Rai, la commissione di Vigilanza ha eletto i sette consiglieri.

La commissione Vigilanza ha eletto i sette consiglieri del Cda di Viale Mazzini.

RomaAlla terza giornata di voto la commissione Vigilanza ha nominato i sette consiglieri del consiglio di amministrazione della Rai. Anche in questo caso, come è accaduto per le nomine Agcom e Privacy, sono stati confermati tutti i nomi indicati dai partiti. Sono stati eletti in quota PdlLega Guglielmo Rositani, Luisa Todini, Antonio Verro e Antonio Pilati; per l’Udc Rodolfo De Laurentiis; Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo indicati al Pd dalla società civile. Prima dei non eletti è Flavia Piccoli Nardelli. A questi consiglieri, vanno aggiunti Anna Maria Tarantola e Marco Pinto, indicati invece dall’azionista di riferimento, il ministero dell’Economia. La nomina di Tarantola dovrà passare prima per il vaglio della stessa commissione di vigilanza, dove occorrerà una maggioranza del due terzi per l’ok definitivo alla sua nomina (link).

Riforma delle pensioni: i tecnici non hanno un bacino elettorale da difendere. I partiti invece sì.

FirenzeDal novembre 2011 la politica ha abdicato dal suo naturale ruolo appaltando la funzione di governo ai tecnici. Non è una novità nella storia della Repubblica. Nel gennaio 1995 Lamberto Dini, incaricato dall’allora Presidente Oscar Luigi Scalfaro, è salito a Palazzo Chigi. Adesso, il premier Monti ha subappaltato ad altri tecnici il compito di ridurre la spesa pubblica. Un subappalto a costo zero. L’economista Francesco Giavazzi e l’ex premier Giuliano Amato lo faranno a titolo gratuito. Non è ancora certo, ma probabilmente non peserà per le casse dello Stato nemmeno il ruolo di commissario, affidato a Enrico Bondi. I due esecutivi, il primo formato da Dini e l’altro da Monti, hanno evidenziato nel loro dna il fattore tecnico. In comune, hanno anche ben altro. Entrambi, hanno messo mano alle pensioni. Il governo Dini ha dato vita ad una rivoluzione epocale: ha trasformato il sistema pensionistico da retributivo a contributivo. Il governo Monti, in nome del decreto salva-Italia, ha esteso il sistema contributivo a tutti, allungato la vita professionale fino a 67 anni e creato gli “esodati”. I partiti non si espongono, preferiscono affidarsi ai tecnici che non hanno un bacino elettorale da difendere.