Strage Piazza della Loggia, Napolitano: verità e giustizia.

A 37 anni dalla strage di piazza della Loggia, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio in cui pone l’accento sulla necessità di arrivare alla verità e alla giustizia.

FirenzeA trentasette anni dalla strage di Piazza della Loggia a Brescia, il Presidente della Repubblica ha inviato un messaggio in cui ha rivolto il suo pensiero «deferente e partecipe ai famigliari delle otto innocenti vittime e ai tanti feriti di quel barbaro attentato terroristico». «Come ho sottolineato lo scorso 9 maggio in occasione della celebrazione del “Giorno della Memoria” – ha continuato il Presidente Napolitano – la perpetuazione del ricordo di quegli anni che hanno insanguinato il Paese non costituisce solo un doveroso e commosso omaggio alle vittime; bensì concorre anche alla costruzione di una memoria collettiva che consenta di trarre insegnamento e forza da quelle tragedie e contribuisce a scongiurare il rischio che possano ripetersi. A Brescia, quel 28 maggio del 1974, i percorsi di vita di inermi cittadini furono scardinati dalla violenza di ciechi disegni distruttivi non ancora chiariti nonostante la lunga e tormentata vicenda di inchieste parlamentari, investigazioni e processi».

«Oggi, più che mai, – ha sottolineato il Capo dello Stato – ogni ulteriore e possibile sforzo va perciò compiuto per consentire all’autorità giudiziaria di giungere ad attese ed esaurienti conclusioni di verità e giustizia, facendo finalmente luce sulle responsabilità individuali e non solo su quelle di ideazione ed esecuzione dell’orrenda strage». «Con questi sentimenti – ha concluso il Presidente – esprimo a lei, signor Sindaco (Adriano Paroli ndr) e all’associazione che rappresenta i famigliari delle vittime l’affettuosa vicinanza mia e dell’intero Paese, che a voi si stringe commosso».

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www.28maggio1974.brescia.it

 

 

Brescia, assolti i cinque imputati per la strage di piazza della Loggia

Assolti per insufficienza di prove i cinque imputati per la strage di piazza della Loggia a Brescia.

Firenze – Assolti per insufficienza di prove i cinque imputati per la strage di piazza della Loggia a Brescia. Alla fine del processo i giudici della Corte d’assise di Brescia hanno assolto Maurizio Tramonte, Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi e Francesco Delfino, per i quali i pm avevano chiesto l’ergastolo. E’ stata revocata la misura cautelare nei confronti dell’ex ordinovista Delfo Zorzi che vive in Giappone. Il 21 ottobre scorso i pm  Roberto Di Martino e Francesco Piantoni avevano chiesto l’assoluzione con formula dubitativa per l’ex segretario del Movimento sociale italiano Pino Rauti e l’ergastolo per il collaboratore dei servizi segreti Maurizio Tramonte, per i militanti di Ordine Nuovo Carlo Maria Maggi e Delfo Zorzi, e infine per il generale dei carabinieri Francesco Delfino, accusati di concorso in strage e omicidio. A Maurizio Tramonte è stata riconosciuta la responsabilità per il reato di calunnia ai danni di un funzionario della questura, ma i giudici hanno disposto il non luogo a procedere per prescrizione dei termini in relazione al reato di calunnia.

La strage di piazza della Loggia avvenne il 28 maggio 1974, fece otto morti e oltre 100 feriti.

Provo un <<sentimento di impotenza>> per la città di Brescia:  <<La città voleva due cose: verità e giustizia – ha detto il sindaco di Brescia, Adriano Paroli – ma non si è riusciti a raggiungerle. La città continuerà comunque a cercarle>>.  <<E’ un insulto irreparabile a quanti quella mattina sono caduti in piazza, ai loro familiari, un’offesa che umilia la città e rischia di spegnere un ansia di verità e giustizia che la ricerca storica e il giudizio politico hanno invece da tempo appagato>>, ha detto Paolo Corsini, deputato del Pd ed ex primo cittadino.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

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Il processo di Brescia che l’Italia dimentica (La Repubblica)

Wikipedia

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