roma, che ha chiesto e ottenuto un termine a difesa.

Durante l’udienza è intervenuto anche il procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, chiedendo che venisse deciso un termine congruo di rinvio in quanto è in corso la trattativa per il patteggiamento della oramai ex Riva FIRE, confermata dal legale Lauro che ha ottenuto il consenso del MiSE stesso. Il rinvio, inoltre, è stato deciso per consentire ai nuovi legali di studiare a fondo la mole di carte e documenti riguardante il processo in corso.

L’accordo, lo ricordiamo, prevede la rinuncia da parte della famiglia Riva dei 1,2 miliardi di euro attualmente bloccati in Svizzera e confiscati al gruppo dalla procura di Milano, da destinare all’ambientalizzazione dello stabilimento tarantino, come hanno previsto i giudici milanesi e i vari decreti approvati nel corso degli anni per il salvataggio dell’Ilva (ultimo l’emendamento approvato alla legge di Bilancio 2016).

Come previsto, sempre nell’udienza odierna la società Ilva e la Riva forni elettrici, hanno depositato l’istanza con richiesta di patteggiamento su cui hanno trattato con la Procura di Taranto. L’intesa per la società Ilva prevede 3 milioni di euro a titolo di sanzione pecuniaria, 8 mesi di commissariamento giudiziale e 241 milioni di euro di confisca quale profitto del reato. A due milioni di euro invece, dovrebbe ammontare la sanzione pecuniaria per Riva Forni Elettrici.

La corte adesso dovrà valutare se accettare o meno le richieste di patteggiamento (diventando però incompatibile con il prosieguo del processo, che continuerebbe poi con una nuova Corte d’Assise) oppure lasciare che il presidente del tribunale possa decidere di nominare nuovi magistrati.

Infine, nell’udienza del prossimo 17 gennaio, la Corte d’Assise presieduta dal giudice Michele Petrangelo dovrebbe finalmente esprimersi in via definitiva sulle eccezioni sollevate nelle precedenti udienze dai legali della difesa delle società e di vari imputati, circa la necessità di spostare il processo al tribunale di Potenza.

Ilva, il tribunale di Milano dichiara lo stato di insolvenza

Il Tribunale fallimentare di Milano ha dichiarato lo stato di insolvenza di Ilva spa

Milano Il Tribunale fallimentare di Milano ha dichiarato lo stato di insolvenza di Ilva spa nell’ambito della procedura di amministrazione straordinaria a cui la società è stata ammessa su richiesta del commissario Piero Gnudi (affiancato da Corrado Carruba e Enrico Laghi) e ha fissato per il 29 giugno l’udienza nella quale verrà esaminato lo stato passivo dell’azienda. I debiti per Ilva arrivano quasi a tre miliardi di euro. Nel dettaglio, sommando l’esposizione verso le banche, i fornitori e l’Inps risulta che Ilva spa «presenta un indebitamento complessivo pari a 2.913.282.282.000 euro». 

Tre commissari per il salvataggio dell’Ilva

Depositata l’istanza per l’amministrazione straordinaria. Il ministro Guidi nomina Gnudi, Carrubba ed Enrico Laghi. Obiettivo: traghettare l’azienda definitivamente via dai Riva e verso la nuova organizzazione societaria

Roma – La nuova Ilva riparte da tre commissari. Nel giorno in cui è stata depositata l’istanza per l’ammissione immediata del gruppo alla procedura di amministrazione straordinaria, il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha nominato Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi.  La nomina verrà formalizzata nel decreto ministeriale di ammissione dell’Ilva in amministrazione straordinaria.

Nell’ambito delle audizioni alla Commissione Industria del Senato sul decreto Ilva, il consigliere economico del premier Renzi, Andrea Guerra, aveva fischiato la fine della partita con i Riva, i soci storici del gruppo dell’acciaio. Claudio Riva aveva inviato una lettera al commissario Pietro Gnudi, al premier Renzi e al ministro Guidi proponendo un piano di salvataggio e rilancio dell’Ilva, puntando ad evitare l’amministrazione straordinaria, ma Guerra era stato categorico. “Ai Riva dico: l’arbitro ha già fischiato il fine partita. Tempo scaduto. In due anni e mezzo i Riva non hanno mai presentato un piano. Io mi sono sempre reso disponibile ma i Riva non si sono mai fatti vivi”, ha aggiunto anticipando la richiesta di oggi di amministrazione straordinaria.

A Taranto però la tensione resta alta. Centinaia di lavoratori dell’appalto Ilva, insieme ai rappresentanti sindacali e ai dipendenti diretti del Siderurgico che hanno voluto solidarizzare con loro, questa mattina alle 7 si sono radunati davanti ai cancelli della portineria imprese dello stabilimento e dopo un’ora di assemblea si sono diretti in corteo verso la Prefettura di Taranto per un sit-in di protesta.  

Chi è Enrico Laghi (Fonte: Ilfattoquotidiano)

Ilva, nuovo decreto. Via libera al prestito ponte, ma niente sblocco dei fondi dei Riva

La delusione dei sindacati e l’addio del subcommissario Ronchi: “Non ci sono le condizioni per andare avanti”

Taranto – Se l’Ilva dovesse fallire le garanzie ci saranno per le banche, ma non per gli operai. È una delle novità introdotte dall’ultimo decreto “salva Ilva” approvato poche ore fa dal Consiglio dei ministri. È stato il premier Matteo Renzi, nel corso della conferenza stampa, ad accennare che il “il decreto Ilva è stato approvato”, ma non “nella forma che avevo visto sui giornali e che era stata proposta”.

Non ci sarà infatti lo sdoppiamento del commissario: resta confermata la struttura esistente, che prevede un subcommissario ambientale a coadiuvare il commissario straordinario Piero Gnudi. Nella nuova versione del decreto, quindi, ci sono esclusivamente “la riorganizzazione dei tempi di risanamento” e le garanzie per il prestito ponte delle banche: il testo afferma che “l’impresa commissariata” può chiedere “di essere autorizzata a contrarre finanziamenti, prededucibili” per “porre in essere le misure e le attività di tutela ambientale e sanitaria ovvero funzionali alla continuazione dell’esercizio dell’impresa e alla gestione del relativo patrimonio”.

Resta fuori dal decreto, invece, la possibilità di utilizzo dei soldi sequestrati ai Riva dalla magistratura milanese.

Poi, il decreto dispone che per “l’osservanza” del Piano di risanamento devono essere attuate almeno l’80% delle prescrizioni entro il 31 luglio del 2015″; per il resto delle prescrizioni il termine è fissato al 4 agosto 2016, a parte l’applicazione della decisione della commissione Ue del 2012 sulle migliori tecniche disponibili per produrre ferro e acciaio.

Il decreto è stato accolto con parole di delusione dai sindacati metalmeccanici e apre la strada ad una serie di perplessità. Anche Edo Ronchi ha gettato la spugna e anticipato il suo “no” all’eventuale proposta di riconferma nell’incarico di subcommissario ambientale.

Ilva, Gnudi rassicura sul pagamento degli stipendi. I sindacati confermano lo sciopero

Il commissario rassicura, nonostante “la situazione sia grave”. I rappresentanti dei lavoratori scrivono a Renzi per sbloccare gli interventi e scongiurare la catastrofe. E’ polemica sulle bonifiche

Taranto – Lo scenario per gli stabilimenti dell’Ilva di Taranto rimane difficile. A confermarlo il commissario straordinario Piero Gnudi, che in una nota ha cercato di far chiarezza sulla questione. “La situazione in cui l’Ilva si trova è certamente grave“, ha ammesso il manager, ma “nonostante le difficoltà gli stipendi di luglio saranno pagati nelle scadenze previste e sono confidente di riuscire a pagare i premi di produzione entro il mese di agosto”. Ma l’incertezza sul futuro regna sovrana.

Per superare la difficile fase, Gnudi ha fatto appello al senso di responsabilità dei sindacati, che tuttavia si sono dichiarati insoddisfatti dalle risposte ottenute ed hanno confermato lo sciopero dell’11 luglio con manifestazione a Roma davanti a Palazzo Chigi. Uno sciopero contestato dal Comitato ‘Cittadini e Lavoratori liberi e pensanti’: “Siamo certi – dicono – che anche questa volta la produzione sarà garantita dagli stessi organizzatori dello sciopero. Noi non siamo dei burattini. Lo abbiamo gridato in tanti davanti alla direzione. Vi invitiamo a boicottare questo sciopero falso”. (leggi l’intervista all’operaio Aldo pubblicata sul Fatto Quotidiano).

Nei giorni scorsi è tornata la polemica sulla bonifica dell’area esterna allo stabilimento. Confindustria Taranto ha scritto una lettera aperta al ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, denunciando la situazione di stallo.

Ilva, l’ex ministro Gnudi nuovo commissario.

Piero Gnudi è il nuovo commissario dell’Ilva

Firenze Piero Gnudi è il nuovo commissario dell’Ilva, prende il posto di Enrico Bondi, in scadenza di mandato. Piero Gnudi è stato ministro per lo sport, il turismo e gli affari regionali durante il governo di Mario Monti. E’ molto legato anche a Romano Prodi, ma ha avuto rapporti con tutto il mondo politico ed economico. Il dirigente d’azienda è stato tra l’altro presidente di Enel per 9 anni e in precedenza di Iri, oltre che consigliere di Unicredit e Eni.