Editoria, anche quest’anno 48 milioni di contributi statali. In attesa della riforma.

Roma – In attesa del disegno di legge che dovrebbe riformare l’intero settore eliminando i fondi statali a pioggia, anche quest’anno giornali non profit e per le minoranze linguistiche, cooperative editoriali e organi di partito riceveranno 48 milioni di euro di soldi pubblici. La stessa cifra versata a fine 2014 per il 2013. La decisione è arrivata dal tavolo sull’editoria convocato martedì fa dal sottosegretario Luca Lotti, a cui hanno preso parte rappresentanti di distributori, editori, edicolanti e giornalisti (Ordine, Inpgi e Federazione nazionale della stampa italiana). Lotti, secondo l’agenzia Public policy, si è impegnato a erogare i contributi diretti ai piccoli editori per un’ultima volta, perché nel frattempo, prima dell’estate, l’esecutivo punta a emanare un ddl di riforma che metterà in campo un nuovo “Fondo unico per la libertà di stampa e il pluralismo dell’informazione“.

Barbara D’Urso denunciata dall’Ordine dei giornalisti

Barbara D’Urso denunciata dall’Ordine dei giornalisti

Firenze Il presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino annuncia su facebook di presentare denuncia nei confronti di Barbara D’Urso. All’origine della decisione dell’ordine un’intervista che la conduttrice di Domenica Live ha fatto ad un amico di Elena Ceste, la donna scomparsa il 24 gennaio e trovata morta a metà ottobre nell’Astigiano. L’intervento è stato aspramente criticato sul web per le ripetute illazioni sulle relazioni della vittima. Il presidente dell’Ordine attraverso facebook annuncia di presentare denuncia «a due Procure della Repubblica (Milano e Roma), all’Agcom, al Garante per la protezione dei dati personali e al Comitato Media e minori». 

Nella denuncia si richiama l’attenzione sul susseguirsi nel programma televisivo di «interviste con modalità che non tengono conto di esigenze quali la difesa della privacy e/o il coinvolgimento di minori». Dopo aver richiamato i limiti al diritto di cronaca posti dal codice di deontologia e dalla Carta dei doveri del giornalista, Iacopino evidenzia che «la signora D’Urso, pur non essendo iscritta all’Albo dei Giornalisti, compie sistematicamente un’attività (l’intervista) individuata come specifica della professione giornalistica, senza esserne titolata e senza rispettare le regole, con negative ripercussioni sull’immagine di quest’Ordine».

Massimo Gramellini denunciato da associazione Rom

L’Istituto di cultura Sinta di Mantova e l’Osservatorio contro le discriminazioni razziali hanno denunciato Massimo Gramellini all’Ordine dei giornalisti e presenteranno un esposto alla Procura di Torino per diffamazione e istigazione all’odio etnico-razziale.

Firenze – L’Istituto di Cultura Sinta di Mantova, Sucar Drom, e l’Osservatorio contro le discriminazioni provinciale hanno deciso di denunciare Massimo Gramellini all’Ordine dei giornalisti e di presentare un esposto alla procura di Torino per diffamazione e istigazione all’odio etnico-razziale. Il motivo che ha spinto la comunità rom a chiamare in causa il giornalista è in relazione a quanto ha scritto il vicedirettore del quotidiano La Stampa nella sua rubrica “Buongiorno” lo scorso 24 ottobre a riguardo della vicenda di Borgaro, comune in provincia di Torino, dove il sindaco del Pd ha proposto di realizzare due corse del bus 69, una per i Rom che abitano lì vicino e una per tutti gli altri cittadini, a causa dei ripetuti episodi di molestie denunciati dai residenti e attribuiti ai nomadi.   

Diffamazione, Sallusti sospeso per tre mesi dall’Ordine dei giornalisti

Il direttore del Giornale Alessandro Sallusti è stato sospeso per tre mesi dal Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia.

Firenze – Il direttore del Giornale Alessandro Sallusti è stato sospeso per tre mesi dal Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Il provvedimento è in relazione agli articoli pubblicati nel 2007 da Libero, allora diretto da Sallusti, che hanno portato nel dicembre scorso all’arresto del giornalista. La sentenza è sospesa fino al termine per la presentazione di un eventuale appello al Consiglio nazionale dell’Ordine.

Informazione, il documento dei precari toscani

Tra le richieste quella all’Fnsi di mobilitarsi a sostegno della proposta di legge sull’equo compenso

Firenze – L’assemblea dei giornalisti collaboratori della Toscana, riunitasi il 7 marzo presso la sala Oriana Fallaci della Toscana su iniziativa dell’Associazione Stampa Toscana, intende denunciare con forza la situazione sempre più grave e inaccettabile relativa al mancato pagamento dei compensi in varie testate, quotidiane e non, della Toscana: situazione tanto più inaccettabile in considerazione dei compensi irrisori previsti per il lavoro di giornalisti indispensabili per quotidiani, radio, televisioni e testate on line.

L’assemblea chiede all’Ast di attivarsi in tutti e modi e le sedi possibili per tutelare i diritti dei giornalisti collaboratori, facendosi interprete di questa situazione anche presso l’Fnsi, alla quale si chiede di mobilitarsi a sostegno della proposta di legge sull’equo compenso e di promuovere in tutte le realtà regionali, le attività e la presenza della commissione del lavoro autonomo.

Chiede ai comitati e ai fiduciari di redazione di monitorare attentamente la situazione e di porre la questione dell’entità dei compensi e del loro tempestivo pagamento al centro del confronto con i loro editori, anche prevedendo una specifica rappresentanza del lavoro autonomo al loro fianco.

Alle istituzioni toscane chiede attenzione per la realtà del lavoro precario e autonomo nel giornalismo toscano e l’individuazione di strumenti di incentivo per le aziende che sapranno rispettare le regole, così come il blocco di ogni finanziamento, contributo e pubblicità per le aziende che non le rispetteranno.

La carta di Firenze approvata dall’Ordine dei Giornalisti. I precari esprimono soddisfazione

L’obiettivo adesso diventa quello di rendere effettivo il documento. L’appello pubblicato su Facebook è aperto a nuove adesioni.

Prato – Il coordinamento dei giornalisti precari esprime “la più viva soddisfazione” per l’approvazione della “Carta di Firenze” da parte del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

“Crediamo che con questa approvazione – continua il comunicato – sia stato fatto un importantissimo passo in avanti per la tutela dei giornalisti non inquadrati come dipendenti, che non sono e non possono più venir considerati “giornalisti di serie b” o carne da macello del sistema dell’informazione. L’obiettivo adesso diventa quello di rendere effettiva la Carta, per la tutela del lavoro di tutti i giornalisti senza distinzioni, e in ultima analisi per la qualità dell’informazione resa ai cittadini”.

L’appello, pubblicato sulla pagina Facebook del coordinamento, è aperto a nuove adesioni.

Giornalisti, il 62% dei freelance non arriva a 5 mila euro l’anno

Un rapporto di Lsdi fotografa il divario fra gli assunti e i freelance. “Invisibili” la metà dei giornalisti italiani.

Roma – Un mestiere sempre più precario e mal pagato, con redazioni sempre più vecchie e ristrette, e un turn over inesistente. Fattori che messi insieme, contribuiscono a delineare un’altra caratteristica di una settore in profonda trasformazione: il divario crescente tra chi ha un contratto da dipendente e chi invece svolge questo lavoro da autonomo. Sono alcuni dei tratti più rilevanti della professione giornalistica in Italia che emergono da un aggiornamento della ricerca effettuata da Lsdi – Libertà di stampa, diritto all’informazione – sulla base dei dati relativi al 2010.

Secondo l’indagine, alla fine di quell’anno i giornalisti “visibili” effettivi, cioè con una posizione contributiva all’Inpgi attiva, erano 44.906: 19.895 (44,3 %) nel campo del lavoro subordinato e 25.011 (55,7) fra autonomi e parasubordinati. Un numero complessivo in crescita grazie sopratutto all’impennata dei precari, che ridisegna dall’interno il settore.

Enna, giornalista non rivela le fonti Condannata a venti giorni di carcere

La reazione di Fnsi e Assostampa Sicilia: sentenza ingiusta e incomprensibile

Enna – Giulia Martorana, giornalista pubblicista di Enna, corrispondente dell’agenzia Agi e del quotidiano “La Sicilia” è stata condannata a venti giorni di carcere, con la sospensione condizionale della pena, per non aver voluto rivelare al giudice la fonte di una notizia. Qual era la notizia? Che il giudice aveva disposto un incidente probatorio nell’ambito di un’inchiesta su presunti abusi sessuali su due sorelline di 12 e 14 anni, ipotizzando che le indagini potessero coinvolgere altre persone. Nessun nome, nessuna dichiarazione, nessuna intercettazione. Ma il giudice ha ritenuto l’esistenza di un favoreggiamento, da qui la condanna contro la quale sono insorti Fnsi e Assostampa siciliana, che si sono detti “profondamente preoccupati e rammaricati” e parlano di “sentenza ingiusta e incomprensibile che ripropone il problema di una urgente e non più rinviabile riforma della legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti, che oggi non è più in grado di rappresentare correttamente la realtà della professione”.

La deriva dei fatti. Un articolo di Alberto Spampinato

L’invasione di campo della fiction nel mondo dell’informazione, il prevalere delle opinioni sui fatti, l’oscuramento di tematiche e di notizie di grande rilevanza sociale. Una riflessione sul mondo dell’informazione

Prato – Oggi  pubblichiamo questo interessante articolo che abbiamo letto sul sito aprileOnLine ma che è stato originariamente pubblicato sul settimanale Left del 23 dicembre 2009, n. 51-52. Lo scrive il giornalista Alberto Spampinato, consigliere nazionale della Fnsi e direttore di Ossigeno per l’informazione, osservatorio Fnsi-Ordine dei Giornalisti sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza. Il fratello di Alberto Spampinato, Giovanni, era un giornalista dell’Ora di Palermo e fu ucciso a Ragusa a 25 anni il 27 ottobre del 1972 “per aver scritto troppo”.

Spampinato parte da alcune considerazioni, quali l’invasione di campo della fiction nel mondo dell’informazione, il prevalere delle opinioni sui fatti, l’oscuramento di tematiche e di notizie di grande rilevanza sociale, per fare una lunga e articolata riflessione sullo stato attuale dell’informazione, in Italia e non solo.

Un articolo che sottoponiamo alla vostra attenzione e che speriamo possa dar luogo a un dibattito su questo tema, che ci sta particolarmente a cuore.