Rai, duro intervento di Zavoli sulla nomina di Maccari al Tg1: “Scambio di incarichi”

Lettera aperta dei giornalisti a Monti: ”Urge una riforma della governance Rai’.’

Roma – Maccari confermato alla direzione del Tg1 nonostante vada in pensione e Alessandro Casarin direttore del Tgr sono uno “scambio di incarichi”. Chi lo ipotizza è Sergio Zavoli presidente della Commissione di vigilanza Rai, chiarendo che mai un direttore della testata si è insediato contro il parere del presidente della Rai,  durante l’audizione del dg Lorenza Lei a palazzo San Macuto. Il presidente Garimberti ha detto chiaro che se Maccari passa lui si dimette dall’azienda.

“Personalmente ho difficolta’ a pensare che tra i suoi circa 1.500 giornalisti – ha detto Zavoli – la Rai non ne abbia uno in grado di dirigere una testata importante con il consenso unanime del cda. Ammettere che non c’e’ nessuno non e’ un bel riconoscimento per l’azienda. Mi chiedo poi con quale stato d’animo possa lavorare un professionista con la fiducia della meta’ dei consiglieri e con l’opposizione del presidente”.

Intanto le rappresentanze dei giornalisti italiani hanno rivolto un appello congiunto al Presidente del Consiglio Monti affinché “intervenga per portare in Europa anche il  Servizio Pubblico Radiotelevisivo, con un’iniziativa che consenta  la riforma della governance Rai”.

Il commento di Beppe Giulietti

Rai, via Minzolini dal Tg1. Alberto Maccari direttore ad interim.

Il Cda della Rai ha rimosso dall’incarico di direttore del Tg1 Augusto Minzolini, rinviato a giudizio dal tribunale di Roma per peculato.

RomaAugusto Minzolini non è più il direttore del Tg1. Il consiglio di amministrazione della Rai ha deciso di rimuovere dall’incarico il “Direttorissimo”, come lo chiamava Silvio Berlusconi. La votazione del Cda di Viale Mazzini si è conclusa in parità, quattro a quattro, ma il voto del presidente che vale doppio ha inciso sul destino dell’ormai ex direttore, destinato ad un nuovo incarico. Il presidente Garimberti, assieme ai consiglieri Nino Rizzo Nervo, Alessio Gorla e Giorgio Van Straten, ha votato a favore della rimozione di Minzolini. Quattro i voti contrari: Giovanna Bianchi Clerici, Angelo Maria Petroni, Guglielmo Rositani e Antonio Verro. Mentre, il consigliere Rodolfo De Laurentiis è uscito al momento del voto. Altro aspetto, quest’ultimo, non di poco conto. A pesare sulle sorti di Minzolini il rinvio a giudizio per peculato, deciso nei giorni scorsi dal Tribunale di Roma. Il Cda, inoltre, ha votato a maggioranza il via libera all’interim per Alberto Maccari, fino ad oggi direttore del Tgr. In questo caso, a favore hanno votato il presidente Garimberti, Bianchi Clerici, Rositani, Gorla e Verro. Van Straten si è astenuto, mentre hanno votato contro Rizzo Nervo, De Laurentiis e Petroni.

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Sempre più a rischio il futuro in Rai di Serena Dandini

Il Dg della Rai Lorenza Lei ribadisce la scelta di produrre il programma internamente. La trasmissione in ogni caso non partirà il 27 settembre come previsto

Roma – E’ muro contro muro tra la Rai e Serena Dandini per il futuro di ‘Parla con me’. Il dg Lorenza Lei ribadisce con forza in consiglio di amministrazione – il primo dopo la pausa estiva – la scelta di produrre internamente il programma, mettendo la conduttrice di fronte all’aut aut di lasciare Fandango e continuare l’avventura su Rai3 oppure rimanere con la sua squadra e seguire eventualmente altre strade (La7 e’ alla finestra).

Il dg incassa il sostegno della maggioranza dei consiglieri, mentre il presidente Paolo Garimberti si dice pronto a votare a favore di un eventuale contratto per la realizzazione del programma. Protestano vivacemente i consiglieri di opposizione anche perche’ la trasmissione, a questo punto, non partira’ in ogni caso il 27 settembre come previsto.

Questa la replica della popolare conduttrice: «Non è un problema di soldi, non c’è mai stato. La Rai sta decidendo da mesi se avvalersi della nostra collaborazione».

Annozero, ascolti record nell’ultima puntata

FirenzeNell’ultima puntata Annozero ha fatto il record. Il programma di Michele Santoro è stato visto da una media di 8 milioni 389 mila telespettatori pari al 32.29% di share. E in 6 milioni 174 mila (22.82%) hanno seguito, durante l’anteprima del programma, il conduttore lanciare la sfida a Paolo Garimberti: «Io non ho ancora firmato con nessun altro editore – ha detto il conduttore rivolto al presidente Rai -. Da domani, teoricamente, potrei essere disponibile a riprendere questo programma al costo di un euro a puntata nella prossima stagione». Ma il commento di Garimberti oggi è stato secco: «Questo uso delle telecamere del servizio pubblico per parlare dei suoi contratti non lo condivido, è fuori regola. Ora ho capito perché ha annullato la conferenza stampa, lì avrebbe avuto un manipolo di giornalisti, ieri ha parlato ad otto milioni di persone». Il presidente Rai risponde anche sulla proposta di compenso: «Santoro è una star e non può essere retribuito con 1 euro. Il suo contratto va valutato secondo il mercato. Non scherziamo sul lavoro, tutto il resto è demagogia». E ancora: «Non facciamo giochini come l’anno scorso, queste sono cose serie. Santoro è uomo Rai e conosce le procedure: faccia un progetto e lo presenti al direttore generale, è lei che decide». La replica  di Santoro non si fa attendere: «Visto che non ha nemmeno il coraggio di sottoporre al voto del Consiglio la mia proposta di continuare la collaborazione con la Rai, lo rassicuro sulla mia volontà di finire qua la polemica. E’ inutile continuare il dialogo con chi cerca di imitare Ponzio Pilato senza averne la statura». Il botta e risposta tra Garimberti e Santoro arriva dopo che ieri sera il conduttore di Rai2 ha messo alle strette viale Mazzini: «Vorrei che lei, presidente Garimberti, scegliesse in libertà se in questa azienda una trasmissione così la volete o no». Il conduttore ha scelto il prologo dell’ultima puntata di Annozero per il suo affondo, forse non finale. «Caro presidente Garimberti, se fossi in lei non mi preoccuperei di quello che sto per dire, ma di quello che lei sta per fare – ha iniziato il conduttore -. Chi è il vero artefice del destino della Rai? Io sono un giornalista della Rai. Anche Celentano è della Rai. Chi è che gli impedisce da anni di fare un programma sulla tv pubblica?».

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Santoro: “Io sono della Rai” (video)

Annozero non va in onda con i soldi del canone (video)

Rai, giudice del lavoro: “Tiziana Ferrario deve essere reintegrata al Tg1”.

Il tribunale di Roma sezione lavoro ha accolto il ricorso in via d’urgenza della giornalista Tiziana Ferrario (assistita dagli avvocati Domenico e Giovanni Nicola D’Amati), ordinando così alla Rai di reintegrare la giornalista nelle mansioni di conduttrice del Tg1 delle 20 e di inviata speciale per grandi eventi.

Roma Il tribunale di Roma sezione lavoro, giudice Marrocco, accogliendo il ricorso in via d’urgenza della giornalista Tiziana Ferrario (assistita dagli avvocati Domenico e Giovanni Nicola D’Amati), ha ordinato alla Rai di reintegrare la giornalista nelle mansioni di conduttrice del Tg1 delle 20 e di inviata speciale per grandi eventi. Il giudice ha ravvisato nella rimozione di Tiziana Ferrario dell’incarico di conduttrice del tg della rete ammiraglia una <<grave lesione della sua professionalità per motivi di discriminazione politica a seguito dell’opposizione della stessa giornalista alla linea editoriale del direttore Augusto Minzolini>>.
Secondo il giudice Marrocco, <<i provvedimenti che hanno riguardato la Ferrario sono stati adottati in contiguità temporale con la manifestazione, da parte della lavoratrice, del dissenso alla linea editoriale impressa al telegiornale dal nuovo direttore. Con l’adesione da parte sua alla protesta sollevata dal cdr e diretta a far applicare nel tg i principi di completezza e pluralismo nell’informazione. E, infine, con la mancata sottoscrizione da parte della stessa del documento di censura al cdr il 4 marzo scorso>>. Questi provvedimenti, si legge nella motivazione , <<sono stati antitetici rispetto a quelli adottati nei confronti dei colleghi di redazione che non avevano posto in essere le suddette condotte>>. In particolare, <<in merito alla rimozione dell’incarico di conduzione del Tg1, dichiaratamente collegata dal direttore del telegiornale all’intento di ringiovanire i volti del tg, risulta in atti che identica decisione non ha coinvolto due giornalisti in sostanza coetanei della ricorrente (Petruni e Romita), i quali, di contro, avevano sottoscritto il documento 4 marzo 2010 di sostegno alla linea editoriale>>.

Soddisfatta Tiziana Ferrario, che considera la sentenza <<importante perchè afferma il principio fondamentale che i poteri del direttore di una testata giornalistica sono limitati dalla legge: non ha infatti il diritto di emarginare o mettere i giornalisti della sua redazione in condizione di non lavorare. Dunque una sentenza ancora più importante in quanto può rivelarsi utile a tutti coloro che hanno subìto il mio stesso trattamento, da Paolo Di Giannantonio a Massimo De Strobel, da Raffaele Genah a Bruno Mobrici alla stessa Maria Luisa Busi, che con grande coraggio ha deciso di rinunciare alla conduzione del Tg1 perchè non riteneva di essere più nelle condizioni di svolgere con serenità la propria professione>>.
Alla senenza del giudice ribatte Minzolini: <<Paolo Frajese ha condotto il Tg per sette anni, Bruno Vespa per cinque. Tiziana Ferrario invece lo ha condotto per 30 anni>>. Nessuna discriminazione politica, quindi, per il direttore, secondo cui la decisione del tribunale <<è assurda perchè interviene in decisioni di fatto del direttore>>. Il presidente della Rai Paolo Garimberti ha ribadito lo stesso pensiero che espresse quando a essere reintegrato dal giudice fu Paolo Ruffini: <<Le sentenze si rispettano non si commentano>>.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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Annozero deve continuare. L’appello di Santoro.

Firenze Pubblichiamo dal sito di “Annozero” l’appello del conduttore. Un appello in nome della libertà di espressione, del pluralismo dell’informazione, fondamento di ogni democrazia.

<<Cari amici, vi ringrazio per le adesioni al mio appello che sono già migliaia, ma dobbiamo ottenere il massimo del risultato. Quindi vi chiedo di raccogliere anche le firme di chi non usa internet inviandole contemporaneamente a questi indirizzi:

annozerodevecontinuare@yahoo.it

segreteriapresidenza@rai.it

Il primo indirizzo è molto importante per avere il quadro completo delle adesioni raccolte. Potete utilizzare la formula seguente o un’altra con le stesse caratteristiche: “Gentile presidente Paolo Garimberti, i sottoscritti abbonati Rai chiedono di non essere puniti al posto di Santoro e che Annozero continui ad andare in onda regolarmente”.
Vi prego di seguire queste semplici raccomandazioni e di far girare la nostra sottoscrizione usando la rete perché è l’unica opportunità che possiamo gestire con le nostre forze. Un abbraccio>>.

Michele Santoro.

 

Annozero andrà regolarmente in onda

Le prossime due puntate di “Annozero” andranno regolarmente in onda.

Roma Le prossime due puntate di “Annozero” andranno regolarmente in onda. Michele Santoro ha formalizzato la richiesta di arbitrato contro la decisione di sospensione di dieci giorni, voluta dal direttore generale Mauro Masi. La richiesta sospende la sanzione disciplinare fino alla pronuncia del collegio arbitrale, come previsto dall’articolo 7 dello Statuto dei Lavoratori. La decisione di ricorrere all’arbitrato era stata anticipata da Santoro nella Prima di “Annozero” di ieri sera (il video). Nell’ultima trasmissione, dal titolo “Scherzi a parte”, il programma ha battuto la concorrenza, interna ed esterna, facendo registrare oltre il 23% di share, pari a 6 milioni 283mila spettatori. La trasmissione “Chi ha incastrato Peter Pan”, condotta da Paolo Bonolis su Canale 5, è stata vista da 6.095.000 telespettatori. Soltanto la Prima di “Annozero” è stata vista da 5.379.000 telespettatori. Durante proprio l’introduzione, Michele Santoro aveva chiesto ai telespettatori di scrivere al presidente Rai Paolo Garimberti per evitare la sospensione del programma: <<Dovete raccogliere in ogni caseggiato, dove si ascolta Annozero una semplice dichiarazione: Se dovete punire Santoro punitelo ma non interrompete Annozero. Nei prossimi giorni vi diremo anche cosa dovete fare con esattezza>>.  Oggi sono arrivate le indicazioni su come fare anche attraverso la rete.

Rai4, Rizzo Nervo-Van Straten: il direttore generale ha esautorato Freccero. Masi smentisce, ma Garimberti lo richiama al rispetto delle norme.

Roma – Carlo Freccero è stato esautorato dalla direzione di Rai 4. A farlo sapere sono i consiglieri di minoranza Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten. <<Il direttore generale della Rai Mauro Masi con un colpo di mano e tenendo all’oscuro il consiglio di amministrazione ha affidato ad un altro dirigente le deleghe editoriali ed amministrative>>, così i due consiglieri che invitano il presidente Paolo Garimberti a mettere in atto le dovute iniziative per restituire al Cda i poteri che gli spettano. 

I due consiglieri aggiungono alcuni particolari alla vicenda. <<Lo scorso 30 settembre, il giorno dopo l’ultimo Cda, Masi ha infatti firmato quattro lettere con le quali si decidevano nuove collocazioni di dirigenti di prima fascia>>. Una decisione assunta <<in violazione – precisano i due consiglieri – all’articolo 25.2 lettera c) dello Statuto e dell’articolo12 lettera d) del Testo unico della radiotelevisione, decreto legislativo 31 luglio 2005, n.177>>. <<Con questi provvedimenti – precisano Rizzo Nervo e Van Straten – a Carlo Freccero veniva comunicato che avrebbe operato nell’ambito della direzione Rai Premium, da cui dipendono Rai 4 e Rai Movie, le cui deleghe editoriali e amministrative venivano però affidate al dottor Lorenzo Vecchione estendendo la delega anche ai canali Rai ragazzi, Rai Premium e Rai Extra>>.

I due consiglieri sostengono, inoltre, che sempre il 30 settembre <<il direttore generale, sempre a seguito del processo di fusione in Rai di Raisat, affidava a Giuseppe Gentili direttore generale di quella società l’incarico di assistente del direttore generale, senza che quel dirigente ne fosse stato prima informato e in assenza di una delibera consiliare, mentre affidava a Pasquale D’Alessandro la delega editoriale e amministrativa del canale Rai5, anche questa di competenza consiliare>>. I due consiglieri hanno chiesto, infine, al presidente Garimberti di <<porre in atto le iniziative più idonee per restituire al consiglio quei poteri che gli sono garantiti dalla legge e dallo Statuto>> (link).

Il direttore generale Mauro Masi, chiamato in causa dai due consiglieri,  ha smentito il tutto sostenendo che non vi è stata nessuna esautorazione.  Ma, lo stesso presidente Garimberti ha fatto sapere che è stato commesso un errore e quanto prima è necessario porre rimedio.

Intervista a Carlo Freccero (Il Fatto Quotidiano).

Rai, Santoro a Masi: “Annozero deve andare in onda”

La lettera di Michele Santoro inviata oggi al direttore generale Mauro Masi e per conoscenza al presidente Paolo Garimberti e ai consiglieri di amministrazione.

Firenze Pubblichiamo la lettera che Michele Santoro ha inviato oggi al direttore generale della Rai Mauro Masi e per conoscenza al presidente Paolo Garimberti e ai consiglieri di amministrazione.

Gentile Direttore,
al termine di una stagione faticosa, durante la quale sono stato costretto a lavorare più per contrastare manovre politiche e impedimenti burocratici che per realizzare un prodotto televisivo, solo al fine di trovar modo di continuare a svolgere la mia professione con un minimo di serenità, avevo accolto il tuo invito a valutare una ipotesi transattiva che ponesse fine all’interminabile vicenda giudiziaria che mi riguarda.
Ma siccome nessuna azienda seria rinuncerebbe a cuor leggero a una trasmissione come Annozero e nessuna azienda libera discuterebbe di materie contrattuali riguardanti i suoi dipendenti come ha fatto la Rai, addirittura dedicando intere trasmissioni alla nostra cosiddetta trattativa, si è scatenata una incredibile concatenazione di errori di comunicazione e polemiche.
Oggi sono costretto a constatare che non si è ottenuto il risultato sperato: individuare soluzioni che appaiano e siano dalla parte del pubblico.
E’, invece, risultato evidente che Annozero, perfino da chi esprime nei suoi confronti critiche violente, è considerato un elemento assai importante del panorama informativo italiano. Il clamore suscitato dalla eventualità di una sua soppressione, al di là delle critiche ingiustificate e immotivate sulla portata e il valore del possibile accordo, ha dimostrato inequivocabilmente che un pubblico enorme non vuole rinunciare ad uno dei suoi appuntamenti preferiti. Perciò lasciami dire che, indipendentemente dalle tue intenzioni, la tattica di rinviare continuamente la conferma in palinsesto del programma, anche dopo quanto emerso dall’inchiesta di Trani, conferma nell’opinione pubblica la convinzione di un carattere strumentale dell’interesse manifestato per le nuove trasmissioni alle quali avrei potuto dar vita.
Non c’è più spazio, quindi, per rinvii e ambiguità. E non c’è più tempo per trovare alcun accordo tra noi che non preveda la messa in onda di Annozero.
Ti prego di provvedere di conseguenza a sbloccare le pratiche che con i miei collaboratori sono state già tutte opportunamente istruite e consegnate alla Rete dopo aver definito con il Direttore Liofredi e gli uffici competenti della Rai date e modalità produttive.
La mancata messa in onda del programma sarebbe un grave danno per il servizio pubblico e mi costringerebbe ad impiegare tutte le energie per difendere diritti miei, dei miei collaboratori e degli spettatori.
Ti ringrazio per la cortese attenzione e ti invio i miei più cordiali saluti.

Michele Santoro.

Alla conquista di Raitre. Adesso è la volta di Serena Dandini?

Possibili e inquietanti scenari futuri in Rai, non così poi tanto lontani. Riflessioni sviluppate da Loris Mazzetti, capostruttura di Rai3.

Roma – Nell’attesa di sapere se qualcuno del cda della Rai risponderà a Santoro, come credo si attenda il pubblico che segue Annozero: «Il conduttore è un’importante risorsa della Rai e deve continuare a fare il suo lavoro anche nel prossimo palinsesto autunnale», apprendiamo positivamente che il presidente Garimberti, dopo la lettera di dimissioni dalla conduzione del Tg1 di Maria Luisa Busi, si è schierato pubblicamente contro la direzione di Minzolini, dichiarando: «Quel telegiornale è reticente». Per prima cosa alla Busi e a tutti quei colleghi del Tg1 che si battono perché il telegiornale torni ad essere un bene che comunica alla collettività e non uno strumento in mano ad un uomo solo al comando, va tutta la nostra solidarietà; secondo, i problemi sollevati nella lettera della conduttrice inviata al direttore Minzolini e le conseguenti parole di Garimberti, non dovrebbero rimanere una semplice disquisizione intellettuale tra chi è d’accordo e non.

Qualsiasi editore di fronte alla perdita costante di telespettatori, a un giornale qualitativamente molto, molto modesto, minimo prenderebbe provvedimenti, e non si limiterebbe ad avallare la sostituzione della Busi con una anonima “patatona” che porterebbe ad un’ulteriore perdita di ascolti e di qualità. Di fronte all’immobilismo dei vertici alcune domande sono legittime: «Perché l’editore nei confronti di Minzolini non è ancora intervenuto»? «Perché la riflessione sugli ascolti e sulla qualità vale nei confronti del direttore di Rai2 Liofredi e non per quello del Tg1»?  C’è altra carne al fuoco che farà diventare i prossimi giorni di organizzazione dei palinsesti frenetici, visto che il 15 di giugno, giorno dell’ufficializzazione è alle porte.

Nei corridoi di viale Mazzini corrono molte voci preoccupanti. Pippo Baudo, non confermato a Rai1, potrebbe approdare a Rai3 con tredici puntate in prima serata dedicate ai 150 anni della storia dell’Unità d’Italia. Nulla nei confronti del Pippo nazionale e della sua professionalità (Novecento a Rai3 fu un successo), discuto il luogo dell’eventuale decisione perché troppo distante dal primo piano di viale Mazzini, cioè da Rai3. Se ciò accadrà significa che è in atto un processo di lenta occupazione nei confronti della rete diretta da Antonio Di Bella, già iniziato con lo spostamento da Rai2 di Palco e Retropalco.

Altro rumor riguarda il programma di Serena Dandini che il direttore Antonio Di Bella ha confermato nella striscia di seconda serata, dal martedì al venerdì, con alcune incursioni in prima, dall’autunno alla fine di marzo. E’ risaputo che nella lista di proscrizione fatta direttamente da sua Emittenza, dopo Santoro, vi è il nome della conduttrice di “Parla con me”  e dopo il suo quello di Enrico Bertolino (non è chiaro se Berlusconi ce l’ha con lui perché conduce Glob, l’osceno del villaggio, o perché è  un interista sfegatato). Le voci che circolano contraddicono le decisioni di Rai3. “Parla con me”, che ha avuto una stagione piena di soddisfazioni e che per ragioni industriali (ottimo esempio di rapporto costo-qualità), e che nessun vero editore metterebbe in discussione, c’è chi lo vorrebbe ridimensionare a una o al massimo due seconde serate per far posto ad un’altra invasione (Giovanni Minoli?).

Ci auguriamo che siano solo voci, anzi male lingue, ma se andiamo a scorrere la lista di proscrizione, più volte riportata dai due house organ aziendali del Cavaliere, i nomi e i programmi di Rai3 sono tanti. Dopo Santoro e la Dandini sarà la volta di chi? Milena Gabanelli, Lucia Annunziata, Fabio Fazio…. 

Loris Mazzetti.

Fonte: Articolo 21.