Elezioni comunali 2016, tutte le grandi città al ballottaggio

Roma – Si è svolto ieri il primo turno delle elezioni comunali, questi i risultati: a Roma, come da previsioni, si piazza davanti a tutti la candidata del M5S Virginia Raggi, che ottiene un risultato anche superiore alle aspettative e che tra due settimane affronterà al ballottaggio il pd Roberto Giachetti che è riuscito a prevalere sull’esponente di FdI-Lega Giorgia Meloni: il testa a testa è stato serrato.

Testa a testa anche a Milano tra il candidato del centrosinistra, Beppe Sala, e quello del centrodestra, Stefano Parisi. Non riescono a passare al primo turno i sindaci uscenti Piero Fassino a Torino e Luigi De Magistris a Napoli: se la dovranno vedere al ballottaggio rispettivamente con la candidata del M5S Chiara Appendino e con il portacolori del centrodestra Gianni Lettieri. Clamorosa l’esclusione dal ballottaggio nel capoluogo campano della candidata renziana Valeria Valente. Anche a Bologna sarà necessario il ballottaggio: il sindaco uscente del Pd, Virginio Merola si attesta al 39,72% e se la dovrà vedere in seconda battuta con Lucia Bergonzoni della Lega che ha raggiunto il 22,23%.

I risultati nei Comuni capoluogo (Repubblica.it)

I risultati (Ministero Interno)

Camorra, appalti truccati: nove arresti. Indagato il presidente regionale del Pd Stefano Graziano

Indagato il presidente regionale del Pd Stefano Graziano per concorso esterno in associazione mafiosa.

Firenze – Concorso esterno in associazione mafiosa. E’ questa l’ipotesi di reato per cui è indagato il presidente regionale del Pd e consigliere a Palazzo Santa Lucia Stefano Graziano, che dal 2013 al 2015 è stato consigliere prima del governo Letta e, poi, dell’esecutivo Renzi. L’inchiesta in questione è quella che oggi ha portato, nell’operazione congiunta di Guardia di finanza e carabinieri, all’arresto di nove persone perché accusate di favorire il clan dei Casalesi in alcuni appalti. Le forze dell’ordine hanno perquisito le abitazioni di proprietà di Graziano a Roma e Teverola, provincia di Caserta e nell’ufficio che ha a disposizione come consigliere regionale nella sede del Consiglio, al Centro Direzionale di Napoli. L’ipotesi di reato che si formula nel decreto di perquisizione nei suoi confronti è, come detto, di concorso esterno in associazione camorristica.

Camorra, appalti truccati… (fonte: Sky Tg24)

Mafia Capitale, ex assessore Pd Ozzimo condannato per corruzione

L’ex assessore Pd del Comune di Roma Daniele Ozzimo è stato condannato a due anni e due mesi.

Roma L’ex assessore Pd del Comune di Roma Daniele Ozzimo è stato condannato dal gup Alessandra Boffi a due anni e due mesi nell’ambito del processo a Mafia Capitale. Ozzimo è accusato di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio. La sentenza è relativa a una presunta tangente che l’ex assessore avrebbe ricevuto dall’imprenditore Salvatore Buzzi. L’ex assessore ha annunciato che presenterà ricorso in appelloCondannato anche l’ex consigliere comunale di Centro democratico Massimo Caprari a due anni e quattro mesi. 

 

Elezioni, Istituto Cattaneo: Il Pd ha perso oltre due milioni di voti rispetto alle Europee

Firenze Oltre 2 milioni di voti in meno per il Partito democratico, 893mila consensi persi per il MoVimento 5 Stelle e 840mila lasciati per strada da Forza Italia. Sul fronte opposto la Lega, che ha riscosso 256mila preferenze in più. Sono i risultati del confronto fatto dall’Istituto Carlo Cattaneo di Bologna tra i risultati elettorali dei maggiori partiti nelle sette regioni chiamate alle urne e quelli ottenuti alle elezioni Europee del 2014. L’analisi, che si concentra sul numero assoluto di voti, evidenzia un’emorragia per tutte le maggiori formazioni. Una tendenza attribuibile anche al calo generale del livello di partecipazione, che in nessuna regione ha raggiunto il 60%, soglia superata nel 2010 da tutte e sette. Il Carroccio fa eccezione e registra un progresso del 50%, a fronte di un crollo speculare (-50,2%) del partito guidato da Matteo Renzi. Il Pd perde più di 1 milione di voti (-33,8%) anche se il confronto è con il risultato delle politiche del 2013, quando il segretario era Pier Luigi Bersani. Al contrario il partito di Matteo Salvini ha messo a segno un +109% rispetto a due anni fa, quando il leader era Roberto Maroni. Quanto all’M5S, il movimento di Beppe Grillo ha visto i consensi calare del 60% rispetto all’exploit del 2013, una differenza che vale 1,9 milioni di voti

Elezioni regionali 2015, vince l’astensionismo. Cinque Regioni al centrosinistra, due al centrodestra.

FirenzeIl dato definitivo sull’affluenza si ferma al 53,5% dei votanti. Una percentuale che testimonia la disaffezione evidente nei confronti della politica. E’ sufficiente ricordare che alle regionali del 2010 andò alle urne il 64,19 per cento degli aventi diritto. Lo scorso anno, alle europee, l’affluenza fu del 58,7 per cento. I risultati confermano Zaia in Veneto e Rossi in Toscana. In Liguria invece vince Toti, in Campania De Luca, in Puglia Emiliano, anche nelle Marche e in Umbria il centrosinistra si conferma. Il M5S è il primo partito in Liguria, Campania e Puglia. 

E’ morto Giovanni Berlinguer. Non si iscrisse mai al Pd.

Firenze E’ morto nella notte a Roma Giovanni Berlinguer. Aveva 90 anni. Figlio dell’avvocato e politico Mario, fratello del leader comunista Enrico, è stato un medico e un deputato per tre legislature con il Pci. Non ha mai aderito al Pd. Nel maggio 2007, infatti, dopo lo scioglimento dei Ds che porterà alla nascita del Partito Democratico, lascia il partito e aderisce a Sinistra Democratica di Fabio Mussi. Fino al maggio 2009 Giovanni Berlinguer è stato deputato al Parlamento europeo di Strasburgo, nel quale ha aderito al Partito Socialista Europeo. I funerali si svolgeranno mercoledì 8 alle 10 nell’Aula magna del rettorato della Sapienza, dove Berlinguer ha insegnato.

Biografia (Wikipedia)

Addio a Giovanni Berlinguer… (fonte: La Repubblica) 

Il messaggio del Presidente della Repubblica

Primarie Pd Emilia, dopo Richetti anche Bonaccini. Indagati due candidati su tre.

Firenze ll deputato del Partito democratico Matteo Richetti e il responsabile Enti locali del Stefano Bonaccini, i principali candidati alle primarie del centrosinistra per le Regionali dell’Emilia Romagna, risultano indagati per peculato nell’inchiesta sulle “spese pazze” in Regione. Richetti, prima ancora che uscisse la notizia, si era ritirato dalla corsa parlando tuttavia di “necessità di unità del partito”, mentre il suo avvocato si era affrettato a spiegare che la decisione era solo politica. Non solo: secondo alcune fonti di partito la scelta di Richetti era arrivata dopo “pressioni da Roma”. Ora resta da capire se il fatto che anche Bonaccini è sotto inchiesta possa cambiare ulteriormente i contorni della corsa elettorale interna al centrosinistra. Oltre a Richetti e Bonaccini, infatti, c’è un terzo candidato del Pd in origine renziano (l’ex sindaco di Forlì Roberto Balzani, che dovrebbe raccogliere l’attenzione dell’area vicina a Pippo Civati).

Emilia Romagna, otto consiglieri Pd indagati per peculato. Avviso di garanzia anche per Richetti.

Firenze – Sono otto i consiglieri regionali del Pd dell’Emilia-Romagna indagati per peculato nell’inchiesta della Procura di Bologna sulle spese dell’assemblea legislativa. La procura della Repubblica di Bologna lo scorso ottobre aveva iscritto nel registro degli indagati i nove capigruppo del consiglio regionale uscente. L’indagine è quella che riguarda le spese dei gruppi consiliari aperta nel 2012 dalle pm Antonella Scandellari e Morena Plazzi sotto la supervisione del procuratore Roberto Alfonso e dell’aggiunto Valter Giovannini. Gli indagati sono i responsabili dei gruppi Pdl (Luigi Giuseppe Villani), Pd (Marco Monari), Lega nord (Mauro Manfredini), Idv (Liana Barbati), M5S (Andrea Defranceschi), Udc (Silvia Noé), Gruppo Misto (Matteo Riva), Fds (Roberto Sconciaforni) e Sel-Verdi (Gianguido Naldi). 

Tra gli indagati anche Matteo Richetti, attuale deputato del Pd, che ha scelto di ritirarsi dalla corsa per le primarie del centrosinistra in Emilia Romagna.

Editoria, addio “Unità”. Dal 1° agosto il quotidiano non sarà più in edicola.

Dal 1° agosto l’Unità non sarà più in edicola

FirenzeDal primo di agosto “l’Unità” non sarà più in edicola. Lo comunica Nuova iniziativa editoriale spa in liquidazione, società editrice del quotidiano. La notizia campeggia nell’apertura del sito online del giornale sotto il titolo. La decisione, dovuta alla grave situazione economica, arriva poco dopo le celebrazioni del 90° anniversario della nascita. 

L’Unità, il video appello dei giornalisti: “Matteo salvaci”.

L’Unità rischia il fallimento ed i giornalisti lanciano un appello con un messaggio

Firenze L’Unità ha tempo solamente fino a fine luglio per trovare nuovi soci che rilevino la casa editrice Nie, messa in liquidazione da metà giugno e la salvino dal rischio concreto di fallimento. Il suo indebitamento è salito fino ai 30 milioni di euro. Non è nemmeno certo con quante perdite si sia chiuso il 2013 perché il bilancio non è stato ancora approvato ma, nei primi sette mesi dell’anno scorso, il rosso è stato di circa 2,2 milioni e a dicembre 2013 le perdite stimate possono aver raggiunto almeno i 3,5 milioni di euro. Solo ai lavoratori, in particolare, spetta ancora 1 milione di euro circa tra i vari pagamenti arretrati e gli stipendi non versati a maggio e giugno. Per tutti questi motivi i giornalisti del quotidiano fondato da Antonio Gramsci tornano a denunciare con un videomessaggio il rischio concreto di fallimento della testata nata 90 anni fa e avvertono il Partito Democratico di Matteo Renzi e i principali soci della Nuova iniziativa editoriale, in particolare Matteo Fago cha ha il 51%, che il giornale va salvato subito.