Mafia, omicidio Bosio: in appello condannato all’ergastolo il boss Madonia

Firenze – Ribaltata in appello la sentenza per l’omicidio del medico Sebastiano Bosio. La Corte d’Assise d’appello di Palermo ha condannato all’ergastolo il boss Nino Madonia. Il chirurgo Sebastiano Bosio era stato ucciso il 6 novembre 1981. Durante l’interrogatorio il collaboratore di giustizia Giovanni Brusca, di recente, aveva confermato il motivo dell’uccisione: un intervento chirurgico non eseguito dal medico su un uomo d’onore. In primo grado Madonia era stato assolto.

Trattativa Stato-mafia: la difesa annuncia che Riina risponderà alle domande dei pm

FirenzeToto Riina ha fatto sapere, tramite il suo avvocato Giovanni Anania, che risponderà alle domande dei pm nel processo sulla presunta trattativa fra pezzi dello Stato e Cosa nostra. Tra gli imputati al processo, il capomafia di Corleone è l’unico ad aver accettato di rispondere alle domande di accusa e difesa. Gli altri – mafiosi, pentiti (Giovanni Brusca), collaboratori (Massimo Ciancimino), ex politici (Marcello Dell’Utri e Nicola Mancino) ed ex ufficiali del Ros dei carabinieri come Mario Mori e Antonio Subranni – hanno rifiutato di sottoporsi all’interrogatorio o non hanno ancora risposto all’istanza dei giudici. L’interrogatorio di Riina dovrebbe tenersi nell’udienza del 16 febbraio.

 

Ustica, lo Stato non vuole risarcire le vittime

Lo Stato non vuole risarcire i familiari delle vittime della strage di Ustica, risarcimento già accordato con sentenza.

Firenze L’avvocato dello Stato Maurilio Mango ha chiesto alla Corte d’appello civile di Palermo di annullare il risarcimento, accordato dal tribunale a 18 familiari delle vittime della tragedia aerea di Ustica (27 giugno 1980), quando il Dc9 Itavia s’inabissò in mare con 81 persone a bordo. Lo scorso ottobre, il giudice monocratico Sebastiana Ciardo aveva condannato i ministeri della Difesa e del Trasporto al risarcimento. Adesso, l’avvocatura dello Stato chiede il rigetto per prescrizione o infondatezza ed, inoltre, chiede di porre a carico dei familiari il ‘‘pagamento delle spese di lite oltre che quelle prenotate a debito”. Il presidente dell’associazione parenti vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti, ha parlato di posizione vergognosa, tenuta dallo Stato. 

Marcello Dell’Utri, il tribunale del Riesame respinge il ricorso contro l’arresto

Respinto il ricorso contro l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Marcello Dell’Utri.

Firenze Marcello Dell’Utri resta detenuto: il tribunale del Riesame di Palermo ha infatti respinto il ricorso contro l’ordinanza di custodia cautelare. A chiedere il rilascio dell’ex senatore del Pdl erano stati i suoi legali, gli avvocati Giuseppe Di Peri e Massimo Krogh, che avevano impugnato l’ordine di arresto spiccato dai giudici della Corte d’Appello di Palermo l’8 aprile scorso. «È del tutto indimostrata la circostanza secondo cui Marcello Dell’Utri sarebbe stato inviato a Beirut su preciso incarico, al fine di svolgere attività di supporto politico e/o professionale» scrivono i giudici del riesame, smentendo di fatto quanto dichiarato da Silvio Berlusconi, nelle ore successive all’arresto dell’ex senatore in Libano, dove era stato rintracciato dall’intelligence libanese all’hotel Phoenicia la mattina del 12 aprile.

«Marcello era partito perché Vladimir Putin mi ha chiesto di sostenere la campagna elettorale di Amin Gemayel», aveva detto Berlusconi, prima di essere smentito poche ore dopo dal diretto interessato. «La notizia è destituita di qualsiasi fondamento sotto tutti gli aspetti», replicava l’ufficio stampa del partito Falangi, guidato da Gemayel.

Trattativa Stato-mafia, Cassazione: “Il processo resta a Palermo”

Il processo sulla trattativa Stato-mafia resta a Palermo. L’ha deciso la Cassazione.

Firenze Il processo sulla trattativa Stato-mafia resta a Palermo. La Sesta Sezione Penale della Cassazione, presieduta da Stefano Agrò, ha rigettato la richiesta di trasferire il procedimento a Caltanissetta dei legali degli ex ufficiali dell’Arma, Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno. Gli imputati che hanno presentato la richiesta sono stati anche condannati al pagamento delle spese processuali. 

Falso allarme bomba davanti alla casa di Ingroia

Falso allarme bomba davanti alla casa di Ingroia

Firenze – Una macchina, risultata rubata nei giorni scorsi, è stata trovata davanti al palazzo di via Madonie, a Palermo, dove abita l’ex pm Antonio Ingroia È scattato l’allarme bomba e sul posto sono intervenuti gli artificieri e i carabinieri. Allarme rientrato dopo i controlli degli uomini dell’Arma. La vettura, una Fiat 500 di colore giallo, è già stata restituita alla legittima proprietaria. Per consentire l’intervento degli artificieri è stata chiusa al traffico la strada ed è stata evacuata anche una scuola materna privata nei pressi della quale era parcheggiata l’utilitaria.

Trattativa Stato-mafia, la Corte non acquisisce la lettera di Napolitano

La lettera inviata da Giorgio Napolitano alla Corte d’assise di Palermo, non servirà probabilmente ad evitare la deposizione del Presidente della Repubblica nel processo sulla trattativa tra pezzi dello Stato e la mafia. Le due pagine della missiva rimarranno infatti fuori dal fascicolo processuale.

FirenzeLa lettera inviata da Giorgio Napolitano alla Corte d’assise di Palermo, non servirà probabilmente ad evitare la deposizione del Presidente della Repubblica nel processo sulla trattativa tra pezzi dello Stato e la mafia. Le due pagine della missiva rimarranno infatti fuori dal fascicolo processuale. «La Corte prende atto che non vi è consenso all’acquisizione del documento e soprattutto sulla utilizzazione del suo contenuto rappresentativo», ha decretato il presidente Alfredo Montalto, che aveva chiesto alle parti di esprimersi sull’utilizzo della missiva spedita da Napolitano.

Trattativa Stato-mafia, Napolitano: “Nessun rifiuto a deporre”

Il Presidente Giorgio Napolitano fa sapere di non volersi sottrarre alla testimonianza nel processo per la trattativa Stato-mafia. Però, allo stesso tempo, ricorda che a Palermo, per legge, non ci dovrebbe andare.

RomaIl Presidente Giorgio Napolitano fa sapere di non volersi sottrarre alla testimonianza nel processo per la trattativa Stato-mafia. Però, allo stesso tempo, ricorda che a Palermo, per legge, non ci dovrebbe andare. «Con la lettera che il Presidente della Repubblica ha inviato il 31 ottobre scorso al Presidente della Corte di Assise di Palermo – si legge in una nota del Quirinale – si è ritenuto doveroso offrire all’organo giudicante elementi di fatto idonei a valutare più approfonditamente l’utilità della testimonianza del Capo dello Stato, la quale è stata ammessa dalla Corte stessa, a norma dell’articolo 190 del codice di procedura penale, solo in quanto non manifestamente superflua o irrilevante. Lo si precisa in relazione ad interpretazioni non corrette riportate dalla stampa».
«La lettera inviata – prosegue la nota della presidenza della Repubblica – pertanto, non preannuncia alcuna determinazione del Presidente a questo riguardo. Neanche quella di “non andare a Palermo” (come impropriamente si è scritto) per rendere una testimonianza, che comunque dovrebbe, per espresso disposto di legge, essere acquisita nel luogo in cui esercita le sue funzioni, ossia al Quirinale».

Trattativa Stato-mafia, Napolitano: “Non ho nulla da riferire”. Il Presidente invia una lettera ai giudici.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato una lettera per chiedere la cancellazione della propria deposizione. E’ il fulcro della missiva inviata alla Corte d’assise di Palermo dove si svolge il processo sulla trattativa Stato-mafia.

Firenze Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato una lettera per chiedere la cancellazione della propria deposizione. E’ il fulcro della missiva inviata alla Corte d’assise di Palermo dove si svolge il processo sulla trattativa Stato-mafia. Una richiesta, quella voluta dal Capo dello Stato, che non ha precedenti nella storia giudiziaria italiana.  Napolitano, su richiesta della Procura,  è stato citato come teste per una lettera ricevuta dal suo ex consigliere giuridico Loris D’Ambrosio, che il 18 giugno 2012 esponeva al presidente i suoi dubbi per essere stato “utile scriba di indicibili accordi” tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90, lo stesso periodo in cui, secondo l’accusa, si sviluppa la trattativa fra lo Stato e la mafia. «Non ho da riferire alcuna conoscenza utile al processo», è un passaggio delle due pagine inviate da Napolitano ad Alfredo Montalto, giudice della Corte d’Assise.  

Trattativa Stato-mafia, Napolitano: “Lieto di dare un utile contributo”

Trattativa Stato-mafia, Napolitano sarà testimone

Trattativa Stato-mafia, Napolitano: “Lieto di dare un utile contributo”

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha annunciato di voler deporre nel processo sulla trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa Nostra

Firenze Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha annunciato di voler deporre nel processo sulla trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa Nostra. Con una lettera al presidente della Corte d’Assise di Palermo Alfredo Montalto, il Capo dello Stato si è detto «lieto di dare un utile contributo all’accertamento della verità processuale».

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