Vatileaks, indagato Paolo Berlusconi

RomaSono «inveritiere» le notizie sui presunti ricatti da parte di Francesca Chaouqui, coinvolta nel caso Vatileaks, alla famiglia Berlusconi. Lo afferma in una nota Nicolò Ghedini, legale del leader di Forza Italia, minacciando querele in seguito a un articolo di oggi del Corriere della Sera, che cita le carte dell’inchiesta della Procura di Roma e afferma che tra gli indagati figura anche il nome di Paolo Berlusconi, fratello del’ex premier. Secondo il Corriere la giovane donna sotto accusa per fuga di documenti riservati avrebbe utilizzato notizie apprese in Vaticano per minacciare e ricattare. E per rendere più efficaci gli avvertimenti, Chaouqui avrebbe fatto valere proprio il ruolo di componente della Cosea, la Commissione della Santa Sede per gli affari economici, affidatole direttamente da papa Francesco.

Intercettazione Fassino-Consorte, la Cassazione conferma la prescrizione per Silvio Berlusconi e suo fratello

La Cassazione conferma la prescrizione per Paolo e Silvio Berlusconi.

Roma La sesta sezione penale della Cassazione conferma la prescrizione per Paolo e Silvio Berlusconi in merito alla vicenda dell’intercettazione della telefonata tra l’ex segretario dei Ds, Piero Fassino, e l’allora amministratore delegato di Unipol, Giovanni Consorte nella quale l’attuale sindaco di Torino pronunciò la famosa frase: «Abbiamo una banca». La decisione della Suprema Corte accoglie così la richiesta del procuratore generale Francesco Salzano, che aveva chiesto di rigettare i ricorsi dell’ex premier e del fratello Paolo, editore de Il Giornale, che chiedevano di essere assolti nel merito e quindi di essere prosciolti da ogni responsabilità. Il 31 marzo 2014 la corte d’Appello aveva dichiarato la prescrizione per rivelazione di segreto d’ufficio e pubblicazione illegittima dell’intercettazione della telefonata.

Intercettazione Fassino-Consorte, prescrizione per i fratelli Berlusconi

Prescrizione per i fratelli Berlusconi, Silvio e Paolo, nell’ambito del processo sull’intercettazione Fassino-Consorte.

Milano La seconda Corte d’Appello di Milano ha dichiarato la prescrizione del reato per Silvio e Paolo Berlusconi, imputati per la vicenda dell’intercettazione Fassino-Consorte legata al caso Unipol. La difesa aveva chiesto l’assoluzione, ma secondo i giudici non vi era prova sufficiente dell’innocenza degli imputati. Confermato il risarcimento di 80mila euro per Piero Fassino, parte civile nel processo. L’ex Cavaliere in primo grado era stato condannato a un anno di carcere con l’accusa di concorso in rivelazione del segreto d’ufficio. I giudici avevano invece condannato il fratello a due anni e tre mesi per ricettazione.

Rifiuti tossici, Carmine Schiavone a Der Spiegel: “Napolitano fece secretare i verbali”

Firenze In un’intervista al giornale Der Spiegel , il pentito Carmine Schiavone sostiene che fu l’attuale Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ministro dell’Interno nel governo Prodi dal 1996 al 1998, a secretare le sue deposizioni sul traffico di rifiuti tossici che tiravano in ballo Paolo Berlusconi, fratello del Cavaliere, come capo di un’azienda del nord protagonista dei suoi traffici.

Intercettazione Fassino-Consorte: condannati i fratelli Berlusconi. L’ex premier ad un anno.

I fratelli Berlusconi, Silvio e Paolo, sono stati condannati nel processo per la vicenda della pubblicazione sulle pagine del “Giornale” della conversazione tra Piero Fassino, allora segretario Ds, e Giovanni Consorte, numero uno di Unipol

Milano I fratelli Berlusconi, Silvio e Paolo, sono stati condannati nel processo per la vicenda della pubblicazione sulle pagine del “Giornale” della conversazione tra Piero Fassino, allora segretario Ds, e Giovanni Consorte, numero uno di Unipol. Durante quel colloquio l’allora segretario dei Ds disse: «Allora abbiamo una banca?». Il riferimento era alla scalata del colosso assicurativo a Bnl nel 2005 (sulla quale si sono aperti poi un’inchiesta e il relativo processo). La conversazione non poteva essere pubblicata perché all’epoca era ancora coperta da segreto istruttorio. L’ex Presidente del Consiglio, accusato di rivelazione di segreto di ufficio, è stato condannato ad un anno di reclusione, mentre a Paolo Berlusconi, che doveva rispondere dell’accusa di concorso in rivelazione del segreto di ufficio, è stata inflitta la pena di due anni e tre mesi.

Caso Unipol, un anno a Berlusconi… (fonte: Corriere della Sera)

Caso Bnl-Unipol, un anno a Berlusconi (fonte: La Stampa)

Berlusconi: “Persecuzione intollerabile”… (fonte: Il Fatto Quotidiano)

Longo: “Troppa fatica difendere B. a Milano” (fonte: Il Fatto Quotidiano)

Favata: “Così portai a Berlusconi il nastro… ” (fonte: Il Fatto Quotidiano)

 

Unipol: Paolo Berlusconi rinviato a giudizio

Il giudice per l’udienza preliminare di Milano, Stefania Donadeo, ha rinviato a giudizio Paolo Berlusconi con l’accusa di ricettazione, concorso in rivelazione del segreto d’ufficio e millantato credito. L’inchiesta riguarda la pubblicazione da parte del Il Giornale (il fratello minore del premier risulta proprietario del quotidiano) di un’intercettazione telefonica tra l’allora segretario dei Ds, Piero Fassino, e Giovanni Consorte sulla tentata scalata di Unipol a Bnl.

Milano Il giudice per l’udienza preliminare di Milano, Stefania Donadeo, ha rinviato a giudizio Paolo Berlusconi con l’accusa di ricettazione, concorso in rivelazione del segreto d’ufficio e millantato credito. L’inchiesta riguarda la pubblicazione da parte del Il Giornale (il fratello minore del premier risulta proprietario del quotidiano) di un’intercettazione telefonica tra l’allora segretario dei Ds, Piero Fassino, e Giovanni Consorte sulla tentata scalata di Unipol a Bnl. La conversazione fu pubblicata il 31 dicembre 2005, quando ancora non era agli atti dell’inchiesta. In que l colloquio telefonico, fra le tante affermazioni pronunciate da Fassino, l’ex segretario degli ex Ds disse: «allora abbiamo una banca?…». Il processo avrà inizio il 4 ottobre prossimo (link).