25 aprile, sera della vigilia tutti in piazza

Firenze Un 25 aprile all’insegna del ballo e del canto in tutte le città italiane. Per l’anniversario del 70° della festa di Liberazione sono stati organizzati eventi e manifestazioni. Arci, Anpi, Istituto per la storia della resistenza e Radio Popolare hanno organizzato un omaggio alla Resistenza, ispirato alla grande festa popolare dell’estate 1945 che l’allora sindaco di Milano, Antonio Greppi, promosse per festeggiare in piazza con canti e balli la liberazione dall’occupazione nazifascista. «Liberi anche di ballare e cantare» intende avvicinare le nuove generazioni al 25 aprile per mezzo dello stesso spirito che mosse le parole di Greppi 70 anni fa: «Si balla per le strade, sui marciapiedi, nei viali, le strade della circonvallazione fanno da cintura a questa esplosione di letizia, di libertà, quasi a cancellare definitivamente le ore buie degli odi, delle diffidenze».

Nelle maggiori piazze italiane stasera, dunque, tutti saranno  #liberidiballare in attesa della mezzanotte quando, in diretta in contemporanea su Radio Popolare, verrà intonata “Bella ciao” con un adattamento del trombettista Paolo Fresu.

 

25 aprile, Piero Angela: ” Quel giorno l’Italia …”. (firma: Ilaria Lonigro, fonte: Il Fatto)

25 aprile, la Liberazione del vocabolario…. (firma: Ilaria Lonigro, fonte: Il Fatto)

70 anni dopo, il coraggio di essere liberi (fonte: La Repubblica)

Corri Vittorio, verso la libertà (di Laura Pertici, fonte: La Repubblica) 

Sandro Pertini intervistato da Enzo Biagi 

 

 

25 aprile, Mattarella: “No a pericolose equiparazioni fra le due parti in conflitto”

FirenzeNon solo la promozione dei valori della Resistenza. Non solo la celebrazione della Costituzione come frutto di quel riscatto di una parte degli italiani contro fascismo e nazismo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sembra voler mettere fine a anni di ambiguità all’insegna del “rispetto per tutti i morti”. Così in un messaggio al mensile Micromega, in occasione dell’uscita del numero speciale sulla Resistenza, sottolinea che la ricerca storica su quel periodo «deve continuamente svilupparsi» ma «senza pericolose equiparazioni» fra i due campi in conflitto. Il capo dello Stato ricorda infatti che «la Resistenza, prima che fatto politico, fu soprattutto rivolta morale. Questo sentimento, tramandato da padre in figlio, costituisce un patrimonio che deve permanere nella memoria collettiva del Paese».

Il messaggio del capo dello Stato, nel sottolineare che «la Liberazione dal nazifascismo costituisce l’evento centrale della nostra storia recente» ricorda che «ai Padri costituenti non sfuggiva il forte e profondo legame tra la riconquista della libertà, realizzata con il sacrificio di tanto sangue italiano dopo un ventennio di dittatura e di conformismo, e la nuova democrazia». Dittatura ma anche conformismo, questi i due mali che hanno caratterizzato il Ventennio, per cui «la Costituzione, nata dalla Resistenza, ha rappresentato il capovolgimento della concezione autoritaria, illiberale, esaltatrice della guerra, imperialista e razzista che il fascismo aveva affermato in Italia, trovando, inizialmente, l’opposizione – spesso repressa nel sangue – di non molti spiriti liberi».

Resistenza, Mattarella: “Non equiparare le parti in lotta”…. (fonte: La Repubblica)

Addio al partigiano Lino Michelini

E’ morto il partigiano Lino Michelini, nome di battaglia William.

Bologna E’ morto all’età di 91 anni, Lino Michelini, nome di battaglia William, partigiano e presidente dell’Anpi di Bologna. Michelini, capitano partigiano, prese parte alla liberazione di alcuni detenuti a San Giovanni in Monte e alla battaglia di Porta Lame, il 7 novembre del 1944, e nel giorno dei suoi funerali, il 10 luglio, celebrati in forma privata, Bologna proclamerà il lutto cittadino. Medaglia d’argento al valore militare, fu, come ricorda il sindaco Virginio Merola, «uno dei più grandi protagonisti della Resistenza del nostro territorio, esempio di integrità morale e di solidarietà per tutti noi».

Dalla memoria la storia del futuro. I ringraziamenti.

 

 

Prato – L’associazione Casa della Cultura Enzo Biagi ringrazia Marcello Martini e Antonio Ceseri, ex deportati nei campi di concentramento, che hanno raccontato le loro storie durante l’incontro “Dalla memoria, la storia del futuro“.  L’incontro si è svolto all’Auditorium “Roberto Castellani” dell’Isis Gramsci-Keynes a Prato. Un ringraziamento va alla Dirigente scolastica dello stesso istituto Grazia Maria Tempesti e ai docenti della scuola che hanno contribuito per la realizzazione dell’evento.

Un grazie a Camilla Brunelli, direttore del Museo della Deportazione, alla Vicepresidente della provincia di Prato Ambra Giorgi e all’Aned pratese. Un ringraziamento è rivolto anche alle scuole Dagomari e Rodari, presenti all’incontro con i loro studenti. Infine, un ringraziamento a tutti i docenti che hanno partecipato all’incontro.

Dalla memoria la storia del futuro. Incontro con Marcello Martini e Antonio Ceseri, ex deportati nei campi di concentramento

L’incontro si terrà venerdì 12 aprile dalle ore 10 presso l’Auditorium “Roberto Castellani” dell’ISIS Gramsci-Keynes, in via Reggiana 106 a Prato. E’ organizzato dalla scuola “Gramsci-Keynes” e dall’associazione “Casa della Cultura Enzo Biagi”, in collaborazione con il Museo della Deportazione di Figline e con l’Aned di Prato

Prato – Un dialogo tra i ragazzi delle scuole pratesi che hanno partecipato al Treno della memoria e gli ex deportati nei campi di concentramento Marcello Martini e Antonio Ceseri. Questo il senso dell’incontro che si terrà venerdì 12 aprile dalle ore 10 presso l’Auditorium “Roberto Castellani” dell’ISIS Gramsci-Keynes, in via Reggiana 106 a Prato.

L’incontro è organizzato dalla scuola “Gramsci-Keynes” e dall’associazione “Casa della Cultura Enzo Biagi”, in collaborazione con il Museo della Deportazione di Figline e con l’Aned di Prato. Dopo i saluti della Vicepresidente della Provincia di Prato Ambra Giorgi e della Dirigente scolastica dell’ISIS Gramsci-Keynes Grazia Maria Tempesti, Cristian Iozzelli della Casa della Cultura Enzo Biagi e Camilla Brunelli, direttore del Museo della Deportazione, dialogheranno con Marcello Martini, Antonio Ceseri e gli studenti delle scuole pratesi (presenti anche due classi degli istituti Dagomari e Datini). Durante la mattinata sarà anche proiettato un breve video realizzato dagli studenti che hanno partecipato al Treno della Memoria 2013.

Marcello Martini è nato a Prato nel 1930 e attualmente residente in Piemonte. Fu catturato a Montemurlo il 9 giugno 1944 assieme alla madre e alla sorella, come ostaggi al posto del padre, che era membro del Comitato di Liberazione Nazionale. Fu trasferito nelle carceri fiorentine delle Murate e nel campo di transito di Fossoli per poi essere deportato a Mauthausen il 21 giugno, dove fu immatricolato con il numero 76430. Fu poi inviato nei sottocampi di Wiener Neustadt e Mödling/Hinterbrühl. La liberazione avvenne nel maggio 1945 a Mauthausen da parte dell’esercito americano. La sua testimonianza è raccolta nel libro “Un adolescente in lager. Ciò che gli occhi tuoi hanno visto”, uscito nel 2007 a cura di Elisabetta Massera.

Antonio Ceseri è nato a Firenze nel 1924, dove risiede tuttora. Arruolatosi nella Marina Militare, fu sorpreso a Venezia la notte dell’8 settembre 1943. Dopo il suo rifiuto di aderire alla Repubblica Sociale Italiana fu deportato nel campo di Treuenbrietzen, nei pressi di Berlino. Fu liberato il 21 aprile 1945 dai sovietici ma dopo due giorni si trovò nuovamente nelle mani dei soldati tedeschi assieme ad altri 130 compagni. I tedeschi ne uccisero 127, Ceseri e altri 3 compagni riuscirono a scampare all’eccidio.

La testimonianza di Antonio Ceseri all’arrivo del treno della memoria 2013

Sant’Anna di Stazzema, un unico fiore dalla Germania per il giorno dei morti

L’omaggio di un ingegnere di Friburgo indignato nei confronti della giustizia tedesca. Intanto a Prato muore Amedeo Rafanelli, uno degli ultimi partigiani combattenti

Sant’Anna di Stazzema (LU) – Un unico fiore è stato portato oggi, giorno dei morti, al monumento che ricorda l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. L’ha donato un ingegnere tedesco che nei giorni scorsi aveva inviato al sindaco Michele Silicani 10 euro  per comprarlo. “Un piccolo omaggio alle vittime”, spiegava l’ingegnere pochi giorni dopo l’archiviazione, da parte della procura di Stoccarda, del procedimento sulla strage a carico di otto ex militari delle Ss.

Intanto ieri a Prato si è spento a 92 anni Amedeo Rafanelli. Figurava al numero 448 della lista dei partigiani come “partigiano combattente”, qualifica che indica la sua specifica nella seconda guerra mondiale quando, mettendo più volte a repentaglio la propria vita, ha dato un grande contributo nella lotta contro i tedeschi.

Marzabotto, a giugno la festa nazionale dell’Anpi

Dal 14 al 17 giugno si svolgerà a Marzabotto la festa nazionale dell’Anpi.

FirenzeA Marzabotto, teatro di una delle tanti stragi compiute dal 1943 al 1945 dai nazi-fascisti, si svolgerà dal 14 al 17 giugno la festa nazionale dell’Anpi.

Le parole del presidente Carlo Smuraglia

Il programma (non è ancora definitivo) 

25 aprile, Anpi: la memoria batte nel cuore del futuro

L’appello dell’Anpi per la festa della Liberazione.

FirenzePubblichiamo l’appello dell’Anpi per la festa della Liberazione.

«L’Anpi fa appello a tutte le italiane e a tutti gli italiani affinché il 25 aprile scendano nelle piazze a festeggiare la Liberazione, a ritrovarsi uniti e appassionati attorno alle radici autentiche della nostra democrazia e del futuro: Antifascismo, Resistenza, Costituzione. Raccontarle a chi non sa o ancora non vuol sapere, ai distratti, agli indifferenti, a chi non smette di strumentalizzare questo giorno facendone mero strumento di cieca e violenta propaganda.

Vi è stato chi ha attaccato la nostra Associazione e il suo Presidente nazionale, con argomenti infondati e inaccettabili e addirittura con insulti e accuse di “fascismo” su una specifica questione politica fino a sostenere che non dovremmo celebrare la festa del 25 aprile: facciamola quindi più grande e più partecipata per ribadire con forza la nostra volontà di contribuire al “riscatto” del Paese e il significato profondo della guerra di Liberazione e della inedita partecipazione di tanta parte del popolo italiano.

Ricordiamo che l’unità di forze diverse tra loro, con un impegno e una generosità straordinari, condusse il Paese fuori dal baratro della dittatura nazifascista, inaugurando una stagione di grande entusiasmo e rigenerazione civili, destinata ad approdare ad una Costituzione tra le più avanzate del mondo. E cerchiamo di ritrovare quell’impulso, quel prendersi per mano, con fermezza e intelligenza, per intraprendere sentieri comuni, imprescindibili.

Ricordiamo i partigiani, forti di cuore e di coraggio, forti di amor di Patria e di sogno: democrazia e socialità, col concorso responsabile di ognuno, ogni giorno. Ricordiamo la loro aspirazione più profonda alla pace, al dialogo, all’uguaglianza, alla giustizia. Prendiamoci cura della memoria di queste donne e uomini della libertà, teniamone in vita virtù e tensione morale, difendiamoli dal revisionismo, dalla strumentalizzazione e dall’indifferenza.

Ricordiamo i tanti militari che dissero no al fascismo risorto dopo l’8 settembre ’43 e per questo pagarono il prezzo altissimo e tragico della deportazione e della morte. Ricordiamo tutti coloro che vollero resistere alla sopraffazione, anche senz’armi: la nostra Repubblica è fondata sul loro sacrificio. Ricordiamo il contributo del popolo, che tanto diede ai partigiani, nutrendoli, offrendo loro un riparo, un conforto; spesso restando nell’anonimato e correndo pericoli gravissimi per sé e per le proprie famiglie.

Portiamo in piazza le “Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana”, leggiamole, facciamole conoscere, sono il miglior antidoto all’imbarbarimento politico e sociale. Portiamo in piazza la parte migliore dei cittadini; quella che non cede al disincanto e alla indifferenza, quella che è ancora capace di indignarsi di fronte alla decadenza morale ed alla corruzione diffusa; quella che aspira ad una democrazia vera, fatta di uguaglianza e socialità. Quella che vuole portare avanti i sogni, le speranze, le attese di tutti coloro che combatterono e si impegnarono per la libertà. Sarà così una grande festa di popolo, in cui la memoria si unirà alla riflessione, all’impegno antifascista, alla volontà di uscire dalla crisi con un avanzamento generale della nostra società e della democrazia, nella riaffermazione dei valori di fondo della Resistenza e della Costituzione».

Fonte: Anpi

Prato, il Museo della Deportazione e della Resistenza festeggia il suo decennale

Gattatico (Reggio Emilia), le iniziative all’Istituto Alcide Cervi

Guccini: «Offesa e tradita la mia “Locomotiva”» (fonte: La Repubblica)

25 aprile, Carlo Smuraglia: “diamo alla memoria… ” (fonte: Articolo 21) 

 

Libri, a fine mese uscirà “Io sono l’ultimo”. Una raccolta di testimonianze degli ultimi partigiani viventi.

E’ in arrivo nelle librerie “Io sono l’ultimo”, il volume di Einaudi realizzato in collaborazione con l’Anpi e curato da Stefano Faure, Andrea Liparoto e Giacomo Papi.

FirenzeE’ in arrivo nelle librerie “Io sono l’ultimo”, il volume di Einaudi realizzato in collaborazione con l’Anpi e curato da Stefano Faure, Andrea Liparoto e Giacomo Papi. Oltre cento lettere, espressione delle testimonianze degli ultimi partigiani viventi. Un lavoro da certosino realizzato grazie all’impegno dei comitati provinciali dell’Anpi (link).

Addio al partigiano Bentivegna, partecipò all’azione di guerra di via Rasella.

E’ morto a 90 anni Rosario Bentivegna, il partigiano dei Gap (Gruppo di Azione Patriottica).

RomaE’ morto a 90 anni Rosario Bentivegna, il partigiano dei Gap (Gruppo di Azione Patriottica). Bentivegna partecipò all’attacco di via Rasella (23 marzo 1944) contro le truppe naziste che occupavano la capitale. L’azione di guerra rappresentò un pretesto per la successiva rappresaglia dei tedeschi alle Fosse Ardeatine, dove furono uccisi 335 civili italiani. Bentivegna è stato sposato con la partigiana Carla Capponi.

 Addio al partigiano Bentivegna… (fonte: La Repubblica)

La Cassazione dà ragione ai partigiani

Link

Wikipedia

Il cordoglio dell’Anpi

Ricordo di un partigiano (fonte: Il Fatto Quotidiano)